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Le armi usate per massacrare il popolo egiziano sono italiane( le politiche d’esportazione di armi dell’ex governo Monti)

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articolotre –Redazione– 17 agosto 2013- In Egitto “la repressione messa in opera è stata brutale, inaccettabile e inescusabile”. Lo ha dichiarato ieri il Ministro degli Esteri Emma Bonino, rispondendo alle domande dei cronisti a proposito della strage di centinaia – o secondo altre fonti migliaia – di vittime, brutalmente represse con gas quando è andata bene, e proiettili, sparati direttamente al cuore o in testa.

La giunta militare che governa l’Egitto ha fatto sapere che non c’erano alternative all’uso della forza, e che per difendere i palazzi di un potere conquistato con un golpe, e non democraticamente non esiterà a fare fuoco sui manifestanti.

Quello che non dice il ministro Bonino è che le armi utilizzate dai militari in molti casi sono fabbricate in Italia.

Il nostro paese, infatti, è esportatore di varie tipologie di strumenti per la “difesa”, sia leggeri che pesanti.

Solo negli ultimi tre anni il carico tra Roma e Il Cairo è stato considerevole. L’Opal –Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le politiche di difesa e sicurezza – già lo scorso 27 luglio, mentre in Italia si credeva che la brace della protesta egiziana covasse appena sotto la cenere, rendeva note quantità e tipologia di armi esportate.

Scrive l’Osservatorio:

“Già nel 2010 erano state esportati al Cairo ben 2.450 fucili d’assalto automatici della ditta Beretta modello SCP70/90 corredati di 5.050 parti di ricambio a cui sono seguiti nel 2012 altri 1.119 fucili automatici sempre modello SCP70/90 e 2.238 caricatori e da altri 35 fucili d’assalto calibro 5,56 NATO modello ARX-160 ciascuno corredato da caricatori e baionetta e muniti di 35 lanciagranate e da silenziatori tutti dell’azienda bresciana Beretta.

Nel 2011 è stata autorizzata, dal governo Berlusconi, l’esportazione di 14.730 colpi completi per carri armati del calibro 105/51 TP-T IM 370 (equivalente al colpo completo cal. 105/51 TP-T M490) e nel 2012 altri 692 colpi completi calibro 40/70 PFFC IM212 con spoletta e altri 673 colpi completi 76/62 TP tutti prodotti da Simmel Difesa.

Sempre nel 2011 è stata autorizzata l’esportazione di 355 componenti per la centrale di tiro Skyguard per missili Sparrow/Aspide e affusti a cui sono seguiti nel 2012 altre 1.000 componenti e corsi d’addestramento per la stessa centrale di tiro prodotta dalla Rheinmetall Italia;

Nel 2012 è stata autorizzata dal governo Monti l’esportazione di 55 veicoli blindati Lizard della Iveco;

Vanno poi segnalate le esportazioni autorizzate nel 2012 a Oto Melara per attrezzature del cannone navale 76/62 S/R e apparecchiature elettroniche e software della Selex Elsag”.

Da una lettura della “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento nonché dell’esportazione e del transito dei prodotti ad alta tecnologia, emerge che le esportazioni di armi verso l’Egitto sono tuttora in corso e vedono l’Italia tra i principali fornitori europei.

Nel 2012, durante il governo Monti, hanno superato i 28 milioni di euro e vi figura di tutto: dai fucili d’assalto e lanciagranate della Beretta alle munizioni della Fiocchi, dalle bombe per carri armati della Simmel alle componenti per centrali di tiro della Rheinmetall, dai blindati della Iveco alle ‘apparecchiature specializzate per l’addestramento militare’.

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