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Europee, pronta la liste dei 73 candidati M5S. Ecco chi sono i nomi per Bruxelles

E’ terminata la selezione online dei nomi che correranno per il parlamento Europeo. Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno votato in due fasi. I primi venti che hanno ottenuto più preferenze sono entrati automaticamente nell’elenco finale
Fonte Redazione Il Fatto Quotidiano | 4 aprile 2014 attualità

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Due torni di voto, video di presentazione youtube e curriculum dettagliati. Il Movimento 5 Stelle ha i suoi settantatré candidati alle elezioni Europee di maggio 2014. ”Si sono concluse a mezzanotte di ieri – si legge nel post – le votazioni on line. Al secondo turno avete votato in 33.300 esprimendo 91.245 preferenze”. E’ Beppe Grillo a presentare i suoi sul blog: “Sono meravigliosi”, commenta. “Sconosciuti.. alle Procure”. La democrazia diretta grillina è stata per dieci giorni sotto i riflettori. “Volti sconosciuti, cordate sul territorio, endorsment di deputati e metodo da migliorare”. Le critiche non sono mancate, ma il risultato è quello che speravano dallo staff. Ricercatori, professori e avvocati. Parlano almeno due lingue. Hanno studiato all’estero o lavorato per multinazionali. C’è qualcuno che conosce già il Parlamento europeo. E chi ha appena compiuto 26 anni. Entrano alcuni collaboratori parlamentari (Fabio Massimo Castaldo e Stefano Girard) e attivisti che hanno lavorato con i consiglieri regionali sul territorio. Ci sono anche militanti No Tav direttamente dalla Val di Susa.S conosciuti o meno, la pattuglia di “volti puliti” è pronta per l’ultimo mese e mezzo di campagna elettorale. Cercando di evitare gli errori del passato. “Ho rifiutato l’invito a Ballarò”, ha commentato Francesco Attademo, eletto per la circoscrizione nord ovest. “Prima dobbiamo parlarne con il gruppo”. Le riunioni con lo staff sono già cominciate. Gireranno l’Italia insieme ai portavoce nazionali per farsi conoscere. Il leader comparirà ogni tanto, probabilmente nei capoluoghi di Regione e ci sarà un finale a sorpresa a Bruxelles.

A qualcuno è scappato un messaggio per chiedere il voto agli amici attivisti, qualcun altro si è aperto la pagina fan su Facebook, mentre altri hanno cercato di smorzare i toni. Non sono mancate le polemiche nei due turni di consultazioni online, ma per questa volta Grillo e i suoi arrivano prima di tutti gli altri. La selezione ha portato con sé anche polemiche dal territorio. Viene da Parma la provocazione più forte. Il sindaco Federico Pizzarotti ha detto che “il metodo è migliorabile”. In questione soprattutto il fatto che molti di loro siano facce sconosciute per gli attivisti storici. Grillo gli ha risposto a distanza allargando le braccia. Il caos più grande però, arriva dalla Sicilia. I deputati Nuti e Di Vita hanno sponsorizzato alcuni dei candidati e hanno scatenato le proteste degli iscritti. Nei prossimi giorni potrebbe addirittura esserci un’assemblea di chiarimento in Parlamento.

I volti noti della selezione sono pochi. Primo fra tutti salta agli occhi David Borrelli. E’ stato il primo consigliere comunale del Movimento 5 Stelle eletto in un capoluogo di provincia (nel 2008 a Treviso). Finito il primo mandato decise di non candidarsi più per “favorire il ricambio”. Ma poi le cose sono cambiate. Molto vicino a Grillo e Casaleggio e molto apprezzato dalla linea dei fedelissimi, ha deciso di tornare in campo. E’ il contatto con la piccola e media impresa in Veneto, soprattutto ora che è a capo di un gruppo di imprese informatiche (Trevigroup). E’ molto vicino al gruppo Confapri, imprenditori da alcuni mesi nell’orbita della Casaleggio associati.

Il candidato che ha ricevuto più voti nelle primarie cinque stelle on line è Dario Tamburrano (1880 voti) per la circoscrizione Centro: medico odontoiatra di 43 anni di Roma e militante di vecchia data. Ha ricevuto 1701 voti, invece, Fabio Massimo Castaldo, portavoce della senatrice Paola Taverna. Per la circoscrizione nord ovest il candidato che ha ottenuto più voti è Marco Valli (1456), per il nord est è Stefano Cobello (1518), per il centro è Dario Tamburrano (1880), per il meridione è Isabella Adinolfi (1759) e per la circoscrizione insulare è Giulia Moi (1664).

Nord Ovest: imprenditori e medici. Due militanti No Tav e una designer
Il più votato è Marco Valli e ha 28 anni. Milanese, maturità scientifica, laurea in economia aziendale, collabora con i deputati della commissione finanze M5S a Roma. Attademo Francesco invece è stato eletto al primo turno e lavora a Bruxelles come consulente informatico: è un pugliese trapiantato al nord. Fabrizio Bertellino ha 44 anni ed è ingegnere aerospaziale. Ha vissuto 6 mesi in Australia come ricercatore all’Università di Melbourne e ha lavorato per una multinazionale francese. Marika Cassimatis, è docente con una laurea in Scienze politiche e un dottorato in Scienze geografiche ottenuto a Grenoble. Fabio Desilvestri, 30 anni, è un dipendente pubblico laureato in ingegneria. Parla inglese e francese. Eleonora Evi dalla provincia di Milano, è stata tra le più votate al primo turno. E’ responsabile relazioni esterne per un ente di formazione per il design. Conosce tre lingue. Stefano Girard ha 27 anni ed è collaboratore parlamentare del deputato Carlo Scibona. Viene dalla Val di Susa dove dice “di aver contribuito alla nascita del Movimento”. Ilaria Mastrarosa, 28 anni, è tecnico dei servizi sociali, ha lavorato come cassiera e come dipendente in un call center. Viene da Savona. Misculin Bruno Giulio Andrea è impiegato, diplomato in informatica. E’ attivista dal 2006 e molto conosciuto nei Meetup di Milano, dove è tra gli organizzatori di eventi e gestore dei forum online. Marco Sain viene da Susa. Attivista No Tav, 48 anni e due figli. La priorità va alla “valsusina”. Manuel Voulaz è diventato in breve il più famoso degli eletti per aver ottenuto solo 33 voti. Viene dalla Val d’Aosta. E’ ingegnere e fa l’impiegato. Parla due lingue.

Nord est, un ex assessore e un collaboratore alla commissione Bilancio del Senato
Marco Affronte viene da Rimini e lavora con il gruppo consigliare della Regione Emilia Romagna. Primo dei non eletti potrebbe entrare al posto di Maria Mussini in Senato, nel caso le sue dimissioni fossero accettate. Giorgio Burlini lavora alla Commissione bilancio di Palazzo Madama. Libero professionista di Padova, si è specializzato a Londra e si dice esperto del quadro “finanziario e di marketing internazionale”. C’è poi Stefano Cobello, insegnate e laureato in lingue straniere. Ha 51 anni e viene da Verona. Da Parma arrivano Roberta Cecchin, un lavoro in banca e parla tre lingue, e Francesco Rossi, ex assessore del Comune di Fornovo (incarico da cui si è dimesso per potersi presentare alle Europee) è dirigente e laureato in Scienze e tecnologie alimentari. Silvia Piccinini, è stata eletta direttamente al primo turno, attivista della prima ora, ha 30 anni ed è impiegata. E’ l’unico nome che rappresenterà Bologna alle prossime elezioni.

Centro, un criminologo, l’assistente di Paola Taverna e un’accompagnatrice turistica
Fabio Massimo Castaldo è il collaboratore di Paola Taverna al Senato. Candidato predestinato, viene da Roma e ha una laurea in giurisprudenza riconosciuta in Francia e in Italia. Matteo Della Negra invece viene da Grosseto, è impiegato e pure pianista. La più votata del primo turno è stata Silvia Fossi. Viene dalla Toscana ed è accompagnatrice turistica. Ha una lunga attività di militanza sul territorio e il suo video di presentazione è una serie di foto con parlamentari e deputati. Cristiano Ripoli è di Firenze e fa il libero professionista. E’ stato dottorando in criminologia: dal 2006 al 2011 ha lavorato con la Commissione europea. Marina Adele Pallotto, insegnante di Macerata. E’ stata candidata per i 5 Stelle anche alle politiche 2013.

Nord ovest

Antonica Gabriele – 870 secondo turno
Attademo Francesco – 503 primo turno
Beghin Tiziana – 1432 secondo turno
Bertellino Fabrizio – 1030 secondo turno
Cassimatis Marika – 1357 secondo turno
Desilvestri Fabio – 989 secondo turno
Evi Eleonora – 556 primo turno
Geraci Tiziana – 637 secondo turno
Girard Stefano – 1126 secondo turno
Mastrorosa Ilaria – 878 secondo turno
Mennella Grazia – 809 secondo turno
Misculin Bruno Giulio Andrea – 652 secondo turno
Salvatore Alice – 258 primo turno
Sayn Marco – 917 secondo turno
Scabbia Massimo – 634 secondo turno
Tranchellini Alice – 848 secondo turno
Valli Marco -1456 secondo turno
Viola Alessandra -1297 secondo turno
Voulaz Manuel – 33 primo turno
Zanni Marco – 1017 secondo turno

Nord est

Affronte Marco – 1158 secondo turno
Borrelli David – 501 primo turno
Burlini Giorgio – 1305 secondo turno
Cecchin Roberta – 837 secondo turno
Cobello Stefano – 1518 secondo turno
Dalpasso Giuseppe – 871 secondo turno
Gargagliano Nives – 828 secondo turno
Gibertoni Giulia – 1140 secondo turno
Marmiroli Alessandro -1598 secondo turno
Nicchia Francesca – 981 secondo turno
Piccinini Silvia – 193 primo turno
Rossi Francesco – 979 secondo turno
Zanella Cristiano – 134 primo turno
Zullo Marco – 168 primo turno

Centro

Agea Laura – 132 primo turno
Bottiglieri Fabio – 310 primo turno
Campo Giuseppa – 1295 secondo turno
Castaldo Fabio Massimo – 1701 secondo turno
Della Negra Matteo – 1728 secondo turno
Di Gennaro Marco – 1099 secondo turno
Fossi Silvia – 429 primo turno
Ghirga Giovanni – 1315 secondo turno
Pallotto Marina Adele – 1571 secondo turno
Ripoli Cristiano – 1637 secondo turno
Savari Danilo – 1340 secondo turno
Tamburrano Dario – 1880 secondo turno
Zama Bianca Maria – 366 – primo turno
Ziantoni Mara – 1270 secondo turno

Meridionale

Adinolfi Isabella – 1759 secondo turno
Aiuto Daniela – 1257 secondo turno
Alemagna Fabio – 863 secondo turno
Angelini Paolo – 185 primo turno
Cammarano Michele – 1063 secondo turno
Casili Cristian – 1055 secondo turno
Casmirro Pasquale – 58 primo turno
Ciarambino Valeria – 866 secondo turno
D’Amato Rosa – 332 primo turno
Embrice Luigia – 208 primo turno
Ferrara Laura – 133 primo turno
Ipri Maria – 938 secondo turno
Laricchia Antonella – 1030 secondo turno
Pedicini Piernicola – 317 primo turno
Pomante Melania – 1237 secondo turno
Ronzino Alfredo – 904 secondo turno
Viglione Vincenzo – 1121 secondo turno

Insulare

Cina’ Salvatore – 704 secondo turno
Di Prima Antonella – 724 secondo turno
Marini Nicola – 225 primo turno
Moi Giulia – 1664 secondo turno
Saija Maria – 776 secondo turno
Sobbrio Paola – 221 primo turno
Suriano Simona – 1274 secondo turno
Zanotto Antonio – 1146 secondo turn

Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio “No alla Le Pen, noi 5 Stelle siamo democratici”

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Fatto Quotidiano del 25/03/2014 di Luca De Carolis attualità
Marine Le Pen è solo un’altra rappresentante della vecchia politica. Noi siamo al- tro: un movimento nato dal basso, e un freno alla deriva verso l’estrema destra”. Luigi Di Maio, deputato di Cinque Stelle e vicepresidente della Camera, chiude a possibili intese con il Front National. Le Pen afferma di non capire “l’odio di Grillo nei miei confronti”, e si mostra rammaricata “perché siamo d’accordo su molti punti, a partire dalla lotta all’euro”. Pare un appello. Sono parole superficiali. In di- verse interviste Le Pen ha par- lato del Movimento con aria di sufficienza, senza conoscerlo. Mi ricordo quella con Servizio Pubblico , in cui mostrava di apprezzare più Renzi che i 5 Stelle: preferisce le strutture partitiche piuttosto che i movimenti. Eppure ora vi lancia un amo. Non lo raccoglieremo: noi siamo un movimento responsabile, nato dal basso. Il Front National invece è un partito che si muove con le dinamiche della vecchia politica. E noi siamo piuttosto allergici ai partiti. Ma nel Parlamento europeo sarete costretti ad allearvi con altre formazioni. Consulteremo i nostri iscritti sul web per decidere se iscriver- ci a un gruppo preesistente o crearne uno nuovo, per cui co- munque servono29 deputatidi 7 paesi diversi. Ipotesi: il web benedice l’i n te s a con il Front National. Cosa fare- s t e? Non credo proprio che il nostro portale apprezzerà il partito della Le Pen: conosco la sensi- bilità degli iscritti. E poi avremo tanti movimenti tra cui sceglie- re. Il Partito dei Pirati nega una col- laborazione con voi: “Tro p p e differenze, non amiamo il populismo”. Non so neanche se loro ci saran- no in Parlamento. In tanti dicono che la vittoria del Front National sia un ottimo se- gnale per M5S. Il Movimento va per la sua strada. Il nostro risultato si baserà sulla credibilità, sulla capacità di dimostrare che abbiamo fatto quanto promesso. Ma che significato ha il successo della Le Pen? Dimostra che avevamo ragione: abbiamo sempre detto che senza di noi l’Italia sarebbe scivolata verso una deriva di estrema destra, come Alba Dorata o il Front National. E quanto accaduto in Francia lo conferma. Cinque Stelle ha canalizzato l’insoddisfazione della gente in un movimento democratico. Quello francese è solo un voto di p ro te st a? C’entra anche Hollande, che ha annunciato tanto ma non ha fat- to niente, prostrandosi davanti alla Merkel. Mi ricorda Renzi. In tanti continuano a definirvi come un movimento che oscilla verso destra. Non vogliamo essere incasellati nell’ipocrisia di destra e sinistra, che non fanno quanto avevano annunciato: penso a Forza Ita- lia, che non vota il taglio dell’I- rap, o al Pd che non appoggia la riduzione delle spese militari. Il nostro obiettivo è fare cose utili ai cittadini. Cinque Stelle è anti-europeista? È una banalizzazione: noi siamo contro questa Unione europea, tenuta assieme dagli interessi delle banche, e a favore di un’Europa come una comunità. Vogliamo ridiscutere il Fiscal compact, combattere le grandi lobby, promuovere la solidarietà tra Stati

Movimento 5 stelle pronto a occupare Montecitorio

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Martedì occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le Commissioni permanenti
, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi”. Così la deputata Giulia Sarti. Il motto è: Parlamento c’è, non c’è bisogno di un governo
Fonte Wall Street Italia 8/04/2013 attualità
ROMA (WSI) – “Martedì occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le Commissioni permanenti, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi”.

La deputata 5 stelle Giulia Sarti porta avanti l’idea del movimento di cominciare a far lavorare il Parlamento anche senza un esecutivo in carica. Appoggiati dai parlamentari di Sinistra ecologia e libertà, i grillini sono pronti a un atto dimostrativo. In assemblea i grillini hanno votato sia la possibilità di restare in aula che quello di un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, con il coinvolgimento della cittadinanza. L’annuncio è previsto per domani, con una conferenza stampa dei capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi.

Dipenderà naturalmente dalle decisioni della capigruppo a Montecitorio di domattina. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sarebbe d’accordo ad avviare il processo di formazione degli organismi parlamentari mentre al Senato, Pietro Grasso ha ribadito più volte il suo no: bisogna aspettare il governo. I due presidenti negano di essere in contrapposizione, ma per ora le Camere restano a riposo.

Chi è convinto che si possa procedere è l’ex presidente della Consulta Giovanni Maria Flick: “In questo momento è prioritario non paralizzare il lavoro. Sia nei regolamenti sia nella Costituzione non c’è nulla che in merito alle Commissioni faccia riferimento a un problema di maggioranza e minoranza” sostiene l’ex Guardasigilli.

“Il regolamento di Montecitorio dice che i gruppi designano i loro rappresentanti nelle Commissioni subito dopo essersi insediati. Al Senato entro 5 giorni. E quando i gruppi si insediano non c’è ancora un nuovo governo in carica”.

E una breccia si è aperta anche nel Pd: un appello di una trentina di deputati provenienti da tutte le correnti del partito chiede di partire subito con gli organismi parlamentari.

“Ad oltre un mese dalle elezioni – scrivono -abbiamo ancora in carica il governo proveniente dalla precedente legislatura e il Parlamento, di fatto, non ha ancora cominciato la sua operatività. Pur consapevoli che la prassi vuole che le commissioni siano formate in seguito alla definizione della maggioranza e delle opposizioni parlamentari, riteniamo che il Parlamento e in particolare il nostro gruppo parlamentare non debba rimanere inerte anche con strumenti che forzino le consuetudini”.

Secondo Pippo Civati, che dell’appello è uno dei promotori, “le Commissioni possono essere uno strumento in più per aprire una dialettica su un futuro governo, per esempio sulle proposte comuni che abbiamo sui 5 stelle. Se invece diventasse una spartizione nelle segrete stanze sarebbe un grande errore”.

Sembra viaggiare sulla stessa linea d’onda della capogruppo grillina Roberta Lombardi: “I partiti bloccano il Paese mentre si spartiscono le poltrone. Il parlamento invece può iniziare a lavorare”. Civati crede ancora nell’ipotesi di un’alleanza Pd-M5S e domenica prossima sarà a Parma con il capogruppo in Consiglio comunale per l’assemblea pubblica “Incontri ravvicinati della Terza Repubblica”.

Non è d’accordo con la tesi del deputato democratico il costituzionalista- ed ex senatore Pd – Stefano Ceccanti, secondo il quale “è previsto che le Commissioni nascano solo dopo la formazione dell’esecutivo, per rispettare il rapporto fiduciario tra governo e Parlamento in modo da bilanciare la rappresentatività”.

Tra i molti appelli a partire, e in fretta, c’è quello di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli, che ogni giorno, fino all’elezione del Presidente della Repubblica, invieranno una lettera rivolta a senatori e deputati di Pd-Sel e grillini per favorire il “dialogo” tra i due schieramenti.

“Le Commissioni che riguardano attività produttive, economia, finanza, potrebbero operare subito per la lotta all’evasione fiscale, la discussione sul salario di cittadinanza e la rinuncia alla Tav. La Commissione Affari costituzionali potrebbe lavorare sulla sostituzione del Porcellum con una legge che utilizzi in ogni collegio quanto avviene per i sindaci”, scrivono Flores e Spinelli.

La Giunta per le elezioni, infine, a loro avviso, “dovrebbe assumersi subito le sue responsabilità” e affrontare al Senato “i ricorsi già inviati dai cittadini della circoscrizione del Molise sulla ineleggibilità di Silvio Berlusconi (che per quel Collegio ha optato), decidendo immediatamente per il sì o per il no”.

Nell’insolita fronda pro-commissioni ci sono anche i leghisti: “Siamo stati il primo gruppo a dare i nomi due settimane fa – dice Davide Caparini, segretario d’aula a Montecitorio – bisogna privilegiare l’operatività e fare in modo che ci sia la possibilità di fare quello serve subito. Siamo in una fase irrituale, sono saltati vecchi meccanismi. E’ anche vero che ai nuovi problemi bisogna dare risposte con nuovi modi di agire”.

Per il Movimento 5 stelle si può fare perché esistono dei precedenti: “I casi sono quelli del 1976, del 1979 e del 1992. Nel 1976 per esempio la costituzione delle Commissioni è avvenuta mentre era pendente la riserva formulata dal presidente del Consiglio incaricato”.

Ma Ceccanti insiste sulla necessità di mantenere la prassi: “C’è anche un problema di democrazia dovuto al fatto che se una maggioranza è composta, come nel nostro caso, da almeno due partiti (A e B), per garantire la massima rappresentatività e il dialogo istituzionale si è soliti affidare il ministro al partito A e il presidente della Commissione competente al partito B”.

Ma cosa potrebbe realmente succedere se le Commissioni nascessero? “Un Consiglio dei ministri come quello in carica, che non ha rappresentanza parlamentare se non con una piccola minoranza di eletti, rischia di scontrarsi direttamente con le Camere – spiega Francesco Clementi, docente di diritto costituzionale all’Università di Perugia – in gergo costituzionale è la deriva assembleare, che porta a una dittatura dell’assemblea contrapposta a quella del governo”.

E se decidessero di eleggerle, il Pd come dovrebbe comportarsi? “La maggioranza deve sempre tenersi strette le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, sul resto può discutere”. Per quanto riguarda le leggi di bilancio invece serve un governo. Che per ora non è all’ordine del giorno.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano– che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Goldman Sachs: successo Grillo, il vero problema dell’Europa (le dichiarazioni di Jim O’Neill, numero uno di Goldman Asset

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da Wall Street Italia il 29 marzo 2013 attualità
Fattore Grillo”: per Jim O’Neill, la Germania e l’Unione europea dovrebbero riflettere. Presto gli italiani “cominceranno a chiedersi quali siano i benefici della permanenza dell’euroROMA (WSI)- Non fa tanti giri di parole, Jim O’Neill, numero uno di Goldman Asset Management a spiegare qual è, a suo avviso, il vero problema dell’Europa: si tratta del “successo di Beppe Grillo”, leader del Movimento 5 Stelle.

“La storia piu’ interessante è il fattore Grillo in Italia. Non capisco come i tipi duri del Nord non stiano pensando a questo problema”.

L’Italia- continua – è la terza economia dell’Eurozona, e se non comincia ad avere un po’ di crescita presto, cominceranno a chiedersi quali siano i benefici della permanenza dell’euro”.

“Cosa sta facendo l’Ue per affrontare questo problema? – si chiede O’Neill – sembra che le sue decisioni vengano prese da chi ha la voce grossa, specie in Germania

Dario Fo: all’attacco contro Monti e la Germania

Dario_Fo Stampa Invia Commenta (20) .”Cosa ha portato lo stile moderato Mario Monti? Una nazione che si trova sul lastrico”. Ai tedeschi: “avete un’idea sbagliata della nostra cultura”, per voi “l’italiano è soltanto uno che suona il mandolino e mangia la pizza
ROMA (WSI) – “Cosa ci ha portato lo stile moderato di Mario Monti? Una nazione che si trova sul lastrico. persone che perdono le loro case, e che non sanno più di cosa vivere”. Lo dice Dario Fo al giornale tedesco die Zeit, in uscita domani, secondo una anticipazione. “Ne abbiamo abbastanza della cravatta, l’abito scuro e della sua aria elegante”, ha affermato il premio Nobel.

Attacca anche i tedeschi Dario Fo nell’intervista n uscita domani: “Voi avete un’idea sbagliata della nostra cultura – dice il premio Nobel -. Di tanto in tanto, quando parlate di noi, ricordatevi che prima eravamo il vostro modello”. “Oggi l’italiano per voi – ha aggiunto – e’ soltanto uno che suona il mandolino, mangia la pizza e che, quando va a passeggio, importuna le donne”.

“A differenza di Silvio Berlusconi, Grillo si preoccupa davvero della sopravvivenza del suo popolo” ha detto Fo. “Solo i lestofanti vogliono far credere – ha aggiunto – che populismo significhi essere subdoli”.

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