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E’ ufficiale! La Russia vieta completamente gli OGM

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Fonte Disinformazione.it Redazione Teste Libere 5/05/2014 attualità

Il Primo ministro Dmitri Medvedev ha annunciato recentemente che la Russia non importerà più prodotti contenenti OGM, affermando che la nazione ha spazio e risorse sufficienti per produrre cibo organico.
Se agli Americani piace mangiare prodotti contenenti OGM, che se li mangino. Noi non ne abbiamo bisogno; abbiamo abbastanza spazio e la possibilità di produrre alimenti biologici.

La Russia ha l’obiettivo di aggiungersi alla lunga lista (che cresce senza sosta) dei paesi anti-OGM. Lo fa dopo che un gruppo di scienziati russi ha esortato il governo a stabilire una moratoria di almeno10 anni sugli OGM ed a studiare in modo approfondito la loro influenza sulla salute umana.
“E’ necessario vietare gli OGM e imporre una moratoria di 10 anni. Quando gli OGM saranno vietati, potremo pianificare degli esperimenti, delle prove o forse anche nuovi metodi di ricerca che potranno essere sviluppati. E’ stato provato che non solo in Russia, ma anche in numerosi altri paesi del mondo, gli OGM sono pericolosi. I metodi per ottenere gli OGM non sono perfetti, quindi, a questo stadio, tutti gli OGM sono pericolosi”.

“Il consumo e l’utilizzo degli OGM ottenuti in un certo modo può condurre a tumori, cancro e obesità negli animali. La Bio-tecnologia dovrebbe certo essere sviluppata, ma gli OGM andrebbero fermati. Dovremmo cessare di propagarli.” (Irina Ermakova, vice presidente dell’Associazione nazionale per la sicurezza genetica russa).
Un certo numero di scienziati del mondo intero hanno chiaramente sottolineato i pericoli potenziali associati al consumo di OGM. Ho recentemente pubblicato un articolo intitolato “10 studi scientifici dimostrano che gli OGM possono nuocere alla salute umana” . Sono solo alcuni tra le centinaia di studi che sono ora disponibili al pubblico e sembra che continuino ad aumentare di anno in anno.

La Russia vieta completamente gli OGM comportandosi come un grande paese sviluppato e ciò costituisce un grande passo avanti nella creazione di una maggiore sensibilizzazione riguardo agli OGM. Chiedetevi: perchè così tanti paesi vietano gli OGM ed i pesticidi? E’ perchè le prove convergono verso il fatto che non sono sicuri, sono giovani e non se ne sa abbastanza al riguardo per poterli consumare in piena sicurezza. Non sono necessari, allora perchè li producono?

Nel corso degli ultimi anni, la sensibilizzazione verso gli OGM ha subito un’impennata. L’attivismo ha giocato un ruolo importante nel risveglio di una gran parte della popolazione della Terra riguardo agli OGM. La gente comincia a fare domande ed a ricevere risposte.
In febbraio, la Duma di Stato ha presentato un progetto di legge che vieta la coltivazione di prodotti alimentari OGM. Il presidente Putin ha ordinato che i cittadini russi siano protetti dagli OGM. Il Comitato dell’Agricoltura ha appoggiato la raccomandazione del divieto del parlamento russo e la risoluzione entrerà pienamente in vigore in luglio 2014.

Giusto per mostrare cosa si può ottenere quando ci uniamo e come può cambiare la domanda e la condivisione dell’informazione su scala mondiale. Si produce un cambiamento ed un risveglio quotidiano verso nuovi concetti della nostra realtà. Gli OGM sono solo un inizio, abbiamo parecchie cose di cui sbarazzarci sul nostro pianeta. Cominciamo tutti a vedere attraverso le false giustificazioni sulla necessità degli OGM.

Fonti:
http://rt.com/news/russia-import-gmo-products-621/
http://rt.com/news/gmo-ban-russian-scientists-293/
http://www.gmo-free-regions.org/gmo-free-regions/russia/gmo-free-news-from-russia/news/en/28934.html

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Sla, ricercatori italiani scoprono un nuovo gene che causa la malattia

La scoperta avvicina la possibilità di nuove terapie mirate, grazie all’individuazione di vie cellulari suscettibili di interventi terapeutici. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Nature Neuroscience
Fonte di Redazione Il Fatto Quotidiano | 30 marzo 2014 attualità
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E’ stato identificato da un gruppo di ricercatori italiani un nuovo gene principale causa della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica – morbo di Lou Gehrig). Il gene, denominato Matrin3 e localizzato sul cromosoma 5, è stato scoperto in diverse ampie famiglie con più membri affetti da Sla e da demenza frontotemporale. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Neuroscience, che ha dedicato la propria copertina alla scoperta.

Gli autori sono un gruppo di ricercatori italiani del consorzio Italsgen (che riunisce 14 centri universitari e ospedalieri italiani che si sono uniti per la lotta contro la Sla), coordinati dal professor Adriano Chiò (Centro Sla del dipartimento di Neuroscience ‘Rita Levi Montalcini’ dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza e dell’Università di Torino), dalla dottoressa Gabriella Restagno (Laboratorio di Genetica Molecolare dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Scienza e della Salute di Torino) e dal dottor Mario Sabatelli (dell’Istituto di Neurologia – Centro Sla dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma), in collaborazione con il dottor Bryan Traynor (neurologo dell’Nih di Bethesda – Washington).

La scoperta di un nuovo gene implicato nell’eziologia della Sla fornisce informazioni utili per l’identificazione dei meccanismi della degenerazione dei motoneuroni ed avvicina la possibilità di nuove terapie mirate, grazie all’individuazione di vie cellulari suscettibili di interventi terapeutici. La scoperta è stata possibile grazie all’utilizzazione di nuove tecniche di sequenziamento dell’intero esoma (exome sequencing), cioè della parte del Dna che codifica per le proteine. La proteina Matrin3 è una proteina che lega il Dna e condivide domini strutturali con altre proteine che legano l’Rna, come FUS e TDP43 che sono anch’esse implicate nella Sla. Lo studio è stato eseguito su 108 casi (32 italiani, raccolti dai centri SLA aderenti al consorzio Italsgen). Per accertare l’assenza di mutazioni in soggetti sani, il gene Matrin3 è stato poi sequenziato in circa 5190 controlli sani, 1242 dei quali italiani.

Tutti i dati di sequenza degli esomi ottenuti con questa ricerca sono stati resi di dominio pubblico per poter essere utilizzati da altri ricercatori in tutto il mondo per ulteriori ricerche. La scoperta di questo nuovo gene rappresenta pertanto una svolta per la comprensione di questa patologia ed offre prospettive per l’identificazione di terapie per il suo trattamento. La ricerca è stata finanziata per la parte italiana da AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la Sla, nell’ambito del progetto Sardinials, dalla Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus, dalla FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio, dal Ministero della Salute e dalla Comunità Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro.

E’ stato identificato da un gruppo di ricercatori italiani un nuovo gene principale causa della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica – morbo di Lou Gehrig). Il gene, denominato Matrin3 e localizzato sul cromosoma 5, è stato scoperto in diverse ampie famiglie con più membri affetti da Sla e da demenza frontotemporale. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Neuroscience, che ha dedicato la propria copertina alla scoperta.

Gli autori sono un gruppo di ricercatori italiani del consorzio Italsgen (che riunisce 14 centri universitari e ospedalieri italiani che si sono uniti per la lotta contro la Sla), coordinati dal professor Adriano Chiò (Centro Sla del dipartimento di Neuroscience ‘Rita Levi Montalcini’ dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza e dell’Università di Torino), dalla dottoressa Gabriella Restagno (Laboratorio di Genetica Molecolare dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Scienza e della Salute di Torino) e dal dottor Mario Sabatelli (dell’Istituto di Neurologia – Centro Sla dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma), in collaborazione con il dottor Bryan Traynor (neurologo dell’Nih di Bethesda – Washington).

La scoperta di un nuovo gene implicato nell’eziologia della Sla fornisce informazioni utili per l’identificazione dei meccanismi della degenerazione dei motoneuroni ed avvicina la possibilità di nuove terapie mirate, grazie all’individuazione di vie cellulari suscettibili di interventi terapeutici. La scoperta è stata possibile grazie all’utilizzazione di nuove tecniche di sequenziamento dell’intero esoma (exome sequencing), cioè della parte del Dna che codifica per le proteine. La proteina Matrin3 è una proteina che lega il Dna e condivide domini strutturali con altre proteine che legano l’Rna, come FUS e TDP43 che sono anch’esse implicate nella Sla. Lo studio è stato eseguito su 108 casi (32 italiani, raccolti dai centri SLA aderenti al consorzio Italsgen). Per accertare l’assenza di mutazioni in soggetti sani, il gene Matrin3 è stato poi sequenziato in circa 5190 controlli sani, 1242 dei quali italiani.

Tutti i dati di sequenza degli esomi ottenuti con questa ricerca sono stati resi di dominio pubblico per poter essere utilizzati da altri ricercatori in tutto il mondo per ulteriori ricerche. La scoperta di questo nuovo gene rappresenta pertanto una svolta per la comprensione di questa patologia ed offre prospettive per l’identificazione di terapie per il suo trattamento. La ricerca è stata finanziata per la parte italiana da AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la Sla, nell’ambito del progetto Sardinials, dalla Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus, dalla FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio, dal Ministero della Salute e dalla Comunità Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro.

Antitrust, multa da 180 milioni di euro a Roche e Novartis: “Accordi illeciti”

Fonte di Redazione Il Fatto Quotidiano | 5 marzo 2014 attualità
Secondo l’Autorità, le due società hanno “ostacolato la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico a vantaggio di un prodotto molto più costoso”. Novartis: “Ricorriamo al Tar”
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ulta da 180 milioni di euro dell’Antitrust a Roche e Novartis per “un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis“. “I due gruppi – si legge sul sito dell’Autorità – si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti”.

Per il Sistema Sanitario Nazionale, l’intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’anno. Dalla documentazione acquisita, anche grazie alla collaborazione del Gruppo Antitrust del nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza – prosegue l’Autorità, – è emerso che le capogruppo Roche e Novartis, anche attraverso le filiali italiane, hanno concertato sin dal 2011 una differenziazione artificiosa dei farmaci Avastin e Lucentis, presentando il primo come più pericoloso del secondo e condizionando così le scelte di medici e servizi sanitari.

Secondo il provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, le condotte delle imprese trovano la loro spiegazione economica nei rapporti tra i gruppi Roche e Novartis: Roche, infatti, ha interesse ad aumentare le vendite di Lucentis perché attraverso la sua controllata Genentech – che ha sviluppato entrambi i farmaci – ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis. Quest’ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall’incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%. Non è stata invece ritenuta responsabile dell’illecito la controllata di Roche, la società californiana Genentech. In considerazione della particolare gravità dell’illecito, l’Autorità ha comminato al gruppo Novartis una sanzione di 92 milioni di euro e al gruppo Roche una sanzione di 90,5 milioni di euro, per un totale di oltre 180 milioni di euro.

Novartis: “Ricorriamo al Tar” – In una nota Novartis risponde all’Antitrust e “respinge in maniera decisa le accuse relative a pratiche anti-concorrenziali messe in atto tra Novartis e Roche in Italia” e aggiunge che “si avvarrà dei propri diritti di difesa ricorrendo in appello dinanzi al Tribunale competente”, ovvero al Tar. “I rischi derivanti dall’uso non autorizzato di farmaci sono un problema critico e questa decisione da parte dell’Autorità incoraggia apertamente il diffuso utilizzo intravitreale non autorizzato di Avastin – spiega Novartis – ciò è fortemente in contrasto con il contesto normativo di riferimento europeo ed italiano, che ha lo scopo di proteggere la sicurezza dei pazienti e che ora rischia di essere compromesso”. La decisione di Roche di richiedere o meno per Avastin l’autorizzazione all’immissione in commercio per l’indicazione oftalmica, che al momento non possiede, è stata assunta in modo assolutamente unilaterale. “I fattori che impediscono o limitano l’utilizzo oculare off-label di Avastin in Italia non hanno nulla a che fare con Novartis”, spiega la nota.

La plastica che mangiamo

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La liscivazione chimica degli imballaggi preoccupante per la salute.
Articolotre del 20/02/2014 redazione attaulità
-L.M.- Gli scienziati del British Medical Journal (BMJ), avvertono dei potenziali danni a lungo termine dell’esposizione a metanoli sintetici, tra cui la formaldeide, in bottigle e bevande e imballaggi per alimenti. “Sostanze chimiche di sintesi che vengono usate nella lavorazione, confezionamento e conservazione dei cibi potrebbero danneggiare a lungo termine la nostra salute, a causa anche di piccole quantità di tali sostanze che penetrano nel cibo” : questa la preoccupazione sollevata dal Journal of Epidemiology and Community Health del BMJ.
Queste, in quantità minime, di per sè possono non essere tossiche, ma noi viviamo una vita in cui siamo continuamente esposti a sostanze inquinanti, come la formaldeide, anche attraverso il consumo di alimenti in confezioni di plastica. Alcune delle sostanze chimiche che destano preoccupazione sono regolamentate, ma sono comunque ampiamente usate nel packaging alimentare. Le persone che mangiano cibi confezionati rischiano di essere cronicamente esposte a queste sostanze per tutta la vita.
Troppo poco si sa ancora circa l’impatto a lungo termine sul corpo umano e soprattutto a proposito di questa esposizione in alcuni momenti critici dello sviluppo, come nel grembo materno o nella prima infanzia.
Oltre alla formaldeide, ampiamente presente in bottiglie di plastica e stoviglie alla melamina, altri prodotti chimici noti per interrompere la produzione di ormoni sono usati per gli imballaggi di prodotti alimentari: bisfenolo A, tributilstagno, triclosan e ftalati.
Complessivamente più di 400 sostanze chimiche sono coinvolte.
“Mentre molte di queste sostanze sono oggetto di dibattito tra gli scienziati e i politici per soddisfare gli interessi delle varie parti, i consumatori rimangono esposti a queste sostanze chimiche tutti i giorni, inconsapevolmente” scrivono gli scienziati del BMJ, avvertendo che i potenziali cambiamenti cellulari causati dai materiali a contatto con gli alimenti e, in particolare, le sostanze chimiche con la capacità di agire sugli ormoni, non sono nemmeno prese in considerazione nelle analisi di routine tossicologica. Suggeriscono che tutto questo ”Getta seri dubbi sulla adeguatezza delle procedure di regolamentazione delle sostanze chimiche”.
Non sarà facile monitorare e valutare gli effetti di decenni di esposizione a queste sostanze, dal momento che non ci sono grandi gruppi di persone che non siano esposti ai prodotti alimentari confezionati. Purtroppo tutti noi abbiamo tracce di questi composti chimici nel nostro corpo. Per questa ragione non è possibile effettuare uno studio comparativo tra gruppi di persone che sono state esposte e persone che non lo sono state.
Ma è necessaria una valutazione basata sulla popolazione così come un monitoraggio, per stabilire i potenziali collegamenti tra le sostanze chimiche a contatto con gli alimenti e il cancro, l’obesità, il diabete e i disturbi neurologici e infiammatori, soprattutto sommato agli inquinamenti ambientali: ”Dal momento che la maggior parte di cibi sono confezionati e l’intera popolazione può essere esposta, è della massima importanza che le lacune nelle conoscenze vengano riempite in modo affidabile e rapido” sostengono gli scienziati.
Per dare delle risposte a questi problemi è nato, nel 2012, a Zurigo, il Packaging Food Foundation, un’organizzazione di comunicazione scientifica che rende pubbliche le ricerche relative alla salute di imballaggi alimentari. Si tratta di una fondazione indipendente nata dalla consapevolezza dei rischi per la salute connessi ai materiali che avvolgono i nostri cibi per proteggerli dall’inquinamento esterno, ma che diventano a loro volta una fonte di contaminazione. Molte delle sostanze dei contenitori del nostro cibo ’emigrano’ negli alimenti in vari gradi e, tra gli effetti sulla salute di queste sostanze, sono state osservate malattie cardiovascolari, asma ,obesità, alterazione della funzione tiroidea.
L’ “emigrazione” è proprio il principale problema. I materiali sono composti da diversi prodotti chimici di base, additivi plastificanti, filtri UV, inchiostri di stampa e vernici e, la maggior parte, non è completamente inerte ed entra nel nostro cibo.
Non ha alcun senso, tranne che ragioni di utilità economica, invocare la teoria delle basse dosi non dannose, per la semplice ragione che non è applicabile a tutte le sostanze. Infatti sostanze come ftalati o il bisfenoloA agiscono sempre come interferenti endocrini e come tali il loro comportamento a basse dosi è imprevedibile. Nel dubbio, come sempre, è meglio astenersi il più possibile dall’uso di contenitori e materiali plastici.

L’India sconta del 97% il farmaco anticancro

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Fonte: Reggiosalute martedì 28 gennaio 2014 attualità
Il governo autorizza una casa farmaceutica locale a produrre il generico di un farmaco della Bayer. E la Novartis prosegue la sua battaglia per un brevetto non ottenuto

L’India dice sì a un nuovo farmaco anti-cancro low cost e il suo Ufficio nazionale brevetti dà il via libera a una cura che, giunta in farmacia, costerà il 97 per cento in meno rispetto all’analogo farmaco, oggi venduto dalla Bayer. Nonostante si tratti di un caso unico e senza precedenti, la decisione indiana di questa settimana rispecchia la sua politica nazionale di dispensatore di farmaci a basso costo, che negli anni ha fatto della nazione asiatica l’emblema della «farmacia per i Paesi poveri», a partire dai costosi medicinali anti HIV. Intanto, a fine marzo, si attende il pronunciamento della Corte Suprema Indiana nella causa che contrappone Novartis alla stessa nazione, accusata nel 2006 di non aver concesso un brevetto per una nuova versione di un farmaco oncologico della casa farmaceutica svizzera. Dietro a questa causa, da molto tempo si muove anche l’associazione Medici senza frontiere, che ha lanciato petizioni e mobilitato l’opinione pubblica per far sì che Novartis rinunci alla causa.

ANTI-CANCRO LOW COST – Il nuovo farmaco appena approvato dall’Ufficio nazionale brevetti indiano è la versione generica dell’anticancro sorafenib prodotto dalla Bayer chiamato Nexavar, comunemente usato anche in Italia, per contrastare il tumore al fegato e ai reni. Oggi tale medicinale viene venduto in confezioni da 120 pastiglie, necessarie per la cura di un mese, a circa 4300 euro la scatola. Ma grazie alla decisione indiana, una casa farmaceutica locale, la Natco Pharma di Hyderabad, nello stato dell’Andhra Pradesh, ha ora il brevetto per produrre lo stesso medicinale a un prezzo del 97 per cento inferiore a quello dell’analogo di casa Bayer. Il che significa, avere in farmacia il sorafenib in India spendendo circa 135 euro al mese. Un prezzo comunque altissimo, che corrisponde alla media di uno stipendio di un operaio, autista, guardiano, nelle grandi città indiane. Contro una tariffa mensile – quella del medicinale Bayer – pari a un anno di affitto per due o tre stanze nella periferia di Delhi o Mumbai, ovvero circa 4300 euro. Completamente fuori portata per i malati indiani dunque.

NOVARTIS VS INDIA
– La decisione dell’ufficio asiatico è la prima del genere e lascia ben sperare per il futuro, ma è comunque arrivata in una nazione in cui il diritto a farmaci a prezzi affrontabili resta sacrosanto. Non a caso, proprio l’India è da molti anni citata nelle cronache delle big pharma per una causa tuttora in corso con l’azienda svizzera Novartis. Nel 2006, come racconta anche Medici senza frontiere che da anni segue il caso, la casa farmaceutica fece causa al governo indiano per non aver ottenuto il brevetto per una nuova versione del farmaco oncologico Glivec (imatinib). Anche in questo caso, il farmaco in India viene venduto a circa 1800 euro al mese per paziente, mentre il corrispettivo generico indiano costa solo 130 euro per la cura mensile. La causa è ora arrivata all’ultimo grado di giudizio e il prossimo 28 marzo si terrà il pronunciamento finale.
Fonte: CorriereSalute.it

Venti nuovi casi di danno da vaccino alla settimana per l’avvocato di Rimini

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Fonte http://www.informasalus.it di Silvia Manzani del 9/1/14 attualità
Ogni settimana mi arrivano venti casi di danni da vaccino. Ho oltre 400 situazioni in mano, al momento. La battaglia è nel momento migliore dal punto di vista giuridico”. L’avvocato di Rimini Luca Ventaloro, in qualità di legale ma anche di rappresentante del Comilva, ha partecipato l’ottobre scorso al convegno “Le vaccinazioni di massa. Prevenzione, diagnosi e terapia dei danni” che si è tenuto al Centro congressi Luciani di Padova. Ed è lì che ha relazionato su alcune cause vinte e sulla pratica dell’obiezione attiva.

“Siamo in un alveo nuovo – ha spiegato Ventaloro – dove i tribunali e le corti d’appello oggi paradossalmente riconoscono i danni da vaccino. La parte sanitaria dimentica che quando il giudice decide non lo fa sulla base della simpatia ma perché si è affidato ad un tecnico molto preparato. Quando l’Asl critica la sentenza, in realtà critica un approfondimento molto certificato. La giustizia, oggi, sopravanza la parte sanitaria“.

La perizia medico-legale è fondamentale, secondo l’avvocato: “È quella in cui si accerta l’esistenza di un nesso causale tra vaccinazione e danno. Come siamo riusciti a far risarcire o indennizzare le persone danneggiate in passato? Grazie alla perizia medico-legale. In Italia abbiamo una ‘pattuglia’ di una quindicina di medico-legali, ne stiamo formando altri. Le loro perizie hanno fatto cultura giuridica. Abbiamo una decina di sentenze appena vinte in Italia”.

Chi ha subito un danno da vaccino può rivalersi in tre modi, ha spiegato l’avvocato: “Esiste la tutela penale: va chiesta quando c’è un danno o un decesso immediato. Se siamo tempestivi, facciamo la denuncia-querela. Il denunciato è colui che ha proceduto all’inoculazione vaccinale. Abbiamo processi a carico di alcuni infermieri o di alcuni medici”. Poi c’è la tutela civile: “Viene considerata la madre di tutte le cause. Si attiva quando il danneggiato ha ricevuto una “malpractice” medica. Viene citata per danni l’azienda sanitaria locale. Il risarcimento danni in genere è molto corposo, alcune Asl hanno rischiato il commissariamento. La richiesta danni, in questi casi, contempla anche l’assistenza medica al danneggiato. Si parla in realtà di indennizzo: la somma bimestrale viene diluita nel corso della vita”.

Per la tutela amministrativa, invece, la domanda si fa all’Asl: “Non è necessaria la colpa medica. Basta il nesso di causa. Basta che un medico legale riconosca che la vaccinazione ha prodotto quel danno. Sono i casi di cui si sente parlare continuamente. Sentenze storiche come quella dell’autismo di Rimini”. Ma Ventaloro ha citato anche altre sentenze che “hanno fatto storia”: Cuneo 2007, Ascoli Piceno 2008, Busto Arsizio 2009, Torino 2010 e Pesaro 2011. “Queste sentenze hanno creato principi diventati molto più solidi. Abbiamo una sentenza del tribunale del lavoro di Rieti sul diabete mellito. Ha creato un precedente. Abbiamo autismo, ritardi psicomotori. L’ultima è la morte in culla di Pesaro, del maggio 2013″.

Ventaloro ha parlato poi dell’obiezione attiva: “È l’aspetto più importante della nostra battaglia. Vi preghiamo di praticare un’obiezione corretta, bisogna uscire allo scoperto. Rifacendomi a quello che il Comilva predica, non rimandate i vaccini, non fate certificati falsi, non fate fughe, non rifugiatevi nel silenzio ma optate per atti chiari”.
L’Emilia Romagna contempla l’obiezione attiva: “Inviate alle Asl raccomandate con ricevuta di ritorno, non dite le cose al telefono, siate genitori che manifestano una responsabilità, partecipate a viso aperto al colloquio con l’Asl. Questo è il modo migliore per creare una buona cultura sanitaria”.

CAOS 118 Effetti “sistema De Girolamo”, barelle in sciopero: allarme sanità a Benevento

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Fatto Quotidiano del 10/01/2014di Vincenzo Iurillo attualità
Benevento La barella resta a terra a Benevento. Servizio 118 nella bufera. Sciopero il 13 gennaio. La precettazione ordinata dal prefetto. Livelli salariali verso tagli di oltre 300 euro lordi su buste paga che non raggiungono i 1.800. Sindacati furibondi. I rappresentanti dei 114 lavoratori del “trasporto infermi in emergenza” che picchettano la sede dell’Asl in via Oderisio. Striscioni contro il manager Michele Rossi. I cittadini preoccupati che fanno gli scongiuri per non avere un malore durante lo sciopero, l’ambulanza dovesse arrivare svogliata e in ritardo? Ecco le ricadute sul territorio e sulla qualità della sanità pubblica del “metodo De Girolamo”. Ovvero discutere gare e appalti dell’Asl nel salotto del papà del- la ministra delle Politiche Agri- cole, lo stesso dal quale è partita l’offensiva della De Girolamo per affidare il bar dell’ospedale religioso Fatebenefratelli all’azienda dello zio e della cugina, dopo un lungo periodo di chiusura durante il quale i ricoverati hanno dovuto arrangiarsi e at- traversare in pigiama viale Principe di Napoli per prender- si un caffè o i biscotti. La torta plurimilionaria del 118 è l’oggetto diuno dei colloqui del direttorio politico-partitico regi- strati di nascosto dall’ex direttore amministrativo dell’Asl Felice Pisapia nell’ambito del- l’inchiesta che vede proprio Pisapia al soggiorno coatto a Sa- lerno con accuse di truffa e peculato da centinaia di migliaia di euro. Sono le ore 19 del 23 lu- glio 2012. Nunzia De Girolamo, deputato rampante del Pdl, ri- ceveRossi, Pisapiae ildirettore sanitario Gelsomino Ventucci. Ci sono anche il factotum di Nunzia, Luigi Barone, e l’avvocato Giacomo Papa: entrambi l’hanno poi seguita a Roma nel ministero. IN UN’INTERVISTA al Te m p o di Roma la De Girolamo dice che con quei nastri Pisapia “ha azionato la macchina del fango per sottrarsi alle sue responsabilità”. Il quotidiano beneventano Otto – pagine ha però ricordato che, sentito dal pm, Rossi ha spiegato così la nomina di Pisapia: “Me l’aveva segnalato Luigi Barone”. Il servizio è gestito dalla “Sani.T. srl –Mo.Disan scarl Onlus”. È in regime di proroga, dopo un originario affidato nato con una procedura negoziata: lagara del febbraio 2009 era andata deser- ta. Secondo l’interrogazione presentata in tempi non sospetti (giugno 2013), dal deputato Ar- turo Scotto di Sel, sull’intera partita in gioco pende l’annullamento del vecchio contratto d’appalto deciso dadue sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che hanno censurato l’irrisorietà della vecchia base d’asta, insufficiente a coprire il costo del lavoro. Ci sarebbe da indire una nuova gara. ANCHE perché il 7 marzo 2012 Rossi ha annullato il bando pre- disposto dalla precedente ge- stione commissariale. Nell’afa di fine luglioa San Nicola Manfredi (Bn) Rossi non sa di essere registrato mentre dice: “Nunzia, premesso che io non resterei, non resterò un secondo su quel- l’Asl,se non per t eecote,perché io la nomina l’ho chiesta a te, tu me l’hai data ed è giusto che ci sia un riscontro, un confronto ed un percorso che si deve portare avanti. Però, io in queste condizioni non riesco a portarlo avan- ti. Molte delle cose che tu hai detto, sono vere, nel senso che non riusciamo a dare delle risposte, nel senso che c’è un’aria irrespirabile, mai rrespirabile soprattutto per me”. Ed ancora: “…Nunzia, non ti dimenticare che io non resterò un se- condo oltre la tua volontà. E se resto, resto unicamente per dia- logare e confrontarmi con te per andare avanti, sulle tue corrette indicazioni come sono sempre state sino ad oggi”. Sorvolando sulla circostanza che i manager delle Asl sono nominati con delibera di giunta della Regione Campania guidata dal berlusco- niano Stefano Caldoro, che proprio in queste ore sta predispo- nendo un’ispezione all’Asl beneventana, il brano captato da Pisapia illumina il clima di ser- vile rapporto tra i tecnici della sanità e i potentati politici del luogo. La riunione è lunga, mol- ti tecnicismi. Papa sposa la tesi di una soluzione provvisoria: “…per by passare la gara pubblica, perché con la gara pubblica noi nonriusciamo, noinon sia- mo in grado di fare la gara pubblica… Fra poco ci commissariano, fra poco la gara pubblica se la fa la Regione!”. Pisapia poi afferma: “Nei prossimi dieci giorni dobbiamo cercare di mo- tivare il fatto che non andiamo a fare la gara per il 118…”. Come è andata a finire? La Sanit, in dif- ficoltà con gli stipendi, coi rubinetti dell’Asl chiusi per pre- sunte irregolarità previdenziali, ha gettato la spugna nel marzo del 2013. Lasciando Rossi col ce- rino acceso in mano, a indire con urgenza assoluta a mezzo fax l’affidamento del 118 ai pri- mi che in quattro giorni fornis- sero l’offerta migliore. IL 20 MARZO l’ha affidato a Mo.Disan per circa 310 mila eu- ro mensili. Che però rinuncia immediatamente. Il 22 marzo nuova delibera di Rossi. Per la coop sociale “Italy Emergenza-Bourelly”: 382 mila euro mensili. Nel frattempo la gara, finalmente, si èsvolta. Base d’asta di 13 milioni e mezzo per tre anni (circa 375 mila euro mensili). L’hanno vinta quelli della Confederazione nazionale delle misericordie. Subentrerà a breve. I sindacati sostengono che intende procedere alle assun- zioni con le federazioni territo- riali, anziché con la struttura na- zionale: “Comporterà una precarizzazione del servizio e una interposizione di manodopera”. Oltre ai ministri, a Beneven CAOS 118 Effetti “sistema De Girolamo”, barelle in sciopero: allarme sanità a Benevento

La causa primaria del Cancro.

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Fonte Raggioindaco.com Redazione attualità

Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.

Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro.

Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.

Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.

Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido.

(Nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule.)

L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno

La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.

Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia:. Se una persona ha uno, ha anche l’altro”

Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema.

Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo.

Egli ha anche detto:

“Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno.”

Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.

Egli ha dichiarato:

“privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore e’ possibile convertirla in un cancro”

“Tutte le cellule normali, hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno”. (Una regola senza eccezioni.)

“I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.””

Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori,” Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno).

Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno.

Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno.

Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che ha alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

In sintesi:

Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento.

Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

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Importante:

Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità

nel corpo. in altre parole ….. dipende unicamente da ciò che si mangia.

Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.”

E ‘importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino(poco di sopra al 7).

In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45.

Se il pH del sangue di una persona inferiore 7, va in coma.

Gli alimenti che acidificano il corpo:

* Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (E’ il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas)

Il suo pH è di 2,1 (molto acido)

* Carne. (Tutte)

* Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)

* Il sale raffinato.

* Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)

* Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)

* Margarina.

* Antibiotici * e medicine in generale.

* Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)

* Alcool.

* Tabacco. (Sigarette)

Antibiotici * e medicina in generale.

* Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)

* Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

Il sangue si ‘autoregola’ costantemente” per non cadere in acidosi metabolica garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare.

Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati

(Per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbidiscono il corpo.

Dobbiamo tener conto che CON il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno”, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.

Gli alimenti alcalinizzanti:

* Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio)

Verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.

* I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti)

(non fatevi ingannare dal sapore acidulo)

* I frutti producono abbastanza ossigeno.

* Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.

* I cereali integrali:

L’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno.

Tutti i cereali devono essere consumati cotti.

Il miele è altamente alcalinizzante.

* La clorofilla la pianta è fortemente alcalina.

(Da qualsiasi pianta) (in particolare aloe vera, aloe noto anche come)

* L’acqua è importante per la produzione di ossigeno.

“La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.

* L’esercizio ossigena tutto il corpo.

“Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”

L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti.

Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.

Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi.

Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il piu’ possibile.”

Inutile dire altro, non è vero?

Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente:

“Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.”

Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile per il cancro di comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido.

In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.

Mencken ha scritto:

“La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”.

“Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.

Dr. Theodore A. Baroody ha detto nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die):

». In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie Ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale:. Molte scorie acide nel corpo”

Dr. Robert O. Young ha detto:

“L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e

immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare allora le malattie si manifestano.”

E la chemioterapia?

La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che ricorre alle riserve alcaline del corpo immediatamente per neutralizzare l’acidità tale, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli.

Per questo motivo osserviamo tali alterazioni nelle persone che ricevono questo trattamento e tra le altre cose la caduta dei capelli.

Per il corpo non vuol dire nulla va senza capelli, ma un pH acido significherebbe la morte.

Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia sono alcune delle attività più remunerative

che esistano..Si parla di un giro multi-milionario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato.

Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto.

Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica.

E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura tanto quanto l’industria alimentare produce.

E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura, tanto quanto ne produce l’industria alimentare.

Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: “… Può capitare a chiunque ……”

No, non poteva!

“Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”.

Ippocrate (il padre della medicina )

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Tratto da: pmbeautyline.wordpress.com

Con un plebiscito di voti Patrizia Todisco Gip che si occupa delle indagini per il processo all’Ilva è stata eletta personaggio Ambiente 2013

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Fonte Ecoblog mercoledì 1 gennaio 2014 Scritto da: Marina Perotta – attualità

Patrizia Todisco 49 anni GIP a Taranto che ha disposto la maxiperizia sullo stato dell’inquinamento a Taranto e l’inchiesta Ambiente Svenduto per il processo all’Ilva è stata eletta con un plebiscito di voti Personaggio Ambiente 2013.

Ha sbaragliato con il 46,9% delle preferenze concorrenti di prestigio come Cristian D’Alessandroattivista di Greenpeace (6,3%) per due mesi nelle carceri russe per aver scalato la piattaforma artica di estrazione petrolifera Gazprom e don )Maurizio Patriciello(2,9% il parroco di Caivano che si batte per la bonifica nella Terra dei Fuochi; ha superato anche (0,6%) Angelo Ferilloil gestore del sito denuncia Terra dei Fuochi e colui che ha portato in piazza 25 mila persone e anche Maria De Biase (24,7%) la dirigente scolastica di San Giovanni a Piro che ha insegnato ai suoi alunni a riciclare, compostare, fare eco merende e sapone in casa tutti i giorni.

Patrizia Todisco è in magistratura dal 1993 e ha seguito solo la sua carriera non essendo sposata e non avendo figli. Ha la fama di essere una dura e lo ha dimostrato nella gestione del processo Ilva e prima di occuparsene ha trattato reati su minori, criminalità organizzata, usura, assenteismo e reati ambientali.

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