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Yes week-end (Marco Travaglio).

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Da Il Fatto Quotidiano del 29/03/2014.Marco Travaglio attualità

Grande sorpresa sui giornali e i tg italiani (all’insaputa di quelli americani) per gli elogi di Obama a Renzi e a Napolitano, ma anche agli altri monumenti, come il Colosseo. Corriere : “L’incoraggiamento di Obama all’Italia. Elogio di Napolitano”. “‘Matteo, ti aiuto io’”. “La fiducia sulle riforme di Renzi. E a Napolitano: con te Italia fortunata”. Repubblica : “L’intesa tra Obama e Renzi: ‘Giusto cambiare l’Europa’”. “‘Che roccia Napolitano’. L’elogio del leader Usa”. Stampa : “Obama scommette su Renzi. ‘Sangue fresco, farà bene all’Europa’”. “Barack-Matteo: ‘Yes we can’”. “L’energia del premier conquista il leader Usa”. “Renzi senza complessi”. Messaggero : “Obama a Roma: mi fido di Renzi”. Unità: “Crescita e lavoro: yes we can. Obama promuove Renzi”. “Renzi incassa la ‘fiducia’ di Obama. ‘Italia fortunata, ha uno statista come Napolitano’”. Chissà che si aspettavano che dicesse, Obama. Forse pensavano che, vedendo Renzi, gli scoppiasse a ridere in faccia: “Ma come ti vesti? Ma chi te l’ha fatto il nodo alla cravatta? Ma lo sai che con quei denti all’infuori sembri Bugs Bunny?”. E che, incontrando Napolitano, se ne uscisse con frasi del tipo: “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Ueh, matusa, ma lo sai che pure mio nonno è più giovane di te? In pensione ai giardinetti mai, eh?”. Invece, contrariamente alle previsioni, il presidente americano in visita al paese alleato più servile e genuflesso non ha insultato né sbeffeggiato i suoi capi dello Stato e del governo. Chi l’avrebbe mai detto. Secondo Repubblica , mentre il padrone consegnava ai servi la solita lista della spesa (graziare gli spioni Cia condannati per il sequestro Abu Omar, comprare un centinaio di F-35 che fanno ridere pure il Pentagono, raddoppiare le spese per la difesa da non si sa chi, acquistare il gas dagli Usa anziché dai russi, mezzo chilo di pane, tre etti di prosciutto e un caffè macchiato), quel diavolo di Renzi riusciva addirittura a dargli sulla voce: “L’Italia taglierà le spese militari”. Tiè (infatti la Pinotti ha subito detto che sugli F-35 non si scherza). Eppure incassava la promessa dell’amico Barack di “convincere la Merkel a cambiare verso”. L’Unità, pravdina del Pd, conferma: “Barack e Matteo, asse anti-austerity”. Sempre nel Reparto Paranormale, va registrato che “Obama sfratta gli abusivi” (il Messaggero ) e “Il ‘Miracolo’ di Obama al Colosseo: spariscono centurioni e camion bar”. Dinanzi a notizie così inaspettate e sconvolgenti, si capisce che nessun giornalone abbia trovato tre righe di spazio per l’allarme dei giuristi di Libertà e Giustizia sulla “svolta autoritaria” del Parlamento dimezzato e del premier-duce. Che sarà mai. Peraltro, che si sappia, a nessun capo di Stato o di governo è mai saltato in mente di dire pubblicamente qualcosa di men che encomiastico a un collega italiano. A parte la regina Elisabetta quando B. strillò “Mister Obamaaaaa!” durante la foto di gruppo del G8 di Londra (la sovrana si voltò di scatto: “Ma chi è che urla così forte?”. Era lui). Su Google si trovano i titoli prestampati dei giornali italiani il 18 ottobre 2013: “Obama promuove Letta”. E, il 19 gennaio e il 9 febbraio 2012: “Obama promuove Monti”. Pure Merkel, Hollande e tutti gli altri non fanno che “promuovere” di anno in anno i premier italiani, l’uno diverso dall’altro (almeno nelle sembianze fisiche). Appena vide Monti, Obama non riuscì a trattenersi: “Ho piena fiducia nella leadership di Monti e voglio solo dire quanto noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il suo governo”. Un anno e mezzo dopo, al cospetto di Letta, proruppe: “Non potrei essere più colpito dall’integrità, dalla profondità di pensiero e dalla leadership di Enrico Letta”. È ufficiale: Obama & C. ci prendono per il culo. E noi lì a bere tutto. Spiace citare Andrea Marcenaro del Foglio , ma ci ha azzeccato: “L’abolizione delle province non comporta assolutamente l’abolizione del provincialismo”.

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ASPETTANDO OBAMA L’attesa per “demolition man”

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Fatto Quotidiano del 14/02/2014 Stefano Feltri attualità

L’ Italia indebolita aspetta demolition man Renzi”. Iltitolo del Financial Times di ieriè la sintesi delle attese che ha creato il rottamatore (parola difficile da tradurre) di Firenze. Enrico Letta era stato molto abile a coltivare rapporti in- ternazionali, Renzi è rimasto a lungo un oggetto poco compreso. A cominciare dagli Stati Uniti:il premier uscente sa come farsi benvolere dalle cancellerie, ha dimostrato tutta la sua sensibilità al negoziato Europa-Usa sul Ttip, il trattato di libero scambio caro a Washington. Renzi non ha mai cercato dialogo con l’ambasciata, anche se aveva incrociato l’ambasciatore John Philips da sindaco di Firenze. Philips, che ha una villa nelle colline del Chianti, ha finanziato le ricerche sul presunto Leonardo da Vinci dimenticato negli Uffizi. Ma a parte una sintonia con la Camera di commercio americana nell’opposizione alla Google Tax, Renzi non ha finora avuto rapporti con gli Usa. Adesso cambia tutto: il 27 marzo arriva in Italia Barack Obama (meglio, arriva in Vaticano e passa da Roma). Era previsto un incontro con Letta, adesso Renzi ha l’opportunità di trasformare l’e- vento diplomatico nel suo più efficace spot internazionale. Di fianco al 39enne Matteo perfino Barack Obama rischia di sembrare un po’ ingrigito. La parte difficile però è quella europea. Tutta la tecnostruttura italiana che sta preparando il semestre di presidenza italiana (da luglio) non era pronta al cambio di governo. L’ambasciatore italiano a Bruxelles è appena cambiato, al posto di Ferdinando Nelli Feroci è arrivato Stefano Sannino, che perfortuna è un veterano e siè già ambientato. Ma Renzi e tutti i renziani, inclusi quelli della squadra economica, sono digiuni di corridoi europei e l’esecutivo Letta lascia in sospeso alcuni dossier delicatissimi, dalla clausola degli investimenti (vale 4,8 miliardi ma bisogna convincere la Commissione che i nostri conti sono in ordine) agli “accordi contrattuali”, premi in cambio di riforme. Quando si è insediato Letta ha confermato il ministro europeo di Mario Monti, Enzo Moavero, che le dinamiche di Bruxelles le padroneg- gia, chissà se Renzi lo salverà o, come in passato, la casella degli Affari europei verrà riempita solo con la logica dello spoil system. A Renzi toccherà poi gestire anche la scelta del commissario in quo- ta italiana nelnuovo esecutivo europeo che si insedierà a novembre.Può essere l’occasione di risarcire Enrico Letta. Nella remota ipotesi che i due dovesserofare pace.“La pubblica esecuzione plitica di Letta potrebbe un giorno ritorcersi contro Renzi”, profetizza Gideon Rachman sul Financial Times

Siria. La foto che prova i massacri di Assad è clamorosamente un falso

Fonte altrainformazione.it 10 settembre, 2013 redazione attualità

La fotografia che testimonierebbe l’utilizzo distrong> armi chimiche da parte dell’esercito siriano ai danni degli attivisti, e diffusa dalla Bbc è un falso: è stata scattata nel 2003 in Iraq da un fotografo italiano.
L’hanno utilizzata per testimoniare il presunto massacro, effettuato con armi chimiche, da parte dell’esercito lealista di Assad. E’ stata diffusa come prova incontrovertibile della crudeltà del regime siriano, per il quale bisognerebbe a tutti i costi intervenire. Eppure, quella foto, resa pubblica dall’emittente britannica Bbc, che secondo i giornalisti inglesi rappresenterebbe il massacro avvenuto a Hula, è un falso.
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Lo scatto, che ritrae una grande stanza in cui trovano spazio centinaia di corpi privi di vita, in realtà, con la Siria non ha niente a cui vedere. E’, invece, una fotografia scattata in Iraqaq dal fotografo italiano Marco Di Lauro che, attraverso Facebook, ha denunciato l’accaduto. Quei corpi non sono ribelli uccisi dal sarin, ma cadaveri ritrovati il 27 marzo 2003 ad Al Musayyb, una cittadina a quaranta chilometri a sud di Baghdad, all’interno di una fossa comune.

Di Lauro si trovava lì e vide i corpi accatastati in una scuola e successivamente coperti con teli. Per questo decise di fotografarli, per intrappolare in uno scatto tutto l’orrore della morte. “Qualcuno sta usando illegalmente una delle mie immagini per la propaganda anti-siriana in prima pagina del sito web della Bbc”, ha denunciato, una volta scoperto il tutto.
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L’intelligence tedesca stronca Obama: Assad ha sempre vietato ai suoi l’uso dei gas

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Fonte Quelsi Quotidiano Di Gianni Candotto 9 settembre, 2013 attualità
Oggi Obama negli Stati Uniti ha lanciato la sua offensiva mediatica per convincere l’opinione pubblica della bontà della sua guerra, mostrando immagini strappalacrime di bambini morti “a causa dei gas di Assad”. Le immagini sono raccapriccianti, suscitano sicuramente orrore e sono la mossa disperata di un presidente che deve combattere l’opinione pubblica sempre più contraria a quella che ormai viene definita l’ “assurda guerra di Obama”. L’orrore serve a combattere da un lato la protesta dei soldati e degli ufficiali americani, che nel social network Reddit si sfogano postando foto con cartelli inequivocabili come “non mi sono arruolato per combattere per Al Qaeda” e dall’altro l’opposizione politica dei Tea Parties e della maggioranza del Partito Repubblicano in vista del difficile voto al Congresso. Ed anche a tacitare l’ironia dei comici, un tempo amici, che adesso sbeffeggiano la guerra di Obama, come il celebre showman Stephen Colbet che ieri ha suggerito a Obama di bombardare un’altra zona dove tutti si sparano addosso: Chicago.Ma una tegola che troncherebbe tutti gli alibi giunge oggi dalla Germania: Bild ha pubblicato le confidenze dell’intelligence tedesca, che sono una serie di autentiche bombe, stavolta in senso metaforico, sulle pretese di Obama. Il comandante della BND Gerard Schindler ha rivelato il contenuto di settimane di intercettazioni telefoniche e radio fatte dalle navi spia tedesche, dalle quali si evince che ormai dire ribelli e dire al Qaeda è la stessa cosa e che, cosa ancora più importante, Assad ha vietato espressamente ai suoi comandanti di utilizzare ogni forma di gas o agenti chimici.Da qui la deduzione dei servizi segreti tedeschi che se gas è stato utilizzato dai governativi è stato fatto contro gli espliciti ordini di Assad. E questa non è una fonte russa che può essere considerata la classica “fog of war”, ma una fonte amica e quindi degna della massima considerazione. Anche se fosse dimostrato che i governativi abbiano utilizzato dei gas, cosa tutta da verificare, comunque Assad sarebbe innocente e al limite si dovrebbe cercare l’ufficiale responsabile.Intanto, .mentre la partita politica si gioca fuori dalla Siria, dentro si combatte. La guerra infuria nella cittadina cristiana di Maloula, come ottimamente documentato dall’inviato di guerra Gian Micalessin I ribelli jiahdisti, che vengono dalla Cecenia, dalla Libia, dall’Arabia, dal Pakistan, nel silenzio generale dei media del mondo, terrorizzano i cristiani che possono solo scappare o morire. Questo pomeriggio sono stati sgozzati altri quattro civili cristiani che non avevano accettato di convertirsi all’Islam sunnita. I cristiani terrorizzati pregano per le truppe di Assad e non capiscono perché gli americani vogliano far vincere i loro sgozzatori – See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/09/09/lintelligence-tedesca-stronca-obama-assad-ha-sempre-vietato-ai-suoi-luso-dei-gas/#sthash.oOm4njKQ.dpuf

VIDEO – La Turchia arresta 12 terroristi islamici siriani con un deposito di armi chimiche –

Fonte altrainfornmazione.it redazione 4 settembre, 2013 di RT-tv .zattualiktà

i ribelli siriani del sobborgo di Ghouta a Damasco, collegati ai jihadisti di al-Qaeda Jabhat al-Nusra (Nusra Front), hanno ammesso al corrispondente Dale Gavlak che lavora anche per Associated Press che sono loro i responsabili per l’incidente con armi chimiche della scorsa settimana, che le potenze occidentali hanno attribuito alle forze Siriane di Bashar al-Assad, rivelando che le vittime sono state il risultato di un incidente causato dai ribelli che non sapevano usare le armi chimiche fornite loro dalla Arabia Saudita. Dalle numerose interviste con medici, residenti a Ghouta, combattenti ribelli e le loro famiglie, molti credono che alcuni ribelli hanno ricevuto armi chimiche tramite il capo dell’intelligence saudita, il principe Bandar bin Sultan, e sono stati responsabili per l’esecuzione dell’attacco gas (mortale), scrive Gavlak. I ribelli hanno detto a Gavlak che essi non sono stati adeguatamente addestrati su come gestire le armi chimiche persino non sapevano cosa fosse stato loro consegnato. Sembra che le armi inizialmente dovevano essere consegnate ad Al Qaeda mediante la propaggine di Jabhat al-Nusra.

“Eravamo molto curiosi di queste armi, e purtroppo, alcuni dei combattenti hanno gestito le armi in modo improprio e si è scatenata un’esplosioni per errore.” riferisce un militante di nome ‘J’ , sempre secondo il giornalista Gavlak.

Le sue affermazioni sono condivise da un altro combattente donna di nome ‘K’, che ha detto a Gavlak, “Loro non ci ha detto quello che queste armi erano o come usarle. Non sapevamo che erano armi chimiche. Non avremmo mai immaginato che erano armi chimiche.”

Abu Abdel-Moneim, il padre di un ribelli, ha anche detto a Gavlak, “Mio figlio è venuto da me due settimane fa per chiedere che cosa pensassi delle armi che gli erano state consegnate per portarle ad altri combattenti”, descrivendoli come un’arma con ”tubo-come struttura “, mentre altri erano come una “bottiglia di gas enorme”. Il padre chiama il militante saudita che ha fornito le armi come Abu Ayesha. Secondo Abdel-Moneim, le armi sono esplose all’interno di un tunnel, uccidendo 12 ribelli.

“Più di una dozzina di ribelli intervistati hanno riferito che i loro stipendi venivano dal governo saudita”, scrive Gavlak.

Se confermate, queste informazioni potrebbero fermare completamente la corsa degli Stati Uniti d’America verso un attacco diretto alla Siria che è stata fondata sulla giustificazione che Assad era dietro l’attacco di armi chimiche. La credibilità di Dale Gavlak è molto impressionante. E ‘stato corrispondente dal Medio Oriente per l’Associated Press per due decenni e ha lavorato anche per la National Public Radio (NPR) e ha scritto anche articoli per la BBC News .

Il sito sul quale è apparso la notizia originariamente è il Mint Press (che è attualmente è giù a causa del traffico enorme che sta attirando l’articolo).

Quindi la notizia sembra veritiera, visto che i media turchi hanno annunciato che le forze di sicurezza turche durante una perquisizione in casa di militanti jihadisti di al-Qaeda Jabhat al-Nusra (Nusra Front), hanno trovato una bombola da 2 kg con gas sarin, che stava per essere utilizzato per una bomba, il gruppo di terroristi di al-Qaeda arrestati fanno parte dello stesso gruppo che Gavlak cita nella sua intervista, ossia i jihadisti di al-Qaeda Jabhat al-Nusra (Nusra Front), quindi il collegamento è evidente.

Le forze speciali turche anti-terrorismo hanno arrestato 12 sospetti membri di Jabhat al-Nusra, il gruppo affiliato di al-Qaeda, che è stato soprannominato “il braccio più aggressivo dei ribelli siriani”. Il gruppo è stato designato un’organizzazione terrorista dagli Stati Uniti d’America nel dicembre 2012. La polizia ha anche riferito che è stato trovato un deposito di armi, documenti e dati digitali che saranno controllati dalla polizia. Il gas sarin è stato trovato nelle case dei sospetti islamisti siriani nelle province meridionali di Adana e Mersia a seguito di una ricerca da parte della polizia turca e presumibilmente sarebbe stato utilizzato per effettuare un attentato nella città di Adana, nella Turchia meridionale. Ora Erdogan ancora sarà deciso ad attaccare la Siria?
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Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

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Fonte megachip.globalist.it di Pino Cabras. 30/08/2013 attualità
Quando il Daily Mail parlava di «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».
CON AGGIORNAMENTO IN CODA ALL’ARTICOLO

Un titolo netto sul Daily Mail, un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno: «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».

Il titolo in questione risale al 29 gennaio 2013. L’edizione online delDaily Mail ha pubblicato un’interessante storia – a firma di Louise Boyle – in grado di gettare la giusta luce investigativa sui tragici attacchi col gas verificatisi in Siria sette mesi dopo, ad agosto 2013.

Ogni tanto, la grande stampa riporta qualche fatto importante che suona totalmente diverso dal racconto di fondo, ma quando questo avviene è un fuoco di paglia che viene subito estinto.

Naturalmente, pochi giorni dopo la pubblicazione, l’articolo era già sparito dagli archivi online del giornale, ma per fortuna non è così facile fare sparire l’informazione da internet una volta che vi abbia fatto capolino. Pertanto siamo in grado di riproporvi l’articolo ed esporre qui i tratti salienti.

Lo scrittore Roberto Quaglia parla di «Legge delle Prime Ventiquattrore. Nell’epoca dei mass media informazioni reali e significative vengono occasionalmente riferite al pubblico da giornalisti in buona fede durante le prime ore che seguono un evento. Poi una invisibile catena di comando evidentemente si attiva e le notizie vere, ma scomode, scompaiono in fretta e per sempre dal proscenio dei media. Solo le notizie comode – non importa se vere o se false – rimangono in circolazione. Per capire il mondo diventa quindi particolarmente interessante soffermarsi proprio sulle notizie soppresse.» Anche per il pezzo di Louise Boyle, è così. Fortuna che c’è Webarchive.

Il sottotitolo dell’articolo della Boyle recita così:

«E-mail trapelate da un fornitore della difesa trattano di armi chimiche dicendo che ‘l’idea è approvata da Washington’.»

Parte il racconto:

«Secondo Infowars.com, la e-mail del 25 dicembre è stata inviata dal direttore dell’area di sviluppo degli affari della Britam, David Goulding, al fondatore della società, Philip Doughty.

Vi si legge: “Phil … Abbiamo una nuova offerta. Si tratta di nuovo della Siria. I Qatarioti propongono un affare interessante e giuro che l’idea è approvata da Washington.

Dovremmo consegnare dell’armamento chimico (CW nell’originale, NdT) a Homs, una g-shell (bomba a gas, Ndt) di origine sovietica proveniente dalla Libia simile a quelle che Assad dovrebbe avere.

Vogliono farci dispiegare il nostro personale ucraino che dovrebbe parlare russo e realizzare una registrazione video.

Francamente, non credo che sia una buona idea, ma le somme proposte sono enormi. Qual è la tua opinione?

Cordiali saluti, David.”»

Come interpretare il messaggio? Nell’articolo si riassume così: «L’e-mail sarebbe stata inviata da un alto ufficiale a un appaltatore della Difesa britannica in merito a un attacco chimico “approvato da Washington” in Siria, da poter attribuire al regime di Assad.»

Insomma, il classico casus belli da scatenare con un atto spregevole “sotto falsa bandiera”, da attribuire al nemico. Una cosa impensabile per la stampa allineata, ma ben presente ai piani alti della pianificazione bellica. Abbiamo visto ad esempio con quanto candore uno dei frequentatori di questi piani alti, Patrick Lyell Clawson,dichiarava la necessità di un simile pretesto, in quel caso per attaccare l’Iran:

«Francamente, penso che sia molto difficile dare inizio ad una crisi. E faccio molta fatica a vedere come il presidente degli Stati Uniti possa davvero portarci in guerra contro l’Iran. Questo mi porta a concludere che se non si troverà un compromesso, il modo tradizionale con cui l’America entra in guerra sarebbe nel miglior interesse degli Stati Uniti.» Ossia con un casus belli generato da una provocazione.«Stiamo giocando una partita coperta con gli iraniani, e potremmo anche diventare più cattivi nel farlo», concludeva il falco di Washington.

Non sempre il potere si rivela in un modo così sfrontato ed esplicito. Nell’epoca di Wikileaks e di Edward Snowden le rivelazioni passano più spesso attraverso canali elettronici e contro il volere del governo. L’articolo del Daily Mail precisava che «le e-mail sono state diffuse da un hacker malese che ha anche ottenuto i curricula degli alti dirigenti e le copie dei passaporti attraverso un server aziendale non protetto, secondo quanto riferito da Cyber War News.»

E per far capire quanto i ribelli siriani alleati degli USA e del Qatar potessero essere spregiudicati (oltre che ben addestrati) nell’uso di armi chimiche, l’articolo incorporava anche un video nel quale questi provavano gli effetti delle armi chimiche sui conigli. Il video mostra immagini particolarmente crude, attenzione

Quando il Daily Mail parlava di «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».

È quantomeno curioso, per non dire di peggio, che oggi la grande stampa non ritorni sulla notizia del quotidiano londinese per approfondirla. Invece succede che tutto venga stravolto dai tamburi della propaganda bellica.

Le pagine online del 28 e 29 agosto 2013 di tutti i principali quotidiani italiani, ad esempio, titolano che “la Siria minaccia di colpire l’Europa con le armi chimiche”, distorcendo in totale malafede una frase di un politico siriano che diceva tutt’altro. Il viceministro degli Esteri Faisal Maqdad criticava infatti i paesi che hanno aiutato «i terroristi» (ossia i ribelli jihadisti) ad usare le armi chimiche in Siria, ammonendo sul fatto che gli stessi gruppi nemici di Damasco «le useranno presto contro il popolo d’Europa». Tradotto: attenta Europa, ti stai allevando da sola le serpi in seno. La frase era correttamente riportata in mezzo all’articolo. Ma il lettore osservi qual è invece la cornice scelta da la Repubblica e da La Stampa (e tutti gli altri, compreso Il Fatto Quotidiano, fanno lo stesso):
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La Stampa attribuisce addirittura la frase ad Assad (giusto per fabbricare l’ennesimo Hitler da strapazzare). Proprio Assad, inun’intervista a un giornale russo ignorata dalle redazioni italiane, due giorni prima dichiarava: «A quei politici vorrei spiegare che il terrorismo non è una carta vincente che si possa estrarre e utilizzare in qualsiasi momento si voglia, per poi riporla in tasca come se niente fosse. Il terrorismo, come uno scorpione, può pungerti inaspettatamente in qualsiasi momento. Non si può essere per il terrorismo in Siria e contro di esso in Mali.»

Basta poco per capire che i giornali italiani danno una copertura della crisi siriana totalmente manipolata e inattendibile. In Italia è ormai impensabile che un giornalista mainstream possa produrre un’articolo controcorrente come quello del Daily Mail.

Ancora oggi, quel giornale britannico, pur in mezzo a omissioni e distorsioni, in uno dei suoi più recenti articoli manifesta comunque il sospetto fortissimo che l’attacco chimico non sia opera di chi vorrebbero farci credere i governi.

A Londra i giornali vogliono ancora vendere qualche copia fra chi non si accontenta della propaganda. Da noi i giornali non fanno nemmeno il minimo sindacale per essere comprati. E il lettore si trova in guerra senza nemmeno sapere perché.

AGGIORNAMENTO DEL 1° SETTEMBRE 2013:
La giornalista Maria Melania Barone mi segnala gentilmente che la ragione più importante che ha spinto il Daily Mail a ritirare l’articolo sta nella citazione in giudizio per diffamazione presentata da Britam, ilcontractor della Difesa menzionato nel pezzo di Louise Boyle. Le e-mail in questione, in base ala denuncia, sono state manipolate prima della divulgazione. Il Daily Mail ha pertanto rettificato la sua posizione ritirando l’articolo controverso.
E’ in ogni caso significativo che il sospetto di azioni “false flag” abbia raggiunto la prima pagina del secondo quotidiano britannico già molti mesi fa. La clamorosa bocciatura della mozione presentata dal primo ministro David Cameron alla Camera dei Comuni per l’attacco alla Siria è stata preceduta da un dibattito parlamentare in cui il vero convitato di pietra era proprio la possibilità che l’attacco chimico fosse un pretesto, tutte le volte che i parlamentari ponevano i loro dubbi sul suo vero autore. Ed è in ogni caso clamoroso il fatto che queste inchieste, e il risultato stesso della storica disfatta parlamentare di Cameron, siano stati praticamente ignorati dalla stampa italiana.

La Siria e la terza guerra mondiale (Massimo Fini).

Da beppegrillo.it del 29/08/2013. attualità

Massimo Fini sulla Siria e l’intervento degli Stati Uniti.

“La politica di potenza imperiale che gli Stati Uniti stanno esercitando a tamburo battente da quando non c’è più il contraltare dell’Unione Sovietica, e hanno quindi le mani libere, si maschera dietro questioni morali. La Siria è un Paese che dà fastidio, perché legata all’Iran, che è l’arcinemico, non si capisce poi bene il perché, degli Stati Uniti e di Israele. Tra l’altro non si sa affatto se Assad ha usato armi chimiche, ci sono gli ispettori ONU per questo, o l’ONU non conta nulla? Evidentemente non conta nulla perché quando serve c’è il cappello ONU, se non c’è il cappello ONU si aggredisce lo stesso. Questo è avvenuto in Serbia nel ’99, in Iraq nel 2003 e in Libia recentemente. Tutte azioni e aggressioni senza nessuna copertura ONU. Si dovrebbe per lo meno aspettare la relazione degli ispettori. C’è un precedente che dovrebbe consigliare prudenza, non dico agli Stati Uniti che non ne hanno, ma ai suoi alleati, ed è quello dell’Iraq, dove sostenevano che Saddam Hussein avesse le armi chimiche, di distruzione di massa, e poi non le aveva. Certo, lo sostenevano perché gliele avevano date loro a suo tempo, gli Stati Uniti, in funzione anti sciita e anti curda, però non le aveva più perché le aveva usate ad Halabja, gasando cinquemila curdi.
Chi sta combattendo in Siria?
Da una parte c’è il governo di Assad che, fino a prova contraria, è un governo legittimo, rappresentato all’ONU, e dall’altra parte c’è un coacervo di forze tra le più disparate, è difficile anche per gli analisti più attenti capire chi sono, sono tanti segmenti. Non Al Qaeda, che non esiste, ma ci sono gli jihadisti che sostengono una guerra totale all’Occidente, per esempio. Quindi l’intervento sarebbe controproducente, ma siccome gli americani si sono erti a poliziotti del mondo, che decidono chi ha torto e chi ragione, questo li spinge a intervenire comunque. Tra l’altro questa superiorità morale degli americani… John Kerry ha detto che quello che avviene in Siria è una oscenità morale, beh, l’oscenità morale secondo me è degli Stati Uniti. Chi ha usato veramente le armi di distruzione di massa? Parliamo del ’900 e di adesso: gli Americani a Hiroshima e Nagasaki. C’è da tenere presente che Nagasaki, cosa che non si sa, fu bombardata tre giorni dopo Hiroshima, per cui si sapeva che strage si faceva con la bomba atomica. Questodiritto morale degli americani di intervenire ovunque, non è una storia che nasce oggi, nasce per lo meno dalla Serbia, cioè dal ’99, continua con l’Iraq, con la Libia, senza contare le due aggressioni alla Somalia, una nel 2002 e l’altra attraverso l’Etiopia nel 2008 – 2009.
Chi finanzia i ribelli?
Li finanziano l’Arabia Saudita, la Francia, gli stessi Stati Uniti. Siccome utilizzano la loro potenza dietro lo schermo della moralità, il fatto che sia possibile che Assad abbia usato armi chimiche li costringe a intervenire, Obama aveva tracciato una linea rossa, ma chi lo autorizza a tracciare linee rosse in altri paesi? Gli americani hanno sfondato un principio di diritto internazionale che era valso fino a qualche decennio fa, della non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. I diritti umani sono il grimaldello con cui in realtà intervengono dove vogliono e quando vogliono, anche perché non hanno più contraltare, la Russia non è più una superpotenza. Siamo costretti a rimpiangere tutto, anche la vecchia e cara Unione Sovietica, perché almeno faceva da muro alla poi potenza di costoro. La cosa curiosa, che in questa diciamo compagnia di gente molto morale, molto democratica, c’è l’Arabia Saudita che è nota per essere un Paese rispettoso dei diritti umani, soprattutto quelli delle donne, quindi già questo dice quale sia la vera situazione?
Gli inglesi hanno responsabilità enormi in Medio Oriente, se tu vai, per esempio, aTeheran senti dire morte agli inglesi, comprendono anche gli americani, ma in particolare gli inglesi, perché? Perché hanno fatto il bello e cattivo tempo per un secolo in quella regione, potenza coloniale come erano. Mi ricordo che il sindaco di Londra, Livingstone, molto amato dai sui cittadini, dopo gli attentati londinesi, di qualche anno fa (attribuiti a Al Qaeda, in realtà erano terroristi locali) disse “Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese“. Gli inglesi marciano di conserva con gli americani, si può anche capire per i legami, quello che non si capisce è la Francia, con queste sue idee di grandeur che abbiamo visto quanto valessero durante la seconda guerra mondiale, la linea Maginot aggirata in cinque giorni. Adesso che può agire liberamente siano socialisti, come Hollande, o conservatori come Sarkozy fa una politica di potenza.
In Libia è stata soprattutto la spinta francese a combinare il disastro, perché sparito Gheddafi si sono scatenate faide interne di tutti i tipi. Le armi di Gheddafi sono finite ovunque, poi i francesi sono intervenuti in Mali perché gli islamisti stavano conquistando il Mali e questo non gli andava bene perché il dittatore maliano era un loro alleato.
La superiorità tecnologica occidentale permette di tutto. Lo scandalo maggiore (non è argomento di questa conversazione) è l’Afghanistan, dove da 12 anni il segretario di stato americano John Kerry ha detto che dopo questa vicenda di Damasco, di questo quartiere, vedendo il padre che cercava di salvare i figli si è messo a piangere. Perché non piange per le migliaia di bambini e bambine uccisi in Afghanistan per a bombardamento dissennati della Nato, americani in testa, di cui noi peraltro italiani siamo complici!
Possibili sviluppi?
Se intervengono militarmente il rischio è che si scateni la terza guerra mondiale, perché credo che l’Iran, alleato della Siria, non resterà inerte, e anche la Russia non potrà rimanere ferma e comunque si incendia tutta la regione. Tutti questi interventi si sono sempre risolti in altri massacri, prendiamo l’Iraq, l’intervento americano ha causato direttamente o indirettamente tra i 650 mila e 750 mila morti! Il calcolo è stato fatto molto semplicemente da una rivista medica inglese che è andata a vedere i decessi durante l’epoca Saddam e i decessi durante il periodo dell’occupazione americana e quindi la cifra più o meno è questa. Quello che è peggio è che avendo squinternato questo paese si è scatenata una guerra tra sunniti e sciiti che causa centinaia di morti la settimana, di cui nessuno parla, perché intanto chi se ne frega! Ormai gli occupanti americani non ci sono più.
Quindi ogni intervento cosiddetto umanitario si risolve in una strage umanitaria. E’ quello che è successo quando intervennero gli americani e parte degli europei nella guerra Iraq – Iran. Gli iraniani stavano per conquistare Bassora che avrebbe voluto dire la caduta immediata di Saddam Hussen. Si disse che non si poteva permettere alle orde iraniane di entrare a Bassora, perché quelle degli altri sono sempre orde, che cosa ha causato questo intervento? La guerra che sarebbe finita nell’85 con un bilancio di mezzo milione di morti è finita tre anni dopo con un bilancio di un milione e mezzo di morti. Saddam Hussein che sarebbe caduto all’istante con la conquista di Bassora è rimasto in piedi pieno di armi fornite dagli Stati Uniti e dagli occidentali. Che cosa fa una rana con un grattacielo di armi sopra? La rovescia nel primo posto che gli capita, quindi Kuwait e quindi Prima Guerra del Golfo.
La storia dei missili intelligenti è grottesca. La prima volta che comparvero questi bombe chirurgiche, missili intelligenti, fu nella Prima Guerra del Golfo, nel ’90, ebbene questi missili intelligenti e bombe chirurgiche hanno fatto 166 mila morti civili, di 33 mila bambini, che non sono meno bambini dei nostri bambini. E’ un dato che continuo a ripetere, quando posso, è un dato accertato, perché è uscito da una fonte insospettabile, che è il Pentagono. E questi sono i missili intelligenti e gli interventi mirati? Non si può credere agli americani né sulle armi chimiche, perché c’è il precedente Iraq, e non si può credere ai missili mirati perché mirati non sono affatto.
L’intervento è illegittimo da tutti i punti di vista. C’è sempre la storia dei due pesi e due misure. In Egitto un governo eletto democraticamente è stato abbattuto dall’esercito finanziato dagli Stati Uniti da sempre, per cui c’è stato un colpo di Stato, ma lì si sta zitti, perché i Fratelli Musulmani non sono nostri amici, anche se non sono affatto estremisti. Secondo me nelle guerre civili bisognerebbe che fosse il verdetto del campo a decidere, a un certo punto se Assad è effettivamente detestato dalla sua popolazione prima o poi cade, deve essere il campo a decidere, ma qualunque intervento esterno in realtà non fa che aggravare e complicare la situazione. Perché poi gli uni portano le armi a quelli, gli altri a quelli altri e così via e la cosa si prolunga invece di finire in tempi ragionevoli.
Le uniche soluzioni lecite sono quelle diplomatiche, quando si possono fare, se non ci sono le due parti hanno diritto di battersi.Adesso non c’è neanche più il diritto di battersi. Io non so se in Siria abbia più ragione Assad a difendere il suo potere o gli altri a volerlo abbattere, è il campo che deve decidere, perché sennò si creano sempre situazioni totalmente provvisorie. È come la Bosnia, appunto, che può esplodere in ogni momento, perché è stata una soluzione totalmente artificiale, anche se questo è un altro discorso.”

Il Datagate non è finito: Snowden può rivelare ancora almeno 15mila documenti top secret

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Il Datagate non è finito: Snowden può rivelare ancora almeno 15mila documenti top secret

articolotre Redazione- -7 agosto 2013 attualità – Le rivelazioni sul Datagate non sono certo finite. Snowden ha ancora molto da dire, nonostante Mosca abbia gli abbia richiesto esplicitamente di tacere. Tanto più che forse non sarà proprio l’ex analista della Nsa, l’uomo che ha fatto impazzire gli Usa, a rendere note le informazioni, quanto, piuttosto, il giornalista Gleen Greenwald, statunitense trapiantato in Brasile e collaboratore del Guardian.

A lui, infatti, la “talpa” avrebbe consegnato 15-20mila documenti top secret riguardanti il governo americano: a rivelarlo è stato lo stesso giornalista che, però, ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli in merito al contenuto della documentazione.

Piuttosto, ha spiegato il giornalista, si tratterebbe di un archivio “molto completo e ampio”. Inoltre, Greenwald ha specificato come quanto fin’oggi pubblicato in merito alle attività di spionaggio dell’amministrazione Obama non sia che la punta dell’iceberg.

“Il pretesto utilizzato da Washington per spiare”, ha illustrato ancora Greenwald, “è solo uno: il terrorismo e la necessità di proteggere il popolo americano. Ma la realtà è che ci sono molti documenti che non hanno niente a che fare con il terrorismo e la sicurezza nazionale, ma riguardano invece la competizione con altri Paesi negli affari economici e industriali“.

LA MESSA IN SCENA DELLA LINEA ROSSA IN SIRIA E IRAN

Chuck Hagel in Israel
Fonte Asia Times Online DI PEPE ESCOBAR del 10/05/2013 attualità

Questa faccenda della “linea rossa”(1) di Obama (ma che ricorda proprio lo stile di Bush) applicata a Siria, Iran o entrambi, comincia a diventare piuttosto ridicola.

Prendiamo ad esempio il viaggio fatto la settimana scorsa da parte del capo del Pentagono, Chuck Hagel, in Israele e nei paesi amici del GCC, di fatto un Gulf Counter-Revolution Club, (Club dei paesi controrivoluzionari del Golfo, ndt.). I contractors della Difesa statunitense Moet e Hagel insieme al principe della prodigiosa democrazia dell’Arabia Saudita hanno celebrato la vendita di 25 aerei da caccia F-16.

Nel piatto c’è di più: 48 missili intercettori THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), un colpaccio da 1 miliardo di dollari.

Il Pentagono sta inviando a Guam uno dei suoi due unici sistemi di questo tipo allo scopo di contrastare quell’altra minaccia – missili dalla Corea del Nord.

La sagra della corsa alle armi di Israele e delle petromonarchie del Golfo (missili intercettori, aerei da combattimento, mega-bombe) non può che essere piovuta appositamente come proverbiale “messaggio” di “deterrenza contro le ambizioni nucleari iraniane”, o alle “installazioni missilistiche iraniane” o alla generale “preoccupazione riguardo all’intenzione iraniana di costruire una bomba atomica” o alla “determinazione di Washington a fermare l’Iran da acquisire dotazioni nucleari”.

Non c’è alcuna “linea rossa” qui; solo una corsa alle armi di Israele e dei suoi amici del Golfo. In caso di dubbi, prendetevela con l’Iran. Questo accade quando i media mediorientali controllati dai sauditi (grosso modo tutti eccetto Al-Jazeera) stanno scrivendo che Tel Aviv sta perseguendo un accordo per l’utilizzo del suolo turco per un attacco all’Iran.

Aspetta, ce n’è di più sulla corsa agli armamenti, anche ad altre latitudini. La tedesca KMW (Kraus-Maffei Wegmann) ha concluso un altro contratto da 2,48 miliardi di dollari (in cinque anni) con il Qatar per fornire 62 carri armati “Leopard 2” e 64 razzi. Il Qatar non intende utilizzarli di certo per la Coppa del Mondo del 2022; sono per “gruppi amici in altri paesi” ad esempio destinati, passando per la Turchia, ai ribelli siriani.

Chiedetelo ai Nenet

Prendiamo ad esempio la farsa delle armi chimiche in Siria. La Casa Bianca adesso sembra essere sicura di quello che la CIA suppone, con “variabili gradi di certezza”, che il governo siriano ha usato armi chimiche. Anche il Segretario di Stato John Kerry, falco dell’interventismo che si atteggia da colomba ne è convinto.

Ma poi Hagel ha detto, “I sospetti sono una cosa, le certezze sono un’altra cosa”. Per poi oscillare poco dopo, durante la sua visita in Israele si è convinto che Bashar al-Assad usasse armi al gas Sarin. Tutto sommato Hagel ha infine avuto libero accesso alle informazioni di intelligence israeliane, non a quelle degli USA.

E adesso viene il bello per la propaganda di Hagel: perché non imbarcarsi come venditore, dicendo ai “nostri bastardi”: “Guardate, Iran e Siria sono entrambi folli, considerate l’idea di comprare questo, quello e quest’altro..”

I Nenet (o Neneci, popolazione siberiana che si muove tra le rive tra fiume Ob fino al Circolo Polare Artico), potrebbero insegnare qualcosa a questi instabili guerrieri da poltrona dei think tank USA. Anche i Nenets saprebbero che l’attuale isteria delle armi chimiche è una mera invenzione della CIA, dell’MI6 e dei servizi israeliani che non è avallata da alcuna evidenza. Ancora, la dominante “saggezza” di Washington è che bisogna imporre una “linea rossa” alla Siria ed un’altra all’Iran.

Il fatto è che il governo di al-Assad accusava inizialmente i “ribelli” di usare armi chimiche e ha chiesto alle Nazioni Unite un’indagine ufficiale.

Anche il New York Times è stato costretto ad ammettere a denti stretti che i “ribelli” hanno compiuto un attacco avvenuto in area controllata dal governo (con sedici vittime fra i militari dell’esercito siriano, dieci fra la popolazione e centinaia di feriti). Ma poi i “ribelli” hanno cambiato il racconto, accusando Damasco di bombardare i suoi stessi soldati. E’ stata Mosca a reintrodurre il senso della realtà, spiegando come Washington metteva in stallo l’indagine dell’ONU.

I nostri Nenet siberiani saprebbero anche che difficilmente ci sarebbe una dirigenza laica tra i “ribelli” siriani, i quali sono un coacervo di diversi gradi di fanatismo. Di nuovo i Nenet non avrebbero bisogno di nascondere le informazioni del New York Times per scoprire che la CIA ha “segretamente” imbottito i ribelli di armi attraverso l’Arabia Saudita e il Qatar. Ancora, l’amministrazione Obama spaccia la commedia che Washington fornisce solo aiuti “non letali” per cui gli sciocchi del Campidoglio continuano ad insistere con Obama per una “no-fly-zone” sopra i cieli della Siria così come fu fatto per la Libia.

Pronti ad attaccare, ..c’è nessuno?

I gruppi di esperti” USA nondimeno sono estasiati dal fatto che adesso le petro-monarchie del Golfo hanno finalmente accesso a munizioni teleguidate ad alta precisione per “colpire bersagli iraniani”.

Ma niente è comparabile al sostegno a Israele per il nuovo aereo da rifornimento di carburante KC-135 Stratotanker. Poi ci sono anche i missili anti-radar (nuova versione degli AGM-88 HARM ). Questi giocattoli “riducono i rischi per Israele nel compiere un attacco “.

No, questa non è certo la “cautela USA” o la “campagna USA per contro le armi nucleari iraniane”, è un inqualificabile urlo di guerra.

Nel frattempo lo stato poliziesco governato da “Re Playstation”, noto anche come Giordania, ha aperto il suo spazio aereo ai droni israeliani che dovrebbero “sorvegliare” la Siria.

Come l’Asia Times ha ripetutamente avvertito, Obama in Siria sta realizzando un rifacimento di quanto fece Reagan negli anni ’80 in Afganistan. Sappiamo tutti cosa poi è uscito fuori da quelle “armate di liberazione”. In questo contesto Robert Ford, presunto esperto ingaggiato da Obama sta dicendo al “Senate Foreign Relations Committee” (commissione del senato per gli affari esteri, ndt.) che per Washington è importante “soppesare” in conseguenza degli “equilibri di potere in Siria” considerati come “linea di gioco” non come “linea rossa”.

C’è una selvaggia speculazione che Obama e Putin abbiano fatto un accordo dopo le bombe di Boston: Washington lascia che Mosca faccia quello che vuole in Cecenia, in cambio di un cenno di approvazione di una “no-fly-zone” e di altri interventi pasticciati in Siria. Non si ha prova di queste supposizioni. Quello che uno scaltro attore della geopolitica come Putin vuole sapere è che cosa vuole in cambio per mollare la Siria (Obama non ne ha idea). Certo non le briciole del banchetto della NATO.

Per capire cosa significa il consentire che la Siria diventi un emirato Wahabita filoccidentale o ancora un altro feudo caduto nelle mani dei Fratelli Musulmani, occorre andare più a fondo in quello che disse lo sceicco Hezbollah Nasrallah: “l’obbiettivo di chiunque sia dietro la guerra in Siria è distruggere la Siria come stato forte e centralizzato in modo che divenga troppo debole per prendere decisioni autonome riguardo al suo petrolio, il suo mare o le sue frontiere”.

Ecco dov’è la linea rossa

Pepe Escobar
Fonte: http://www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/World/WOR-01-020513.html
02.05.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLO GA.

Nota (CdC):
(1) La “linea rossa” è presumibilmente da intendere nel senso di linea da non superare, a meno di suscitare l’ira (cioè i bombardamenti) degli USA. Il riferimento dovrebbe essere al film bellico “La sottile linea rossa”: C’è una sottile linea rossa che separa il paradiso dall’inferno, la vita dalla morte. C’è una sottile linea rossa che separa il bene dal male, la pace dalla guerra.

Ordine del giorno di Obama: un intervento militare diretto e l’inesorabile distruzione della Siria come Stato e come nazione

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Fonte Global Research 2/03/2013 di Shamus Cooke attualità Il recente annuncio che gli Stati Uniti di aumentare il suo aiuto ai ribelli della Siria non soprprende nessuno . Some speculated that Obama — . Alcuni giornalisti hanno scitto che Obama – sta mentendo quando dice di voler lasciare la Siria.. In realtà non è così. La distruzione della società siriana continuerà, . Anche se ci sono un sacco di strategie militari che Obama potrebbe perseguire, in realtà ha scelto percorso più sanguinoso .

In questi anni milioni di siriani hanno avuto la loro vita distrutta, e per altri milioni si prospetta destino simile. :

Negli USA i media hanno riferito sui centinaia di milioni di dollari spesi per gli aiuti americani ai ribelli della Siria. Ma il New York Times ha ammesso di recente : che alcuni funzioniri di governo hanno rifiutato di discutere il programma segreto in corso per addestrare i combattenti ribelli, e sulle strategie da intraprendere sul campo di battaglia.” Non è esagerato dire che Obama sta sta orchestrando la sponsorizzazione di una campagna del terrore simili ai genocidi del Congo e guerre jugoslave. Questo fatti sono stati nascosti al pubblico Statunitense , ma è un dato di fatto. Ad esempio, la sola forza di combattimento dei ribelli siriani, il Fronte Al Nusra, è stato etichettato dagli Stati Uniti come una organizzazione terroristica, . i suoi frequenti attentati terroristici hanno contribuito a distruggere il tessuto della società siriana, i recenti bombardamenti hanno ucciso 100 persone, per lo più innocenti, nel centro di Damasco, tra cui decine di bambini e hanno centinaia di feriti . UN-inviasto della Lega Araba Lakhdar Brahimi ha denunciato l’ultimo attacco terroristico come un “crimine di guerra.” Ma queste etichette vengono rifiutate quando si degli alleati degli Stati Uniti.. Obama sta ignorando gli innumerevoli attentati terroristici simili per ribelli della Siria, garantendo che tali attacchi aumenterà. . In realtà, i funzionari degli Stati Unit hanno bloccato un governatore russo che appoggiava la risoluzione delle Nazioni Unite del Consiglio di sicurezza che condannava i recenti attentati terroristici

Oltre alle a zioni di questo tipo vengono minimizzati e incoraggiati gli attentati terroristici indiscriminati. .

Il recente annuncio del segretario di Stato Usa John Kerry ha ribadito non ci saranno aiuti ai ribelli Siriani i” – una dichiarazione considerata assurda

. Naturalmente la maggior parte degli aiuti cruciale sarà incanalato verso di loro, e non ha importa a chi andrannp all’inizio. . L’amministrazione Obama è stato in una ricerca incessante di un opposizione terrroristica si, sper fallire sua missione.

Inizialmente il ‘Consiglio nazionale siriano’ gioco-ha agito come una non-opposizione terrorista “ai rivoluzionari ”

Ma Hillary Clinton in seguito ha descitto quella realtà definendoli esuli e che dovrebbe essere sostituito con un gruppo più rappresentativo dei caccia sul terreno.” In articolo dichiarava che il Consiglio nazionale siriano fosse accomodante nei terroristi. Obama in seguito ha poi inviato la Clinton in un tour internazionale per organizzare un nuovo nuovo nucleo -terrorista in opposizionea governo ” siriano.. Nel suo viaggio la Clinton portato alla luce un gruppo a in mano ricchi esuli siriani che non non era più nel paese da decenni , e senza forza militare.

La Clinton ribattezzò questi personaggi la coalizione nazionale della rivoluzione siriana, e lo presento alla stampa e ai media statunitensi come un successo. Ma l’azione Hillary Clinton è stata vista come nebulosa

Il New York Times titola che “…”.

.. La coalizione ha lottato per riunire, le realtà locali, le organizzazioni, i gruppi di opposizione scheggie disparate delle unità armate che combattono le forze del presidente Bashar al-Assad. ”

. Obama dichiarerà legittima questa nuova opposizione siriana, come facente parte del pacchetto di aiuti appena annunciato

: Il New York Times in un articolo riferisce c’è l’obiettivo del governo americano di dare 60 milioni di dollari per aiutare questa nuova Coalizione Nazionale della Rivoluzione siriana e le altre forze di opposizione costruire la propria credibilità all’interno del paese …” .

Molti all’interno del gruppo Obama chiedono un intervento diretto degli Stati Uniti militare per rovesciare il governo esistente.

. Chiunque abbia prestato attenzione a quello che era successo in Iraq, Afghanistan, e nella libica si rende che questa è una strategia di distruzione di una nazione. .

Questi tre paesi funzionavano in modo indipendente, ma ora sono socialmente ed economicamente distrutti frammentati in regioni, governate da chi ha la maggior potenza militare.

Mentre milioni di siriani do sfollano dalle parti del paese in guerra , l’amministrazione Obama ha volutamente scelto di non risolvere la situazione diplomaticamente . e di aiutare i ribelli, invece,scegliendo la via verso un massacro di massa.

.” “La Siria invece è pronta per i colloqui con i suoi oppositori armati, il ministro degli Esteri Walid al-Moualem ha detto di aver offerto una negoziazione con i ribelli che combattono il presidente Bashar al-Assad.”.

A qusta offerta di negoziazione c’è stata la risposta sprezzante del segretario di Stato americano John Kerry, che sta per partire per un giro di incontri i leader in vari paesi europei e arabi e a Londra per tentare di organizzare i ribelli siriani ancora una volta].” Poiché attualmente Obama non può dettare ancora dettare le sue condizioni, in quanto la maggior parte della Siria è ancora controllata dal governo dal suo governo che ha una posizione diplomatica attuamente più potente, si sta intestardendo..

. Obama continuerà quindi ad appoggiare omicidi di massa e pulizia etnico-religiosa fino a quando npon potrà selezionare i suoi ribelli e avere il consenìso sufficiente per negoziare una pace favorevole agli interessi degli Stati Uniti. .

L’amministrazione Obama ha sulla sua coscienza molti siriani innocenti, e che rischia di continuare destabilizzando il libano e le sue linee etnico-religiose. La “rivoluzione popolare” in Siria èstata sostituita da terroristi stranieri mercenari finanziati dell’Arabia Saudita e Qatar. . L’amministrazione Obama ha supervisionato l’intero processo, e cercando di dare “immagine pubblica rispettabile” per i ribelli..

Obama dopo gli ultimi avenimenti pare che abbia deciso per : intervento militare diretto degli Stati Uniti

. . In questo momento c’è una fase di attesa fino a quando le condizioni non ci saranno le condizioni ottimali , come in Libia con lo stile USA / NATO per intervenire con delle missioni militari e bombardamenti di massa per far finire il governo siriano.

Agli occhi di Obama può considerarsi uno sviluppo soddisfacente , in quanto in quanto conforme agli interessi degli negli Stati Uniti così governo Siriano sarà rovesciato, liberando così la strada per il piano a lungo termine di schiacciamento dell’ Iran. us Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e scrittore per l’azione dei lavoratori ( http://www.workerscompass.org ) Può essere raggiunto a shamuscooke@gmail.com http://www.reuters.com/article/2013/02/25/us-syria-crisis-dialogue-idUSBRE91O0BD20130225 http://www.reuters.com/article/2013/02/25/us-syria-crisis-dialogue-idUSBRE91O0BD20130225

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