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Piemonte, il consiglio inquisito approva il “vitalizio anticipato”

Fonte Redazione Il Fatto Quotidiano | 1 febbraio 2014 attualità

La Casta rinuncia alla pensione futura. Ma solo per intascare subito i soldi. Anzi succede che il consiglio regionale nella notte – con il voto contrario del Pd – approvi nella manovra finanziaria anche un emendamento sui vitalizi, presentato dal centrodestra. Che non è stato firmato da Daniele Cantore, capogruppo di Ncd, e Mario Carossa della Lega Nord

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La Casta rinuncia alla pensione futura. Ma solo per intascare subito i soldi. Anzi in Piemonte succede che il consiglio regionale – con il voto contrario del Pd – abbia approvato nella manovra finanziaria anche un emendamento sui vitalizi, presentato dal centrodestra. La norma prevede che i consiglieri – molti dei quali indagati per l’inchiesta sui rimborsi – possano ritirare subito i contributi versati, rinunciando al vitalizio che spetterebbe una volta raggiunta l’età pensionabile. L’emendamento è passato con i voti di una parte della maggioranza. Daniele Cantore, capogruppo di Ncd, e Mario Carossa della Lega Nord, non lo hanno firmato. Calcolando tra 100-130mila euro a consigliere e altrettanti ad assessore il bottino che si portano a casa i politici piemontesi arriva a 7 milioni. Senza considerare che diversi esponenti sono stati in carica per più di una legislatura e quindi avranno diritto a un importo decisamente più alto; facendo di fatto raddoppiare la spesa per le casse della Regione.

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VIDEO REGIONE PIEMONTE VITALIZI

La scelta è stata ritenuta “inopportuna” non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni consiglieri di maggioranza. “Era il momento meno opportuno per fare questa discussione” ha detto infatti il capogruppo leghista Mario Carossa. “La maggioranza – ha commentato il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna – si è concentrata su una misura di cui non si coglie l’urgenza, nonostante lo stesso presidente del Consiglio, Valerio Cattaneo, avesse chiesto di soprassedere. Il fatto che l’unico emendamento del centrodestra sia stato sui vitalizi, la dice lunga su quali siano le sue reali priorità”.

Il Bilancio di previsione 2014, pluriennale 2014-2016 della Regione Piemonte, è stato approvato dopo una lunga giornata, alla scadenza dell’esercizio provvisorio, con 25 voti favorevoli e 2 non votanti. Un testo, basato su disposizioni indifferibili e urgenti, che completa la manovra finanziaria 2014, dopo l’approvazione, poche ore prima, della legge Finanziaria 2014. Nelle battute conclusive vi erano stati aggiustamenti frutto del confronto tra Giunta regionale, rappresentata dal vicepresidente Gilberto Pichetto, maggioranza e opposizione: ancora 7 milioni in più per le politiche sociali (anziani), altri 500 per l’Ipla e un aggiustamento in positivo per i fondi ex Gescal nell’edilizia. La prossima settimana (lunedì l’attività istituzionale sarà ferma mentre), martedì 4 febbraio riprenderà con la Conferenza dei capigruppo e l’esame in I Commissione – martedì 4 e mercoledì 5 – del ddl n. 373 sulla montagna

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La beffa dei vitalizi

La beffa dei vitalizi.

La beffa dei vitalizi


Di Davide Bono

Oggi, ad un anno di distanza dall’ultima volta, il Consiglio regionale era nuovamente chiamato a pronunciarsi sul trattamento.
Vi ricordate come era finita lo scorso anno? Questa volta la Regione Piemonte si accoda pavidamente a quanto richiesto dal Governo Monti e a quanto fatto da altre Regioni italiane: tagliamo i vitalizi, un assegno mensile di 3.000 € dopo soli 5 anni di mandato, ma solo dalla prossima legislatura.
PD, Lega Nord e IDV che nei giorni scorsi avevano tuonato sui giornali per «eliminare i vitalizi da subito», votano no ai due emendamenti presentato dal MoVimento 5 Stelle che chiedevano prima l’eliminazione dei vitalizi retroattivamente, compreso quello di chi già lo percepisce (confortati da alcune sentenze delle Corti di Cassazione e Costituzionali che definisce il vitalizio un privilegio autodeterminatosi e non una pensione acquisita) e poi l’eliminazione, almeno a partire dai consiglieri oggi in carica.

Ma ovviamente nessuno intende votare contro un proprio benefit: mi piacerebbe sapere se i consiglieri della prossime legislature legifereranno per rinviare l’eliminazione dei vitalizi dalla legislatura successiva alla loro. Infine il Presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, infila un articolo che sgancia le indennità dei Consiglieri regionali da quelle dei parlamentari (forse perché quelle dei parlamentari saranno ridotte?),
fissandole a 8.631,71 € lordi. Poi, con un piccolo comma, si inserisce l’indicizzazione delle indennità dei Consiglieri regionali all’indice di variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati determinatosi nell’anno precedente, secondo le rilevazioni ISTAT.

Se si chiamano “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati” forse è perché con 1.000 € al mese, l’aumento del 3% del prezzo del pane, del latte, delle verdure incide, e inciderà, notevolmente sulla loro capacità di arrivare a fine mese.

Vergognoso nel clima attuale del paese, pensare che i Consiglieri regionali che guadagnano da 8.000 a 12.000 € netti al mese abbiano bisogno di aumentarsi lo stipendio per l’aumento del costo del pane. O forse che le sontuose campagne elettorali e la compravendita del consenso risentono dell’aumento dei costi della vita più della pasta?
Video del capogruppo regionale

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