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TRASPARENZA ZERO Incompleti, tardivi e difficili da consultare Così i parlamentari nascondono i propri redditi

Il Fatto quotidiano 20/03/2012 Paola Zanca

Bisogna infilarsi nel corti- le della Chiesa di Sant’I- vo alla Sapienza. Seguire il cartello che indica il
Servizio Anagrafe Patrimonia- le, suonare al portiere, salire al sesto piano e percorrere tutto il corridoio bardato dal tappe- to rosso. Poi, prima porta a si- nistra, dichiarare di essere iscritti nelle liste elettorali di un Comune italiano. Consegni un documento e finalmente il librone alto dieci centimetri è tuo. Ce ne sono solo cinque copie, però. Così, per poter consultare le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari italia-
ni, bisogna fare la fila. È un di- ritto acquisito dal 1982 ma non sono bastati trent’anni a levargli di dosso la polvere. Al- tro che operazione trasparen- za: “Vietata qualsiasi riprodu- zione”. Così, in tre a dividersi una scrivania, gli altri abbarbi- cati su un divanetto, giornali- sti e cittadini si strappano di mano il Bollettino.
E una volta conquistato, la de- lusione è tanta. Siamo al quar- to anno dall’elezione, dunque deputati e senatori non si met- tono a ripetere cose già dette. Case, auto, partecipazioni azionarie: si scrive solo se qualcosa è cambiato. Impossi- bile confrontare con le dichia-
razioni precedenti. E nemme- no importa se nel frattempo sono passati quasi due anni. Ie- ri, 19 marzo 2012, erano con- sultabili le dichiarazioni patri- moniali del 2011, relative al- l’anno 2010. Per esempio sap- piamo che in quell’anno il se- natore Pdl Antonio Azzollini ha comprato 5000 azioni Me- diaset e altrettante ne ha acqui- state il leghista Roberto Castel- li: ma quanti sono quelli che già le possedevano? E quanti quelli che le hanno comprate l’anno dopo? Oppure: che sen- so ha sapere che il Pd Pietro Ichino ha venduto 20 mila azioni dell’Eni comprate nel
2009 se non so quali altre ha? O
ancora: che valore ha scoprire che il Pdl Alessio Butti ha com- prato un garage a Ossuccio se non conosco le sue eventuali partecipazioni in società? Va a finire che per la maggior parte dei parlamentari si conosce solo il reddito, che spesso coincide con lo stipendio del- la Camera o del Senato. Pochis- simi allegano le dichiarazioni dei redditi dei familiari, visto che le chiede solo l’Antitrust, per valutare se qualcuno aggi- ra eventuali conflitti di interes- se. Ci sono rare eccezioni. Per esempio il senatore Pdl Lucio Malan. Lo sa anche lui che quel modulo non è trasparente per niente. Così, aggiunge: “Per
chiarezza dichiaro per intero il miopatrimonio”: 174 mila e
270 euro. Segue elenco con appartamento a Roma, auto- mobili e azioni. Solo 240 depu- tati hanno messo on line il loro
730 (c’è anche il presidente Gianfranco Fini, 201.115 eu- ro), una cinquantina i senatori che hanno scelto la strada del- la trasparenza via Internet (qui non c’è il presidente Renato Schifani, il Bollettino dice 225 mila 792 euro).
Pare che l’abitudine abbia fat- to breccia almeno tra i leader di partito. È accessibile con un clic la dichiarazione patrimo- niale dell’Idv Antonio Di Pie- tro, 182 mila euro nel 2010.
On line anche i redditi del se- gretario Pd Pierluigi Bersani che ha dichiarato 136.885. C’è anche la dichiarazione del lea- der Udc Pierferdinando Casi- ni: 116.886 euro. Mancano al- l’appello ancora il segretario del Pdl Angelino Alfano (169 mila euro), il senatur Umberto Bossi ( 124.871 euro) e i 131 mila euro del leader dell’Api, Francesco Rutelli.

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