Archivio mensile:dicembre 2011

L’AFFARE SLOT MACHINE E LE LICENZE GRATIS

L’AFFARE SLOT MACHINE E LE LICENZE GRATIS.

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L’AFFARE SLOT MACHINE E LE LICENZE GRATIS

Redazione
Pezzi tratti dal Fatto quotidiano del 28/12/2011 Autore: Nanni Delbecchi
Mentre ad Amsterdam si apprestano a chiudere i coffee shop in modo da impedire ai turisti l’acquisto della cannabis; in Italia, in spuntando , come funghi e senza alcuna vera regolamentazione per le sale dedicate alle slot machine, che sono considerate l’eroina del
gioco d’azzardo. Non si tratta di un paragone esagerato,
La slot machine la cosiddetta macchina a rulli, come vuole il , è il gioco più passivo che esista
nelle categorie dei videogiochi e non deve ingannare la sua grafica da playstation i software sono effettivamente sofisticati Dietro queste ambientazioni e quelle schermate piene di personaggi in movimento c’è una sorta di schiacciasaaai che in è in
grado di rovinare chiunque con tempi da guinness.
Le cosiddette VLT di nuova generazione,sono praticamente identiche a quelle che si
trovano nelle sale dei giochi americani dei casinò di mezzo mondo.
Si può giocare fino a cinque euro alla volta, il che significa che 50 euro possono andarsene in 50 secondi, 500 euro in meno di dieci minuti
Questo basterebbe a spiegare perchè le slot sono diventate una la gallina dalle uova d’oro per i casinò di tutto il mondo, nonché l’eroina per i giocatori più sprovveduti, perché si legge “slot machine” ma si dovrebbe pronunciare “slot rovin”
Da redazione del FattoQuotidiano.it 29/12/2011
Con le frequenze televisive si è avuto il coraggio almeno di fermare il beauty
contest. Ma sulle slot machine, il governo Monti non ha avuto lo stesso polso: continuerà a lasciare in regalo ai dieci concessionari del gioco (Bplus, Sisal e Lottomatica in testa) le concessioni per le “macchinette” nonostante le società siano tuttora in causa con lo Stato per decine di miliardi di euro a causa delle loro inadempienze del passato. Così prevede la legge voluta dal governo Berlusconi: licenze in concessione gratuita per nove anni. Basti pensare che se fossero assegnate a pagamento con una gara pubblica, nelle casse dello Stato entrerebbe una cifra vicina al miliardo di euro. Il giro di affari delle slot (sia quelle disseminate nei bar, dove si vincono massimo 100 euro, sia le Vit, dei veri e propri mini-Casinò) tocca ogni anno i 42 miliardi di euro, dieci in più del giro di affari realizzato in
tutto il mondo dall’intero gruppo Fiat. Anche considerando i costi fissi per l’affitto delle sale, per le macchine e per il personale, la concessione resta un ottimo affare. Non si vede perché i concessionari debbano goderne così, senza pagarlo a caro prezzo.

La Sanità in cifre

Neurosal

Fine anno, tempo di bilanci. Per quanto riguarda la Sanità molto interessante il rapporto presentato dal Centro Studi SIC di Federanziani. Presentato al Senato lo scorso 13 dicembre (link), sono molti gli elementi di rilievo: cresce la speranza di vita, si riducono i ricoveri, aumentano costi, sprechi e numero delle prestazioni specialistiche. Queste toccano la quota record di 1 miliardo 335 milioni (22,24 prestazioni a persona all’anno). Anche le ricette aumentano: 220 milioni di prescrizioni in più negli ultimi 10 anni. Nel rapporto vengono esaminati i bilanci delle Asl, delle aziende ospedaliere, degli Istituti di ricerca e le banche dati del ministero della Salute, delle Regioni e dei vari organismi che si occupano del comparto. La conclusione è che se da un lato aumenta la speranza di vita e si riducono i ricoveri, dall’altro crescono costi e sprechi.
I numeri dicono anche che le…

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L’Iva sulla tassa rifiuti è illegittima, esulta Federconsumatori.

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Contro la corruzione il consulente dei corrotti (Marco Travaglio).

Contro la corruzione il consulente dei corrotti (Marco Travaglio)..

21 MILIARDI FONDI PER IL SUD DA SPENDERE SUBITO (O TORNANO ALL’UE)

21 MILIARDI DA SFONDI PER IL SUD DA SPENDERE SUBITO (O TORNANO ALL’UE).

21 MILIARDI FONDI PER IL SUD DA SPENDERE SUBITO (O TORNANO ALL’UE) una serie di appuntamenti mancati perchè?


redazione
La Comunità Europea negli ultimi anni ha staziato dei soldi per vari progetti Europei tra cui
quelli dello sviluppo dell’economia e del miglioramento delle infrastrutture.
Le tematiche dello sviluppo riguardano sia il sud che il Nord, un paese che in questo momento
dovrebbe recuperare terreno rispetto ad altri in vari settori dovrebbe essere stimolato ad usare
tutte le possibilità che vengono offerte dalla Comunità Europea.
E’ bene ricordare che non sono soldi dati a fondo perduto , ma spesso sono contribuiti presi dal
pil di tutti i paesi della U.E (perciò soldi presi dai contribuenti) per dirottarli a favore di
regioni e aree ai quali si richiede alle loro strutture amministrative dei programmi pe
l’utilizzo di questi fondi tipo lo sviluppo di alcune prioritacome istruzione, occupazione,
banda larga e ferrovie. La U.E negli ultimi anni è diventata più severa mandano i loro
commissari e se questi constatano quello viene fatto sia a livello progettuale che di attuazzione dopo i richiami i soldi vengono ritirati.
Perciò questo denaro in certi casi non viene sfruttato.
Anche il nord non è da ritenersi fuori dalla questione sono stati fatti degli stanziamenti programma competitività dove è statà usato solo il 22% dei fondi.
D’accordo che elaborare progetti non è sempre facile perchè devono essere scritti vagliati e
credibili e poi applicati ma le questioni riguardanti lo sviluppo oramai da qualche anno sono
sempre le stesse e sono i servizi pubblici sul Web Banda Larga, sull miglioramento del servizio
ferroviarioche ormai in tanti comunicano il disagio oltre al mancato risparmio che si ha evitanto di prendere la macchina, l’occupazione non parliamone,e l’istruzione che rischia di
arrivare agli stili americani di stipulare un mutuo per mandare i figli a scuola.

Dal Fatto Quotidiano 29/12/2011 Autore Andrea Managò
Alle Regioni italiane l’Europa, tanto cara al professor
Mario Monti, non piace. Mentre si attardano a difesa di vecchi campanilismi e dei loro privilegi di casta, rischiano di perdere miliardi di euro di fondi europei. Oltre al danno la beffa: le maggiori indiziate sono quelle del Mezzogiorno, che più di tutte necessitano di occupazione e sviluppo. A fine luglio il Commissario europeo alla Politica regionale, Johannes Hahn, ha già richiamato Sardegna, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia: entro il 31 dicembre devono programmare le loro quote del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale relative al 2007-2009, pena il disimpegno di quei fondi. In totale per il periodo 2007-2013 Bruxelles ha messo sul piatto 347 miliardi, all’Italia ne spettano poco più di 21 solo di Fesr, una montagna di denaro che rischia di tornare al mittente. Dati interni al gabinetto del commissario Hahn, aggiornati a fine ottobre, rivelano che le Regioni italiane hanno speso appena il 16,6% dei fondi Fesr a loro disposizione, una performance al di sotto della media europea. Nel programma Convergenza, 17 miliardi e 883 milioni, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata hanno utilizzato 2 miliardi e 765 milioni: il 15,5%. Fanalino di coda sotto al Vesuvio, con l’11% di risorse impegnate. Non va meglio col programma Competitività, che include le Regioni del Centro-Nord: su 3 miliardi e 144 milioni è stato utilizzato il 22,9%.
POCHI GIORNI prima di cadere il governo Berlusconi è corso ai ripari per salvare 8 miliardi di fondi a rischio disimpegno. Un accordo siglato con la Ue li ha orientati su quattro assi prioritari: istruzione, occupazione, banda larga e ferrovie. Di fatto un commissariamento per alcune Regioni del Sud, parte delle loro risorse.
verrà gestita dal ministero dell’Istruzione. L’intesa prevede anche la revisione dal 50 al 25% della quota di cofinanziamento italiana. Ma non basta. Il nuovo ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, in una relazione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, è stato chiaro: “Non possono escludersi perdite a fine del 2011 ed esistono forti rischi di perdita per la fine del 2012”. La difficoltà italiana adaccedere alle risorse comunitarie dipende da vari fattori. Su tutti: scarsa capacità di programmazione degli enti locali e instabilità delle strutture amministrative, che rallenta i progetti. Anche la qualità della spesa talvolta lascia a desiderare. È il caso dei fondi ex Obiettivo 1, spesso assegnati a pioggia: difficilmente creano sviluppo. Lo testimoniano quelli stanziati in Sicilia a beneficio di carrozzerie, idraulici, gelaterie o biscottifici. Le Regioni si trincerano dietrola difficoltà nel reperire le risorse necessarie per cofinanziare i progetti. Di certo quelle del Mezzogiorno non hanno potuto attingere a dovere al Fas, Tremonti ha utilizzato oltre metà di quei 64 miliardi come bancomat per finanziare interventi di tutt’altra natura. Inoltre, per aumentare il ritmo di spesa, i finanziamenti dovrebbero essere liberati dai vincoli del patto di stabilità. Il governo Berlusconi non l’hamai fatto, ora l’esecutivo Monti è chiamato al cambio di passo.

Aggiornamento sulle difficoltà delle Banche e Bce

Aggiornamento sulle difficoltà delle Banche e Bce.

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Redazione
I soldi dalla BCE dovrebbero servire anche allo sviluppo economico, che sarebbe una spinta fondamentale per ricreare un flusso economico, e una maggior credibilità del nostro Paese verso l’estero ma pare che non sia così.
Pezzi presi da da Cadonoimpiedi.it CORTOCIRCUITO TRA STATO E BANCHE
di Gianni Dragoni
“Poco prima di Natale la BCE ha aperto un’asta di liquidità illimitata per tutte le banche europee fornendogli provviste ad un tasso di appena l’1%. Tutte le banche europee hanno esercitato l’opzione, incamerando circa 500 miliardi di liquidità, che dovrebbero servire ufficialmente per far ripartire il credito all’economia. In realtà, è opinione diffusa che queste risorse vengano utilizzate anche per coprire gli acquisti di titoli di Stato soprattutto nei paesi più a rischio e più deboli, tra questi certamente l’Italia. Titoli che nel caso dei BTP decennali hanno reso più del 7% e che comunque, anche con un calo di tassi come nell’asta di oggi, rendono molto più dell’1%. Quindi, a parte il rischio che un giorno gli importi non possano essere rimborsati, per le banche prendere all’1% e investire dal 3,5% al 7% significa ottenere un potenziale guadagno importante.”

Le banche italiane nell’ultimo anno hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato, malgrado il rischio default. Ricollocheranno i titoli sui cittadini? Ovvero, ribalteranno sui cittadini il rischio reale?

“Le banche hanno sempre avuto una scorta di titoli da offrire ai propri risparmiatori e clienti. Tuttavia credo che, avendo massicciamente aumentato l’acquisto di titoli, nell’ultimo anno abbiano anche cercato di collocarne di più presso i risparmiatori togliendosi dalle spalle un po’ di rischio. Le recenti iniziative dei BTP day e dei BOT day senza commissioni bancarie fanno pensare ad operazioni che, celate dietro un patriottismo un po’ sospetto, servivano in realtà ad alleggerire il rischio delle banche e trasferirlo sui risparmiatori che ultimamente erano stati più riluttanti nell’acquistare titoli di stato.”
E’ corretto dire che i cittadini npon compreranno dallo Stato ma compreranno comunque dalle banche?
“I cittadini comprano sempre dallo Stato, forse un po’ meno di un tempo perché sentono un rischio. Ossia sono allettati dai tassi elevati, ma sanno anche che c’è un rischio più elevato. Le banche magari tra un’asta e l’altra possono piazzare titoli sui risparmiatori in diverse forme.”

Se insoluti e tasse fanno sparire le Partite Iva

Se insoluti e tasse fanno sparire le Partite Iva.

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