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ACTA: un accordo micidiale (multinazionali)


Video Da le decisioni dell’acta
Redazione
E un accordo tra multinizionali , viene fatti in vari paesi questo è il periodo dell’Europa il punto chiave di quest’anno è la censura cioè la limitazione della libertà intellettuale, in effetti ci sono grosse perplessità da parte gli accademici europei.
da Oppic
Accordo Acta: le perplessità degli accademici europei
La recente pubblicazione del testo finale dell’accordo ACTA (Anti Counterfeiting Trade Agreement) ha ravvivato il dibattito in ordine alla compatibilità delle disposizioni del nuovo accordo con il quadro giuridico comunitario in materia di protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Il Trattato multilaterale si compone di quarantacinque articoli suddivisi in sei capitoli: il primo dedicato alle definizioni ed alle disposizioni introduttive (Initial provision and general definitions), il secondo relativo alla costruzione di un quadro legislativo per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale (Legal framework for Enforcement of Intellectual Property Rights), il terzo relativo alle buone pratiche in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale (Enforcement practices), il quarto concernente il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia di lotta alla contraffazione (International Cooperation), il quinto relativo agli accordi istituzionali (Institutional arrangements) ed il sesto recante le disposizioni finali (Final Provisions). In particolare con il secondo capitolo, relativo all’armonizzazione delle misure legislative di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, si è inteso assicurare una protezione tanto sul piano prettamente civilistico, attraverso la previsione di un articolato sistema di tutela comprendente misure ingiuntive, misure provvisorie, strumenti risarcitori ed altri specifici rimedi, quanto sul versante delle sanzioni penali rivolte contro le pratiche di contraffazione. Proprio in relazione ai nuovi strumenti di enforcement dei diritti di Ip di recente un gruppo di accademici europei ha pubblicato un documento con il quale evidenziando le criticità esistenti nel testo dell’accordo si invitano gli organi comunitari riconsiderare il testo dell’accordo prima della sua definitiva approvazione. Nel documento citato che analizza l’accordo Acta nel suo complesso si sottolinea, in particolare, con riferimento al contrasto alle violazioni ai diritti di proprietà intellettuale in ambiente digitale, come le nuove disposizioni relative alle misure tecnologiche di protezione non consentono l’esercizio di diritti degli utenti, quali il diritto alla copia privata, e dall’altro come le norme sugli obblighi di informazione dei providers si dimostrino ben più invasive di quelle attualmente vigenti in ambito comunitario. Sui profili evidenziati gli organi comunitari non si sono ancora espressi ufficialmente, eppure con la pubblicazione del memorandum nell’ottobre del 2010 e l’approvazione della risoluzione del 24 novembre scorso , tanto la Commissione quanto il Parlamento europeo avevano offerto ampie rassicurazioni sulla circostanza che il Trattato non avrebbe inciso sull’aquis comunitario in materia di tutela della proprietà intellettuale e rispetto della privacy degli utenti della rete. L’auspicio è che facendo tesoro anche delle indicazioni fornite dal mondo accademico europeo, gli organi comunitari, ed in particolare il Parlamento che sarà chiamato nei prossimi mesi a dare una definitiva approvazione all’accordo, possano emendare in senso migliorativo il testo dell’accordo stesso, garantendo il mantenimento delle garanzie offerte dal diritto comunitario vigente. Per saperne di più sull’opinione degli accademici europei collegarsi al seguente link .

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