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Sistri, arresti per tangenti. Governo: “Non sapevamo. Scioglieremo contratto Selex”

Il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo ha risposto in Aula ad un’interrogazione del Movimento 5 Stelle a prima firma Patrizia Terzoni. Dopo la notizia dell’inchiesta sulle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del sistema di tracciabillità dei rifiuti, l’esecutivo ha deciso di interrompere l’accordo con la società. E se ci sarà rinvio a giudizio, il ministero si costituirà parte civile”
Fonte Redazione Il Fatto Quotidiano | 28 marzo 2014 attualità
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La Selex, senza informare il ministero dell’Ambiente, ha subappaltato parte del servizio del Sistri a un’altra società. E questo è motivo di risoluzione del contratto“. È, in sintesi, quanto ha dichiarato il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo rispondendo in Aula a un’interpellanza presentata dai deputati del Movimento 5 Stelle (a prima firma Patrizia Terzoni) sulla vicenda “dell’esecuzione, da parte della Guardia di finanza, di quattro arresti nell’ambito dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri. ”All’esito delle indagini”, ha continuato Velo, “se ci sarà il rinvio a giudizio degli imputati, si procederà a chiedere alla presidenza del Consiglio di costituirsi parte civile nel processo. Nel contratto viene previsto che l’azienda (vincitrice dell’appalto; Ndr) può subappaltare solo tramite autorizzazione, previo annullamento del contratto. La Selex però non ha mai fatto pervenire al ministero nessuna autorizzazione”.

Soddisfatto il Movimento 5 stelle. “Avevamo chiesto – hanno dichiarato i deputati della Commissione Ambiente, – se fosse vero che i subappalti realizzati da Selex non sarebbero stati comunicati e autorizzati dal Ministero”. E il sottosegretario ha risposto che “Selex non ha mai presentato al ministero istanza di autorizzazione per l’affidamento delle attività a Viasat” e “questa è causa di risoluzione del contratto“. Addirittura prima dell’interpellanza “il ministero non aveva avuto conoscenza di tale affidamento”. “Cioè – hanno sottolineato i deputati – siamo stati noi a far avere questa notizia al ministero”.

Il sottosegretario ha poi precisato che “sono stati chiesti immediatamente alla Selex i dovuti chiarimenti e sarà cura di questa amministrazione acquisire dall’Avvocatura generale dello Stato un parere sulle iniziative da assumere, anche ai fini appunto della risoluzione del contratto”. Finalmente – hanno dichiarato i pentastellati della commissione Ambiente – un po’ di chiarezza sulla giungla di contratti e subappalti che hanno reso il Sistri inapplicabile ed eccessivamente oneroso. La tracciabilità dei rifiuti è fondamentale, ma in questo modo sta diventando un incubo per le migliaia di piccole e medie imprese del settore dei rifiuti”.

I RIFIUTI DI MALINCONICO ARRESTATO L ’EX SOTTOSEGRETARIO PER CORRUZIONE NELL ’AFFARE SISTRI (la consulenza da 1 milione di euro)

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Fatto Quotidiano 18/04/2013 di Marco Lillo attualità

Si faceva pagare caro Carlo Malinconico per i suoi pareri, anche se apparentemente era un generoso benefattore della Pubblica amministrazione. L’esimio professore di Diritto eu- ropeo, già presidente della Federazione Editori Giornali e se- gretario generale di Palazzo Chigi, prima di diventare sotto- segretario alla presidenza del Consiglio di Mario Monti alla fine del 2009, è stato interpellato per dare il suo via libera al Sistri, il sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti. Il mini- stero dell’Ambiente guidato da Stefania Prestigiacomo gli chiedeva, in qualità di esperto giuridico, di valutare se il ricco contratto che tanto interessava alla Selex Management, gruppo Finmeccanica, amministrata da Sabatino Stornelli, potesse ess re secretato. E se fosse congruo il prezzo da pagare. Malinconico rispose sostanzialmente di sì, favorendo Selex Management e i suoi subappaltatori. Malinco- nico poi venne anche nominato presidente della commissione di Vigilanza sul Sistri. IL SISTRI è un affare da 400 milioni di euro ma non ha mai funzionato. E la commissione di controllo non ha mai avuto da ridire. L’appalto – grazie anche a Malinconico – è stato ottenuto da Selex Management senza ga- ra e senza controlli, proprio grazie alla secretazione. Il professo- re aveva spiegato al ministero di voler mettere gratuitamente la sua scienza a disposizione del direttore generale Marco Lupo, che gli aveva conferito l’incari – co. Peccato che nello stesso periodo il principale subappalta- tore delle tecnologie Sistri, l’im – prenditore Francesco Paolo De Martino di Castellammare di Stabia, tramite due società, si impegnava a versare un milione di euro proprio a società di Ma- linconico. L’ex sottosegretario è accusato perché “accettava la promessa di ricevere, da Di Martino Francesco Paolo e da Stornelli Sabatino, utilità consi- stite nella stipula di due contrat- ti di consulenza giuridica con la Malinconico&Associati srl nonché con la Nomos Consul- ting Group”. L’ex sottosegretario diventato famoso per le sue vacanze all’hotel Pellicano di Porto Ercole, pagate dall’im – prenditore della cricca dei gran- di eventi Francesco Piscicelli, stavolta non se l’è cavata solo con le dimissioni, come è acca- duto quando ilFatto ha pubblicato fotocopie delle fatture pagate da Piscicelli per circa 20 mi- la euro. Ieri Malinconico è finito agli arresti domiciliari con l’accusadi corruzione.Sono 22(19 domiciliari e 3 in carcere) gli arresti eseguiti ieri dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, oltre al se- questro di beni per 10,2 milio- ni. I pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano e il procuratore ag- giunto Francesco Greco conte- stano, a vario titolo, reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utiliz – zazione di fatture false, corrzione, truffa aggravata, riciclag

gio, ìgio, favoreggiamentoe occultamento di scritture contabili. De- gli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex Ser- vice Management. E in carcere è finito Stornelli, ex ad Selex Ma- nagement, la stessa società cui il governo Prodi pensò di affidare il controllo delleintercettazioni di tutte le procure d’Italia, poi abortita nonostante piacesse anche al governo Berlusconi. E’ stato arrestato anche il fratello Maurizio Stornelli oltre all’imprenditore protagonista di un vorticoso giro di fatture e vero dominus dei lavori del Sistri grazie ai subappalti, Francesco Paolo Di Martino. IL PARERE di Malinconico è im- portante anche perché riguarda la secretazione del contratto e la conseguente assenza di gara nell’affidamento. La prima ap- posizione del segreto sul Sistri si deve aAlfonso Pecoraro Scanio ma bisogna aspettare Silvio Berlusconi nel 2008 per il segreto di Stato in virtù del quale nel di- cembre 2009 il ministero del- l’Ambiente ha proceduto all’affidamento diretto, senza gara, alla Selex Management di Stornelli. Dalle carte emerge anche il caso della squadra di calcio abruzzese Pescina Valle del Giovenco, di cui era reale dominus Stornelli: alcuni imprendi- tori hanno raccontato di aver dovuto pagare sponsorizzazioni fino a un milione di euro alla squadra per poter avere subappalti nell’affare Sistri. Con questo sistema, la piccola Valle del Giovenco arrivò a spendere 8 milioni di euro ead avere come vicepresidente l’ex campione Paolo Rossi. LA SELEX MANAGEMENT, da non confondere con Selex S.I., reagisce all’emergenza rifiuti in Campania con una trovata ge- niale: seguire il rifiuto dall’ori- gine alla discarica mediante sca- tole nere (set top box) sui veicoli dei trasportatori e chiavette in- formatiche (token) da inserire nel camion. Nell’ordinanza si cita un dato impressionante: le chiavette costavano realmente 2 o 5 euro l’una ma erano fatturate alla Selex Management dalla so- cietà di De Martino ben 36,86 euro oppure 46 euro. I costi così si sono gonfiati. Selex Manage- ment ha fatturato per il Sistri più di 120 milioni di euro. Nel suo parere però Malinconico sosteneva che il prezzo era congruo. Il governo aveva stanziato solo 5 milioni di euro, il progetto faraonico di Selex si basava sul fat- to che a pagare sarebbero stati gli imprenditori, costretti loro malgrado a iscriversi al sistem. A guadagnare più di tutti alla fi- ne sarebbe stato proprio il “pa – gatore”di Malinconico, Francesco Paolo De Martino: secondo i magistrati ha lucrato “ingenti importi (pari ad alcune decine di milioni di euro)”.

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