Archivio mensile:ottobre 2011

IL 26 NOVENBRE: IN PIAZZA PER L’ACQUA, I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

Commento della redazione di Piemontenews e testo dalla Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
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Dopo L’esito referendario con l’abrogazione dell’art 21 sulla privatizazzione dell’acqua nella manovra estiva è stato appovato il decreto legge DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138 l’art. 4 e 5, il Governo sta di fatto disconoscendo l’esito referendario riproponendo la privatizzazione dei servizi pubblici locali, dall’altra con la mancata eliminazione dei profitti dalla tariffa del servizio idrico non si sta dando seguito al mandato scaturito dalla vittoria dei sì al secondo referendum.
Il 12 e 13 giugno2011 la maggioranza assoluta del popolo italiano – 27 milioni di donne e uomini – ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale, per la gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Un voto netto e chiaro, con il quale dopo 15 anni la popolazione ha ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e ha indicato un’inversione di rotta rispetto all’idea del mercato come unico regolatore sociale.
Ad oggi la volontà popolare non è stata rispettata e il voto referendario rimane disatteso e non attuato: gli enti locali – ad eccezione del Comune di Napoli – proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A., nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa, la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari.
Anzi, con l’art.4 della manovra estiva e di altre annunciate, il governo impone una sequela di privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
IL RISULTATO REFERNDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO
E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE
Per questo il movimento per l’acqua chiama alla mobilitazione, per impedire l’ulteriore fusione e concentrazione delle Aziende dell’Acqua e l’ulteriore messa sul mercato delle quote in capo agli Enti Locali, che di fatto sono un aperto boicottaggio del voto referendario e un attacco alla democrazia.
Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al voto democratico del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

Quello che avviene per l’acqua è rappresentativo di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema fallimentare è giunto al capolinea. I poteri forti – banche, finanza e multinazionali – invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro a partire dall’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.
Un altro modello di società giusta e sostenibile è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo a partire dai prossimi appuntamenti internazionali di Durban a fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell’acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini a quei popoli che continuamente subiscono violenze, ingiustizie e vengono assetati come in Kurdistan, nel Sahara Occidentale e in Palestina, per la quale l’ONU il 26 Novembre proclama la giornata internazionale di solidarietà.
Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre
con una grande e partecipata manifestazione nazionale.

Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua..
Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.

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Nasce Wikitalia, il portale della politica trasparente e partecipata

Da un articolo dal sito Fatto Quotidiano.it
In Piemonte Torino è una delle città che sta sperimentando gli Strumenti di questo giovane Movimento dell’Open Government che consente di mettere a punto delle piattaforme per migliorare l’efficienza delle visioni politiche Ispirato all’inglese MySociety e rivolto alle amministrazioni comunali, il progetto mette in rete una serie di strumenti per la trasparenza della politica, il riutilizzo dei dati pubblici e la partecipazione dei cittadini. Hanno già aderito, Torino, Firenze e Matera
La bella politica è wiki. Chi ne è convinto crede “che Internet possa abilitare nuove forme di interazione tra governo e cittadini” e intende farlo coinvolgendo le piccole e grandi amministrazioni locali. E ha iniziato a farlo, ovviamente online, a partire da un manifesto che invita ognuno a collaborare per decidere sul territorio. Wikitalia è l’iniziativa nata da “un gruppo di appassionati di web e democrazia, per realizzare una piattaforma da mettere gratuitamente a disposizione delle città italiane dove sviluppare degli strumenti in open source che garantiscano la trasparenza della politica, consentano il riutilizzo dei dati pubblici e favoriscano la partecipazione dei cittadini”. Si ispirano al modello inglese di MySociety, attraverso il quale oltre 200mila cittadini britannici hanno scritto ai propri parlamentari e promosso azioni di tutela del decoro pubblico, e all’omologo statunitense CodeforAmerica.

“A giugno ci siamo resi conto che tante piccole realtà del nostro paese facevano cultura con iniziative a cui volevamo dare risalto”, spiega Riccardo Luna, già direttore di Wired e tra gli ideatori di Wikitalia. “Quindi abbiamo radunato teorici e sviluppatori per pensare a un modello che fornisse gratuitamente consulenze e servizi Internet, come le piattaforme anglosassoni”. Tutto per “migliorare l’efficienza delle visioni politiche”, perché oggi “decidere meglio significa risparmiare e migliorare il rapporto tra noi e le istituzioni”. Accolta con entusiasmo online, dove gli internauti l’hanno rilanciata anche su twitter, Wikitalia è in primis rivolta “ai sindaci e alle loro amministrazioni, affinché decidano di far propri la filosofia e gli strumenti dell’Open Government” e sarà discussa anche insieme a Tim Berners Lee, la mente dietro la creazione del ‘world wide web’ il 14 novembre a Roma nel corso di Happy Birthday Web, appuntamento internazionale per festeggiare i 20 anni della Rete. Intanto Firenze, Torino e Matera sono i primi comuni italiani che hanno deciso di fare da apripista

Valsusa videolettera alla Commissione Europea

Videolettera Valsusa
Da redazione
La videolettera rivolta alla commissione europea è ora pubblica.Ora la comunità europea non può più dire di non sapere come vengono imposte le grandi opere dall’Italia.
Sono ormai centinaia i politici che l’hanno visionata e nei prossimi giorni verrà proiettata in altre situazioni assieme a video aggiuntivi.
Ringraziamo tutti coloro che hanno documentato e reso possibile l’opera di informazione seppur repressa dallo Stato italiano e dai media ormai palesemente controllati.

La peste delle banche

Video Beppe Grillo
I Comuni si indebitano con le banche per opere inutili, ma i Comuni siamo noi e quindi noi veniamo indebitati. Chi autorizza i Comuni a indebitarci? Se un Comune va in rosso per debiti deve essere il sindaco a pagare con il suo patrimonio personale.
“Perché qualcuno non fa un’indagine su quanti comuni d’Italia hanno sindaci e/o assessori riconducibili alle banche? Il dato che ho, realizzato in base a ciò che “vedo” è che 8-9 su 10 degli amministratori che il “popolo sovrano” elegge, hanno a che fare con le banche. La cosa che più spaventa è che tutti lo sanno e nessuno fa niente! Così “questi figuri” continuano ad indebitare le popolazioni dei loro paesi e città costruendo ogni assurdità (nel mio paese di 2500 anime abbiamo rischiato di avere 4 campi di calcio! ma sono “solo” 3). Ho visto aggiustare una proprietà del vescovo con 750 mila euro di denaro pubblico! 250 mila dati dalla Regione e 500 mila… tenetevi forte, PRESTATI dalla banca! Finiremo di pagare la proprietà del vescovo nel 2037! E’ uno stillicidio! Se ogni Comune d’Italia fa questi favori alle banche… QUANTO DOBBIAMO ALLE BANCHE?!?? Qualcuno indaghi! Perlomeno se siamo in una dittatura bancaria, che la cosa venga fuori! Ma guardatevi attorno? Sportelli bancari dappertutto!!! E chi paga? Nel mio paese di 2500 abitanti (bambini e anziani compresi) ci sono 5 banche! E’ come se vi dicessero che nella sola metropoli di Tokyo ci sono 50.000 banche! E’ vergognoso…”. Franco Muzzi

Inceneritore a Settimo Torinese

Settimo Differenzia, Corgiat BRUCIA

AI SUMA TURNA
Lunedì 19 settembre si è tenuto in Provincia di Torino un incontro relativo al progetto per la realizzazione di un inceneritore da parte di un soggetto privato sul territorio di Settimo Torinese.
Il Progetto è stato depositato dai proponenti in Provincia il 5 Settembre scorso (il giorno prima delle dichiarazioni dell’assessore Ronco su Repubblica), ed è relativo ad un impianto di incenerimento che si basa sulla tecnologia del Forno a Griglia Mobile con una linea da 160.000 ton/anno. Il FORNO settimese ha l’obiettivo di bruciare unicamente rifiuti speciali, non soggetti a privativa pubblica e pertanto fuori dal Piano Provinciale dei Rifiuti, attualmente gestisti dalla società SMC s.p.a nella discarica di Chivasso
La ciliegina sulla “griglia” è il sito proposto per la ealizzazione del progetto. Provate ad indovinare? ESATTO!!! È proprio il sito dell’ex CEAT, quello che 3 anni fa il Sindaco aveva con alto senso civico, proposto alla Provincia, già all’epoca all’insaputa dei cittadini settimesi, per la realizzazione del secondo impianto di incenerimento previsto dal Piano Provinciale su cui guarda caso negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito politico.

Dal coordinamento Noinceneritore

Aggiornamento sugli sviluppi politici dell’acqua pubblica nel Biellese

Il referendum ha sancito che nei Comuni la Gestione dei dell’Acqua Pubbica dei comuni deve essere con una maggioranza pubblica, nella proposta del Comitato ci sono dei capitoli riguardanti il miglioramento del servizio. Per quanto riguarda Biella la gestione era già a maggioranza pubblica perciò se si vogliono modifiche devono essere sottoposte ai comuni o chiederne le loro intenzioni. Il referendum ha sancito che nei Comuni la Gestione dei dell’Acqua Pubbica dei comuni deve essere con una maggioranza pubblica, nella proposta del Comitato ci sono dei capitoli riguardanti il miglioramento del servizio. Per quanto riguarda Biella la gestione era già a maggioranza pubblica perciò se si vogliono modifiche devono essere sottoposte ai comuni o chiederne le loro intenzioni. due province Cuneo e Torino e alcuni comuni Biellesi tra cui Selve Marcone e ? metto il link con le modifiche fatte allo Statuto di Torino. Modifiche delibera Torino Mentre in regione si attende la delibera con le modifiche già depositate alle regione Nel Biellese si attendono sviluppi e proposte per tutti i comuni che non hanno ancora modificato gli statuti

nasce la petizione “Io pago, io decido” a Biella: un esempio per il resto d’Italia

di Paolo Michelotto ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione “Io pago, io decido”. Ecco le motivazioni: Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità. Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità economiche per la Città. L’attuale crisi finanziaria – e l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani. Se i cittadini possono sviluppare un bilancio partecipativo e dei referendum propositivi senza quorum (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo modo la cittadinanza diventa protagonista e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. Dando a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più responsabilmente.Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la petizione “io pago io decido”:

1. BILANCIO PARTECIPATIVO (io pago, io decido
2. REFERENDUM PROPOSITIVI (proposte, non proteste)
3. TOGLIERE IL QUORUM (chi partecipa decide)

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Valsusa videolettera alla Commissione Europea

Valsusa videolettera alla Commissione Europea.

Sviluppi acqua pubblica iniziativa comitato referendario e recessione problematiche del Biellese

Sviluppi acqua pubblica iniziativa comitato referendario e recessione problematiche del Biellese.

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