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Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio).

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Da Il Fatto Quotidiano del 03/03/2014. Marco Travaglio attualità

“È in corso a Palazzo Chigi il vertice tra il premier Matteo Renzi e i ministri di Difesa ed Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini sulla crisi ucraina. Dalla riunione emergerà la posizione italiana in vista del Consiglio Esteri straordinario di domani a Bruxelles, al quale parteciperà la titolare della Farnesina. Mogherini è in contatto continuo con gli ambasciatori italiani a Kiev, Mosca e Washington e con i rappresentanti permanenti presso la Nato, l’Ue e le Nazioni Unite” (sito del Sole-24 ore, 2-3). Alla notizia, vistosi spacciato, Putin ha immediatamente ordinato il ritiro delle truppe russe dalla Crimea, implorando clemenza da Renzi, Mogherini e Pinotti.

Macchine. “Contro di me accuse infamanti, la macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali” (Antonio Gentile detto Tonino, Ncd, neosottosegretario alle Infrastrutture, 2-3). Qui l’unica macchina che non è partita è la rotativa de L’Ora di Calabria. Il primo tifoso. “Non è solo per amicizia personale verso Enrico Letta che mai accetterei di fare il segretario del Pd per avere in mano la vita o la morte del suo governo… Fare il tifo per l’Italia impone oggi di fare il tifo per Letta. Noi non stiamo cercando di prendere il potere a tutti i costi per cui va bene tutto purchè ci diano l’agognata seggiola. Noi stiamo cercando di cambiare l’Italia. E se adesso il governo è nelle mani di Letta, facciamo il tifo per lui e diamogli una mano. Preferisco collaborare che sabotare” (Matteo Renzi, “Oltre la rottamazione”, Mondadori, maggio 2013). Oltre, molto oltre, pure troppo.

Esclusi i presenti. “Basta con le élite arteriosclerotizzate, ma non vanno rottamati tutti i vecchi” (Giuliano Amato, Corriere della sera, 24-2). Per esempio, lui no.

Figlio di perestrojka. “Gorbaciov, un comunista, diventò l’eroe del mondo libero. Se mi passate la semplificazione, Renzi è il nostro Gorbaciov. Va sostenuto e incoraggiato nella sua perestrojka perchè la possibilità di liberarsi di quella vecchia sinistra, fatta di odio e rancore, è più urgente di qualsiasi altra considerazione” (Alessandro Sallusti, il Giornale, 26-2). Sono soddisfazioni.

Sataneggio. “La stragrande maggioranza dei grillini non ha la più pallida idea dell’ideologia assassina che soggiace al movimento 5Stelle… Di fatto è la setta dei càtari, la lobby della morte del medio evo, arrivata in Parlamento con 8 secoli di ritardo. Dei càtari Casaleggio è un fan sfegatato. Il fondo antiumano, quindi anticristiano, quindi – concedimi – satanico, di questa ideologia mi pare evidente. Quindi sì, il Movimento 5Stelle è il partito della morte… In Rete circola quel discorso di Hitler che sembra pronunciato da Grillo, poi le frasi di Gramsci e di Matteotti che parlano degli inizi del fascismo che si attagliano perfettamente al grillismo rampante. A me interessa il fatto che il nocciolo attivo del grillismo è fatto di ecofascisti… Guarda il caso di quella ragazza malata a cui gli animalisti hanno augurato la morte: secondo me tanti di quei mostri hanno votato 5Stelle.Sono ecofascisti,econazisti, chiamali come vuoi, sono gli Eichmann del chilometro zero, i Mengele della decrescita, gli Himmler dell’antispecismo. Prego che una Norimberga ce li porti via… Veganesimo e anticattolicesimo vanno di pari passo… Un partito che ha per programma l’odio nei confronti dell’uomo è per forza di cose il partito di Satana. Non so cosa si aspetti ancora a capirlo e ad agire di conseguenza” (Roberto Del Bosco, Il Foglio, 1-3). Però Giuliano Ferrara è molto intelligente.

Città eterna. “Blocco la città” (Ignazio Marino, sindaco di Roma, al premier Renzi dopo il ritiro del decreto salva-Roma, 26-2). Poi ha rinunciato: nessuno avrebbe notato la differenza.

Che due marò. “Occorre un libro bianco per spiegare il caso dei marò” (Sergio Romano, Corriere della sera, 28-2). Ma possono bastare anche un mirino e un paio di occhiali.

Autoritratto. “Parla l’idiota. Ne ha facoltà” (titolo della rubrica di Filippo Facci, Libero, 26-2). Appunto.

Claudio Sordo. “La fisarmonica dei poteri presidenziali, che si allarga quando le Camere sono in stallo, si restringe inesorabilmente di fronte a una maggioranza che esprime una ferma volontà… Una maggioranza diede la fiducia ai governi Monti e Letta: e l’intera responsabilità politica è in capo ai partiti che diedero il loro consenso. Altro che complotti, come ripetono Berlusconi e Travaglio” (Claudio Sardo, l’Unità, 28-2). Chissà questo Sardo dove ha mai letto o ascoltato la parola “complotto” a firma Travaglio. Se però ci dà il nome del pusher che gli fa vedere le fisarmoniche, fa cosa gradita.

Oppo e le storie tese. “Grillo, si sa, ai soldi non ci tiene, né ci tese mai” (Maria Novella Oppo, l’Unità, 28-2). Vedi sopra.

Guidi lei. “Berlusconi mi ha telefonato e non vi dico per chi ho votato” (Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, la Repubblica, 26-2). Oh no, e ora chi ci libererà mai di questo tormentoso dubbio? L’urlo di Munch. “Renzi: piano choc per il lavoro” (La Stampa, 1-3). “Renzi: ‘Uno choc all’economia’” (La Stampa, 1-3). Tale è stato lo choc che Renzi ha subito lasciato perdere

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Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

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Da Il Fatto Quotidiano del 20/01/2014 Marco Travaglio attualità

Cambio di consonante. “Profonda sintonia fra me e Berlusconi” (Matteo Renzi, segretario Pd, 18-1). Ma forse voleva dire sinfonia: la Sesta di Tchaikovsky, detta anche “La Patetica”. Vergogna postdatata. “Da dirigente del Pd mi sono vergognato. Questo colloquio Renzi-Berlusconi non andava fatto, è un errore politico” (Stefano Fassina, 19-1). In effetti Fassina era soltanto il sottosegretario dell’Economia del governo appoggiato da Berlusconi. Poi però, quando se ne andò Berlusconi, se ne andò anche Fassina. Per protesta. Grandi opere. “Ora ricostruirò la sinistra” (Stefano Fassina, l’Unità, 6-1). In scala, però.

Scalfano. “Alfano può non piacere… ma non c’è solo lui in questa prima esperienza di destra moderata: ci sono Lupi, Cicchitto, Quagliariello” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 19-1). Ah beh allora!

Torna a casa Lesso. “Alcuni esponenti di Forza Italia e il quotidiano umoristico Il Mattinale potrebbero ance fare a meno di rivolgere ad Alfano e al Nuovo centro destra sardonici e provocatori appelli del tipo ‘torna a casa Lassie’…” (Fabrizio Cicchitto, Ncd, 6-1). In effetti Lassie era un cane intelligente.

I professionisti. “Non vi è prova di alcun inquinamento probatorio” (dal ricorso degli on. avv. Niccolò Ghedini e Piero Longo contro la condanna di Silvio Berlusconi al processo Ruby, 15-1). Le hanno nascoste bene, sennò che inquinamento probatorio sarebbe?

Ictus & bunga. “Da Lenin a Bersani, l’ictus si conferma malattia professionale dei comunisti” (Marco Gorra, Libero, 7-1). I berlusconiani invece ne sono immuni: al massimo, rischiano la sifilide.

La notizia. “Consigliere Idv trova 850 mila euro e li restituisce” (Corriere della sera, 6-1). Caso classico da manuale di scuola del giornalismo: l’uomo che morde il cane.

Sia chiaro. “Sia chiaro, finchè ci sarò io in questo ministero, i magistrati possono stare tranquilli” (Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia, la Repubblica, 16-1). Ecco, si rilassino e lascino in pace i Ligresti.

Passerotto non andare via. “Uno shock per non far scivolare il Paese ne baratro. Si può” (Corrado Passera, la Repubblica , 16-1). Idea geniale: chiamare a salvare il Paese dal baratro uno di quelli che l’hanno scavato.

Panciarino. “Chiamparino e il ritorno in politica: ‘Ho sentito la pancia, non la testa’” (Corriere della sera, 16-1). Gli è tornata l’acquolina in bocca.

Fassarino. “Chiamparino è l’uomo giusto e non serve fare le primarie” (Piero Fassino, sindaco di Torino, la Repubblica, 17-1). Decide tutto lui, il Primario.

Sbattitore libero. “Lo ripeto: io non ho avuto rapporti con Cosa Nostra, ci sono andato a sbattere, e in Sicilia può capitare. Io non volevo certo aiutare la mafia” (Salvatore Cuffaro, Corriere , 13-1). Informò il boss di Brancaccio, Giuseooe Guttadauro, che era intercettato mandando a monte le indagini su di lui, ma non voleva aiutarlo: ci è andato a sbattere.

La gogna del Merlo. “(Quello della Padania contro la ministra Kyenge, ndr) non è il primo naufragio professionale del giornalismo usato come manganello. Abbiamo infatti visto altri tentativi di mettere in piedi le gogne. Recentemente il blog di Grillo è stato attrezzato come plotone di esecuzione con il giornalista Travaglio nel ruolo qui interpretato dalla direttrice della Padania, la picchiatrice onesta che istiga e nega, perseguita e fa finta di informare, impagina e sbianchetta” (Francesco Merlo, la Repubblica, 15-1-2014). “Antonio Tabucchi è berlusconiano e Giuliano Ferrara è comunista… Tabucchi è berlusconiano nella maniera più sostanziale… infatti ha dato corpo alle sue ossessioni. Il regime, l’Italia imbavagliata, la fine della democrazia raccontati da Tabucchi sono come i comunisti di Berlusconi e i suoi giudici matti… Alla maniera di Berlusconi, anche Tabucchi vive e crede solo nel virtuale, in un mondo inesistente e tuttavia verosimile… Tabucchi gioca a fare il Gramsci e si cinge la testa con l’aureola dell’eroismo civile… spaccia l’astio per pensiero critico… è petulante e noioso… farnetica… Ferrara è la storia vitale della sinistra… di una generazione che è vissuta negli ideali… è fazione, intelligenza e fegatosità… ha creduto in Craxi e ora consiglia Berlusconi, sempre per passione e mai per calcolo… è intelligente, vitale, sanguigno, goliardico… ogni giorno fatica a restare con Berlusconi” (Francesco Merlo, la Repubblica, 10-10-2003). Vergogniamoci per Merlo.

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio).

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Da Il Fatto Quotidiano del 13/01/2014. Marco Travaglio attualità

Resistenza&Liberazione. “Berlusconi si libera” (il Giornale, prima pagina, 11-1). Dolce Euchessina, Fave di Fuca o Activia Bifidus Actiregularis?

Paura eh? “Chi tocca la Lega deve avere paura” (Matteo Salvini segretario della lega Nord, protestando in piazza contro la sentenza del Tar che ha dichiarato illegale l’elezione illegale di Roberto Cota a governatore del Piemonte, la Repubblica, 12-1). Paura di sporcarsi.

Canne al vento. “Se vuol ballare/signor Contino/ilchitarrino/ le suonerò: così canta uno dei protagonisti delle Nozze di Figaro mozartiane e così sembra atteggiarsi la politica italiana nei rapporti fra le varie forze (o debolezze) che si confrontano e si scontrano in un clima di crescente tensione economica e sociale” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 12-1). Ma allora è vero che hanno legalizzato la cannabis!

Urka Urka. “Il rapporto che c’era fra Amanda e Raffaele era tenero, appena sbocciato, non aveva nulla a che vedere con quello di qualche cinquantenne annoiato in cerca di espedienti. Facevano ‘Unca Nunca’, il bacio degli esquimesi. Non ha nulla a che fare con il bunga bunga” (Giulia Bongiorno, avvocato difensore di Raffaele Sollecito, durante l’aringa al nuovo processo d’appello per l’assassinio di Meredith Kercher, 9-1). Sì, è confermato e ufficiale: la cannabis è già libera.

Chiampareataly. “Primarie inutili, la sinistra punti su Chiamparino. Siamo tutti compatti, sono a disposizione per dargli consigli da amico” (Oscar Farinetti, padrone di Eataly e renziano doc, La Stampa, 12-1). Tranqui, Farinetti: per mangiare la “sinistra” torinese non ha bisogno di consigli.

L’ora legale. “Il Cav vuole correre in Europa: ‘Pronto alla battaglia legale’” (il Giornale, 11-1). Sarebbe la prima cosa legale che fa.

Solitudini. “Rischio per i marò. Non lasciamoli soli” (Corriere della sera, prima pagina, 11-1). Giusto, chè poi magari ricominciano a sparare.

Mai più senza. “Meno tasse e più etica, il manifesto dei moderati. Quagliariello, Roccella e Sacconi firmano un volume sul domani del centrodestra, ‘cuore antico del futuro’. Prefazione di Angelino Alfano” (Corriere della sera, 9-1). Volevano firmarlo anche Formigoni e Schifani, poi alla parola “etica” hanno detto: “Grazie, un’altra volta”.

Nouvelle Cuisine. “L’Aquila, la mazzetta al vicesindaco nella scatola di grappa” (la Repubblica, 9-1). A vent’anni dalla Milano da bere, abbiamo finalmente l’Aquila da bere.

Made in Italy. “11 Settembre, arrestati 80 pompieri e poliziotti: ‘Erano falsi invalidi’. Il comandante Esposito li istruiva su come truffare la previdenza sociale e poi incassava la percentuale” (dai giornali del 9-1). Buon sangue non mente. Gli olandesi volanti. “Dove sarà la sede della nuova società (Fiat-Chrysler, ndr)? Lo decideremo, anche in base alla scelta di Borsa, ma mi lasci dire che è una questione che ha un valore puramente simbolico, emotivo. La sede di Cnh Industrial si è spostata in Olanda, ma la produzione che era qui è rimasta qui” (Sergio Marchionne, la Repubblica, 10-1, pag. 2-3). “’Infedele dichiarazione dei rediti’: indagati Prada e il marito Bertelli . ‘Sede fiscale in Olanda’. La replica: non più, tutto in regola” (la Repubblica, 10-1, pag. 20  ). Non sappiano le pagine 2 e 3 quel che scrive la pagina 20.

L’Infanto d’Italia. “L’Infanta Cristina di nuovo indagata. Risponderà ai magistrati. Trema Juan Carlos” (La Stampa, 8-1). Mica è il presidente della repubblica italiana.

Attenti a quei due. “Letta: la fase due del governo partirà entro il 20 gennaio” (la Repubblica, 8-1). “Letta è ottimista: ‘Ci sono le condizioni per rilanciare’” (La Stampa, 8-1). “Letta-Renzi, vertice blindato sul contratto. L’agenda su riforme e sviluppo” (Corriere, 9-1). “Renzi tiene Letta sulla corda poi scatta l’operazione-disgelo” (La Stampa, 10-1). “Letta: ‘Cambio di passo del governo’” (la Repubblica, 10-1). “Letta non perde la calma e fissa la tabella di marcia” (La Stampa, 10-1). “Un patto di coabitazione tra Letta e Renzi” (Corriere, 11-1). “Patto tra Letta e Renzi” (la Repubblica, 11-1). “Renzi-Letta, dalla tregua spunta un ‘Enrico-bis’” (La Stampa, 11-1). “Una pace armata” (La Stampa, 11-1). “Enrico Letta non si fida di me. Quando mi chiedono cos’ha fatto il suo governo ho difficoltà a rispondere” (Matteo Renzi, Corriere della sera, 12-1). Tutto è bene quel che finisce bene. L’ultimo è pregato di spegnere la luce e chiudere la porta.

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio).

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Da Il Fatto Quotidiano del 06/01/2014 .Marco Travaglio attualità

La posta del cuore. “Cercherò di mettere innanzitutto in evidenza le preoccupazioni e i sentimenti che ho colto in alcune delle molte lettere indirizzatemi ancora di recente da persone che parlando dei loro casi hanno gettato luce su realtà diffuse oggi nella nostra società. Vincenzo, che mi scrive da un piccolo centro industriale delle Marche…” (Giorgio Napolitano, 31-12-2013). Nicola M. invece mi ha telefonato quattro volte, ma ho fatto bruciare i nastri. Non ci resta che leccare. “Esprimo totale sintonia con le parole e gli auspici del messaggio del Capo dello Stato. L’Italia che vuole rialzarsi e costruire con opportune e tempestive riforme si riconosce nei toni e nell’orizzonte delineato dal Presidente Napolitano. Le parole di queste ore contro il Quirinale e contro il ruolo che ha giocato in questo 2013 per salvare l’Italia sono espressione di una politica destruens alla quale – ne sono convinto – faremo argine con successo l’anno prossimo, come e meglio di quanto l’abbiamo fatto in questi mesi” (Enrico Letta, 31-12-2013). “Il discorso di Napolitano è stato il più bello degli ultimi anni” (Pierferdinando Casini, 31-12-2013). “Un grandissimo statista e vero servitore della Patria: senza la sua sapienza sarebbe venuta giù l’Italia” (Matteo Colaninno, Pd, 1-1-2013). “Il Presidente ha ormai assunto il ruolo di papà della patria” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 2-1). “Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica a me è parso misurato, fermo, commosso e insomma perfetto” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 5-1). “Santissimo Savonarola… Come sei bello… Quanto ci piaci a noi due!… Ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi… Senza chiederti nemmeno di stare fermo! Puoi muoverti! E noi zitti sotto… Punto!… Non volevamo minimamente offendere, tuoi peccatori di prima… Con la faccia dove sappiamo” ( R oberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere, 1985).

Dicerie. “È nata una polemica sul tema del peccato e, a detta di alcuni miei critici, io avrei sostenuto che il Papa lo ha di fatto abolito” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 5-1). “La rivoluzione di Francesco ha abolito il peccato” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 29-12-2013)

Horrorpolitik. “Letta e l’incontro con Matteo: ‘Non mi schiacciare su Alfano’” (la Repubblica, 2-1). Chè m’è scaduta l’antitetanica.

Largo ai giovani. “Ma fino a che età è giusto guidare l’auto?” (Corriere della sera, 4-1). Almeno fino a 88 anni. Poi alla peggio si va al Quirinale e si guida la Repubblica.

Family. “Alfano: no alle unioni civili, prima viene la famiglia” (La Stampa, 4-1). La sua. Utility. “A Renzi chiediamo rispetto, non possiamo essere considerati come degli utili idioti” (Fabrizio Cicchitto, Ncd, La Stampa, 4-1). In effetti non è che siano molto utili.

Von Letten. “Spread sotto i 200. Letta: la stabilità paga” (l’Unità, 4-1). In Germania.

Povero Merlo. “Grillo scatenerà i funzionari del fanatismo che ha mandato in Parlamento e i digitanti incappucciati, truppe d’assalto della diffamazione impunita sostenuti dai sempre più lividi professionisti del nome storpiato ‘alla Travaglio’” (Francesco Merlo, la Repubblica , 2-1). Su, dai, Merlo, non fare così, chè il tuo nome – come il mio – non c’è bisogno di storpiarlo.

Formigay. “Formigoni minaccia la crisi: ‘Non tratto sui gay’” (Libero, 3-1). Vestono troppo sgargiante.

Finalmente libero. “Il tunisino Walid Chaabani, pregiudicato da tempo agli arresti domiciliari per reati connessi allo spaccio di stupefacenti, stanco dei continui litigi con la consorte, ha chiesto di poter scontare il resto della pena in carcere. I carabinieri hanno attivato l’Ufficio di sorveglianza del Tribunale di Livorno che ha emesso un ordine di carcerazione e i militari hanno tradotto l’extracomunitario nella casa circondariale” (Libero, 4-1). Vanificando così mesi di lavoro e due decreti svuotacarceri della ministra Cancellieri.

Buon appetito. “Nord Corea, il dittatore folle Kim fa sbranare lo zio da cani affamati” (La Stampa, 4-1). Astenersi inappetenti.

Servizio Pubblico – Puntata del 28/02/2013 l’editoriale di Marco Travaglio (le ultime parole famose )

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