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LA RAI TAGLIA TUTTO E TUTTI TRANNE LA TARANTOLA


Fatto Quotidiano Carlo Tecce 30/12/2012 attualità
Q uando i risparmia- tori aprono il libro- ne dei buoni consi- gli, per grattare un euro di qua e un euro di là, il primo punto è esemplare: spe- gnere gli elettrodomestici, staccare la corrente. E in Rai si tiene il conto (in rosso) con piccole e grosse operazioni. Durante le vacanze natalizie, l’azienda ha imposto di smal- tire le ferie arretrate, almeno cinque giorni ciascuno, e così interi piani sono andati in son- no e anche al gelo: fioche luci d’emergenza, termosifoni ghiacciati. Chi è rientrato, fi- niti i cinque giorni, si arreso a sciarpe e cappotti e, sommes- samente, ha chiesto un condi- zionatore. Questo succede ovunque, e succede anche in viale Mazzini. Ma il gelido epi- sodio prende forma (e fuoco) se paragonato a un privilegio che il presidente Anna Maria Tarantola si è concessa. I tec- nici sono stati mandati in or- bita televisiva con l’ardua mis- sione di evitare il fallimento del servizio pubblico, che disperde ricavi, ascolti, pubblicità e su- pera i 400 milioni di debito consolidato. Unica accortezza: sobrietà. E la Tarantola, ancor prima di esordire al settimo piano, an- nunciò il sacrificio in busta pa- ga: addio ai 450mila euro di Paolo Garimberti, taglio netto e, come si dice, lineare. Non poteva incassare di più: la legge impone un tetto di 300mila eu- ro ai dirigenti pubblici. Però, nessuno poteva evitare all’e icedirettore generale in Banca d’Italia di sommare il rimborso da consigliere di 66mila euro. Queste sono cifre lorde, e sia- mo lontani dai 450mila del predecessore. L’azienda, non contenta, ha persino ridotto i rimborsi per il Cda: bene, be- nissimo, applausi. In mezzo al gaudio collettivo, la Tarantola ha mostrato la residenza: Ca- salpusterlengo, 15.000 abitanti in provincia di Lodi. Allora, che fare? Il Cda si riunisce una volta al mese, ma il presidente, proprio il presidente, non pu ancare: pensionate le spese di rappresentanza e le carte di credito che sollazzavano i vari Augusto Minzolini, la Taran- tola si è regalata la diaria, cioè un assegno mensile per i cin- que giorni settimanali che deve trascorrere a Roma. A onor del vero, seppur viale Mazzini sia distante 4 chilometri da via Nazionale, dove lavorava, la Tarantola da anni frequenta la capitale. Casalpusterlengo li- bera tutti e tutto e rilascia 4mila euro mensili che vengono bo- nificati sul conto Tarantola senza fatture o ricevute. CON LO STIPENDIO a più voci, il presidente tecnico tallona i 450mila euro di Garimberti. Oltre il settimo piano di viale Mazzini, il livello più alto di po- tere, c’è un progetto di rientro finanziario che non garantisce il rientro: quest’anno il bilancio chiuderà con 200 milioni di eu- ro di perdite e l’anno prossimo sarà comunque negativo, di circa 37 milioni. Le colpe non sono imputabili al duo Taran- tola-Gubitosi, ma non s’intrav- vedono segnali di ripresa. Il di- rettore generale ha deciso di far scivolare 600 dipendenti con la pensione anticipata (200 gior- nalisti) e di assumerne 300 con un concorso: picche per i pre- cari che aspettano in fila da an- ni. L’offerta si prosciuga: meno investimenti per i diritti spor- tivi, meno risorse per i canali e i telegiornali, via la sede storica e pachidermica di viale Mazzini, traslochi di massa nel polo di Saxa Rubra, un luogo triste e già fatiscente che ospita le te- state giornalistiche. I tecnici non dimenticano la vecchia e cara lotta all’evasione: il canone aumenta a 113,5 euro, e l’azien- da chiede un sostegno all’A- genzia delle Entrate per colpire abbonato per abbonato, non più nel mucchio. I vertici sono convinti, però, che la Rai sia troppo ingom- brante per muoversi in sciol- tezza: 14 reti sono esagerate e ingestibili, come i capi e i ca- petti che si curano il pezzettino di podere e potere. Questa di Tarantola e Gubitosi sarà una cura dimagrante di forte inten- sità. L’importante è iniziare dal basso. Per arrivare al settimo piano c’è tempo.

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