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Tangenti, un pentito svela la “lobby di Roma” (Maria Elena Vincenzi).

Tangenti, un pentito svela la “lobby di Roma” (Maria Elena Vincenzi)..

Pirellone, tangenti anche sugli autonoleggi “Un sistema con Formigoni al vertice” (Piero Colaprico e Emilio Randacio).

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Inchiesta su Compagnia delle opere e società pubbliche: 16 arresti

Pirellone, tangenti anche sugli autonoleggi “Un sistema con Formigoni al vertice” (Piero Colaprico e Emilio Randacio)..

VARESE Sanità, tangenti dietro le convenzioni

Fatto Quotidiano 18/12/2012 redazione attualità
Corruzione e concussione. Queste le accuse ri- volte a imprenditori che gestiscono case di cura a Varese e provincia; l’obiettivo era ottenere con- venzioni con la Regione Lombardia per l’attività sanitaria. Fra gli indagati, anche il direttore gene- rale della Sanità lombarda, Carlo Lucchina. L’in- chiesta ha portato la Guardia di finanza ad acquisire atti pure nell’assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Punto di partenza delle indagini, il dis- sesto del gruppo degli imprenditori varesini della sanità, che faceva riferimento ai fratelli Polita. A coordinare gli accertamenti è il pm Agostino Abate che si era occupato proprio del fallimento di alcune società dei Polita, fra cui l’acquisto della cli- nica privata “La Quiete”. L’ultima società dei Polita dichiarata fallita è l’Ansafin, proprietaria di un al- bergo costruito prima dei Mondiali di ciclismo, di un capannone industriale a Induno Olona e degli immobili dove si trova la clinica privata “La Quie- te”. Proprio all’inaugurazione dell’albergo di Ca- polago partecipò anche il senatore Antonio Tomas- sini, pure lui indagato nell’inchiesta.

Bufera Lega Nord FINMECCANICA, LO SPETTRO TANGENTI CHE TOGLIE IL SONNO A MARONI Le accuse di Borgogni e il feeling tra il “barbaro ” e il n. 1 del gruppo OrsiI


Fatto Quotidiano 21/04/2012 di Marco Lillo
Lorenzo Borgogni è stato sentito in gran segreto a Roma martedì scorso dai pm di Napoli che indaga-
no sull’ipotesi di corruzione internazionale per le commesse estere di Finmeccanica. Quella mattina era stato arrestato al suo atterraggio a Fiumicino Valter Lavitola e nessuno aveva fatto caso ai magistrati partenopei che andavano in gran segreto ad ascoltare per un paio di ore l’ex direttore centrale del gruppo controllato dal ministero dell’Econo mia, indagato a Roma e a Napoli. Nel corso dell’inter rogatorio si è parlato delle mazzette che sarebbero state pagate dalla società controllata dal gruppo che si occupa di elicotteri, Agusta Westland, per aggiudicarsi commesse all’estero. Già in precedenti interrogatori Borgogni aveva toccato questo tema e i magistrati hanno tentato di approfondirlo alla luce delle loro recenti acquisizioni i nve s t i g a t i ve . In particolare, secondo quanto ha detto ai pm Borgogni i costi di mediazione della vendita all’India degli elicotteri militari sarebbero stati gonfiati per pgare mazzette milionarie alla Lega Nord con il consenso dell’allora amministratore delegato di Agusta Westland Giuseppe Orsi. Questo manager nato
L’indagine dei pm su 10 milioni di mazzette destinati alla Lega per 12 elicotteri venduti all’India
a Guardamiglio nel Lodigiano nel 1945 e promosso prima ad amministratore delegato di Finmeccanica nel maggio 2011 e poi alla guida dell’inte ro gruppo nel dicembre scorso, rappresenta da decenni l’anima lombarda del gruppo pubblico romano e non fa mistero di essere un buon amico di Roberto Maroni. Orsi è l’unico manager vicino alla Lega nord a ricoprire un ruolo manageriale di primo piano in una grande società pubblica. Il manager lombardo possiede grandi doti, riconosciute anche da chi non lo ama per i suoi modi bruschi poco adatti a condurre un gruppo che è intriso di politica fino al
midollo. Inoltre ha guidato nella sua fase di espansione Agusta, l’azienda più forte del gruppo dal punto di vista industriale. Certamente però solo con il suo curriculum non sarebbe arrivato al gradino più alto. Non è un mistero che Maroni lo abbia sponsorizzato nelle ore decisive della promozione.
MARONI E ORSI si conoscono da almeno 15 anni. Agusta Westland ha il suo cuore nella provincia di Varese e Maroni ha cominciato a frequentare l’amministratore di questo colosso industriale per ovvie ragioni istituzionali. L’impor tanza del gruppo Finmeccanica è nota a tutti in queste zone e so-
prattutto a casa Maroni: la moglie dell’ex ministro dell’inter no, Emilia Macchi, da 25 anni lavora alla Aermacchi, una società controllata da Finmeccanica che recentemente si è fusa, ma forse sarebbe meglio dire ha inglobato, la Alenia dando vita alla Alenia Aermacchi. Emilia Macchi, molto stimata in azienda, è diventata dirigente qualche anno fa grazie a una delibera del Consiglio di amministrazione che ha riconosciuto la sua professionalità. Ovviamente Orsi, conosce benissimo la signora Maroni e le due famiglie si frequentano. La signora Orsi invece non lavora nel settore aeronautico ma si occupa di consulenza aziendale. Rita Coldani,
è infatti amministratrice unica di una società intestata a due fiduciarie che schermano i reali proprietari delle quote. La società si chiama Atirus Srl ha sede a Milano in Galleria del Corso e ha come azionisti la Cofircont Compagnia Fiduciaria con il 95 per cento e la Timone Fiduciaria con il 5 per cento. Nel 2010 ha fatturato solo 30 mila euro e l’anno prima poco più della metà. La Atirus possiede però un immobile iscritto al costo di 380 mila euro che si trova a New York. Probabilmente sarà un’eredità del periodo americano del manager. Il recente ritorno in tv di Lorenzo Borgogni non deve aver fatto piacere a Maroni. Proprio quando, do-

L’ultimo spenga la luce (Marco Travaglio).

L’ultimo spenga la luce (Marco Travaglio)..

FINMECCANICA, GUAI PER ORSI INDAGINI SULLE COMMESSE IN INDIA Si parla già di successione con Franco Bernabè (Telecom)


Fatto Quotidiano 3/03/2012 di Valeria Pacelli
Giuseppe Orsi è alla guida di Finmeccanica soltanto da pochi mesi ma già si parla di un imminente
cambio al vertice. Non tanto per ragioni industriali quanto per lo sviluppo di alcune vicende giudiziarie. Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabé è stato contattato per una successione a breve ma, per il momento, ha declinato l’i nv i t o perché vuole completare il lavoro nell’azienda telefonica. Ma le cose potrebbero cambiare in fretta se, come raccontano in molti da Finmeccanica, in alcune vicende giudiziarie arrivasse una svolta che in molti si attendono, viste le indiscrezioni uscite in questi ultimi giorni.
COME IL SUO p re d e c e s s o re Pier Francesco Guarguaglini, anche Orsi ha le sue grane in tribunale, ma per il momento non risulta indagato. A Napoli, al centro delle indagini c’è l’Agusta Westland, controllata di Finmeccanica che produce elicotteri. Prima di sostituire Guarguaglini alla presidenza del gruppo, Orsi era l’amministratore delegato di Agusta che è protagonista di due
diversi filoni di inchiesta. Di uno di questi si discute da giorni sulla stampa indiana, complice il clima di tensione tra i due Paesi per la vicenda dei marinai italiani incarcercati. Al centro della vicenda c’è una cospicua commessa dal valore di almeno 560 milioni di euro di Agusta in India, contratto firmato nel maggio 2010
Un elicottero Agusta. In alto Giuseppe Orsi (FOTO ANSA)
dall’amministratore delegato Orsi. In quei giorni la società di Finmeccanica si aggiudica una gara per la vendita di dodici elicotteri Agusta Westland 101, modelloVip, allestiti per il trasporto di personalità di governo, sbaragliando diverse società concorrenti, come la statunitense Sikorsky Aircraft Corporation
che era intenzionata a mettere su piazza i suoi elicotteri S-92.?Ma questo affare, come anche altri, è finito sotto l’osser vazione dei pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio e ha attirato l’atten zione perfino delle autorità indiane. Infatti pochi giorni fa il ministro della Difesa indiano,
Antony Ak, ha chiesto al segretario generale della Difesa Shashi Kant Sharmit di accertare se ci furono episodi di corruzione per la stipula del contratto che Agusta Westland firmò nel 2010 con la Indian Air Force. Inoltre nell’ambito delle indagini napoletane sarebbero state richieste in via informale alle autorità indiane alcune conferme circa le trattative che portarono alla stipula della commessa. Di questo nuovo affare, finito nel mirino della magistratura, secondo alcune indiscrezioni avrebbe parlato Lorenzo Borgogni, ex direttore generale delle relazioni esterne di Finmeccanica, interrogato più volte sia a Napoli che a Roma. Dal capoluogo campano, però, proprio partendo dalle testimonianze di Borgogni, gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro quel giro di denaro si nascondessero fondi neri utilizzati per versare denaro a politici o a manager. Così si è creato un filo rosso tra Napoli e Nuova Delhi: l’ipotesi di una corruzione internazionale. Ma da piazza Monte Grappa dicono: in India tutto regolare, ”nessuna comunicazione è stata notificata a società e dirigenti del gruppo né in Italia né in India”.
MA OLTRE all’appalto per gli elicotteri da mezzo miliardo, ci sono anche altre commesse che Finmeccanica e le sue consociate hanno firmato negli ultimi anni e che la magistratura sta vagliando. Come il contratto della
C’è il sospetto di tangenti, il governo indiano vuole chiarimenti, l’azienda: tutto regolare.
Selex Sistemi Integrati con la società statale Cochin Shipyard Limited, per la fornitura di radar navali per le portaerei della marina indiana in costruzione nei cantieri di Kochi. Oppure quello della stessa Finmeccanica, che ha già fornito tre sistemi di comando e controllo per le fregate di classe Brahmaputra e il sostegno supplementare logistico, oltre che la fornitura dei radar e dei sistemi per il controllo del traffico aereo da installare negli aeroporti delle città indiane del sud.
MA C’È ANCHE un altro affare che coinvolge Orsi. Sarebbe stato sempre Lorenzo Borgogni a parlare e a citare un politico importante, Marco Reguzzoni, deputato della Lega Nord fedelissimo di Umberto Bossi, e varesotto come Orsi, considerato al momento della nomina come molto ben visto dal mondo leghista. Orsi, quando era a capo di Agusta, trasferisce parte dell’attività dell’azienda in capannoni industriali vicino a Malpensa, nei dintorni di Varese, di proprietà di imprendiotri che, secondo quanto ha detto Borgogni, sarebbero vicini a Reguzzoni. Visto che l’affitto di quegli immobili è molto elevato i pm stanno verificando se il prezzo sia congruo o non nasconda una sovvenzione occulta. In un’intervista a Re pubblica, lo scorso novembre, Borgogni parla di questo affare e alla domanda se il trasferimento delle attività di Agusta in zona Malpensa fosse un favore per l’uomo della Lega, Borgogni si limita a dire: “Non posso andare oltre, è un argomento oggetto di domande e approfondimento dei pm”. Reguzzoni ha subuito annunciato querela. Èd è sempre Borgogni a parlare della parentopoli in Agusta, quando alla guida c’era Orsi: cita il figlio del senatore Pd Nicola Latorre, poi il fratello del leghista Giancarlo Giorgetti, e la figlia del banchiere (a lungo vicino alla Lega) Massimo Ponzellini, tutti assunti nella controllata.

Bustarelle: arrestati consiglieri Pd e Udc a Pomezia e Sabaudia (LA CORRUZIONE DILAGA)


Redazione alcuni pezzi tratti dal Fatto Quotidiano Eduardo di Biasi
La Corte dei Conti attraverso il suo presidente Luigi Giampaolino denuncia che il fenomeno in Itaia è più che mai presente le cui dimensioni si possono callcolare in circa 60 miliardi di euro che vengono sottratti all’economia del paese.
Basti pensare che la Convenzione penale del Consiglio d’Europa sulla corruzione è del 1999. L’Italia la firmò, ma oggi, a distanza di 13 anni, il Parlamento, unico nel continente, non è ancora riuscito a recepirla.
Intanto il parlamento prende tempo e il decreto anticorruzione è bloccato
.IERI, CON UN CERTO tempismo, il ministro della Giustizia Paola Severino, dopo aver affermato che “sulla corruzione va condotta una battaglia veramente seria” ha preso tempo sul ddl anticorruzione. “C’è bisogno di tempo per prepararlo in maniera corretta – ha spiegato – Io credo molto in questo progetto, ma per ciò i progetti in cui si crede sono quelli sui quali accentrare la massima attenzione”.

Da redazione Fatto Quotidiano 17/02/2012
Mazzette forever. Politici locali in manette, sorpresi mentre intascavano tangenti: Antonini (Pd) e
Nicola Bianchi (Udc), consiglieri di Pomezia e Sabaudia. Antonini è stato arrestato proprio di fronte al municipio di Pomezia, in piazza Indipendenza, colto in flagranza dai carabinieri mentre intascava denaro, circa 2.500 euro, consegnato da una persona
all’interno di un’automobile. E li avrebbe presi proprio a poche ore dall’inizio della seduta del consiglio comunale. A consegnare il denaro al consigliere del Pd sarebbe stato uno dei responsabili di una ditta che si occupa di facchinaggio e pulizie. Antonini, che è anche un noto sindacalista, era da tempo finito nel mirino degli inquirenti, sospettato di intascare bustarelle per favorire l’assegnazione di appalti.
Stessa sorte per un consigliere comunale di Sabaudia, Nicola Bianchi, 76 anni, capogruppo dell’Udc e delegato del sindaco alle politiche demaniali: è stato arrestato in flagranza di reato, proprio mentre riceveva dalle mani di un imprenditore 5 mila euro in contanti, che erano una parte del prezzo pattuito per il cambio di destinazione d’uso di uno stabile.

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