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MANI DI CEMENTO SUL’AMBIENTE (PD HA VOLUTO IL SOLITO MEGAPALAZZINARO AL MINISTERO DELL’AMBIENTE)

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Fatto Quotiiano del 13/05/2013 Davide Milosa e Ferruccio Sansa attualità

Noi siamo per la conservazione attiva del territorio”. La chiamava così Massimo Caleo (Pd), allora sindaco di Sarzana. Erano i giorni dell’al- luvione in Liguria. Che cosa intendesse Caleo era presto detto: il progetto della Marinella, un mega-porticciolo da quasi mille posti barca, 750 residenze, 200 esercizi commerciali,25 stabili- menti balneari. Proprio alle foci del fiume Magra che provoca al- luvioni un anno sì e l’altro pure. Un’operazione da centinaia di milioni che vede impegnato il Monte dei Paschi di Siena, la banca rossa. Nel cda della socie- tà sedeva in passato il cassiere della campagna elettorale del Governatore della Liguria, ClaudioBurlando. Una conservazione “molto attiva”. Caleo è stato promosso senatore e, pochi giorni fa, capogruppo Pd alla commissione Ambiente del Senato. Caleo è soltanto l’ultimo tassello della politica ambientale della nuova maggioranza grandi in-ese. Roba da far rimpiangere quasi tutti i governi precedenti. Il Pd ha chiesto il ministero dell’Ambiente a Enrico Letta e l’ha ottenuto. Qualcuno forse si aspettava che sull’importante poltrona arrivassero persone che hanno dedicato la vita alla tutela dell’ambiente come Salvatore Settis. O, magari, un ex deputato come Roberto Della Seta che ha combattuto per salvare Taranto dai fumi dell’Ilva incappando nell’ira della fami- glia Riva. Macchè, Della Seta, anzi, è stato trombato. Nemmeno lo hanno ricandidato al Par- lamento. Nella sede del ministero è arrivato invece lo spezzino Orlando: 43 anni, un funzionario di partito sveglio, che il Pd ha mandato a sbrogliare matasse molto aggrovigliate, come lo sfacelo dopo le primarie di Napoli vinteda DeMagistris. Ma nel curriculum di Orlando ci sono altre cose. E soprattutto, hanno notato i critici, nemancano: non si è mai occupato di ambiente. Non solo: in Liguria e alla Spezia in particolare, il Pd di cui Orlando era uomo forte si è fatto promotore di operazioni devastanti per il territorio. L’elenco è lungo: tanto per cominciare, si è detto, il porto della Marinella. Poi il faraonico progetto da 250 milioni del nuovo Waterfront della città. Racconta Stefano Sarti di Legambiente: “Due torri per alberghi, spazi commerciali, centro congressi, uffici, residenze e mega-parcheggio. Si chiama progetto waterfront, doveva risanare il lungomare, rischia di essere l’ennesima colata di ce- mento”.Orlando dichiarò:”Penso che l’impianto egli obiettivi progettuali siano convincenti, ma che vi siano alcune so- luzioni architettoniche su cui è utile un approfondimento”. Un’operazione benedetta da centrosinistra, centrodestra e banche. La gara per il progetto non è ancora fatta, ma esiste già la società Waterfront. Tra i soci una società lussemburghese – controllatadafondipanamensie delleIsoleVergini–riconducibile a Gabriele Volpi, Berlusconi in salsa ligure diventato ricco con il petrolio nigeriano. Di lui, dei suoi affari, si è oc- cupato anche il Senato americano in un dossier non proprio edificante. Ma nel cda della Waterfront siede anche Andrea Corradino, avvocato e fedelissimodi Luigi Grillo, ambascia- tore di Berlusconi nel mondo bancario e nel centrodestra li- gure. Insomma, un’operazione bipartisan. Orlando non è mai stato troppo critico nei confronti dell’amore del centrosinistra ligure per il mattone, che ha portato a realizzare decine di porticcioli con annesso cemento per decine di milioni di metri cubi. C’è chi ricorda una proposta di legge che Orlando ha presentato in materia di bonifica dei corsi d’acqua. In pratica, per ovviarealla cronicamancanzadi fondi,siprevedeche leim- prese possano vendere la metà del materiale recuperato dalle escavazioni dei fiumi per pagare i lavori. “Il fine di questa proposta di legge –è scritto nel disegno di legge –è consentire la rimozione del materiale e di ripristinare i corsi d’acqua, prevedendo un meccanismo che garantisca la piena tutela del territorio e che eviti qualsiasi tipo di speculazione”. Tutto bene? No, almeno secondo gli ambientalisti. Spiega Alessandro Poletti di Legambiente: “Così si rischia che i co- muni vendano letteralmente i loro fiumi per fare cassa. Che si scavi molto più del dovuto. Senza contare che escavare i fiumi non riduce il rischio di alluvioni, ma anzi talvolta le provoca”. Ma se Orlando non si è occupato di ambiente, al ministero c’è chi invecelo ha fatto.”Purtroppo”, sostengono gli abitanti di Basiglio, comune dove è stato sindaco Marco Flavio Cirillo, neo sottosegretario del governo Letta. Nel curriculum ci sono una speculazione tutta berlusconiana da 300mila metri cubi di cemento per un utile di 150 milioni e una battaglia senza frontiera contro l’Area C voluta dal Comune di Milano per ridurre l’inquinamento (con l’ipotesi di una class action contro la congestion charge). Queste le due carte che Cirilloporta in dote al governo Letta.Laurea in sociologia, consulente di marketing, Cirillo nasce in Forza Italia e cresce nel Pdl. Nel 2003 si candida a sindaco di Basiglio, comune a sud di Milano, sulla cui area Silvio Berlusconi ha

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