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Civati: “Non basta la guerra agli scontrini”“UNA MINI-PATRIMONIALE E IL PD VINCE LE ELEZIONI”


Fatto Quotidiano 29/04/2012 di Paola Zanca Attualità
Abbiamo un paradiso fiscale nel cuore dell’Europa, per San Marino basta addirittura una gita fuori
porta e al Banco Desio abbiamo scoperto che ci sono gli spalloni pronti a portare i soldi a Lugano. Non possiamo pensare che l’evasione fiscale si combatta con un labrador alle frontiere addestrato a fiutare l’odore delle banconote. Io do un consiglio al governo Monti, e mi permetto di essere anche abbastanza insistente”. Giuseppe Civati è consigliere regionale in Lombardia per il Pd. E da un paio di mesi, con la rete ‘Prossima Italia’, ha lanciato l’Operazione Guardie Svizzere. Niente a che vedere con il Vaticano: Civati ce l’ha con il traffico intenso della A9, la Lainate-Como-Chiasso. E con il governo che sta lì a guardare la fuga dei nostri capitali: Gran Bretagna e Germania hanno sottoscritto da tempo accordi con la Svizzera per tassare i patrimoni espatriati, ora è arrivata anche l’Austria. Noi invece aspettiamo un’azione collettiva d e l l ‘ E u ro p a .
A rr i ve r à ?
Io credo che il governo italiano debba agire in prima persona e convincere l’Unione europea ad adottare politiche comuni anche in questo ambito.
Quanto porterebbe nelle nostre casse?
La stima supera i 30 miliardi di euro. Ci rendiamo conto?
La lotta all’evasione però il governo la sta facendo. Proprio ieri c’è stata l’operazione Primo Maggio: i controlli
della finanza negli agriturismi…
La battaglia sullo scontrino va benissimo, ma è solo una parte del problema. Vorrei che si cominciasse a moralizzare anche sul paradiso fiscale che l’Europa conserva dentro di sé.
I laburisti tedeschi hanno criticato la Merkel: dicono che l’accordo con la Svizzera è un condono.
Macché, la nostra è una misura strutturale, è un’o p e ra z i o n e che rimedia al pasticcio immondo che è stato lo scudo fi-
scale.
In Parlamento ha trovato sponde alla sua proposta?
Massimo Donadi dell’Italia dei Valori è stato attento a questa vicenda sin dall’inizio. Ha presentato un’interrogazione al ministro Giarda per chiedergli che intenzioni ha il governo.
Risposta?
In mandarino. Una nota del mi-
Dopo i blitz della Finanza

L’evasione non si combatte con i cani che fiutano le banconote, serve un accordo internazionale
nistero dell’Economia che ha spiegato il rischio di contrarietà dell’Ue.
Ora invece pare che da Bruxelles sia arrivato il via libera.
Non vedo altre possibili obiezioni. Sarebbe un messaggio di equità, di uguaglianza, darebbeespiro al sistema delle imprese. Sentiamo parlare ogni giorno di suicidi, di aziende e di lavoratori in grande difficoltà. Non si capisce perché i super-ricchi non debbano fare la loro parte.
La patrimoniale?
Sarebbe una delle misure più popolari. Con l’economista Filippo Taddei abbiamo fatto una proposta (i dettagli sono nella scheda in basso, ndr): una mini-patrimoniale che colpiscesolo i super-ricchi e che ci por-terebbe almeno 5 milioni di euro l’anno. L’idea è quella di non buttarli nel calderone della finanza pubblica, ma di usarli per finanziare le riforme, dalla scuola all’università al risparmio energetico, che possono cambiare il Paese.
Il Pd che le ha detto?
Ci possono essere tutti i distinguo del caso, ma io dico una cosa ai miei colleghi di partito: la mini-patrimoniale è una cosa da sinistra moderna. Se il Pd la sostiene, secondo me, rischia di vincere le elezioni.”

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