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E’ ufficiale! La Russia vieta completamente gli OGM

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Fonte Disinformazione.it Redazione Teste Libere 5/05/2014 attualità

Il Primo ministro Dmitri Medvedev ha annunciato recentemente che la Russia non importerà più prodotti contenenti OGM, affermando che la nazione ha spazio e risorse sufficienti per produrre cibo organico.
Se agli Americani piace mangiare prodotti contenenti OGM, che se li mangino. Noi non ne abbiamo bisogno; abbiamo abbastanza spazio e la possibilità di produrre alimenti biologici.

La Russia ha l’obiettivo di aggiungersi alla lunga lista (che cresce senza sosta) dei paesi anti-OGM. Lo fa dopo che un gruppo di scienziati russi ha esortato il governo a stabilire una moratoria di almeno10 anni sugli OGM ed a studiare in modo approfondito la loro influenza sulla salute umana.
“E’ necessario vietare gli OGM e imporre una moratoria di 10 anni. Quando gli OGM saranno vietati, potremo pianificare degli esperimenti, delle prove o forse anche nuovi metodi di ricerca che potranno essere sviluppati. E’ stato provato che non solo in Russia, ma anche in numerosi altri paesi del mondo, gli OGM sono pericolosi. I metodi per ottenere gli OGM non sono perfetti, quindi, a questo stadio, tutti gli OGM sono pericolosi”.

“Il consumo e l’utilizzo degli OGM ottenuti in un certo modo può condurre a tumori, cancro e obesità negli animali. La Bio-tecnologia dovrebbe certo essere sviluppata, ma gli OGM andrebbero fermati. Dovremmo cessare di propagarli.” (Irina Ermakova, vice presidente dell’Associazione nazionale per la sicurezza genetica russa).
Un certo numero di scienziati del mondo intero hanno chiaramente sottolineato i pericoli potenziali associati al consumo di OGM. Ho recentemente pubblicato un articolo intitolato “10 studi scientifici dimostrano che gli OGM possono nuocere alla salute umana” . Sono solo alcuni tra le centinaia di studi che sono ora disponibili al pubblico e sembra che continuino ad aumentare di anno in anno.

La Russia vieta completamente gli OGM comportandosi come un grande paese sviluppato e ciò costituisce un grande passo avanti nella creazione di una maggiore sensibilizzazione riguardo agli OGM. Chiedetevi: perchè così tanti paesi vietano gli OGM ed i pesticidi? E’ perchè le prove convergono verso il fatto che non sono sicuri, sono giovani e non se ne sa abbastanza al riguardo per poterli consumare in piena sicurezza. Non sono necessari, allora perchè li producono?

Nel corso degli ultimi anni, la sensibilizzazione verso gli OGM ha subito un’impennata. L’attivismo ha giocato un ruolo importante nel risveglio di una gran parte della popolazione della Terra riguardo agli OGM. La gente comincia a fare domande ed a ricevere risposte.
In febbraio, la Duma di Stato ha presentato un progetto di legge che vieta la coltivazione di prodotti alimentari OGM. Il presidente Putin ha ordinato che i cittadini russi siano protetti dagli OGM. Il Comitato dell’Agricoltura ha appoggiato la raccomandazione del divieto del parlamento russo e la risoluzione entrerà pienamente in vigore in luglio 2014.

Giusto per mostrare cosa si può ottenere quando ci uniamo e come può cambiare la domanda e la condivisione dell’informazione su scala mondiale. Si produce un cambiamento ed un risveglio quotidiano verso nuovi concetti della nostra realtà. Gli OGM sono solo un inizio, abbiamo parecchie cose di cui sbarazzarci sul nostro pianeta. Cominciamo tutti a vedere attraverso le false giustificazioni sulla necessità degli OGM.

Fonti:
http://rt.com/news/russia-import-gmo-products-621/
http://rt.com/news/gmo-ban-russian-scientists-293/
http://www.gmo-free-regions.org/gmo-free-regions/russia/gmo-free-news-from-russia/news/en/28934.html

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La lista degli alimenti con ingredienti geneticamente modificati e nascosti

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Fonte Articolotre del Redazione– 5 giugno 2013- attualità
La lista degli alimenti con ingredienti geneticamente modificati e nascosti
Redazione- 5 giugno 2013- La lista nera di nutrienti geneticamente modificati, OGM nascosti nei cibi importati.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

La filiale russa della “Greenpeace” ha pubblicato una lista nera di produttori di alimenti principali che utilizzano materiale OGM nella realizzazione dei suoi prodotti. Sono presenti sul mercato italiano ed i prodotti sono tra i più popolari in tutto il mondo.
Ecco la lista di nutrienti geneticamente modificati, OGM) dei fabbricanti che utilizzano materiali OGM:

1. Snickers – dessert al cioccolato
2. Campbell – minestre
3. Uncle Bens – riso, ketchup
4. Lipton – il tè
5. Mars – dessert al cioccolato
6. Twix – dessert al cioccolato
7. Cadbury – cioccolato, cacao
8. Ferrero – dolci
9. Nestle Chocolate
10. Nestle – bevanda Nesquik
11. Coca-Cola, Sprite, Fanta, Kinley – bevanda analcolica
12. Pepsi – bevanda analcolica
13. 7-Up – bevanda analcolica
14. Heinz – ketchup, maionese, salse
15. Nestle – alimenti per l’infanzia
16. McDonald’s – catena di fast food
17. Kraft Foods – cioccolato, caffè, alimenti per l’infanzia
18. Unilever – alimenti per l’infanzia

Avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

OGM, decisione Ue senza contraddittorio. “Necessaria clausola di salvaguardia

corel
Fonte il cambiamento.it redazione 28/05/2013 attualità
Con un pronunciamento relativo alla coltivazione di OGM in Friuli, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha di fatto riconosciuto la possibilità di seminare mais geneticamente modificato senza l’autorizzazione dello Stato. Slow Food contesta la mancanza di contraddittorio e sostiene la necessità dell’adozione della clausola di salvaguardia.La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espressa in merito alla domanda di pronuncia pregiudiziale richiesta dal Giudice di Pordenone Dott. Rodolfo Piccin relativa alla causa penale contro Giorgio Fidenato accusato di aver messo a coltura mais Ogm della varietà Mon810 senza avere ottenuto l’autorizzazione prevista in Italia secondo il decreto legislativo del 2001. Causa in cui Slow Food Italia, la Regione Friuli Venezia Giulia, la provincia di Pordenone, Coldiretti e Codacons si sono costituite parte civile.

La corte afferma che “la messa in coltura di organismi geneticamente modificati non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati” dall’Unione Europea. “Riteniamo che la Corte Europea abbia commesso un grave errore di metodo e un errore di merito”, commentano Alessandro Lamacchia, Katjuscka Piane e Stefano Cavallito, avvocati che rappresentano Slow Food.

Dal punto di vista del metodo, infatti, “invece di fissare un’udienza permettendo alle parti costituite nel processo, e sopratutto allo Stato italiano, di esporre le proprie ragioni, la Corte ha deciso senza contraddittorio. Sarebbe stato un atto di rispetto verso le nostre istituzioni nazionali quello di consentire per lo meno allo Stato Italiano di perorare la propria tesi”.

Nel merito, la mancanza di contraddittorio ha creato un equivoco circa la natura dell’autorizzazione che lo Stato italiano richiede al coltivatore. “L’ordinanza della Corte, infatti, pare equivocare circa le finalità di questa autorizzazione, sostenendo che consentirebbe allo Stato italiano di opporsi, in via generale, alla messa in coltura sul suo territorio di sementi già autorizzate a livello comunitario”, spiegano meglio gli avvocati.

La richiesta di autorizzazione alla semina consente invece di valutare ogni singolo caso tenendo presente tre fattori: la salvaguardia della biodiversità, la vicinanza con coltivazioni biologiche e convenzionali e il diritto di scelta dei consumatori.

Numerosi stati europei si sono dichiarati OGM-free invocando la clausola di salvaguardiaLa risposta dello Stato italiano al singolo coltivatore, quindi, non è da intendersi come un’ulteriore autorizzazione alla semina di un certo tipo di semi Ogm, ma l’autorizzazione a piantare detto seme in quello specifico campo dopo avere considerato la possibile coesistenza di tale coltura con quelle limitrofe biologiche o convenzionali.

“L’autorizzazione non è quindi generale, ma molto specifica: in linea con quanto affermato dall’art. 26 bis della direttiva 2001/18 secondo il quale ‘gli Stati membri possono adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza involontaria di Ogm in altri prodotti’”, continuano i legali di Slow Food.

L’autorizzazione prevista dallo Stato italiano è quindi una misura volta a tutelare la coesistenza ed è da intendersi al più, qualora venga negata, come una restrizione o un “divieto geograficamente delimitato” e non come un divieto di carattere generale come erroneamente ritenuto dalla Corte nell’ordinanza in esame.

“La mancanza del contraddittorio non ha permesso di sottolineare questi e altri aspetti della norma nazionale e del caso concreto e di cogliere così anche le differenze con il caso Pioneer e le varie ragioni a sostegno delle posizioni delle parti civili costituite” concludono gli avvocati Lamacchia, Piane e Cavallito.

“Questa decisione ci preoccupa e ci fa riflettere su come provvedimenti così importanti per il futuro di tutti vengano assunti in maniera così discutibile e – parrebbe – approssimativa. Invitiamo i Ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute a dare attuazione, nel più breve tempo possibile, all’adozione della clausola di salvaguardia, così come peraltro è stato sollecitato proprio in settimana (e con voto unanime di tutti i gruppi Parlamentari) dal Senato. Occorre evitare che qualcuno, prendendo spunto da questa ordinanza, si senta autorizzato a seminare Ogm in Italia”, commenta Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.

Il Senato infatti ha approvato all’unanimità la mozione De Petris, che impegna il governo ad applicare in Italia la Clausola di Salvaguardia (in difesa della salute umana e dellʼambiente) nei confronti degli OGM, e anche ad attivare i necessari controlli affinché ogni possibile coltura transgenica abusiva venga scongiurata.

Come ha sottolineato il Comitato Scientifico Equivita commentando la notizia,“lʼItalia si aggiunge in tal modo ai già numerosi stati europei che si sono dichiarati OGM-free invocando questa Clausola, stabilita dalla direttiva 2001/18/CE (tra essi: Germania, Francia e Austria)”.

Il risultato ottenuto, continua Equivita, “non riguarda soltanto i cittadini e gli agricoltori, non riguarda soltanto la loro salute, strettamente legata ad un cibo e ad un ambiente più sani” ma “riguarda anche la nostra stessa sopravvivenza: tutela tutti noi dalla ‘colonizzazione’ dei nostri territori cui mirano le multinazionali biotech (ben poco inclini a preoccuparsi di una equa distribuzione del cibo)”.

Inciucio Ogm al Senato. In Pianura Padana 32.000 ettari di mais geneticamente modificato

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Inciucio Ogm al Senato. In Pianura Padana 32.000 ettari di mais geneticamente modificato
Fonte Coscienzeinrete 18 Maggio 2013 Scritto da Redazione attualità

IIsondaggi danno che Il 76% degli italiani, che i prodotti Ogm meno salutari rispetto a quelli convenzionali, è servito.
Le colture Ogm rientrano sono tra le politiche del “ce lo chiede l’Europa” (ricordo che tra i finanziatori dell’azienda leader la Monsanto cè Bill Gates) , cmq c’è un margine di manovra – anche seppur esiguo – .
A risposta di questo sono state presentate 5 mozioni sono documenti che impegnano il Governo ad agire. Delle cinque sugli Ogm, quattroavevano molto in comune: quelle presentate da Sel, Cinque Stelle, Lega e esponenti di gruppo misto e Pd chiedevano al Governo – pur con varianti e sfumature diverse – l’adozione della “clausola di salvaguardia” per bloccare la coltivazione di Ogm (mais compreso) approvati dall’Unione Europea
Ma a questo ci ha pensato il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, Pdl, non ha voluto agire subito in quel senso cioè utilizzando la salvaguardia ; il Pd si è accodato (ma quandomai non si accoda ?), anche se alcuni suoi esponenti avevano firmato una mozione pro clausola.
Il risultato è che quest’estate avremo 32.000 ettari di mais Ogm in Pianura Padana. Gli italiani, alla maggioranza dei quali gli Ogm non piacciono, ricordino anche chi devono ringraziare
articolo completo
L’inciucio Ogm è stato perfezionato ieri ai massimi livelli istituzionali. Anche se il tempo stringe, in Senatola maggioranza basata sull’asse Pd-Pdl ha deciso dinon spingere subito per la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, l’unica cosa utile per evitare la semina, quest’anno, di 32.000 ettari di mais geneticamente modificato in Pianura Padana. Sono infatti in circolazione – così pare, si è detto in Senato – 52.000 sacchi di semente, sufficienti appunto a cotanta superficie.

La semina del mais è molto indietro a causa del freddo e poi una cosa è seminare e un’altra raccogliere: insomma, anche se le colture Ogm rientrano nel doloroso capitolo “ce lo chiede l’Europa”, un margine di manovra – seppur esiguo – c’era ancora. Il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, Pdl, non ha voluto agire subito in quel senso; il Pd si è accodato, anche se alcuni suoi esponenti avevano firmato una mozione pro clausola.

Il ministro ha promesso stretta vigilanza eccetera ma quel mais Ogm potrà crescere. Il 76% degli italiani, che considera i prodotti Ogm meno salutari rispetto a quelli convenzionali, è servito.

E’ il momento di dettagliare. Ieri il Senato ha discusso le mozioni presentate da varie forze politiche sulla coltivazione di Ogm in Italia. Nel verbale della seduta (cliccare a sinistra su “resoconto stenografico”) trovate prima alcune altre questioni minori: e poi si viene al sodo.

Le mozioni sono documenti che impegnano il Governo ad agire. Delle cinque sugli Ogm, quattroavevano molto in comune: quelle presentate da Sel, Cinque Stelle, Lega e esponenti di gruppo misto e Pd chiedevano al Governo – pur con varianti e sfumature diverse – l’adozione della “clausola di salvaguardia” per bloccare la coltivazione di Ogm (mais compreso) approvati dall’Unione Europea.

E poi c’era la mozione presentata dal Pdl, prima firma Formigoni, che non citava neanche per sbaglio la “clausola di salvaguardia”. Chiedeva invece di varare norme per la coesistenza fra colture Ogm e convenzionali. In altre parole, chiedeva la piena legittimazione delle colture geneticamente modificate.

Il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, Pdl, ha tirato le somme della discussione sullecinque mozioni dicendo che dal dibattito erano emersi molti punti in comune (gli esponenti del Pdl che hanno parlato in aula non hanno dimostrato un grande entusiasmo verso le colture geneticamente modificate) e ha quindi proposto di mettere ai voti la proposta di fare confluire le cinque mozioni in un unico testo.

Il Pd si è detto d’accordo (gli alfieri delle altre tre mozioni pro clausola no), la proposta è stata approvata.

Unificare la “clausola di salvaguardia” (cioè il blocco delle colture Ogm) e la coesistenza fra colture Ogm e convenzionali mi sembra un’impresa veramente ardua. Ma mai porre limiti a due cose: la divina provvidenza e, in Italia, i funambolismi degli inciuci.

Il ministro De Girolamo ha assicurato che si vigilerà per impedire la semina di quei famosi 52.000 sacchi di mais Ogm. Ma, l’ho già scritto e lo ripeto: balle. Alla luce delle sentenze di Consiglio di Stato e Corte Europea, l’unico modo per impedire in Italia la coltivazione di Ogm è proprio la “clausola di salvaguardia”. Cioè quello che non hanno voluto fare.

Così quest’estate avremo 32.000 ettari di mais Ogm in Pianura Padana. Gli italiani, alla maggioranza dei quali gli Ogm non piacciono, ricordino anche chi devono ringraziare.

Fonte:

http://blogeko.iljournal.it/inciucio-ogm-al-senato-in-pianura-padana-32-000-ettari-di-mais-geneticamente-modificato/73061

250mila suicidi tra gli agricoltori del mondo “mercato in mano alle multinazionali”

corel
Fonte altrainformazione 14/05/2013 redazione attualità
Un rapporto, intitolato “L’imperatore Ogm è nudo”, redatto da ben 20 organizzazioni internazionali e pubblicato da Navdanya International, fotografa con estrema chiarezza le conseguenze degli organismi geneticamente modificati. Tutte negative
Quindici milioni di contadini sono ostaggio degli Ogm, e 250.000 agricoltori – ridotti sul lastrico – si sono tolti la vita negli ultimi anni. È l’agghiacciante denuncia lanciata dalla studiosa ed attivista indiana Vandana Shiva: il 70% del commercio globale di sementi è ormai controllato da appena tre grandi multinazionali, e gli organismi geneticamente modificati, che dovevano aumentare le produzioni e ridurre i pesticidi, stanno condizionando il sistema agricolo mondiale. Lo afferma senza mezzi termini un nuovo rapporto, intitolato “L’imperatore Ogm è nudo”, redatto da ben 20 organizzazioni internazionali e pubblicato da Navdanya International, associazione con sede a Firenze. Presentati sin dall’inizio come potenziale soluzione alle crisi alimentari globali, all’erosione dei suoli e all’uso di sostanze chimiche in agricoltura, oggi gli Ogm coprono oltre un miliardo e mezzo di ettari di terreni in 29 diverse nazioni. Ma non sembrano aver mantenuto le promesse.

Tra le delusioni degli Ogm, la lotta contro i parassiti: le nuove colture hanno favorito la diffusione di specie nocive e ancora più pericolose. In Cina, dove il cotone Bt resistente agli insetti è largamente diffuso, i parassiti sono infatti aumentati di 12 volte dal 1997. Non solo, una ricerca del 2008 dell’International Journal of Biotechnology ha rivelato che tutti i benefici dovuti alla coltivazione di questo tipo di cotone erano stati annullati sia nella Repubblica Popolare che nella vicina India dal crescente uso di pesticidi, necessari in quantità sempre maggiori proprio per combattere questi nuovi “super-parassiti”. Stessa sorte per i coltivatori di soia Ogm in Brasile ed Argentina che, dalla conversione delle loro colture, hanno dovuto raddoppiare l’uso di erbicidi per disfarsi di super-weeds capaci di crescere anche di un centimetro al giorno (come l’erba infestante pigweed). E ciò senza neppure il vantaggio di avere coltivazioni più resistenti al sole o alla siccità.

Secondo The Gmo Emperor has no clothes. Global Citizens Report on the State of GMOs, gli Ogm hanno solamente portato poche multinazionali ad un inquietante strapotere. Basti pensare che le sole Monsanto, Dupont e Syngenta controllano oggi il 70% del commercio globale di sementi. Un fatto che permette ai tre colossi biotech di stabilire (ed alzare) i prezzi a loro piacimento. Ma che proprio per questo, secondo gli scienziati, sta avendo conseguenze devastanti su molti degli oltre 15 milioni di agricoltori diventati loro clienti.

In Africa, Sud America e soprattutto in India, i suicidi di contadini impossibilitati a sostenere i costi sempre più elevati dell’agricoltura intensiva imposta dagli organismi geneticamente modificati sono arrivati a livelli inaccettabili. Solo nel Paese asiatico, ricorda Vandana Shiva (che presiede Navdanya International), negli ultimi 15 anni le persone che si sono tolte la vita per questo motivo hanno superato le 250mila unità: quasi una ogni mezz’ora, dal 1996 ad oggi.

Oltre che gli effetti ambientali e sociali, gli studiosi temono conseguenze sulla salute, anche se ufficialmente non ancora dimostrate. Non solo nei Paesi “poveri”, ma anche negli Usa, che 15 anni fa lanciarono le coltivazioni Ogm: oggi gli Stati Uniti ne sono il primo produttore mondiale, con il 93% delle coltivazioni di soia, l’80% del cotone, il 62% della colza e il 95% della barbabietola da zucchero.

In Europa gli organismi geneticamente modificati non sono ancora penetrati come nel resto del mondo, ma manca poco: “L’Ue – spiega il rapporto – importa il 70% dei mangimi, in massima parte soia e mais provenienti dagli Stati Uniti” e quasi sempre geneticamente modificati. Di conseguenza, anche dove non permessi, gli Ogm “sono potenzialmente presenti nelle farine di mais e di soia, che figurano come ingredienti di tantissimi prodotti alimentari”.

Un fatto che non dovrebbe creare allarmismi, per Mark Buckingham della GM’s industry’s Agriculture and Biotechnology Council, che al contrario elogia gli enormi potenziali benefici di queste tecnologie. “Dall’India al Sudafrica, milioni di contadini hanno già valutato l’impatto positivo che la tecnologia degli Ogm può avere sul loro lavoro”, afferma il dottor Buckingham: “La popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi entro il 2050. Un significativo aumento dei raccolti è quindi necessario, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo”.

Il continuo progredire della ricerca, inoltre, secondo Buckingham potrà portare gli Ogm a fronteggiare anche sfide come quella dei cambiamenti climatici: “Si sta sviluppando una tecnologia per la tolleranza alla siccità, che permetterà alle colture di affrontare senza problemi periodi di bassa umidità dei terreni”. Ogm come soluzione ai problemi ambientali? Per Vandana Shiva, in realtà “il modello degli Ogm scoraggia i contadini nel provare metodi di coltivazione più ecologici”, e le corporation che lo promuovono stanno “distruggendo le alternative” al solo scopo di “perseguire il profitto”.

di Andrea Bertaglio per “Il Fatto Quotidiano”

Ogm: Italia chiede nuovi test Ue su mais Mon810

corel
fonte il cambiamento.it di Angela Lamboglia – 10 Aprile 2013

L’Italia approfitta dell’approvazione delle nuove regole Ue sulle procedure di autorizzazione per la commercializzazione di alimenti e mangimi geneticamente modificati per chiedere alla Commissione europea di effettuare una nuova valutazione del mais Monsanto 810 e di sospendere, nel frattempo, la messa a coltura del mais transgenico in tutta Europa
. A dare la notizia è stato il ministro delle Politiche agricole Mario Catania: l’Italia ha chiesto alla Commissione europea, tramite il ministro della Salute Renato Balduzzi, di effettuare una nuova valutazione completa circa la sicurezza del mais Monsanto 810 e di sospendere, in attesa dei risultati, l’autorizzazione alla messa in coltura delle sementi transgeniche in Italia e nel resto dell’Unione europea.
Il mais oggetto della richiesta è lo stesso prodotto che la Corte di Giustizia europea ha autorizzato a distribuire anche in Italia, dopo un lungo contenzioso tra la Pioneer Hl Bred Italia srl e il ministero delle Politiche agricole, che ne bloccava da anni l’accesso – nonostante fosse già stato autorizzato da Bruxelles e iscritto nel catalogo comune Ue – in assenza di norme che regolassero la coesistenza tra semi Ogm e tradizionali. A settembre il tribunale Ue ha dato ragione all’azienda biotech e l’allarme si è fatto più acuto con l’apertura di una nuova causa, che punta a sdoganare, dopo la commercializzazione, anche la messa a coltura del mais transgenico sul territorio italiano.

A creare l’occasione per la richiesta italiana è stato, invece, il nuovo regolamento Ue sull’autorizzazione degli alimenti e dei mangimi transgenici, che impone alla aziende biotech di sperimentare i nuovi prodotti Ogm per novanta giorni sui topi, attenendosi a un protocollo predisposto dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), prima di chiederne la commercializzazione nel mercato unico comunitario.

L’Italia chiede alla Commissione europea di effettuare una nuova valutazione del mais Monsanto 810Le nuove regole, che dovrebbero entrare in vigore tra aprile e maggio, con un periodo di adattamento di sei mesi per le aziende del settore, in realtà non sono esenti da critiche, sia per l’affidamento alla sperimentazione su animali non umani, che per la durata limitata dei test, insufficiente – secondo la Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) – per trarre conclusioni circa gli effetti sulla salute del consumo di Ogm. Per la Firab, infatti “la predisposizione a patologie croniche da Ogm aumenta con l’invecchiamento”, quindi una valutazione rigorosa dovrebbe coprire l’intero ciclo di vita o comunque un arco di tempo più significativo.

L’obiettivo dell’Italia è quello di sottoporre anche il mais Mon810 alla nuova procedura, bloccandone la diffusione fino a che i test non avranno provato la sua sicurezza. Una richiesta che difficilmente verrà accolta, dato che l’ultima valutazione risale a un anno fa e non ha convinto l’Efsa a retrocedere sul mais transgenico, ma che è stata accolta positivamene da molte organizzazioni attive nel settore agroalimentare, da Slow Food alla Coldiretti, fino alla Cia-Confederazione italiana agricoltori, nella misura in cui ha raccolto le sollecitazioni che vengono dai consumatori e dagli agricoltori contrari agli organismi geneticamente modificati e interessati a difendere le peculiarità agricole del territorio italiano.

Ma soprattutto, questo primo passo potrebbe aprire la strada all’unica mossa che l’Italia può giocare in sede europea per bloccare gli Ogm: l’attivazione della clausola di salvaguardia, che permette a un paese membro di limitare o vietare temporaneamente l’uso o la vendita di un prodotto Ogm se ritiene che rappresenti un rischio per la salute o per l’ambiente. Anche questa già sollecitata, , dai cittadinicon una raccolta firme

Gli OGM sono tossici: la Francia chiede il divieto per il mais MON810(studi in Francia)


redazione
Gli ogm non dovrebbero essere tossici ma siamo alle solite per ottenere rendimenti più elevati usano un pesticida col brevetto scaduto.
Da il sito la crepa nel muro giovedì 1 marzo 2012
Gli OGM sono tossici: la Francia chiede il divieto per il mais MON810
Arriva da studiosi francesi e tedeschi una ricerca che sostiene la tossicità del mais OGM MON810 di Monsanto. Christoph Then che dirige la Testbiotech a Monaco di Baviera spiega che ci sono prove che il mais OGM produce una tossina dannosa per gli esseri umani e che entra nella catena alimentare attraverso i mangimi animali contaminando anche il suolo e le acque. A condurre gli esperimenti presso l’Università di Caen il professore Gilles-Eric Séralini che ha supervisionato lo studio e che spiega:
In conclusione, questi esperimenti dimostrano che i rischi di tossine Bt e di Roundup sono stati sottovalutati.
Infatti, secondo la nuova pubblicazione, dosi anche estremamente basse di formulazioni a base di glifosato ossia il pesticida Roundup, usato assieme al MON810 possono danneggiare le cellule umane e questi risultati sono in accordo con diverse altre indagini che evidenziano rischi per la salute imprevisti connessi con le preparazioni di glifosato.
Il mais OGM che ebbe parere positivo nel 2008 dall’EFSA non è ammesso alla coltivazione in Austria, Germania, Grecia, Ungheria e Lussemburgo, mentre la Francia minaccia di re-imporre il proprio divieto, nonostante la moratoria del 2008 confermata anche per quest’annose non dovesse intervenire l’Ue. Infatti Oltralpe si vivono giorni di tensione da quando la scorsa settimana è stata rinnovata la richiesta di autorizzazione per il MON810. Il governo francese ha indirizzato perciò una nota alla Commissione europea in cui chiede sostanzialmente di ergersi a giudice in questa vicenda e la consultazione è stata fissata con urgenza per il prossimo 6 marzo. Dunque fino ad allora ambientalisti e oppositori alle colture geneticamente modificate stanno esercitando pressioni su un governo che è in piena campagna elettorale essendo prossime le presidenziali…
La Monsanto da parte sua ha sempre sostenuto che il MON810 così come altre colture geneticamente modificate siano sicure e rispettose dell’ambiente producendo rendimenti più elevati. Ciò grazie al fatto che richiedono meno pesticidi e meno acqua rispetto alle sementi convenzionali. Anche la stessa EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, nel 2009 ha emesso un valutazione positiva sul MON810, essendo:
sicuro quanto la sua controparte tradizionale per quanto riguarda i potenziali effetti sulla salute umana e animale ed è improbabile che possa alcun effetto negativo sull’ambiente.

Un medesimo studio nel 2004 aveva raggiunto analoghi risultati.
http://www.ecoblog.it

Leggere anche:
Sono sette i modi con cui segretamente ci avvelenano
Codex Alimentarius
Pubblicato da Catherine a 00:23

Una guerra segreta.

Una guerra segreta..

Una guerra segreta.

Articolo preso dal punto
Il Punto”, rubrica a cura di Monia Benini.
In questa puntata…

Una guerra segreta.
Nessuno ne parla, ma anche l’Italia è stato teatro di una massiccia guerra diplomatica combattuta dagli USA contro le produzioni agricole italiane, al fine di imporre gli OGM. La mobilitazione dei vertici USA per “uccidere i draghi” italiani (no, non quel Draghi!) ostili alle loro multinazionali.

le multinazionali dell’ogmdal blog il punto

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