Archivio mensile:febbraio 2012

Condannati e promossi: l’incredibile


L’ultimo atto giudiziario che ha visto coinvolti i protagonisti in divisa del G8 di Genova è del novembre scorso: la
Cassazione ha assolto l’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, oggi a capo dei servizi segreti, dall’accusa di istigazione alla falsa testimonianza. La sentenza della Corte d’appello di Genova che condannava De Gennaro a un anno e 4 mesi è stata
annullata senza rinvio. Assolto in Cassazione anche Spartaco Mortola, all’epoca dei fatti capo della Digos di Genova, che in secondo grado era stato condannato a un anno e 2 mesi. Per lui resta, però, la condanna a tre anni e otto mesi per la Diaz: nonostante questo, è diventato Questore. Alessandro Perugini, ex dirigente della Digos, divenne tristemente famoso per la foto in cui

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Monti e gli interessi delle lobby americane (se Monti sostiene che gli interessi delle lobby americane coicidono con i nostri perchè non apre un dibattito?)

Tecnici ad alta voracità (Marco Travaglio).

Tecnici ad alta voracità (Marco Travaglio)..

L’ANALISI Marco Ponti “Occhio alle altre opere inutili(ad esempio la Milano Genova)

Fatto quotidiano 28/02/2012 di Paola Zanca
Assieme a Luca Mercalli, Ivan Cicconi e Sergio Ulgiati, l’economista del Politecnico di Milano Marco Ponti ha firmato una lettera aperta al premier Mario Monti per chiedergli di ripensarci: l’Alta velocità Torino-Lione non serve, è uno spreco ingiustificato, ha un ritorno finanziario trascurabile. Ponti ne è ancora convinto, ma mette in guardia dal rischio di diventare strabici: tutti presi dalla Val di Susa, perdiamo di vista gli altri Tav pronti a dissanguare le casse del Paese.
Professor Ponti che sta succedendo?
Il punto è che tutto è diventato un ripicco bipartisan. E che la Torino-Lione rischia di far passare sotto tono altre minacce.
A cosa si riferisce?
Da una parte anche tra i promotori del progetto c’è chi comincia ad avere dubbi sull’utilità dell’opera, ma non lo ammetterà mai perché significherebbe dar ragione a quella parte estremista del movimento, a quegli sciagurati che danno del mafioso al procuratore Gian Carlo Caselli. Dall’altra chi si oppone all’Alta velocità in Val di Susa rischia di essere vittima della disinformazione: il Tav è sempre uno spreco di soldi, ma ormai infinitamente inferiore al progetto iniziale. Dai 12 miliardi si è scesi a 4, forse anche meno. Resta un’opera inutile, ma non è più il primo bersaglio.
Quali sono diventate le urgenze?
Marco Ponti (FOTO EMBLEMA)
Per esempio l’assurda Milano-Genova: lo ha dichiarato perfino Mauro Moretti di Trenitalia che si tratta di uno spreco puro. E poi l’assurda Napoli-Bari, un sacco di denaro speso senza nessuna utilità. Queste adesso sono le minacce su cui dobbiamo vigilare.

Vaticano – Bertone e Tettamanzi Lettere di fuoco.

Vaticano – Bertone e Tettamanzi Lettere di fuoco..

‘Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori’: parte la campagna.

'Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori': parte la campagna..

Maurizio Crozza – Ballarò del 28/02/12

La “guerra” per quei 7 ettari tra ordinanze e guerriglia


redazione del Fatto Quotidiano 28/02/2012
Con l’operazione di ieri è scattata l’ultima fase di ampliamento dell’area di cantiere per lo scavo del ‘cunicolo esplorativo’
della Torino-Lione. A fine lavori saranno occupati 7 ettari e tra qualche settimana potrà partire lo scavo vero e proprio la cui durata è prevista in tre anni e mezzo. L’allargamento di ieri riguarda terreni che, in previsione della realizzazione dell’opera, erano stati
acquistati da attivisti No Tav ed è stata attuata provvisoriamente grazie a un’ordinanza prefettizia, in attesa che vengano notificati gli espropri. L’a re a , che si trova in località Maddalena, tra Chiomonte e Giaglione, è stata ‘conquistata’ il 27 giugno scorso dalle forze dell’ordine dopo due mesi di occupazione del movimento No Tav. Da allora c’è stata una lunga fase di alta tensione con frequenti
scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine e lo scambio di accuse reciproche per quanto riguarda la responsabilità degli episodi di violenza. Il cunicolo della Maddalena permetterà di raggiungere il futuro tunnel di base della Torino-Lione. Lungo 7,54 chilometri in totale e situato a 4 chilometri dall’imbocco est del futuro tunnel di base in prossimità di Susa, avrà un diametro di 6,30 metri.

Giulia Innocenzi Avaaz.org Italia senza Corruzzione? petizione online


Cari amici in Italia,

Abbiamo l’opportunità storica di far passare una legge forte contro la corruzione, ma solo se saremo in tanti riusciremo a mettere al tappeto il partito di Berlusconi, che sta facendo di tutto per far passare una legge annacquata e inutile. Mancano pochi giorni alla discussione in Parlamento: firma la petizione e fai il passaparola con tutti!
Fra pochi giorni il Ministro della giustizia annuncerà i pilastri della nuova legge anti-corruzione: potrebbe essere l’occasione migliore che l’Italia abbia mai avuto per fermare questo crimine odioso. Ma se non saremo in tanti a intervenire ora potremmo ritrovarci con una legge annacquata e inutile.

La nuova legge potrebbe dare ai giudici gli strumenti necessari per le indagini, vietare ai politici corrotti di candidarsi e proteggere chi sporge denuncia contro abusi e irregolarità. Il partito di Berlusconi sta facendo di tutto per indebolire la legge, ma con le elezioni amministrative alle porte i nostri politici sono molto attenti all’opinione pubblica. Se saremo in tanti a ricordare che il loro voto su questa legge potrebbe costare loro la rielezione, potremmo portare a casa la legge anti-corruzione di cui ha bisogno il paese.

La corruzione ci costa 60 miliardi di euro l’anno, per non parlare delle sue conseguenze velenose sulla nostra democrazia. Ora abbiamo un’opportunità unica per invertire la rotta, ma ci rimangono pochi giorni per dire la nostra prima che la legge sia discussa in Parlamento. Clicca sotto per firmare la petizione per ripulire la nostra democrazia una volta per tutte e fai il passaparola con tutti:
Petizione online anticorruzzione

UN PENTITO DI MAFIA: “LE STRAGI DEL ’93 CHIESTE DA B. E DA DELL’UTRI lo raccontò nel 2000 Giuseppe Monticciolo al pm Chelazzi”

Fatto Quotidiano 28/02/2012 Giuseppe Lo Bianco
Le stragi del ’93? A chiederle a Cosa Nostra furono “Sil vio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, attraverso il fat-
tore di Arcore, Vittorio Mangano”. L’ultima rivelazione sulle tentazioni stragiste e sul ruolo svolto dall’ex premier nella stagione di sangue dell’attacco allo Stato salta fuori da un verbale del 2000, tenuto segreto per dodici anni, redatto da Giuseppe Monticciolo, il picciotto che Brusca utilizzò per strangolare il piccolo Giuseppe Di Matteo, assassinato a soli 12 anni perché figlio di un pentito. Nel pieno dell’offensiva corleonese contro lo Stato, dopo l’arresto di Totò Riina, Mangano avrebbe indicato a Bagarella “gli attentati che voleva fatti Berlusconi e Dell’Utr i”, sottolineando l’assoluta ignoranza dei boss sugli obiettivi da distruggere: “Non sapevo nemmeno che fossero gli Uffizi, si figuri Bagarella”. L’ordine, per Monticciolo, sarebbe partito da Milano, dal cuore dell’i m p e ro Fininvest, dopo che le cosche avevano tentato di uccidere un uomo simbolo della tv berlusconiana: Maurizio Costanzo. Dopo l’attentato a Costanzo, racconta Monticciolo a Chelazzi, presenti l’allora procuratore di Palermo Pietro Grasso e il pm Vittorio Teresi, “Dell’Utri – dice che ha mandato a dire (sempre detto, va bene, da Bagarella) che si dovevano fare… Dice: Allora, visto che sapete fare… visto che sapete arrivare a Costanzo, perché Costanzo non ce lo ha indicato nessuno per fargli l’attentato, dice allora sapete arrivare anche a fare qualcos’altro, per esempio la strage degli Uffizi e via dicendo’. E da lì Bagarella ordinò. Perché poi ne parlò direttamente davanti a me con Giovanni Brusca”.
LA RIVELAZIONE è sconvolgente, nel verbale Chelazzi è puntiglioso, vuole ricostruire tutti i dettagli e domanda se vennero richiesti “un numero definito di attentati”, ricordando quelli di Roma, Firenze e Milano: “Sono stati richiesti – r isponde Monticciolo – di volta in volta. Poi la discussione come andavano e come non andavano lo sapevano solo Brusca e Bagarella”. Interrogato più volte sull’ar gomento, Brusca ha sempre smentito, ammettendo solo che Berlusconi fu avvertito dalla mafia che “la sinistra sapeva” della trattativa. Ma rifiutò di sottoporsi a un confronto con Monticciolo, che aveva già alluso al coinvolgimento di Berlusconi nella stagione
stragista. Perché i boss accettarono di eseguire le stragi? La posta in gioco, spiega Monticciolo, è il 41-bis. “A Bagarella – racconta il pentito – premeva che dovevano togliere cioè, le promesse che facevano loro erano quelle di toglierlo e di non esserci più restrizioni nei carceri. Loro, come politici, dicevano che salendo al potere levavano il 41-bis e levavano i restringimenti nelle carceri”. Le cose andarono diversamente: il 41-bis, tra ammorbidimenti e attenuazioni, è ancora una leva dell’azione antimafia, e i boss non nascosero la delusione: “Berlu sconi prima vuole fatte le cose, però lui non viene mai agli impegni che prende”, aggiunge Monticciolo, riportando le parole del boss Bagarella, e spiegando che
il cognato di Riina “parlava degli impegni che le stragi venivano fatte e poi lui non si impegnava, nel ’93”. Una delusione che non impedì ai corleonesi di sostenere politicamente Berlusconi: Monticciolo ricorda che nel 1994 Bagarella disse “di cercare i voti per Forza Italia” e che Brusca lo incaricò di “riferirlo agli altri capi mandamento”.
N O N O S TA N T E le inadempienze di Berlusconi, Bagarella non avrebbe reagito “p e rch é Mangano – scrivono i pm nel verbale riassuntivo dell’inter rogatorio di Monticciolo – in qualche modo lo tranquillizzò facendogli osservare che bisognava aver pazienza e che i risultati sarebbero ar rivati”. E Monticciolo conclude che fino a quel momento non ha parlato di politica con i magistrati per “p a u ra ”: “I politici, manovrati sempre dalla mafia, vogliono che io non parli sulle questioni politiche”. I verbali sono stati acquisiti anche dai pm di Palermo e sono oggetto di valutazione nell’ambito dell’i n ch i e s t a sulla trattativa mafia-Stato, nella quale ieri è stato interrogato l’ex ministro Calogero Mannino, indagato per violenza o minaccia al corpo politico dello Stato. Mannino si è avvalso della fla facoltà di non rispondere

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