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MANI DI CEMENTO SUL’AMBIENTE (PD HA VOLUTO IL SOLITO MEGAPALAZZINARO AL MINISTERO DELL’AMBIENTE)

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Fatto Quotiiano del 13/05/2013 Davide Milosa e Ferruccio Sansa attualità

Noi siamo per la conservazione attiva del territorio”. La chiamava così Massimo Caleo (Pd), allora sindaco di Sarzana. Erano i giorni dell’al- luvione in Liguria. Che cosa intendesse Caleo era presto detto: il progetto della Marinella, un mega-porticciolo da quasi mille posti barca, 750 residenze, 200 esercizi commerciali,25 stabili- menti balneari. Proprio alle foci del fiume Magra che provoca al- luvioni un anno sì e l’altro pure. Un’operazione da centinaia di milioni che vede impegnato il Monte dei Paschi di Siena, la banca rossa. Nel cda della socie- tà sedeva in passato il cassiere della campagna elettorale del Governatore della Liguria, ClaudioBurlando. Una conservazione “molto attiva”. Caleo è stato promosso senatore e, pochi giorni fa, capogruppo Pd alla commissione Ambiente del Senato. Caleo è soltanto l’ultimo tassello della politica ambientale della nuova maggioranza grandi in-ese. Roba da far rimpiangere quasi tutti i governi precedenti. Il Pd ha chiesto il ministero dell’Ambiente a Enrico Letta e l’ha ottenuto. Qualcuno forse si aspettava che sull’importante poltrona arrivassero persone che hanno dedicato la vita alla tutela dell’ambiente come Salvatore Settis. O, magari, un ex deputato come Roberto Della Seta che ha combattuto per salvare Taranto dai fumi dell’Ilva incappando nell’ira della fami- glia Riva. Macchè, Della Seta, anzi, è stato trombato. Nemmeno lo hanno ricandidato al Par- lamento. Nella sede del ministero è arrivato invece lo spezzino Orlando: 43 anni, un funzionario di partito sveglio, che il Pd ha mandato a sbrogliare matasse molto aggrovigliate, come lo sfacelo dopo le primarie di Napoli vinteda DeMagistris. Ma nel curriculum di Orlando ci sono altre cose. E soprattutto, hanno notato i critici, nemancano: non si è mai occupato di ambiente. Non solo: in Liguria e alla Spezia in particolare, il Pd di cui Orlando era uomo forte si è fatto promotore di operazioni devastanti per il territorio. L’elenco è lungo: tanto per cominciare, si è detto, il porto della Marinella. Poi il faraonico progetto da 250 milioni del nuovo Waterfront della città. Racconta Stefano Sarti di Legambiente: “Due torri per alberghi, spazi commerciali, centro congressi, uffici, residenze e mega-parcheggio. Si chiama progetto waterfront, doveva risanare il lungomare, rischia di essere l’ennesima colata di ce- mento”.Orlando dichiarò:”Penso che l’impianto egli obiettivi progettuali siano convincenti, ma che vi siano alcune so- luzioni architettoniche su cui è utile un approfondimento”. Un’operazione benedetta da centrosinistra, centrodestra e banche. La gara per il progetto non è ancora fatta, ma esiste già la società Waterfront. Tra i soci una società lussemburghese – controllatadafondipanamensie delleIsoleVergini–riconducibile a Gabriele Volpi, Berlusconi in salsa ligure diventato ricco con il petrolio nigeriano. Di lui, dei suoi affari, si è oc- cupato anche il Senato americano in un dossier non proprio edificante. Ma nel cda della Waterfront siede anche Andrea Corradino, avvocato e fedelissimodi Luigi Grillo, ambascia- tore di Berlusconi nel mondo bancario e nel centrodestra li- gure. Insomma, un’operazione bipartisan. Orlando non è mai stato troppo critico nei confronti dell’amore del centrosinistra ligure per il mattone, che ha portato a realizzare decine di porticcioli con annesso cemento per decine di milioni di metri cubi. C’è chi ricorda una proposta di legge che Orlando ha presentato in materia di bonifica dei corsi d’acqua. In pratica, per ovviarealla cronicamancanzadi fondi,siprevedeche leim- prese possano vendere la metà del materiale recuperato dalle escavazioni dei fiumi per pagare i lavori. “Il fine di questa proposta di legge –è scritto nel disegno di legge –è consentire la rimozione del materiale e di ripristinare i corsi d’acqua, prevedendo un meccanismo che garantisca la piena tutela del territorio e che eviti qualsiasi tipo di speculazione”. Tutto bene? No, almeno secondo gli ambientalisti. Spiega Alessandro Poletti di Legambiente: “Così si rischia che i co- muni vendano letteralmente i loro fiumi per fare cassa. Che si scavi molto più del dovuto. Senza contare che escavare i fiumi non riduce il rischio di alluvioni, ma anzi talvolta le provoca”. Ma se Orlando non si è occupato di ambiente, al ministero c’è chi invecelo ha fatto.”Purtroppo”, sostengono gli abitanti di Basiglio, comune dove è stato sindaco Marco Flavio Cirillo, neo sottosegretario del governo Letta. Nel curriculum ci sono una speculazione tutta berlusconiana da 300mila metri cubi di cemento per un utile di 150 milioni e una battaglia senza frontiera contro l’Area C voluta dal Comune di Milano per ridurre l’inquinamento (con l’ipotesi di una class action contro la congestion charge). Queste le due carte che Cirilloporta in dote al governo Letta.Laurea in sociologia, consulente di marketing, Cirillo nasce in Forza Italia e cresce nel Pdl. Nel 2003 si candida a sindaco di Basiglio, comune a sud di Milano, sulla cui area Silvio Berlusconi ha

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“No alla legge-bavaglio” (Annalisa Cuzzocrea).

“No alla legge-bavaglio” (Annalisa Cuzzocrea)..

E Vendola pensa al passo indietro “Se diventano il congresso Pd allora non sono il mio posto” (Concita De Gregorio).

E Vendola pensa al passo indietro “Se diventano il congresso Pd allora non sono il mio posto” (Concita De Gregorio)..

ARRIVA LA CRESCITA DEI MILIARDI (FINTI) (Marco Travaglio)


Fatto Quotidiano 9/09/2012 di Marco Travaglio attualità
E la realtà “Ce n’era uno per l’abolizione delle Province e uno per la salute: zero risultati

I TECNICI SBAGLIANO I NUMERI LE STIME CHE NON TORNANO MAI: I TAGLI OSCILLANO DA 14 A 26 A 100 MILIARDI. TREMANO GLI STATALI PERCHÉ IL GOVERNO DECRETA IL LICENZIAMENTO DI UNO OGNI DIECI. TRANQUILLI, NON È SUCCESSO


ESAGERAZIONI DI STAMPA LE LIMATURE DIVENTANO UNA “M A N N A I A” PROVVEDIMENTI DI MODESTO IMPATTO SU SCUOLA, GIUSTIZIA E SANITÀ, ANCHE SE NON SONO DIVENTATI NEMMENO LEGGE, SONO GIÀ UNA “R I VO L U Z I O N E ”

Fatto Quotidiano 9/09/2012 di Marco Travaglio attualità
NUMERI (DARE I-) “Passera: infrastrutture per 300 miliardi in 10 anni: creeranno lavoro” (Cor 19-11). “La casa. Un ‘teso – re t t o ’ nascosto di 60 miliardi nella rivalutazione delle rendite catastali” (Rep 22-11). “Le frequenze tv. Lo Stato potrà incassare fino a 5 23-5). “Alle imprese 20-30 miliardi” (Cor 23-5). “Spending review, obiettivo 5 miliardi” (Cor 13-6). “Ecco i tagli di Bondi: 14 miliardi in due anni” (St 13-6). “Spese, in due anni tagli per 14 miliardi” (St 13-6). “Dismissione di beni pubblici. Una partita da 500 miliardi” (Cor 15-6). “80 miliardi per la crescita” (Cor 16-6). “Tagli e vendite, un piano sviluppo da m i l i a rd i ” (Rep 17-12). “Allo studio del Tesoro la proposta per abbattere il debito di 150 mil i a rd i ” (Cor 28-12). “I conti delle liberalizzazioni: ogni famiglia risparmierà 900 euro all’anno. Antitrust: guadagnato un punto e mezzo del Pil” (Rep 13-1). “Liberalizzazioni, l’im – patto sul Pil potrebbe arrivare all’11%” (St 20-1). “Imprese, lo Stato paga in Bot” (Rep 20-1). “Monti: ‘Ora il Pil può crescere del 10%’ ” (Rep 21-1). “Concorrenza, stime del governo: ‘I salari cresceranno del 12%’ ” (Cor 22-1). “I veri conti delle liberalizzazioni: possibile risparmio di 400 euro per ogni consumatore. Da professioni e commercio i vantaggi maggior i” (Cor 22-1). “ ‘L’articolo 18 vale 200 punti di spread’ ” (Rep 7-2). “L’Ocse promuove Monti: ‘Con queste riforme il Pil può crescere dell’8%’ ” (St 7-2). “Passera: ‘Siamo già a 80 miliardi di euro per lavori e infrastrutture e contiamo di arrivare a quota 100 prima di lasciare. E non con annunci generici. A questi bisogna sommare da 40 a 60 miliardi, più almeno 20 miliardi di incentivi i n t e l l i ge n t i ” ( Panora ma, 2-5). “Governo, 1 miliardo per i poveri” (Rep 11-5). “Giarda: ‘Subito tagli su 100 miliardi di spesa’ ” (Rep 28-5). “Giarda: ‘Via subito 100 miliardi di sprechi’” (Cor 28-5). “Giarda: ‘Nel mirino 100 miliardi di spese’ ” (St 28-5). “La spinta del piano città: 72mila alloggi popolari” (St 28-5). “Lo Stato sblocca 30 miliardi di crediti per le imprese” (St 80 miliardi” (St 16-6). “ ‘Sviluppo, la legge vale 80 miliardi’ ” (Rep 16-6). “Via uno statale su 10. Il piano del governo: risparmi fino a 36 mil i a rd i ” (Cor 4-7). “Risparmi da 26 miliardi in tre anni” (Cor 6-7). “Entro luglio 6 miliardi dal passaggio di Sace e Fintecna a Cassa depositi” (Cor 16-7). “Altri 13 miliardi dagli enti locali”( Cor 9-8). “Comuni al verde, l’esecutivo anticipa i fondi: subito 1,5 miliardi di trasferimenti previsti a ottobre” (Cor 10-8). “Monti vede Merkel, Hollande e Rajoy. Crescita, piano da 130 miliardi” (Rep, 23-6). “ ‘Così l’Italia taglierà 200 punti di spread’: lo scudo di Draghi benedetto dall’Fmi” (Rep 31-8). “ ‘Un miliardo per le imprese’: ecco le richieste di Confindustr ia” (Rep 2-9). OMICIDIO STRADALE “L’omicidio stradale sarà reato. Si rischia fino a 18 anni di c a r c e re ” (Libero, 29-2). Risultato: nessuna legge per il reato di omicidio stradale (peraltro già previsto nel Codice alla voce omicidio). PATTO “Patto governo-Camere” (Rep 24-11). “Balduzzi: ‘Manovra e patto per la salute sono una cosa sola, poi evidentemente il patto potrà avere affinamenti sul rimanente dell’anno’ ” (Gior 14-1). “Monti-Obama: patto per la crescita” (Rep 10-2). “Patto tra il premier e i partiti: ‘Coesione per le riforme’” (Cor 13-6). “Il patto salva-Unione tra Mario e François (Hollande, ndr). ‘Ma non mettiamo all’angolo la Cancelliera’ ” (Rep 15-6). “Patto Monti-Hollande per la crescita” (Cor 15-6). “Monti-Merkel, patto per l’e u ro ” (St 30-7). “Monti e Hollande siglano il patto per l’e u ro ” (St 1-8). “Monti-Hollande, patto a difesa dell’e u ro ” (Cor 1-8). “Pas – sera: patto per l’Italia” (St 30-8). “Monti alle parti sociali: ecco il patto per la produttività” (Rep 1-9). “Intesa Italia-Francia per l’e u ro ” (Cor 5-9). POTERI FORTI “Monti: ‘Non siamo il governo dei poteri forti’” (Rep 18-11). “Monti: ‘Abbandonati dai poteri for ti’ ”(St 7-6). PRESCRIZIONE “Severino: ‘Prescr izione da rivedere’” (Rep 20-2). “Passera: ‘Cam – biare la prescrizione, fallimento di tutti’ ” (Cor 27-2). Risultato: nessuna legge sulla prescr izione. PROMOZIONE “Merkel-Sarkozy, fiducia in Monti: ‘Impressionati dalle sue riforme’. Il premier: l’Italia farà i compiti a casa” (St 25-11). “La Ue promuove Monti” (Rep 26-11). “Da Bill Gates a Buffett i supermanager Usa promuovono il Professore” (Rep 14-7). “L’Italia salva entro il 2013. Le agenzie di rating promuovono il Paese” (St 22-8). “La Merkel impressionata da Monti” (Cor 30-8). “Merkel promuove Monti” (Rep 30-8). PROVINCE “Ecco il piano che dimezza le Province” (Cor 23-6). Risultato: al momento le province restano tali e quali. QUANDO QUANDO Q UA N D O “Misure anticrisi, corsia veloce” (Cor 24-11). “Passera: ‘Un decreto al mese per liberalizzare’” (Cor, 8-1). “Passera: ‘Saler – no-Reggio nel 2013. Ci metto la faccia’ ” (Cor 16-6). “Mon – ti: il 29 è in gioco l’E u ro p a ” (St 22-6). RAI “Monti: ‘La Rai? Ancora qualche settimana e vedrete’” (St 9-1). “Rai, Monti: tre nomi al top per il nuovo cda. Ma slitta la riforma della governance” (Rep 8-3). “Monti: ‘Rai e giustizia fuori dall’agenda. Partiti troppo divisi, limitiamoci all’economia’ ” (Rep 11-3). “Nessun politico nel Cda. Il piano di Monti sulla Rai” (Cor 26-3). “Nomine Rai, lo strappo di Monti” (Rep 8-6). Risultato: la Rai resta quella di prima, regolata dalla legge Gasparri, con due banchieri ai vertici nominati dal governo e un Cda indicato dai partiti. RIFORME ISTITUZIO – NALI “Il Quirinale accelera: ‘Riforme in arr ivo’ ” (Rep11-6). Risultato: nessuna riforma istituzionale. REATI MINORI “Come cambia il diritto. Addio a tutti i reati più piccoli, saranno archiviati senza processo” (Rep 22-2). Risultato: nessuna riforma dei reati minori. RIVOLUZIONE “Rivoluzione per i valori catastali: si avvicineranno ai prezzi di mercato” (Rep 28-12). “Scuola, arriva la ‘r ivoluzione trasparenza’: corsi, hi-tech e iscrizioni, tutto online” (Rep 2-1). “Tribunali e scuola: la rivoluzione di Monti” St 11-8). “La rivoluzione della sanità” (Rep 26-8). “Rivoluzione nella scuola” (Rep 1-9). ROAD MAP“Patroni Griffi: mappa dei rischi e incompatibilità. Così il governo combatterà la corruzione” (Rep 29-12). “Passera, dov’è lo sviluppo? ‘Ec – co la mia road map’ ” (Rep Affari 2-4). “Monti all’Europa: la mia road map” (Rep, 29-8). RUSH/SPRINT FINALE “Monti prepara il rush finale in otto dossier” (St 22-8). “Dopo le critiche Monti prepara lo sprint finale” (Cor 27-8). SCUOLA “Premiato il merito a scuola” (Cor 26-5). “Profumo: ‘Università, no a tasse più alte. E al liceo tablet al posto dei libri’” (Rep 23-12). Risultato: nessuna legge su scuola e università. SUPER/MAXI “Barac k (Obama, ndr) scopre SuperMario: ‘Roma una diga per l’euro aiuterà la ripresa americana’ ” (Rep 10-2). “ ‘Welcome SuperMario’: il professore spiega la ricetta per la crescita” (St 10-2). “E il superministro allo Sviluppo sbottò: ma in che mondo siamo?” (Cor 26-11). “Bondi supercommissario per i tagli” (Cor 11-5). “Enrico il Rianimatore, l’uomo con la scure” (St 2-5). “L’ultima missione di Mani di Forbice” (Rep 2-5). “Così ‘SuperMar io’ ha isolato i falchi. So-lo la Bundesbank contro la sua linea” (Rep 3-8). “SuperMario respinge l’attacco tedesco” (Rep 7-8). “In bilico il maxi-decreto sanità” (St 29-8). “Scuola, la battaglia del super-concor so” (Rep 30-8). SVIZZERA “Niente stretta (per ora) sui capitali in Svizzera. Giarda: rischio sanzioni Ue” (Cor 8-12). Passera: ‘Sul Fisco accordo con Berna da chiudere’ ” (Cor 19-12). “Ita – lia-Svizzera, si avvicina l’accordo: recuperabile tesoro fino a 82 miliardi” (Rep 10-5). “Tassa sui capitali, Italia e Svizzera pronte all’accor – do” (Cor 10-5). Risultato: nessun accordo tra Italia e Svizzera. TAGLI “Monti incalza i ministri sui tagli” (Cor 22-4). “Questori e prefetti, ecco i tagli” (St 29-4), “Scuola, polizia, carceri: via ai tagli” (Rep 29-4). “E il governo si taglia anche le fer ie” (Cor, 16-6). “Tagli, tocca a statali e sanità. Monti: non useremo l’accetta” (St 4-7). “Sanità e statali, ecco tutti i tagli” (Rep 4-7). “Subito i tagli” (Cor 6-7). “Via ai tagli, scontro sulla sanità” (Rep 7-7). “Piano per tagliare debito e spesa” (Cor 9-8). Risultato: debito pubblico e spesa corrente sono aumentati anche sotto il governo Monti. TASSE “La scure del governo per sfoltire la giungla delle detrazioni fiscali” (St 31-12). “Monti: meno tasse con la lotta all’ev a s i o n e ” (Rep 15-2). “Taglio delle tasse, Monti accelera. Pronto un decreto per abbassare l’aliquo – ta Irpef ai redditi più bassi” (Rep 20-2). “Dal – l’evasione sgravi ai redditi bassi” (Cor 24-2). “Monti blocca il fondo taglia-tasse” (Rep 17-4). “Monti studia il taglio dell’Irpef ” (Rep 15-8). “Monti: ‘Carico fiscale eccessivo, ma non si può ridurre ora’ ” (Cor 17-8). “Passera : troppe tasse” (Cor 21-8). “Passera ottimista come Monti rilancia il taglio delle tasse: ‘Sono una zavorra da correggere’ ” (Rep 21-8). “Fornero: meno tasse sul lavoro” (Rep 24-8). “Fornero: ‘Meno tasse in busta paga’ ” (Cor 24-8). “Fornero: taglio del cuneo fiscale alle imprese che coinvolgono i lavoratori” (Cor 2-9). “ ‘Niente Iva sulle grandi opere’: ipotesi del governo, sì di Squinzi” (Cor 23-8). Risultato: nessuna riduzione delle tasse, che anzi sono aumentate. TASK FORCE “Catricalà: ‘Riforme, iter troppo lungo’. Il governo crea una task force” (Cor 26-8). “Severino: ‘Una task force per smaltire l’arretrato civile’ ” (St 26-8). “Catr icalà: la task force si è già riunita. Accelerazione sul piano Giavazzi” (Cor 29-8). VARIE ED EVENTUALI “ ‘La garanzia statale sui bond bancari farà riaprire i rubinetti del credito’. Ai mercati piace la mossa di Monti” (Rep 6-12). “Ipotesi conti correnti gratis ai pensionati” (St 12-12). “Un decreto per bloccare le tariffe. Piano del governo: stop a luce, gas, acqua e trasporti fino al 2013” (Rep 3-7). “Barca: i cantieri devono aprire subito. Non basta decidere, attuiamo le misure” (Cor 22-8). “Fumo e giochi, il giro di vite” (St 28-8). WELFARE “Fornero: ‘Basta contratti da precar i’ ” (Cor 18-12). “Così saranno ridotti i contratti atipici” (Cor 30-12). “Verso il contratto unico: stop al divario tra protetti e non, più tutele ma più flessibilità” (Rep 30-12). “Reddito minimo, meno precariato, ma licenziare sarà più facile” (Rep 6-1). “Agenda Fornero: meno contratti e ammortizzatori sociali più estesi” (Cor 8-1). “Fornero: ‘Salari bassi, vanno alzati’ ” (Rep, 21-12). “Contratto unico, la strategia Monti” (Rep 2-1). “Servizi più equi e caccia ai furbi. Svolta sugli aiuti alle famiglie” (Rep 27-8). Risultato: i contratti atipici restano infiniti, i salari rimangono al palo e per le famiglie non cambia nulla. (2

MILENA GABANELLI “D’Ambrosio, meschine le accuse alla stampa METTERE AL BANDO LE TELEFONATE? FACCIAMOLO CON CERTA POLITICA”


Fatto Quotidiano 31/07/2012 di Silvia Truzzi Attualità
Si torna a parlare di legge bavaglio, con concordia bipartisan (ammesso che di questi tempi inciucisti il
termine abbia ancora un senso), complice la distrazione delle ferie d’agosto: e vale tutto, perfino la scomparsa del consigliere giuridico del Quirinale. Milena Gabanelli, conduttrice di Repor t su Rai3, ha abituato gli italiani a un giornalismo d’in chiesta che si nutre di fatti, nomi e relazioni. Le abbiamo chiesto cosa pensa dell’aria brutta che tira attorno alla libertà d’in formazione. La risposta arriva in un secondo netto: “Conti nuerò a fare il mio lavoro come ho sempre fatto… sono anni che ciclicamente tira una brutta aria, non mi impressiona, ma se ci sarà da battersi contro il bavaglio, io ci sarò”.
Eugenio Scalfari, a proposito della morte di Loris D’Am brosio, ha scritto: “Che sia attribuibile alla campagna d’insinuazioni l’infarto che l’ha fulminato è un’ipotesi, ma è certo che quelle insinuazioni e quelle accuse lo avevano ferito”. Più di un dito puntato.
Le insinuazioni feriscono sempre, il magistrato e l’uomo qualunque, e quando si ‘i n s i nu a ’ occorrono buone ragioni, ma questo non si può certo normare… dipende dalla professionalità e dall’etica del singolo giornalista.
Accadde anche a lei, quando nel 2011 morì Mario Di Carlo, ex assessore della Regione Lazio, che si era dimesso a causa di una puntata di Re por t. Francesco Rutelli disse: ‘Repor t l’ha fatto ammalare’.
Disse che un fuori onda da noi trasmesso era stato la causa del suo tumore: questo riportarono le agenzie. Ho pensato chquando si perde una personacui si è molto legati si cerca sempre di trovare una causa. L’emotività del momento fa dire tante cose, sulle quali è anche giusto riflettere, ma strumentalizzare eventi drammatici è meschino e non porta da nessuna parte.Spinelli ricordava che alcuni imputati di Mani Pulite si tolsero la vita perché coinvolti nell’inchiesta: seguendo i ragionamenti di questi giorni, non si sarebbe dovuta fare l’inchiesta.
I ragionamenti non sono tutti uguali, un conto è l’accusa diretta, un conto è la riflessione sul mestiere. Io sono andata spesso a dormire con il dubbio di aver usato una parola di troppo. Però mi mette a disagio speculare sulle supposizioni, preferirei vedere maggiori energie investite nel portare il Paese fuori dal pantano, quello che porta imprenditori a suicidarsi perché non sono in grado di sopportare il dolore del licenziamento dei loro operai con i figli da mandare a scuola. Di queste vite perdute sappiamo con certezza le ragioni.
Cosa avrebbero dovuto fare i giornali nel caso delle intercettazioni tra il Quirinale e Mancino? Girarsi dall’altra
La conduttrice di “Report”: quando Rutelli disse che avevamo fatto ammalare un ex a s s e s s o re . . .parte? Dopotutto la trattativa Stato-mafia non è un fatterello da poco, di cui si possa pensare di non dar conto all’opinione pubblica.
Della trattativa Stato-mafia non si è chiarito nulla e dubito anche sul fatto che sia possibile… Dopodiché i giornalisti, in tutto il mondo (democratico), danno conto delle informazioni di cui vengono in possesso: questo è il loro, il nostro mestiere.
Si torna a parlare di legge bavaglio: dal Pd, passando per il governo tecnico per finire al Pdl, sembrano tutti d’accordo: persino il Capo dello Stato si è espresso in tal senso. Quando voleva farlo Berlusconi la stampa insorse unita, a colpi di post-it gialli sui giornali…
Quando il politico è coinvolto, è normale che si ribelli e faccia proclami. Finché quella proposta di legge non la vedo scritta però non saprei che dire.
Luciano Violante ha scritto sull’Unità: si potrebbe cominciare dalla messa al bando del “giornalismo di trascrizione”, quello che consiste nel trascrivere ore e ore di telefonate? Si tratta insomma di contribuire a formare un’opinione pubblica che si nutra di notizie e di commenti, non di veleni.
Cosa eliminare dalle trascrizioni prima che diventino accessibili non lo stabilisce il giornalista. Poi occorre valutare caso per caso. Ci sono trascrizioni molto esplicite che l’opinione pubblica è bene conosca, tanto più quando coinvolgono i nostri amministratori. Invece la politica non sta dando un bello spettacolo di sé: questo sì sarebbe da mettere al bando.
Sempre Violante: “Chiedia mo responsabilità ai magistrati, ai politici, ai funzionari pubblici, ma quelli che formano la nostra opinione non rispondono?”.
Io rispondo in tribunale abbastanza spesso… Se Violante si riferisce alla pubblicazione di atti coperti da segreto, bè su questo esiste già una legge che punisce chi la viola, ma il primo a violarla è il pubblico ufficiale che ha passato le informazioni. La mia posizione in questo caso è molto chiara: non voglio essere complice di chi commette un reato e quindi aspetto che gli atti siano depositati.

Province, salve 43 su 107. Ecco l’elenco!

Province, salve 43 su 107. Ecco l'elenco!.

Gli anti-italiani.

Gli anti-italiani..

Napolitano fermi quelle nomine (Marco Travaglio)

L’Espresso 22/06/2012 Di Marco Trvaglio Attualità
Per la Privacy e le Comunicazioni
sono state designate persone che non hanno i requisiti
dell’autonomia e della competenza.
Signora Vespa inclusa. Solo il
presidente della Repubblica può
ancora intervenireNon firmando
il decreto’
L’8 giugno, nel programma che conduce su Radio Rtl, Federico Vespa ha intervistato il padre Bruno Vespa sulla nomina della madre
Augusta Iannini in Vespa a membro dell’Autorità Garante della Privacy in quota Pdl. Domanda del pargolo al genitore: «Ora mia madre, quindi tua moglie, si occupa dei dati sensibili, quindi non c’entra con l’Autorità per le comunicazioni…». A sorpresa e con grave sprezzo del pericolo, il genitore ha risposto all’infante che la genitrice ha tutte le carte in regola per ricoprire l’alto incarico: «Ne ho le tasche piene, mia moglie è in magistratura dal 1977. Ho motivo di ritenere che il curriculum di tua madre ce l’abbiano in pochi, perché è di 10 pagine, giuridico ma paradossalmente anche informatico, visto che tua madre ha informatizzato il Casellario giudiziario e un sacco di altri servizi del ministero. Quindi non so se tutti abbiano i requisiti in regola per far questo».
Vespa marito e padre ha poi denunciato l’odiosa persecuzione politica subìta dalla gentil consorte, forse a causa della sua permanenza per 11 anni al ministero della Giustizia sotto i ministri Castelli, Mastella, Scotti, Alfano, Nitto Palma e Severino, mentre il dicastero medesimo sfornava la più alta produzione di leggi vergogna della storia repubblicana, e anche monarchica: «Tua madre ha sempre adorato la magistratura e vi sarebbe voluta tornare subito, ma ha fatto molte domande e probabilmente non l’avrebbero (il soggetto è il Csm, ndr.) mandata nemmeno a dirigere il Tribunale di Tivoli. A questo punto ha scelto di approfittare di questa opportunità e di andare a proporsi come membro dell’Autorità della privacy».
A SUA INSAPUTA, VESPAmarito confessa che la Vespa moglie ha scelto il Garante non per una particolare vocazione alla privacy, ma perché l’adorata magistratura non le garantiva una poltrona alla sua altezza. Così è «andata a proporsi» al Pdl, a riprova della sua notoria indi-
pendenza. Ed è stata nominata con l’avallo di Pd, Lega e Udc, a loro volta impegnatissimi a piazzare i loro raccomandati. Ora, il Codice della Privacy impone la nomina all’Autorità Garante di «persone che assicurano indipendenza e che sono esperti di riconosciuta competenza delle materie del diritto o dell’informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni». Non è questo il caso né della Iannini, né tantomeno dell’onorevole dermatologo Antonello Soro (Pd), della docente di diritto costituzionale Licia Califano (area Pd) e dell’ex onorevole ed ex consigliera Rai Giovanna Bianchi Clerici, giornalista e laureata in lingue e civiltà orientali (Lega). Quindi le nomine sono illegittime in blocco. Idem per l’Agcom, dove i partiti di cui sopra han sistemato Antonio Martusciello, ex dirigente Fininvest ed ex sottosegretario berlusconiano (Pdl); Antonio Preto, ex capo di gabinetto di Tajani e coautore di Brunetta (Pdl); Maurizio Decina, docente universitario dalemiano, ex consigliere di società vigilate (Pd); Francesco Posteraro, funzionario parlamentare e amico di Casini (Udc). Nessuno assomma competenza e indipendenza: nomine illegittime anche queste.
NON RESTA CHE RINGRAZIARE la famiglia Vespa per aver riassunto come meglio non si poteva, in quel memorabile scampolo radiofonico, la grande abbuffata partitocratica. Ma c’è ancora una speranza: il presidente Giorgio Napolitano, a cui vari giuristi e associazioni della società civile si sono appellati perché non firmi il decreto di nomina inviato dal Parlamento. Anche perché la sua firma potrebbe essere presto coinvolta in una ridda di ricorsi al Tar dei 90 cittadini che avevano presentato i loro curriculum e se li son visti cestinare. Già il Capo dello Stato ha subìto l’onta di vedersi bocciare due leggi vergogna, lodo Alfano e legittimo impedimento, che lui giurava non palesemente incostituzionali e che invece la Consulta dichiarò tali. Nessuno sente il bisogno di un altro ceffone alla massima carica dello Stato.
Se ne parla su

Liberta di stampa Italia al 61esimo posto dopo la Guyana

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