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WALL STREET SFORNA IL SUO NUOVO MOSTRO DI FRANKENSTEIN NELL’IMMOBILIARE

corel
FONTE: TESTOSTERONENEPIT-COM redazione Domenica, 04 agosto attualità
L’ingegno di Wall Street si rituffa nel mercato immobiliare. Il suo ultimissimo prodotto è una vera diavoleria, un titolo sinteticamente strutturato del tipo di quelli che hanno contribuito a far saltare in aria l’intero sistema finanziario nel 2008. E’ simile a quei titoli ipotecari a tripla A che sono diventati rifiuto tossico nei portafogli titoli “equivalente mercato/denaro”, o nel vostro 401(k) o nel portafoglio di una città in Norvegia – ancora peggio.

Per concludere l’affare, il gigante dei titoli privati Blackstone Group si è messo in combutta con la Deutsche Bank (quel gigante impossibile da ammanettare), che è già sommersa in Germania da una valanga di questioni legali, scandali, svalutazioni e cancellazioni di ogni genere.

Blackstone è sempre stata in prima fila nel mercato immobiliare, trangugiandosi (1) fino a 32,000 unità abitative per un totale di 5,5 miliardi di dollari, ovunque gli fosse possibile, alle aste immobiliari organizzate praticamente sulle scalinate dei tribunali in tutto il paese, nella speranza di una rivalutazione sul mercato e di lucrosi affitti.
La Deutsche Bank è stata la prima fra tutte a finanziare questa cuccagna, emettendo prestiti fino a 3,6 miliardi di dollari.

C’erano anche altre parti in gioco: American Homes 4 Rent ha acquistato 19,000 unità abitative, Colony American Homes ne ha prese 18,000, Silber Bay Realty Trust 5,370, Waypoint Homes 4,620, American Residential Properties 2,530…. In totale, fondi privati, d’investimento immobiliare e speculativi hanno guadagnato dal 2011 più di 17 miliardi di $ (2) per acquistare più di 100,000 unità abitative vuote e sgomberate (chissà cosa succederà alle loro “sorellastre”, i fondi ipotecari…. Se scoppia la bolla grossa, salta tutto) (3).

Un numero infinito di piccole società, genitori desiderosi di fare investimenti per i figli ed altri investimenti privati, tutti si sono gettati nella mischia, tentando di accaparrarsi qualsiasi cosa gli capitasse tra le mani alle aste immobiliari. Frenetici messaggi alla radio hanno promesso ancora una volta ricchezze da capogiro in campo immobiliare. Tentare la sorte è ritornato di moda. Tutte le follie di cui ci eravamo finalmente liberati dopo il crollo finanziario sono tornate, ma questa volta in pole position troviamo le grandi società con accesso al denaro gratuito della FED.

Tutti alla folle ricerca di case all’asta. Ogni volta che ne comprano una, questa passa silenziosamente dalla super osservata lista delle case all’asta a quella pietosamente ignorata delle case in affitto. E ora i prezzi immobiliari salgono vertiginosamente anno dopo anno, proprio come nel 2006, a rischio di crollare definitivamente.

Ma la seconda fase di questa straordinaria strategia compra-e-affitta – cioè mettere in affitto una casa – è diventato un bel grattacapo. In generale, le percentuali di unità abitative disponibili sono scese all’8,2% nel secondo trimestre (4), il livello più basso dal 2001. Ma questo dato è dominato dagli appartamenti. Le case indipendenti acquistate all’asta, spesso delle vere e proprie bettole, occupano una posizione ben diversa. Dal 30 Giugno è stato dato in affitto solo il 48% delle proprietà di American Homes 4 Rent, secondo dati riportati da Bloomberg (5). E altre società stavano più o meno nella stessa situazione. “Il numero delle unità occupate, del 50% circa, non è sufficiente per dare un segnale certo che questo modello di lavoro funzioni” ha detto Jade Rahmani, un analista di Keefe Bruyette & Woods Inc. Dunque, come riuscire a spremere ulteriormente questo limone?

Vendere case in un mercato in cui i nuovi compratori stanno diventando merce rara – 29% a Giugno (6) , il 40% in meno di un mercato in salute – proprio quando gli alti tassi ipotecari stanno iniziando a scontrarsi con spumeggianti prezzi immobiliari? Non è una buona idea. Invece, scarichiamo un po’ di carta. Con questo spirito, Blackstone ha in mente di convertire i pagamenti mensili degli affitti di 1500/1700 sue case in un prodotto strutturato sinteticamente che la Deutsche Bank affibbierà a suoi malcapitati clienti, “gente familiare con questo tipo di cose”, avrebbero detto al Wall Street Journal. (7)

Essendo questo un fenomeno nuovo, non ci sono dati che possano confermare che chi occupa la casa sia un buon pagatore e quanto intenda restarci prima di trasferirsi altrove, lasciandole nuovamente vuote. Blackstone, una società che normalmente gestisce titoli privati, è diventata un grande proprietario immobiliare, con 32.000 unità sparse in tutto il paese. Ora è impegnata a sistemare gli impianti di riscaldamento, rifare i tetti e le tubature e cercare di riscuotere affitti in ritardo. Se gli affittuari non sono soddisfatti con la manutenzione, o se sono senza soldi, smettono di pagare l’affitto, mentre altri si trasferiscono senza una ragione specifica. Gli inquilini sono molto più volubili dei proprietari.

Ma gli investitori assetati di guadagni sono stati portati all’esasperazione, e sono pronti a correre un rischio, qualsiasi rischio, pur di guadagnare, e sarebbero disposti persino a tapparsi il naso e a prendersi un po’ di questa roba nuova: sarebbe comunque il primo affare di questo genere, magari il guadagno è più alto del solito… E’ come l’irresistibile canto delle sirene. Ulisse, quando si trovò in una situazione simile, si riempì le orecchie di cera e chiese all’equipaggio della sua nave di legarlo all’albero maestro.

Per quanto riguarda poi le persone “familiari con queste cose”, l’impegno iniziale non è poi così grosso. forse 275milioni di $. La tranche maggiore può sperare al massimo in una “A” da parte delle agenzie di rating che ebbero l’ardire di affibbiare una “A” anche a quei titoli ipotecari spazzatura anche quando il mercato immobiliare stava sprofondando. La carta potrebbe anche essere sostenuta da 350 milioni di $ in titoli e proprietà immobiliari – alle attuali valutazioni ballerine. Anche i titoli ipotecari erano sostenuti da proprietà immobiliari. Sulle nostre teste pende la spada di Damocle della “Bolla Immobiliare n.2”. Stavolta con una piccola variante: ora c’e’ in ballo un sacco di denaro, che ha fatto impennare i prezzi e reso inaccessibile il mercato ai nuovi compratori.

Ora che si stanno accumulando i rischi, con il 50% di unità immobiliari vuote e con i tassi d’interesse che lievitano ovunque nel mondo, i grandi investitori iniziano a scalpitare. E’ tempo di scaricare i rischi su qualcun altro. E’ il tipo di mossa – suggerita dalla FED – che abbiamo visto fare dai cervelloni di Wall Street così tante volte, e sempre con impeccabile tempismo. Per un pò funzionerà, poi il sacco verrà lanciato a qualcun altro.

Uno degli altri grandi beneficiari della FED, Amazon, ha spostato il fulcro della sua macchina promozionale su un terreno più ambizioso, sfruttando al massimo la visita del Presidente Obama a uno dei suoi uffici, durante la quale il Presidente ha pronunciato le parole “dei migliori affari” per “la classe media”. La visita si è svolta in perfetta sincronia con la dichiarazione da parte di Amazon di voler creare 7,000 nuovi posti di lavoro. Crearli dal niente. Una delle peggiori menzogne che circolano nell’attuale crisi occupazionale statunitense. Si legga: The American Jobs Curse At Amazon (And Obama Stepped Right Into It)(8)

Fonte: http://www.testosteronepit.com
Link: http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/31/wall-street-engineers-newest-frankensteins-monster-for-housi.html
2.08.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

NOTE

1) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324170004578638093802889384.html
2) http://www.bloomberg.com/news/2013-07-31/american-homes-4-rent-tests-housing-reit-market-with-ipo.html
3) http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/10/mother-of-all-bubbles-pops-mess-ensues.html
4) q213.press.pdf
5) http://www.bloomberg.com/news/2013-07-31/american-homes-4-rent-tests-housing-reit-market-with-ipo.html
6) http://www.realtor.org/news-releases/2013/07/june-existing-home-sales-slip-but-prices-continue-to-roll-at-double-digit-rates
7) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324170004578638093802889384.html
8) http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/30/the-american-jobs-curse-at-amazon-and-obama-stepped-into-it.html

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Crisi Europa, Stiglitz: “E’ un disastro creato dall’euro”

corel
Fonte wall street Italia 3/02/2013 attualità
Per il Premio Nobel, i problemi dell’Europa sono stati provocati dalla moneta unica. “Ha creato disparità”. Adesso serve solidarietà, altrimenti ristrutturazione Ue. George Soros: caos politicamente inaccettabile.
Roma (WSI) – La crisi dell’euro è colpa dell’euro. Per il professore della Columbia University, Joseph Stiglitz, i problemi economici dell’Europa sono tutti racchiusi lì: nella moneta unica. L’agonia che alcuni Paesi continentali più di altri stanno vivendo è “un disastro provocato dall’uomo e soprattutto dall’euro”, ha denunciato il premio Nobel. Ma forse “abbiamo abbastanza solidarietà per cercare di dare vita davvero al progetto dell’euro.”

La soluzione che suggerisce è quella di sacrificare l’euro e riformare il “quadro europeo”. Una tesi basata sulla realtà dei fatti. L’analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei. Stiglitz definisce questa situazione una depressione, che sta comportando una perdita enorme di capitale umano.

Mentre in questi anni è stato cavalcata la politica dell’austerity come strategia di crescita, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione dell’Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono. Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che “l’euro abbia fatto nascere a una situazione viziata fin dall’inizio”.

Per l’esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati col passare del tempo sempre più evidenti a causa di Paesi in surplus e in deficit. Una situazione a suo avviso politicamente inaccettabile

Wall Street è diventata un gigantesco casinò finanziario e la speculazione sui derivati(assicurazioni)


Redazione
La cinica borsa americana che scommette sull fallimento dei paesi è forse ora che i movimenti tipo occupy wall Street riescano a obbligarli a darsi una regolamentazione
The Economic Collapse 19 Ottobre 2011

La maggior parte delle persone non ha idea che Wall Street è diventata un gigantesco casinò finanziario. Le grandi banche di Wall Street stanno facendo miliardi di dollari all’anno con il mercato dei derivati, e nessuno nella comunità finanziaria vuole che la festa finisca. La parola “derivati” sembra complicata e tecnica, ma comprenderli non è poi così difficile. Un derivato è essenzialmente un modo elegante per dire che è stata fatta una scommessa. Originariamente, queste scommesse sono state progettate per coprire il rischio, ma oggi il mercato dei derivati ​​si è sviluppato in una montagna di speculazione, diversa da qualunque cosa il mondo abbia mai visto prima. Le stime del valore nominale del mercato dei derivati ​​in tutto il mondo vanno dai 600 trilioni di dollari a 1,5 quadrilioni di dollari. Tenete presente che il PIL mondiale si avvicina ai 65 trilioni di dollari. Il pericolo per il sistema finanziario globale rappresentato dai derivati ​​è così grande che Warren Buffet una volta li ha definiti “armi finanziarie di distruzione di massa” . Per ora, i poteri finanziari stanno cercando di mantenere il funzionamento del casinò, ma è inevitabile che ad un certo punto l’intero pasticcio crollerà. Quando lo farà, affronteremo una crisi dei derivati ​​che potrebbe davvero distruggere l’intero sistema finanziario globale
La maggior parte delle persone non parla molto di derivati ​​perché semplicemente non li capisce.
Forse un paio di definizioni sarebbero utili.
Di seguito il modo in cui un recente articolo di Bloomberg ha definito i derivati ​​….

I derivati ​​sono strumenti finanziari utilizzati a copertura dei rischi o a scopo speculativo. Sono derivati da azioni, obbligazioni, prestiti, valute e materie prime, o legati ad eventi specifici come i cambiamenti nel tempo o nei tassi di interesse.
La parola chiave è “speculazione”. Oggi quelli di Wall Street stanno speculando su qualsiasi cosa si possa immaginare.
Quello che segue è il modo in cui Investopedia definisce i derivati ​​….
Una garanzia il cui prezzo dipende o deriva da una o più attività sottostanti. Il derivato stesso è semplicemente un contratto tra due o più parti. Il suo valore patrimoniale è determinato dalle fluttuazioni del sottostante. Le attività sottostanti più comuni includono azioni, obbligazioni, commodities, valute, tassi d’interesse e indici di mercato. La maggior parte dei derivati ​​sono caratterizzati da elevata leva finanziaria.
Un derivato non ha un suo proprio valore di base. Un derivato è essenzialmente una scommessa laterale. Di solito queste scommesse laterali sono fortemente indebitate.
A questo punto, le scommesse laterali sono andate totalmente fuori controllo nel mondo finanziario. Scommesse laterali sono state fatte praticamente su qualsiasi cosa si possa immaginare, e le maggiori banche di Wall Street stanno facendo un sacco di soldi con questo. Questo sistema è quasi interamente non regolamentato ed è totalmente dominato dalle grandi banche internazionali.
Negli ultimi due decenni, il mercato dei derivati ​​si è moltiplicato. Tutto andrà bene fino a quando il sistema rimarrà in equilibrio. Ma una volta che perderà l’equilibrio potremmo assistere a una serie di crolli finanziari che nessun governo al mondo sarà in grado di risolvere.
La quantità di denaro di cui stiamo parlando è assolutamente sconcertante. Graham Summers della Phoenix Capital Research stima che il valore nominale del mercato globale dei derivati ​​è di 1,4 quadrilioni di dollari e in un articolo per Seeking Alpha ha provato a presentare quel numero in prospettiva .. ..
Se si somma il valore di ogni azione del pianeta, l’intera capitalizzazione di mercato sarebbe di circa 36 trilioni di dollari. Seguendo lo stesso procedimento per le obbligazioni, si otterrebbe una capitalizzazione di mercato di circa 72 trilioni di dollari.
Il valore nominale del mercato dei derivati ​​è di circa 1,4 QUADRILIONI di dollari.
Mi rendo conto che il numero suona come qualcosa di Looney Tunes, così cercherò di metterlo in prospettiva.
1,4 quadrilioni di dollari sono approssimativamente:
-40 VOLTE LA BORSA MONDIALE.
-10 VOLTE il valore di OGNI OGNI AZIONE e di ogni OBBLIGAZIONE SUL PIANETA.
-23 VOLTE IL PIL MONDIALE.
E’ difficile capire quanti soldi siano un quadrilione.
Se iniziate a contare in questo momento, un dollaro al secondo, ci vorrebbero 32 milioni di anni per contare fino a un quadrilione di dollari.
Sì, i ragazzi e le ragazze di Wall Street sono andati completamente e totalmente fuori controllo.
In un eccellente articolo sui derivati, Webster Tarpley ha descritto il ruolo fondamentale che in questo momento i derivati ​​giocano nel sistema finanziario globale …
Lungi dall’essere una qualche attività arcana o marginale, i derivati ​​finanziari sono giunti a rappresentare l’attività principale dell’oligarchia finanziaria a Wall Street, la City di Londra, Francoforte, e di altri centri finanziari. Uno sforzo concertato è stato fatto dai politici e dai media per nascondere e camuffare il ruolo centrale svolto dalla speculazione da derivati ​​nei disastri economici degli ultimi anni. I giornalisti e quelli delle relazioni pubbliche hanno fatto tutto il possibile per evitare anche solo di nominare i derivati, coniando frasi come “asset tossici”, “strumenti esotici”, e – soprattutto – “asset problematici”, come nel Troubled Assets Relief Program o TARP, alias il mostruoso salvataggio degli speculatori di Wall Street da 800.000 milioni di dollari che è stato emesso nel mese di ottobre 2008 con l’appoggio di Bush, Henry Paulson, John McCain, Sarah Palin, e i democratici di Obama.
Molti non lo sanno, ma i derivati ​​sono stati al centro della crisi finanziaria del 2008.
Saranno quasi certamente al centro della prossima crisi finanziaria.
Per molti, i campanelli d’allarme hanno smesso di suonare l’altro giorno quando è stato rivelato che Bank of America ha spostato una grossa fetta di derivati ​​dalla sua unità bancaria di investmenti in fallimento, Merrill Lynch, al suo ramo depositi.
Che cosa vuol dire?
Un articolo pubblicato sul The Daily Bail ha spiegato l’altro giorno che questo significa che i contribuenti degli Stati Uniti potrebbero finire nei guai ….
Ciò significa che l’esposizione della banca d’investimento ai derivati europei ​​è ormai passata ai contribuenti americani. Bank of America non ha ottenuto l’approvazione regolamentare per fare questo, l’ha fatto solo su richiesta delle controparti spaventate. Ora la Fed e la Fdic litigano sul fatto se questo sia un bene. La Fed vuole “dare sollievo” alla compagnia finanziaria, che è sotto pressione.
Si tratta di un trasferimento diretto di rischio per il contribuente, operato dalla banca senza l’approvazione da parte dei regolatori e senza contributo del pubblico.
Allora, avete sentito parlare di questo al telegiornale?
Probabilmente no.
Oggi, il valore nominale di tutti i derivati ​​detenuti da Bank of America arriva a circa 75 trilioni di dollari .
JPMorgan Chase è in possesso di strumenti derivati ​​per un valore nominale di circa 79 trilioni di dollari .
E’ difficile anche solo immaginare questi numeri.
In questo momento, le banche con la massima esposizione ai derivati ​​sono JPMorgan Chase, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, Wells Fargo e HSBC Bank USA.
Anche Morgan Stanley ha un’esposizione enorme ai derivati.
Avrete notato che queste sono alcune delle banche “troppo grandi per fallire” .
Le maggiori banche statunitensi continuano a crescere e continuano a conquistare un potere sempre più grande.
Nel 2002, le prime 10 banche Usa controllavano il 55 per cento degli attivi bancari di tutti gli Stati Uniti. Oggi, le prime 10 banche Usa hanno il controllo del 77 per cento degli attivi bancari di tutti gli Stati Uniti.
Queste banche sono diventate così grandi e così potenti che se crollassero il nostro intero sistema finanziario potrebbe implodere.
Si sarebbe potuto pensare che avremmo imparato la lezione nel 2008 e avremmo fatto qualcosa, ma invece abbiamo permesso alle banche “troppo grandi per essere salvate” di diventare più grandi che mai.
Ed esse fanno più o meno quello che vogliono.
Qualche tempo fa, il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato ” Un’Elite Bancaria Segreta Regola il Mercato dei Derivati “. Tale articolo ha messo in luce il controllo ferreo che le banche “troppo grandi per fallire” esercitano sul commercio dei derivati. Basta considerare il seguente estratto da questo articolo ….
Nel terzo Mercoledì di ogni mese, i nove membri di un’élite di Wall Street si riuniscono a Midtown Manhattan.
Gli uomini condividono un obiettivo comune: tutelare gli interessi delle grandi banche nel vasto mercato dei derivati, uno dei più redditizi – e controversi – campi della finanza. Essi condividono anche un segreto comune: I dettagli dei loro incontri, anche la loro identità, sono strettamente confidenziali.
Quali istituzioni rappresentato in queste riunioni?
Ebbene, secondo il New York Times , le banche coinvolte sono: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup.
Perché quegli stessi cinque nomi sembrano continuare a spuntare fuori ogni volta?
Purtroppo, queste cinque banche continuano a versare denaro nelle campagne dei politici che hanno sostenuto i salvataggi nel 2008 e che loro sanno che li tireranno fuori dai guai di nuovo quando la prossima crisi finanziaria colpirà.
Quelli che difendono il commercio selvaggio dei derivati ​​che si svolge oggi affermano che Wall Street è responsabile di tutti i rischi e ritengono che le banche di emissione saranno sempre in grado di coprire tutti i contratti derivati ​​che sottoscrivono.
Ma questo è un presupposto errato. Basta guardare AIG nel 2008. Quando il mercato immobiliare è crollato AIG era dalla parte sbagliata di un enorme numero di contratti derivati ​​e sarebbe “fallita”, senza i giganteschi salvataggi del governo federale. Se il salvataggio di AIG non fosse avvenuto, Goldman Sachs e un sacco di altra gente sarebbe rimasta lì con un sacco di carta senza valore.
E’ inevitabile che la stessa cosa accadrà di nuovo. Tranne che la prossima volta potrebbe essere su scala molto più grande.
Quando “la casa” va in “rovina”, tutti perdono. I governi del mondo potrebbero intervenire e cercare di salvare tutti, ma la realtà è che quando il mercato dei derivati ​​crollerà totalmente non ci sarà nessun governo al mondo con abbastanza soldi per ricostruirlo.
Una crisi terribile dei derivati ​​sta arrivando.
E’ solo una questione di tempo.
State allerta per qualsiasi menzione della parola “derivati” o del termine “crisi dei derivati” nelle notizie. Quando la crisi dei derivati ​​arriverà, le cose inizieranno ad andare in pezzi molto rapidamente.

Occupy 2012: gli indignati americani e la fine di un sogno chiamato Obama.

Occupy 2012: gli indignati americani e la fine di un sogno chiamato Obama..

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