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..Presa Diretta del 10/03/2013 l’italia in rosso video “Pizzarotti-Fassino e gli arresti a Parma” Fassino e Chiara Appendino consigliere del ms5 sul sistema Torino “

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Fonte sito rai 10/03/2013 attualità
Sono centinaia i Comuni italiani sull’orlo del fallimento e migliaia quelli con i conti in rosso. Decine di migliaia invece sono i posti di lavoro a rischio perché direttamente legati ai servizi che i Comuni mano a mano stanno riducendo e tagliando.
Parte da qui il nuovo racconto di PRESADIRETTA a due settimane dal risultato elettorale. Con reportage dalle città di Alessandria, Napoli,Catania, Parma e Torino.
E con l’Italia che sprofonda sempre di più nella povertà. Intanto a Roma continua la situazione di stallo e per ora non si profila neanche un’ipotesi di Governo.


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REPORT RAITRE Puntata del 22/04/2012 SMARCAMENTI IN CAMPO ALLA RICERCA DEI MODELLI PER USCIRE DALLA CRISI


Oltre il modello – L’occidente vive da anni una crisi paurosa. Sono in tanti ormai che da tempo cominciano a domandarsi se è possibile uscirne e soprattutto come. Senza denaro pubblico, uno stato sociale sempre più in affanno, fabbriche che chiudono, famiglie che ormai stentano ad arrivare a fine mese. Eppure un piccolo barlume di luce si intravede. Report ha attraversato l’Italia, l’Europa, Gli Stati Uniti e il Sud America alla ricerca di segnali positivi e alla fine abbiamo scoperto che esistono altri modelli di economia e di finanza: imprese che hanno scelto di mettere la persona al centro del proprio processo economico; banche che non fanno speculazione, o il mercato della finanza, ma più semplicemente finanza per il mercato. L’inchiesta termina in Argentina con il paradigma positivo di una società i cui rapporti sociali e le relazioni esprimono un modello di socializzazione dell’economia: l’esperienza delle imprese recuperate. Insomma, il modello di società in cui viviamo non è l’unico possibile, non esiste in natura ed è solo il frutto delle nostre decisioni

(video)Monti e la commissione Trilaterale i suoi meccanismi e da chi è stata voluta<a href="“>
(video)Un mondo che non esistehttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a9b32275-98dc-46bd-9110-b50fb5f83435.html?iframe
(video)L’Argentina dieci anni dopo il defaulthttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-45b52165-129b-451c-938a-3341247911f4.html?iframe
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Luciana Littizzetto Che tempo che fa – 25 marzo 2012 – Video

Presa diretta 19/03/2012 Sanità italiana, Evasione in Grecia

Dal Sito rai.it
Crisi ed economia, basta un attimo, però, per collegare immediatamente il malgoverno, la corruzione, l’evasione fiscale e le banche all’origine del duro periodo che attraversiamo. Tutti sanno che sono gli istituti bancari i promotori di questa crisi globale risvegliando dal torpore altre realtà, tra queste la terribile corruzione greca, causa dell’azione politica dei due maggiori partiti nazionali, che con il concedere per ottenere ed il truccare i conti correnti hanno condotto alla miseria il loro Paese. Non ci si meraviglia che in nazioni come la Germania si oppongano al concedere soldi alla Grecia, eppure non sono donazioni, bensì prestito soggetto ad interessi, ma si diffonde il timore del default che porterebbe la nazione ellenica a non potere pagare il debito. In Italia, comunque, la situazione non appare certo migliore, pur se l’azione di Governo sembra ottenere plausi dall’estero, si continua ad odorare miseria e necessità, ma se a queste susseguisse la crescita della produzione, un boom economico sollecitato da una corretta e vera azione politica potrebbero non accadere situazioni come Torre del Greco dove si rischia di chiudere l’ospedale, oppure l’ASL 1 che ha il debito più alto del Paese. Presa Diretta esamina queste situazioni, tentando di individuarne i punti simili, tale che l’esame della Grecia, l’Italia ed il Portogallo non sono molto differenti, ma anzi in comune hanno moltissimi aspetti, e se il nostro Paese non è a livello degli altri due è solamente conseguenza che c’è qualcosa in più da rovinare.

youtube http://www.youtube.com/watch?v=nJq_Y1zMRDA&rel=0&hl=en_US&feature=player_embedded&version=3%5D

Olimpiadi di Roma a costo zero? Una balla

da cadoinpiedi.it Autore Giuseppe Caruso
“Come si fa a parlare di Giochi a costo zero? Come si fa a sostenere una balla così colossale? Non esistono Giochi a costo zero” Le parole di Pietro Mennea, entrato come solo lui sa fare nella polemica per la fattibilità delle Olimpiadi di Roma 2020, avrebbero dovuto essere amplificate molto di più dai media nazionali in questi giorni. Perché classificano nell’unico modo possibile l’ennesima campagna mediatica scatenata dai comitati d’affari italiani alla ricerca di soldi statali: balle.
“Non è pensabile chiedere di organizzare i Giochi del 2020” ha aggiunto Mennea “siamo un paese senza sangue, devastato da una crisi economica spaventosa”, schierandosi così apertamente con il presidente del consiglio Mario Monti, che ha chiesto lo “slittamento” della candidatura (al 2024), facendo capire come si tratterebbe di una spesa insostenibile per l’Italia in questo momento.
Quella di Mennea è stata l’unica coraggiosa voce fuori dal coro, tra le tante che si sono scatenate per dare contro al presidente del Consiglio (peraltro assai criticabile per molte altre cose): dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, a quello di Confindustria, Emma Marcegaglia, dagli esponenti del Pdl a quelli del Pd, da Luca Montezemolo a Diego Della Valle. Fino all’appello firmato da 60 atleti di altissimo livello, tra cui Francesco Totti, Valentino Rossi, Juri Chechi, Josefa Idem, Valentina Vezzali, Federica Pellegrini e Gianluigi Buffon. Il messaggio, da parte di tutti, più o meno è sempre lo stesso: si tratta di un’occasione irripetibile per l’immagine dell’Italia e ci si guadagna pure!
In realtà i comitati d’affari del Belpaese dicono un’altra cosa: si tocchino pure le pensioni, i diritti dei lavoratori ed i loro portafogli, ma guai se lo Stato non scuce miliardi di euro per foraggiarci. Eppure basta voltarsi indietro e la storia di questo paese è scandita da grandi eventi che hanno dissanguato le casse statali, facendo arricchire i soliti noti. Come le olimpiadi invernali di Torino 2006, celebrate come una manifestazione riuscitissima e che ci sono costate quasi tre miliardi di euro (rispetto ai seicento milioni di dollari inizialmente preventivati ndr) ed hanno lasciato in eredità a Torino il titolo di comune più indebitato d’Italia, con pesanti tagli al sociale, e impianti da centinaia di milioni di euro ormai inutilizzati e che cadono a pezzi. O come i mondiali di sci disputatisi in Valtellina nel 2005, circa 400 milioni di euro spesi e danni ambientali irreparabili al territorio, dove si è costruito senza il minimo rispetto. Per non parlare della celeberrima “cricca”, che tra mondiali di nuoto a Roma, anniversario per i 150 anni dell’Italia ed il doppio G8 (prima l’isola della Maddalena, poi L’Aquila) hanno sottratto al Paese quasi 11 miliardi di euro. E possiamo finire con il prossimo Expo milanese, previsto nel 2015: una manifestazione inutile (a chi interessa il supermercato del futuro?) che parte già in perdita. Gli organizzatori prevedono un passivo superiore ai 400 milioni di euro, senza contare gli (almeno) 6 miliardi concessi dallo Stato per le opere correlate, come per esempio la Pedemontana o la doppia linea della metropolitana, che però non verranno quasi sicuramente completate per il 2015. E questo solo per rimanere agli ultimi anni.
Ma il vero business per i comitati d’affari è l’Olimpiade di Roma 2020. La presentano come un’ccasione in cui lo Stato spenderà la “miseria” di 4,7 miliardi di euro, a fronte di 170mila posti di lavoro in appena 14 anni (lo dicono veramente, non è una battuta), 4,6 miliardi di euro in più di gettito erariale ed un aumento del pil pari a 1,4 (sempre in 14 anni). Insomma, la solita marea di balle.

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