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VINCE L’USURAIO Lo strozzino dietro l’angolo Tutti prima o poi ci finiamo

corelFatto Quotidiano 22/07/2013 Giulia Zaccariello attualità

Uno perde, l’altro vince. Uno corre, l’altro aspetta. Il pesce e lo squalo, divisi solo dal tavolo verde e da una manciata di fiche. Sono le storie di strozzati e strozzini, esistenze parallele trascorse all’ombra delle bi- sche, dei casinò, dei bar e degli ippodromi. Perché nel gioco d’azzardo non guadagna solo il banco, ma anche gli usurai. Mascherati da “amici benefattori”, stanno negli angoli, passeggiano tra le macchinette, scambiano due chiacchere in attesa di entrare in campo. E quando, prima o poi, la dea bendata volta le spalle al giocatore, ecco, quello è il loro mo- mento. Il meccanismo è semplice. Lo spiega Antonio, 43 anni, nella voce un forte accento romano e in tasca una lista di creditori lunga decine di nomi. “Nelle sale da gioco le persone si bruciano lo stipendio in due ore e non riescono a tornare a casa dalla famiglia per la ver- gogna. Io offro loro una pos- sibilità: cinquecento, mille, mil- lecinquecento euro. Non molto. Ma loro, tempo un’ora, li hanno già persi un’altra volta. Per que- sto, mano a mano, la cifra si alza ”. Da lui arrivano disoccupati, impiegati, imprenditori e operai. Tutti rapiti dal gio- co, stregati dalle slot machi- ne, ossessionati dalle lotte- rie. Le loro strade s’incrociano sulla via della disprazione, quando, partita do- po partita, biglietto dopo bi- glietto, sono già stati prosciugati il conto corrente, la carta di credito, i risparmi per la vacanza e quelli per l’università dei figli. Perché quando sei davanti ai video poker i soldi non bastano mai? “Io ero un imprenditore e guadagnavo bene, anche 6 mila euro al mese, ma avevo sempre le tasche vuote, mai un soldo in tasca. Tutti bru- ciati, polverizzati”. È la sto- ria di Luca, 50 anni, napo- letano con un passato da giocatore compulsivo. “Ho cominciato da ragazzino, a 14 anni. Organizzavo le par- tite di calcio con gli amici e puntavo soldi su una o l’altrasqudra ”. La sua prima vol- ta a casa di uno strozzino risale al 2002: “Entrai e mi ritrovai in uno studio lus- suoso, poltrone in pelle e quadri alle pareti, proprio come quelli degli avvocati. Eppure lui non sapeva né leggere, né scrivere. Sapeva solo fare i conti: mi prestò 10 mila euro, ne volle indietro 18 mila, in 10 mesi. Ma non avevo alternative: dovevo giocare, avevo bisogno di denaro e le banche con tutti i debiti che avevo già con- tratto non mi facevano più credito. Di usurai, invece, quando giochi, ne trovi quanti ne vuoi. Sono ovunque: al bingo, nelle sale slot, alle corse di cavalli. Aspettano che tu perda tutto. E io davanti ai video poker avevo buttato via una fortu- na”. Con i numeri quelli come Antonio, quelli che “vendono soldi”, non sbagliano mai: “Se ti pre- sto dieci, ne voglio almeno quindici nel gi- ro di sei mesi. Venti in un an- no, quaranta in tre anni. E mi mantengo su cifre molto basse. Se posso chiedo anche molto di più. Ho fatto pure il cambista: ho preso un assegno da 1000 euro post datato di due mesi e pagato 500 subito. Se vuoi è così, al- trimenti niente. Io rischio”. Il tasso d’interesse aumenta col tempo e può raggiunge- re anche il 200 per cento an- nuo. Se va bene e lo stroz- zino non capisce che può far di più.“Non importa come re- cuperi il denaro, devi restituirmi tutto fino all’ultimo centesimo, perché il patto va rispettato”.È una morsa che si fa sempre più stretta. Se non riesci a liberartene in fretta ti porta via l’auto e la casa, fino a strangolarti, con intimidazioni a moglie e figli. Pochi denunciano, molti invece si lasciano trascinare in una spirale di debiti senza fine. Ma c’è anche chi, come Lu- ca, dopo aver incontrato il predatore, riesce a trovare una via di fuga: “Sono stato fortunato, di minacce ne ho ricevute po- che perché ho trovato aiuto e sono riuscito a restituire tutto”. Da quattro anni Luca non tocca un gettone. Le sue giornate ora le divide tra il lavoro, la fa- miglia, e il volontariato all’associaziozione Gioctori anonimi, che l’ha aiu- tato a riemer- gere dall’apnea. “Non è facile rico- minciare, dopo più di 30 anni vissuti di corsa, a 300 all’ora, con l’adrenalina alle stelle. Guadagnavo e giocavo, guadagnavo e giocavo: bingo, gratta e vinci, video poker e corse di cavalli. Tutti i giorni, per 12 ore al giorno. Era parte della mia vita, come mangiare e lavarmi. Non avevo altro in testa. Una mattina però mi sono alzato e mi sono reso conto che mia moglie se ne era andata, e mio figlio era diventato un uomo. E io non me ne ero nemmeno accorto”

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LUIGI MAGISTRO Il capo della lotta ai ladri del Fisco è passato ai Monopoli di Stato per combattere le infiltrazioni criminali nel settore di slot machine e lotterie Il gioco d’azzardo mi fa più paura degli evasori fiscali”

corel
Fatto Quotidiano del 10/07/2013 di Nunzia Penelope attualità
Ripulire il settore del gioco, tra i più a rischio di infiltrazioni cri- minali, e renderlo innocente come il giardinetto di un asilo. Luigi Magistro, da un anno a capo dei Monopoli, è convinto che la sfida si possa vincere: “Entro il 2014 puntiamo a ottenere la massima pulizia nei concessionari”. Il punto debole, infatti, è proprio lì: lo Stato appalta la gestione a so- cietà private, con gara europea ed esame dei requisiti, ma non è impossibile aggirarli. “Il gioco – spiega Magistro – è un business con grossi giri di contante, si presta a infiltrazioni di ogni genere. Fino al 2003 era quasi completamente in nero. Poi, con l’ingresso dello Stato, c’è stata l’emersione, ed è venuto a galla di tutto. Ora si tratta di selezionare, e noi stia- mo facendo un grosso sforzo. Effettuiamo controlli sistematici su concessionari, soci, amministratori, assetti proprietari. Se indi- viduiamo qualcosa che non va, scatta la revoca della concessione”. L’affare Bplus Il settore più delicato è quello delle slot ma- chine, da cui arrivano ben 4 degli 8 miliardi che lo Stato incassa dai giochi. Qui operano 13 concessionari, e qui c’è stato anche il pri- mo effetto dell’operazione pulizia: l’affaire Bplus. Bplus è la maggiore dei concessionari autorizzati, ogni giorno garantisce allo Stato entrate per 3 milioni, un miliardo all’anno, è in attività dal 2004. A marzo sul patron, Francesco Corallo, è piombata l’interdittiva del prefetto di Roma, per tentativi di infil- trazione del crimine organizzato. La concessione è stata revocata, ma a Bplus è stato con- cesso di operare fino al 20 settembre, in attesa di trovare una soluzione che salvi quel 25 per cento di mercato che rappresenta, evitando che ripiombi nel nero con pesanti ricadute sulle entrate dello Stato. L’ipotesi allo studio è conferire la società a un blind trust con sede a Londra, separando la proprietà dalla ge- stione. Sarà sufficiente? Magistro non ne è convinto: “Ritengo che il blind trust, per di più estero,non dia abbastanza garanzie.Diverso sarebbe se fosse affiancato da un ufficio di controllo presieduto da una personalità di alta levatura. Ma si tratta di una soluzione ponte: solo il passaggio della società a un sog- getto diverso, in tempi brevi, potrebbe scongiurare il tentativo di infiltrazione mafiosa su ritorio, con la segregazione degli spazi de- stinati al gioco. È importante, soprattutto per i minori, non avere la tentazione sotto gli occhi. Così come individuare e curare i casi di vera dipendenza, ed è quello che stiamo facendo con l’Osservatorio previsto proprio dal decreto Balduzzi. Però faccio notare il paradosso: l’opinione pubblica si concentra sulle ludopatie, mentre c’è assai meno attenzione sul fatto che noi, qui, ci confrontiamo quotidianamente con un sistema a grosso rischio di infiltrazioni criminali. Non è una cosa singolare?”. Stato 24 miliardi di entrate l’anno”. Il che riporta alle polemiche sullo Stato biscazziere, ma Magistro spiega che demonizzare il gioco è sbagliato: si tratta di una redistribuzione di ricchezza, la spesa di uno diventa il reddito di un altro: “La maggior parte di quanto speso torna indietro in premi. Su 87 miliardi giocati lo scorso anno, lo Stato ne ha incassati 8, i giocatori se ne sono divisi 70”. Ludopatie esagerate Quanto all’allarme sulle ludopatie, “circolano numeri che ci lasciano perplessi. I tecnici ci dicono che le persone veramente a rischio dipendenza sono decisamente meno rispetto alle cifre che si leggono”. E come spiega le barricate contro la legge Balduzzi che limita le slot? “Il divieto di collocarle a 500 metri da scuole, chiese e ospedali era eccessivo: a Ro- ma significava eliminarle quasi del tutto. Ma qualcosa va fatto: la dislocazione delle slot è fin troppo libera, chiunque può metterne una. Qui accanto c’è una lavanderia con otto apparecchi: si porta il bucato e si gioca. Stiamo studiando un riposizionamento sul ter- cui è basata l’interdittiva del prefetto”. La Bplus ha fatto ricorso al Tar e invoca il risarcimento di possibili danni per cen- tinaia di milioni di euro. Altre esclusioni sono arrivate nel settore delle scommesse, sia per tentativi di infiltrazione mafiosa che per criminalità comune. Da Mani Pulite all’azzardo Magistro, ex Guardia di Finanza, non è comunque un novellino in certe faccende. Ne- gli anni Ottanta, al fianco del giudice Gherardo Colombo, dava la caccia ai fondi neri dell’Iri, nei Novanta collaborava col pool Mani Pulite. Poi, da direttore dell’acertamento all’Agenzia delle Entrate, si è inven- tato il nuovo redditometro e si è battuto per consentire al fisco l’accesso ai conti correnti. Provvedimenti poco popolari, ma che hanno triplicato il recupero dell’evasione fiscale. Tenere a bada il settore dei giochi è diverso, ma non meno complicato: “Gli evasori li devi stanare in una platea gigantesca, qui è molto più ristretta, ma anche le nostre forze sono ridotte rispetto all’Agenzia delle Entrate”. I Monopoli hanno un organico di 2500 persone, di queste appena 500 per i controlli, che comprendono anche i tabacchi. I soli giochi sono un mondo di 2 mila concessionari, 5 mila gestori, 100 mila esercizi, 400 mila slot machine: “Col gioco di Stato siamo entrati in un settore nuovo forse impreparati –osserva Magistro –Abbiamo dovuto formare il per- sonale e col blocco delle assunzioni non c’è ricambio da dieci anni. Rispetto alla macchina che ci hanno chiesto di organizzare, non ci hanno dato molto. Eppure, garantiamo allo

M5S Senato: Gioco d’azzardo e partiti.

Di Giovanni Endrizzi, M5S Senato.

Ha destato scalpore la denuncia a Le Iene di un dipendente del Senato sull’azione di lobby in questo Parlamento. Non è difficile vedere il filo rosso che, in maniera legale, ma deleteria per il Paese, unisce politica e gioco d’azzardo. L’11 febbraio 2013, al Senato, Matteo Iori presidente del CONAGGA, che lotta contro questa patologia, ne denuciava gli intrecci. Lo stesso Iori il 7 maggio commentava in Rete: “Ben sette ministri (compreso il primo ministro (Enrico Letta, ndr) fanno parte di una fondazione che si chiama VeDrò finanziata anche da due multinazionali, Lottomatica e Sisal, Letta ricevette 15 mila euro di contributo da Porsia, titolare della Hbg, una delle più grandi aziende del gioco d’azzardo. Il nuovo Ministro Bray è anche direttore della rivista Italianieuropei, già sostenuta da importanti contratti pubblicitari con le industrie del gioco d’azzardo. Nel nuovo governo a chi andrà la delega ai giochi d’azzardo? Sarà forse casualmente scelto il nuovo sottosegretario Alberto Giorgetti? Giorgetti non sarebbe nuovo alla delega ai giochi, la tenne per anni sotto il governo Berlusconi, con grande piacere dell’industria del gioco.” conclude Iori. Dal dossier del Conagga e inchieste giornalistiche si apprende che Snai ha finanziato regolarmente: Gianni Alemanno, Margherita, UDC, DS, MPA e Gianni Cupèrlo Pd. Compaiono ex politici e loro parenti entrati nel business. Cito rapidamente: Augusto Fantozzi, presidente SISAL, Vincenzo Scotti, che lanciò “Formula Bingo” insieme a Luciano Consoli, uomo di fiducia di D’Alema. Francesco Tolotti – dell’Ulivo – che con Nannicini, Vannucci, Salerno e Gioacchino Alfano, nel 2007 riuscì a far modificare il Testo Unico che regola le slot machine. Ricordiamo l’onorevole Laboccetta. E poi Massimo Ponzellini e Antonio Cannalire, proprietario della Jackpot Game che a Milano gestiva sale da gioco d’azzardo insieme alla Finanziaria Cinema, di proprietà di Marco Jacopo Dell’Utri, figlio di Marcello Dell’Utri. Si ricorda, il governo Berlusconi che liberalizzò i giochi d’azzardo on-line. Casualmente, ma solo casualmente, qualche giorno prima la Mondadori acquisì il controllo del 70% di Glaming, che opera nel gioco d’azzardo on-line. Non possiamo omettere Pellegrino Mastella, figlio di Clemente Mastella, che attraverso SGAI e Betting 2000 dei fratelli Renato e Massimo Grasso avviò altre aziende di gioco, fra queste King Slot e Wozzup, poi indagate per gravissimi reati. Distinti colleghi, sono certo che la stragrande maggioranza di voi non ha alcun legame di lobby e condivide l’urgenza di una stretta normativa contro slot machines e giochi online che lucrano su gravissimi danni per cittadini, famiglie, e per i loro figli. Il Movimento 5 Stelle attende dal Governo, nei fatti, la coerenza di cui oggi è politicamente legittimo dubitare”.

CARTA DI CREDITO PIÙ GIOCO D’AZZARDO FA RECUPERO CREDITI


Di comidad (del 13/12/2012 @ 01:00:01, in Commentario 2012, linkato 608 volte)
L’ennesima sortita del Buffone di Arcore è servita ancora una volta ad accreditare il mito personale di Mario Monti, ed anche ad avallare la falsa impressione di una discontinuità del governo attuale con quello precedente. Tutto questo prestigio personale – che potrebbe favorire un rilancio politico per la prossima legislatura -, Monti lo ha ottenuto grazie ad una sfiducia parlamentare che gli costa appena un mese e mezzo di governo in meno. Un affare.
In realtà uno degli atti più recenti del governo Monti è stato quello di concedere mille licenze per siti di gioco d’azzardo online, e ciò in applicazione di un decreto del Ferragosto 2011, emanato proprio dal governo che lo ha preceduto. [1]
Il gioco d’azzardo è l’unico settore che non conosce recessione, e si trova ormai ai primi posti per consistenza del business. Con il gioco d’azzardo online bastano una carta di credito ed un codice fiscale per rovinarsi l’esistenza standosene comodamente a casa. [2]
La carta di credito sta diventando ormai il documento fondamentale per esibire uno status di cittadinanza. Esiste un network mondiale, l’AFI (Alliance for Financial Inclusion), per dotare tutti, ma proprio tutti, di carta di credito. L’alibi fiabesco secondo cui i poveri governi sarebbero costretti obtorto collo a salvare banche “troppo grandi per fallire”, s’infrange contro l’evidenza di questo network (o racket?) planetario, in cui i governi e le banche centrali dell’area G-20, ma non solo, si danno da fare per allestire, a pro dei bombanchieri, il mega-business del denaro elettronico. Da qui a qualche anno, milioni di persone che non hanno visto neanche il denaro contante, dovrebbero trovarsi forzosamente integrate in sistemi creditizi elettronici. [3]
Dato che c’è sempre da imparare da Paesi più civili del nostro, sarà utile sapere che il governo scozzese ha elaborato un piano educativo “a favore” dei senzatetto, e non certo per dar loro una casa (magari li impigrirebbe), ma una carta di credito. L’accedere ad una carta di credito, secondo il governo scozzese, potrebbe responsabilizzare gli homeless e renderli persino capaci di trovarsi un’abitazione. Questa affermazione è fatta dal governo scozzese in tono assolutamente serio. [4]
L’inconveniente che impediva di concedere la carta di credito agli homeless era la mancanza di un domicilio stabile; ma la tecnologia elettronica galoppa, e la vecchia card a banda magnetica ora è già in via di sostituzione con “smart card” dotate di microchip. Quindi oggi i senzatetto potrebbero essere oggetto di sperimentazione di nuove tecnologie di credito che li rendano sempre identificabili e reperibili.
Che tra financial inclusion e gioco d’azzardo online vi sia qualcosa di più di un rapporto casuale, ma addirittura un nesso causale, è dimostrato dalla vicenda di un certo Brian Pomeroy, che è stato chiamato a far parte sia della “task force” (sic!) del governo britannico per la financial inclusion (ovvero la carta di credito obbligatoria per tutti), sia della commissione per il gioco d’azzardo. [6]
Il denaro elettronico rende questo tipo di business molto più agevole, poiché l’assenza di contanti non determina rischi di caduta di liquidità in caso di insolvenza dei debitori. Ma i debiti vanno comunque riscossi, e non certo con le buone maniere.
Ecco quindi che si apre più spazio per un altro business, sempre più interessante: il recupero crediti. Recuperare crediti era considerato una volta un business da crimine organizzato, ma oggi è anche un crimine legalizzato, dotato di un lobbying ufficialmente riconosciuto.
Meno di due mesi fa, un consulente del Primo Ministro britannico Cameron, tale Luff Jonathan, ha lasciato l’incarico governativo per diventare lobbista di Wonga, la più grossa agenzia di prestiti e di recupero crediti della Gran Bretagna, ed anche quella più chiacchierata per i suoi metodi sbrigativi e fraudolenti. L’ennesimo caso di quella che i Britannici chiamano “revolving door”, è servito a far capire per chi stia davvero lavorando il governo Cameron. Ammesso che ce ne fosse bisogno. [7]
La vicenda dei clochard impiantati di microchip di credito inseguiti dai sicari del recupero crediti, avrebbe potuto costituire sino a qualche tempo fa uno spunto narrativo per storie di fantascienza-incubo; ma oggi un racconto così si troverebbe ad essere già superato dall’attualità.

1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/15/arriva-la-prima-liberalizzazione-quella-del-gioco-dazzardo/151639/
2) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-05/lindustria-azzardo-prospera-nonostante-121249.shtml?uuid=AbiQRK9G
3) http://gpfi.org/about-gpfi/partners/alliance-financial-inclusion
4) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.educationscotland.gov.uk/Images/HomelessnessandFinancialInclusion_tcm4-684759.pdf&prev=/search%3Fq%3Dfinancial%2Binclusion%2Bgambling%26hl%3Dit%26tbo% 3Dd&sa=X&ei=7tPEUMyuIYPJtAbToIGoCA&ved=0CIcBEO4BMAk
5) http://www.libertadiscelta.com/carte-di-credito-con-microchip.html
6) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.fsa.gov.uk/about/who/board/pomeroy.shtml&prev=/search%3Fq%3Dfinancial%2Binclusion%2Btask%2Bforce%2Bgambling%26hl%3Dit%26tbo%3Dd&sa=X&ei=ltfEULPrH83Lsgar6oCgBQ&ved=0CEcQ7gEwAg
7) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.telegraph.co.uk/news/politics/david-cameron/9642807/David-Camerons-senior-adviser-leaves-to-lobby-for-Wonga.html&prev=/search%3Fq%3Ddebt%2Bcollection%2Blobbyists%26hl%3Dit%26tbo%3Dd&sa=X&ei=b9HEUN6uGIXYtAbRtoDwBg&ved=0CEUQ7gEwAg
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.guardian.co.uk/business/2012/sep/16/wonga-trebles-earnings-loans&prev=/search%3Fq%3Dwonga%2Bcriminals%26hl%3Dit%26tbo%3Dd%26biw%3D960%26bih%3D513&sa=X&ei=SHjHUPT7JqjP8QHL2YCoCg&ved=0CDMQ7gEwAA

IL GOVERNO CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA – CON LA LEGGE DI STABILITA’ ARRIVA IN ITALIA IL POKER CASH LIVE A GENNAIO AL VIA LA GARA PER MILLE SALE DA POKER LA LOBBY DELL’AZZARDO LEGALE “BLINDA” LA MODIFICA – LE SPERANZE DI UNO STOP AFFIDATE ALLA STESURA DEI REGOLAMENTI…(se questo sarebbe tutelare i cittadini)


IL GOVERNO CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA – CON LA LEGGE DI STABILITA’ ARRIVA IN ITALIA IL POKER CASH LIVE – A GENNAIO AL VIA LA GARA PER MILLE SALE DA POKER, TRA LE IRE DI CATTOLICI E “PROIBIZIONISTI” – LO STATO “DEALER” INCASSA DA GIOCHI E LOTTERIE 14 MILIARDI L’ANNO SU UN TOTALE DI 80 GIOCATI – LA LOBBY DELL’AZZARDO LEGALE “BLINDA” LA MODIFICA – LE SPERANZE DI UNO STOP AFFIDATE ALLA STESURA DEI REGOLAMENTI…
da Dagospia
Roberto Giovannini per “La Stampa”

Lo Stato, alla ricerca disperata e continua di soldi da gettare nella fornace del deficit, è sempre più biscazziere. Ma stavolta forse si esagera: tra qualche mese l’Erario forse potrà incassare persino una fetta del danaro che verrà dissipato in circa mille sale di «live poker», dove si giocherà dal vivo, insieme ad altre persone, a Poker, Texas Holdem, e quant’altro.

POKER ROOMNon è una notizia di ieri, anche se ieri si è fatto un gran parlare di full, scale e doppie coppie, con la polemica lanciata da Avvenire e l’approvazione di un subemendamento alla legge di stabilità che accelera i tempi perché gli italiani si possano «divertire» giocando i loro soldi a poker. In realtà la decisione fu presa nel luglio 2011 dal governo Berlusconi, in una delle manovre di Giulio Tremonti. Quello che è successo ieri è che la potente lobby del gioco d’azzardo, attraverso i suoi emissari in Parlamento, ha rinviato di sei mesi l’entrata in vigore delle norme del ministro Balduzzi per limitare le ludopatie. Secondo, al contrario ha respinto – con il paradossale aiuto della Ragioneria dello Stato – il rinvio di sei mesi della gara per l’apertura delle sale di «poker live».

POKER ONLINE
Lotto giochi e lotterie per molti sono la «tassa sugli stupidi», secondo una definizione attribuita al Conte di Cavour o a Luigi Einaudi. Vero è che nel 2011 gli italiani hanno speso la bellezza di 80 miliardi di euro nei giochi. Sono 1.333 euro a testa, bambini compresi: una non piccola somma. Di questi 80 miliardi, quasi 14 sono finiti nelle casse dell’Erario. Ossigeno puro per lo Stato, se si pensa che l’Imu ha reso 24 miliardi. E un bel business anche per chi gestisce giochi e affini, visto che i concessionari si sono messi in tasca 9 miliardi.

MARIO MONTI E LE SLOT MACHINES DAL FATTO QUOTIDIANO jpeg
Tanti soldi, tanto potere, tanta forza in Parlamento. «Vergogna», tuonava un editoriale di Avvenire , dopo aver scoperto che le (timide) misure per limitare gli effetti del gioco d’azzardo patologico volute dai ministri Balduzzi e Riccardi nottetempo erano stati rinviati di sei mesi con un emendamento nella legge di stabilità. Contemporaneamente, a simboleggiare la forza delle lobbies dei giochi, un emendamento di senso opposto presentato dai relatori alla legge di stabilità (il Pd Legnini e il Pdl Tancredi) veniva bocciato.

slot machine Prevedeva lo slittamento da gennaio a giugno 2013 della presentazione della gara per l’apertura da parte dei concessionari interessati delle sale di poker «live», che saranno circa un migliaio. Una proposta cassata dalla Ragioneria dello Stato, secondo cui il rinvio di sei mesi non aveva copertura finanziaria, e avrebbe fatto diminuire le entrate fiscali a vantaggio dello Stato legate al gioco del poker. Cassato l’emendamento di rinvio, è passato un subemendamento che ripristina la scadenza per la presentazione dei bandi per il poker live al prossimo gennaio. Lo ha presentato il pidiellino Pichetto Fratin.

Giulio Tremonti Protesta il ministro Balduzzi, protesta il suo collega Andrea Riccardi. Replicano a muso duro da Confindustria Sistema Gioco Italia, l’associazione delle imprese del settore, che negano di essere lobbies irresponsabili e affermano di voler accelerare comunque le misure di informazione per la clientela. Saranno cartelli e messaggi sulla probabilità di vincita e sui rischi del gioco.

RENATO BALDUZZI In ogni caso, ci vorranno mesi prima che gli appassionati (o i malati) possano schierarsi intorno ai tavoli verdi a suon di colore e poker d’assi. E c’è un’incognita che potrebbe far saltare il banco. A gennaio verrà aperta la gara per le nuove sale, ma come chiarisce l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prima servirà il varo di un regolamento. E soprattutto, «è in corso una riflessione – si legge in una nota – sulla opportunità di introdurre questa tipologia di gioco che, per la prima volta, vedrebbe fisicamente interagire i giocatori, creando problematiche per i controlli sulla regolarità del gioco e per la prevenzione di eventuali fenomeni di riciclaggio».

L’AFFARE SLOT MACHINE E LE LICENZE GRATIS

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Redazione
Pezzi tratti dal Fatto quotidiano del 28/12/2011 Autore: Nanni Delbecchi
Mentre ad Amsterdam si apprestano a chiudere i coffee shop in modo da impedire ai turisti l’acquisto della cannabis; in Italia, in spuntando , come funghi e senza alcuna vera regolamentazione per le sale dedicate alle slot machine, che sono considerate l’eroina del
gioco d’azzardo. Non si tratta di un paragone esagerato,
La slot machine la cosiddetta macchina a rulli, come vuole il , è il gioco più passivo che esista
nelle categorie dei videogiochi e non deve ingannare la sua grafica da playstation i software sono effettivamente sofisticati Dietro queste ambientazioni e quelle schermate piene di personaggi in movimento c’è una sorta di schiacciasaaai che in è in
grado di rovinare chiunque con tempi da guinness.
Le cosiddette VLT di nuova generazione,sono praticamente identiche a quelle che si
trovano nelle sale dei giochi americani dei casinò di mezzo mondo.
Si può giocare fino a cinque euro alla volta, il che significa che 50 euro possono andarsene in 50 secondi, 500 euro in meno di dieci minuti
Questo basterebbe a spiegare perchè le slot sono diventate una la gallina dalle uova d’oro per i casinò di tutto il mondo, nonché l’eroina per i giocatori più sprovveduti, perché si legge “slot machine” ma si dovrebbe pronunciare “slot rovin”
Da redazione del FattoQuotidiano.it 29/12/2011
Con le frequenze televisive si è avuto il coraggio almeno di fermare il beauty
contest. Ma sulle slot machine, il governo Monti non ha avuto lo stesso polso: continuerà a lasciare in regalo ai dieci concessionari del gioco (Bplus, Sisal e Lottomatica in testa) le concessioni per le “macchinette” nonostante le società siano tuttora in causa con lo Stato per decine di miliardi di euro a causa delle loro inadempienze del passato. Così prevede la legge voluta dal governo Berlusconi: licenze in concessione gratuita per nove anni. Basti pensare che se fossero assegnate a pagamento con una gara pubblica, nelle casse dello Stato entrerebbe una cifra vicina al miliardo di euro. Il giro di affari delle slot (sia quelle disseminate nei bar, dove si vincono massimo 100 euro, sia le Vit, dei veri e propri mini-Casinò) tocca ogni anno i 42 miliardi di euro, dieci in più del giro di affari realizzato in
tutto il mondo dall’intero gruppo Fiat. Anche considerando i costi fissi per l’affitto delle sale, per le macchine e per il personale, la concessione resta un ottimo affare. Non si vede perché i concessionari debbano goderne così, senza pagarlo a caro prezzo.

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