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Rimborsopoli. Cota&;C. hanno il dono dell’ubiquità

consiglio-regionale-piemonte
articolotre -Redazione– del 30/11/2013 attualità
Hanno il dono dell’ubiquità i politici piemontesi, tra cui il presidente Roberto Cota, di essere contemporaneamente in un posto e anche in un altro.
Nel Consiglio regionale dei 43 indagati per peculato e truffa, sono in tanti a “sdoppiarsi” o a percorrere centinaia di chilometri a velocità forsennata.
La Procura di Torino contesta 115 contraddizioni al Presidente leghista Cota. I tabulati telefonici smascherano i suoi reali spostamenti, mentre scontrini e ricevute messi a rimborso lo vorrebbero in posti diversi. Come quando è a Pavia, ma gusta gelati per 22 euro in una nota pasticceria torinese.
Un vizio, tra i suoi colleghi. Il suo ex delfino Massimo Giordano, ad esempio… Sorprendenti sono il panino, le gomme da masticare e i due caffè pagati con 25 euro in un autogrill sulla Torino-Milano, mentre Giordano è in missione istituzionale a San Francisco, a 20 ore di volo da lì.
Tra le fila del Carroccio, c’è anche chi come Antonello Angeleri dice di risiedere in un luogo e invece vive in un altro. Non è solo un fatto di onestà, perché così facendo il consigliere regionale, secondo l’accusa, ci ha guadagnato oltre 20 mila euro di rimborsi chilometrici non dovuti.
È rapidissimo a spostarsi anche Tullio Ponso, (Idv). Il 5 luglio del 2010 ad esempio, alle 13.57 prende un caffè in centro a Torino, e alle 14.14 un altro. Ma a Roma. Oppure il 2 marzo del 2011, fa benzina alle 12.27 a Cuneo, e alle 12.34, solo sette minuti più tardi, è seduto al bar a Torino.
Roberto Tentoni fa pagare agli altri il conto del ristorante, ma il rimborso lo tiene per sé. Come quella volta in cui al ristorante La Baracca di Settimo Vittone i commensali hanno raccolto le quote per pagare in contanti i 500 euro del conto. La ricevuta però l’ha presa Tentoni, che era l’ospite d’onore della tavolata. E l’ha messa in nota spese.
A spese della Regione, il consigliere Idv Andrea Buquicchio è volato in Norvegia in compagnia della compagna, per festeggiare il compleanno di lei. E il 9 giugno lui risulta contemporaneamente a Oslo e a Torino.
C’è anche chi ha mandato moglie e figlia a Parigi per documentarsi su come venissero lavate le strade della capitale francese.

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Sprechi, la versione di Cota: “Ho il conto sempre in rosso IL GOVERNATORE DEL PIEMONTE A VERBALE NEGA GLI ABUSI SUI RIMBORSI SPESE

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Fatto Quotidiano 28/11/2013 di Andrea Giambartolomei attualità
Torino Non posso permanere in questa carica anche solo con l’ombra di un avvi- so di garanzia”. Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota l’avviso di garanzia l’ha ricevuto, e ha ricevuto pure quello della conclusione delle indagini, ma lui resta al suo po- sto. Quella frase l’aveva detta l’11 gennaio nell’ufficio del pro- curatore capo di Torino Gian Carlo Caselli. Si era presentato spontaneamente insieme all’avvocato Domenico Aiello. Il motivo? “Si sta scatenando sui mezzi di informazione una specie di tritacarne in cui si rischia di finire tutti”. Ora il “tritacarne” è tornato in funzione e lui, in Giappone per impegni istituzionali, spera di sopravvivere. In quel pomeriggio di gennaio, in una sorta di comizio di due ore, Cota ha spiegato ai pm della “Rimborsopoli” piemontese (43i consiglieriindagati) chela sua attività politica è impronta- ta alla “riduzione dei costi della politica, nell’esigenza di conte- nere la spesa pubblica”. Tagli agli stipendi, donazioni mensili alla Regione per sette mesi, nes- sun telefono a carico dell’amministrazione né auto blu: “Non ho mai inteso la politica come strumento di arricchi- mento – ha detto -. Potete guardare la mia situazione patrimoniale ed estratti conto che sono perennemente in rosso”. Aveva aggiunto che “se un politico de- ve proporre la chiusura di ospe- dali non può, allo stesso tempo, vivere nel dubbio di apparire come uno che approfitta per sé della sua posizione politico-isti- tuzionale”. EPPURE IL NUCLEO tributario della Guardia di finanza di To- rino, setacciando gli scontrini, ha trovato 25.410,66 euro di spese dubbie, soldi che doveva- no servire al gruppo regionale della Lega e invece sono serviti ad altro. I finanzieri hanno accertato che per 115 volte Cota è stato incongruente: alcuni scon- trini sono stati emessi in luoghi n cui lui non c’era. Perché? “Non curavo in prima persona i meccanismi di rimborso, né mi curavo delle modalità di rimborso per missioni”, ha detto l’11 gennaio. Poi il 16 aprile, do- po l’avviso di garanzia per pe- culato, ètornato davantial pro- curatore aggiunto Andrea Be- coni e ai sostituti Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi. Ha dovuto spiegare, ad esempio, che tipo di spesa fosse il pranzo del giugno 2010 alla trattoria “Celestina”a Roma, zona Pario- li, insieme a Francesco Giorgino, conduttore del Tg1: “Faccio politica non solo in Piemonte – ha risposto – Mi muovo in quantouomopolitico anchealivello nazionale”. Che dire dei regali per le nozze dell’assessore regio- nale Michele Coppola o per quelle del vicepresidente del consiglio comunale di Torino Silvio Magliano? “Ho pensato di fare un regalo di rappresentanza come uomo politico”. Tra le spese compaiono pure una custodia per l’iPad, un portafoto, un caricabatterie, 530 euro di foulard per portavoce e cravatte per collaboratorie autisti,1.500 euro in penne da donare in oc- casioni ufficiali, un libro antico per Giulio Tremonti e ancora molti ristoranti e bar. Ha detto che ai doni e agli scontrini ci pensava la sua se- gretaria, Michela Carossa, figlia di Mario, capogruppo leghista al Con- siglio regionale, pure lui è indagato. “È anche successo che per sbaglio abbia dato alla mia se- gretaria degli scontrini non inerenti all’attività politica e la mia segreta- ria in qualche caso non li ha scartati”, ha detto Cota addebitandole al- cuni errori. Resta il fatto che per le spese per- sonali del governatore, cene e regali, non bastano i circa 14 mila euro di stipendio mensile (in cui sono compresi 4.500 euro di rimborsi per l’eserciziodi mandato). Tolte le imposte e le rite- nute, gli restano circa ottomila euro. “Per fortuna mia moglie lavora, altrimenti saremmo in bancarotta”, aveva detto.

Allarme ammortizzatori sociali in Piemonte: “La cig si sta esaurendo”

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Fonte Torinotoday del redazione 7/09/2013 attualità

„Per 6.500 lavoratori piemontesi la cassa integrazione si sta esaurendo”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom Piemonte, Vittorio De Martino“

La Fiom lancia l’allarme che, anche se era già noto, desta molta preoccupazione. “Per 6.500 lavoratori piemontesi la cassa integrazione si sta esaurendo”. Il Piemonte è una delle regioni con più richieste di cig e all’orizzonte non ci sono segnali di ripresa della crisi.

“Numeri impressionanti, dietro ai quali c’è il dato della povertà”, ha sottolineato il segretario regionale Vittorio De Martino. Un dato eloquente lo si è avuto nel gennaio del 2013 quando le ore di cassa integrazione sono state sette volte di più del gennaio 2008.

Sindacati e mondo politico viaggiano sullo stesso binario della preoccupazione: “Sono stati cinque anni di emergenza – ha detto l’assessore provinciale al Lavoro Carlo Chiama -, si è quadruplicato l’uso degli ammortizzatori sociali, la disoccupazione è raddoppiata

Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/economia/fiom-cassa-integrazione-piemonte-2013.html
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COTA E SACCHETTO PREPARANO LA SOLUZIONE FINALE PER LA FAUNA PIEMONTESE (la nuova legge Regionale sulla caccia e le tante osservazioni delle associazioni ambientalistiche su una legge che definiscono peggiorativa,: Comunicato-stampa, con preghiera di diffusione )

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Fonte Legambiemte Piemonte 26/03/2013 attualità
Sintesi della redazione
Metto il parere di Legambiente Piemonte nel quale si appellano ai consiglieri regionali anche perchè Il d.d.l. demanda poi a provvedimenti della Giunta la definizione degli aspetti più mportanti dell’attività venatoria: specie cacciabili, calendario venatorio, limiti di carniere e così via.
Nel comunicato auspicano inoltre che l’Assessore regionale alla Caccia, Claudio
Sacchetto, si decida finalmente a perseguire gli interessi della collettività e non solo quelli di
una sparuta minoranza, anche se elettoralmente a lui vicina (come al solito)
Oltrettutto come si è spesso verificato nella Regione Piemonte se la giunta agirà in modo autonomo in spregio alle
norme internazionali rischia di far pagare all’Italia multe milionarie .
Legambiente e pronatura chiedono ai cittadini di far girare la notizia.
Fonte Legambiemte Piemonte
26/03/2013 attualità

Giunta Regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Disegno di Legge
sulla caccia, che dovrebbe rimpiazzare la Legge Regionale abrogata la scorsa primavera,
all’unico e dichiarato scopo di impedire lo svolgimento del referendum regionale.
Le Associazioni ambientaliste e animaliste paventavano un peggioramento rispetto alla
situazione preesistente, ma, come spesso accade, la realtà supera la fantasia. Infatti, il d.d.l.
prevede la caccia nei parchi e nelle altre aree protette, la possibilità di utilizzare l’arco,
l’istituzione di fantomatiche aree recintate per la caccia agli ungulati (tra l’altro nemmeno
previste dalla normativa nazionale in materia), la commercializzazione dei capi abbattuti da
parte degli stessi cacciatori e altre assurdità che solo una Giunta totalmente allineata agli
interessi del mondo venatorio poteva partorire. Dimenticando che la fauna selvatica
rappresenta un bene della collettività, la cui appropriazione da parte di una esigua minoranza
rappresenta una prevaricazione del tutto inaccettabile.
Il d.d.l. demanda poi a provvedimenti della Giunta la definizione degli aspetti più
importanti dell’attività venatoria: specie cacciabili, calendario venatorio, limiti di carniere e così
via. Di fatto, sarà la Giunta a decidere in modo autonomo e potrà farlo anche in spregio alle
norme internazionali che tutelano la fauna selvatica: la famosa “caccia in deroga”, in Piemonte
ancora mai adottata, che rischia di far pagare al nostro Paese delle sanzioni milionarie.
Sinceramente, non ne sentivamo proprio la mancanza….
Le Associazioni ambientaliste e animaliste faranno tutto quanto in loro potere per
impedire che tale assurdità venga approvata e si appellano fin da ora ai Consiglieri della
Regione Piemonte affinché le logiche di tutela di un bene comune – quale la fauna selvatica –
prevalgano sugli interessi di una categoria, che rappresenta a malapena lo 0,5% della
popolazione piemontese. Auspicano inoltre che l’Assessore regionale alla Caccia, Claudio
Sacchetto, si decida finalmente a perseguire gli interessi della collettività e non solo quelli di
una sparuta minoranza, anche se elettoralmente a lui vicina. Il recente risultato delle
consultazioni elettorali ha chiaramente dimostrato come l’opinione pubblica presti sempre più
attenzione a come gli amministratori gestiscono la cosa pubblica e pretendano comportamenti
trasparenti e virtuosi. Forse, però, non tutti hanno compreso la lezione

Piemonte, Cota: “Crosetto in giunta? Non è vero”. Ma spunta un sms

Dario_Fo
Fatto Quotidiano 8/03/2013 i Andrea attualità Giambartolomei | 5 marzo 2013
Aveva detto che uscendo dal Pdl rinunciava a un seggio sicuro. Se sconfitto Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, sarebbe tornato a fare il suo lavoro, l’imprenditore. Però, dopo le elezioni e dopo esser rimasto fuori dal parlamento, si è mostrato subito disponibile a un nuovo incarico politico, un ingresso nella giunta della Regione Piemonte. Glielo ha chiesto il governatore leghista Roberto Cota che lunedì ha negato: “Crosetto in giunta? Niente di vero”. Tutto vero invece. Lo dimostra un sms del presidente all’interessato. Però Crosetto – interpellato dal fattoquotidiano.it – non vuole passare come un paracadutato alla ricerca di poltrone e precisa: “Nei giorni scorsi mi ero reso disponibile a dare una mano a titolo gratuito e dall’esterno”.

L’sms La dichiarazione di Cota deve essere stata una doccia fredda, ma Crosetto non s’è perso d’animo ed è passato al contrattacco, usando una strategia di cui era stato vittima in passato. Come aveva fatto ,Franco Bechis, vicedirettore di Libero, quando pubblicò la telefonata in cui il sottosegretario dava della “testa di cazzo” a Berlusconi ora è lui ha rendere pubblica una conversazione privata. Proprio l’sms che Cota gli ha inviato qualche giorno fa: “Ho bisogno di te, devo dare una scossa altrimenti andiamo al voto. Vieni avrai l’ufficio vicino a me e insieme proviamo a spalare la …”, riporta l’edizione torinese di Repubblica. Un sms vero: “Di fatto non è stato smentito da nessuno” dice Crosetto.

Una giunta in bilico
Cota aveva bisogno di lui “altrimenti andiamo al voto”. La sua poltrona da governatore traballa, proprio ora che Roberto Maroni è diventato presidente della Regione Lombardia e le tre principali regioni del nord sono rette dalla Lega Nord. Se cade il Piemonte il progetto della macroregione rischia di svanire e Cota sarebbe il responsabile del fallimento. I pericoli ci sono. Solo pochi giorni fa si è dimesso l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Giordano, indagato per corruzione, concussione e abuso d’ufficio dalla Procura di Novara. Nessuno è stato nominato al suo posto. Gli equilibri in Consiglio regionale sono cambiati dopo la costituzione di un folto gruppo consigliare di FdI (tra cui il presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo), che ha ridotto il gruppo del Pdl da 22 a 10 consiglieri. Tre assessori (Barbara Bonino, William Casoni e Roberto Ravello) sono di FdI contro i quattro del Pdl. Per questo ci sarebbe bisogno di un rimpasto. Infine in Piemonte alle elezioni politiche il centrodestra è arrivato dietro al centrosinistra, anche se di poco.

La soluzione Cota necessita di qualcuno che possa garantirgli più equilibrio politico e stabilità e nei giorni scorsi Crosetto, rimasto fuori dal Parlamento, si era detto disponibile a fare qualcosa – a titolo gratuito e dall’esterno – per la sua Regione. “Non mi andava che sembrasse un paracadute – precisa ancora – È volontariato”. Ma come si può fare a dare un aiuto dall’esterno? “Se ti serve una mano, per vedere se mi vengono delle idee buone…”. L’idea resta poco chiara, ma non c’è più bisogno di specificarla. Lunedì a margine di un incontro coi sindacato su Fonsai il governatore ha affermato: “Più che a un rimpasto, sto lavorando alla puntualizzazione e al rilancio della nostra azione di governo”. Poi ha aggiunto pure che “ci sarà bisogno di qualche persona nuova in giunta”, ma che l’ingresso di Crosetto “non è nulla di vero” e l’ipotesi è “inventata di sana pianta”. L’sms non diceva questo e in serata Crosetto ha dichiarato alle agenzie: “Se Cota dice di non aver mai pensato a me per un aiuto tecnico, allora chi era quel Governatore della Regione Piemonte che mi ha chiamato e di cui conservo i messaggi ricevuti, nei quali mi si propone di dare una mano e di andare a lavorare nell’ufficio accanto al suo?”. Sedotto e abbandonato Crosetto lascia la sfida: “Ieri gli ho detto: ‘aggiustatevi, punto’”, dichiara al fattoquotidiano.it. A “spalare la …” resterà solo Cota.

Presadiretta del 03/03/2013 – “Tsunami” – Anticipazioni

corel
In diretta dallo studio 2 di Via Teulada, puntata speciale di PRESADIRETTA sul risultato delle elezioni più importanti dal dopoguerra ad oggi.

L’ultima settimana prima del voto gli inviati di PRESADIRETTA hanno seguito la campagna elettorale nelle regioni decisive per il risultato al Senato, Lombardia, Sicilia e Lazio.

E ancora, PRESADIRETTA ha seguito l’incredibile viaggio di Beppe Grillo attraverso l’Italia, fino all’appuntamento finale di Piazza San Giovanni.

Chi ha vinto, chi ha perso e che Parlamento uscirà da queste elezioni?

Da presadiretta.rai.it

Il nuovo piano regolatore riporta i cantieri a Viverone (nuovi palazzi in arrivo tanto per cambiare, un po’ di cemento ci mancava)

corel
Fonte stampa.it 28/02/2013 attualità
Quindici domande
presentate in Comune
Sono quindici le richieste pervenute al Comune di Viverone per la realizzazione di nuove abitazioni o per l’ampliamento di quelle già esistenti. L’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Rosa ha dato il via all’operazione di restyling del vecchio piano regolatore con l’adozione di una variante resa possibile dall’articolo 17 della legge regionale, norma che ha permesso di presentare domande di ristrutturazione o di costruzione in un territorio «blindatissimo» dal punto di vista edilizio.
«E’ probabilmente l’ultima possibilità che l’amministrazione offre ai cittadini – spiega il sindaco –infatti un’operazione simile a questa era già stata messa a punto nel 2010 e aveva riscosso un buon interesse». (Più particolari nell’edizione di Biella in edicola oggi)

Grillo strappa piazza San Giovanni a Pd.

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Fonte Repubblico 1/02/2013 attualità
Beppe Grillo concluderà il suo tsunami tour a Roma il 22 febbraio e precisamente nella storica piazza di San Giovanni. Lo annuncia il Movimento Cinque Stelle in un post pubblicato sul blog del leader del partito. Nel post gli attivsti del movimento raccontano anche come si è arrivati ad ottenere la piazza nonostante vi fosse una richiesta simile da parte del Pd.

Da tempo Grillo aveva annunciato che si sarebbe svolto nella capitale quello che ha ribattezzato ‘Piacere day’, spettacolo politico-musicale con suo show di fine campagna elettorale, con l’obbiettivo di far confluire a Roma il maggior numero possibile di grillini per un simbolico “sbarco comune” del movimento in parlamento.

Quello che invece solo oggi il m5s laziale ha reso noto in rete è che il ‘piacere day’ grillino si terrà in piazza san Giovanni: la piazza storica delle grandi manifestazioni nazionali della sinistra, del sindacato e da un pò di anni anche del centrodestra berlusconiano. In ogni caso fra le più grandi della capitale. “Martedì scorso – racconta oggi il M5s laziale abbiamo incontrato il prefetto insieme alla varie forze politiche per chiedere piazza San Giovanni per il comizio finale. Anche il Pd aveva puntato piazza san Giovanni. Dopo una lunga discussione, a colpi di “ma io ho chiesto l’occupazione suolo pubblico” e noi “anche noi abbiamo già chiesto l’occupazione suolo pubblico”, ed il Pd “ma noi abbiamo anche il permesse della questura” e noi “impossibile,
la questura ci ha detto da fine dicembre a oggi che non avrebbe rilasciato permessi fino a questo incontro” , il prefetto ha scaricato la patata bollente sulla questura annullando la validità delle richieste osp fatte fino a ieri, dicendo che sarebbe valsa quella presentata per prima da quel momento in poi ma non indicando un termine dal quale tale nuova richiesta potesse essere presentata”.

“Firmato il protocollo d’intesa – prosegue il racconto – i nostri attivisti 5 stelle di Roma sono corsi in questura pronti in caso a fare l’ennesima nottata per questa nostra “insensata” voglia di far valere i nostri diritti. E meraviglia hanno trovato tutto pronto, moduli preimpostati per la richiesta ed ordine di presentazione rigorosamente rispettato. I signori del Pd sono arrivati dopo un poco di calma e come hanno visto che eravamo primi noi hanno avuto un leggero mancamento. Insomma, alla fine la questura ci ha concesso piazza san Giovanni. E noi ci vedremo lì il 22 febbraio 2013 a partire dalle 18 per una serata che passerà alla storia”.

(01 febbraio 2013)

Nel Lazio il M5S si presenta, ed è già secondo (Eduardo Di Blasi).

Nel Lazio il M5S si presenta, ed è già secondo (Eduardo Di Blasi)..

Quegli infiniti secondi di terrore (Mario Tozzi).

Quegli infiniti secondi di terrore (Mario Tozzi)..

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