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FRANCIA, IL CAMBIAMENTO CLIMATICO FA PAURA

1979-2010 anomaly
Fonte FONTE: PETROLITICO (BLOG) Giovedì, 06 febbraio attualità

Per la Francia è stato il gennaio 2014 il più caldo degli ultimi 115 anni (a pari merito col 1936 e 1988)*. E’ il primo anno che noto la nuova abitudine delle cinciallegre, non sono venute sul terrazzo a cibarsi di semi di girasole perchè c’è “talmente caldo che trovano ancora insetti in quantità, una sorta di scenario tropicale”, lo conferma la LPO (il corrispondente francese dalla LIPU, lega protezione degli uccelli).

E dal Nord-Ovest Atlantico dove la superficie marina regista un pazzesco +0,81°C di anomalia sulla media e addirittura davanti alle coste di Terranova, Newfoundland, una zona d’acqua grande come la Bulgaria con oltre 4°C di anomalia rispetto alla media 1979-2000, come da grafico, sta arrivando letteralmente di tutto sulle coste europee, metereologicamene parlando. Per non parlare dei 3 metri e mezzo di neve caduti nel Cadore profondo negli ultimi quattro giorni, mi pare siano quasi 6 metri caduti da dicembre nel bellunese oltre i 1000 m… ma non trovo dati affidabili.

Ed intanto il Polo Nord sta combattendo contro temperature dell’acqua di +4°C, +5°C, anche 10°C superiori alla media trentennale. Il grafico del Climate Change Institute che posto qui a lato evidenzia qualche milione di kilometri quadrati di oceano artico “fuori scala”.

E suggerische anche per questa stagione il passaggio molto più a Nord della Gulf Stream che invece di intiepidire l’Europa, fa bollire l’Artico meridionale.

morlaix

francia

In foto sopra vedete Morlaix, città allagata dal mare e soprattutto da un fiumicello che si è deciso di interrare in parte, decenni fa, per costruirci strade e palazzi. Allagata 3 volte in un solo mese con due allerte orange e una rouge (rispettivamente grado 3 e grado 4 sula scala Météofrance di 4).

Ma forse il bello deve venire… la Bretagna in queste ore è stata sfiorata da Okka e poi da Petra, ennesime tempesta di questo inverno e ne arriveranno altre tre (!) nei prossimi otto giorni, tra cui Qumaira, che si preannuncia sostanziosa, con un centro depressorio previsto addirittura inferiore a 970 mbar e venti oltre 220 km/h (praticamente un uragano di categoria 4: Xynthia, 968 mbar di depressione, nel 2010 fece 60 morti e 3 mld di euro di danni). Il Nord-Ovest francese è stato in allerta per tutto gennaio, il Sud-Ovest ha vissuto due settimane attanagliato da tre piene di media intensità della Garonne con un villaggio, Idron, che non è stato spazzato via dalla carta per miracolo (qui** articolo con video girato da un drone), addirittura al scorsa settimana in allerta rossa per la concomitanza tra grandi maree, forte burrasca, inondazioni in seguito ai volumi di pioggia e ondate di piena dovute alla precedente tempesta.

Osservando la lista*** delle tempeste metereologiche francesi, non c’è da star tranquilli…

1900-1950… 1 tempesta
1950-2000… 7 tempeste
2000-2014… 13 tempeste

Solo per la stagione invernale in corso siamo a otto tempeste (diciamo che sono il corrispettivo di uragani di grado 1 o

2). Sintetizzando, ormai in un mese si scatena l’energia che un secolo fa era diluita su dieci anni.
Va male. Molto male.

Questo accade con un aumento delle temperature medie di 1,5°C su un secolo****.
Il problema è che di questi 1,5°C supplementari la Francia ne ha presi 0,7 solamente negli ultimi 20 anni. 6 delle dieci annate più calde dal 1900 ad oggi sono state registrate dopo il 2000.

Ovviamente i giornali ed il governo francese parlano (urlano!) da due mesi esclusivamente di

– antisemitismo
– omofobia
– calcio e rugby
– inserimento dell’educazione sessuale dalla scuola materna
– etc.

Bocca, pene, ano, piedi… Ecco dove è concentrata tutta l’attenzione delle nostre società post-industriali.

Il cervello? Inutile orpello sostituito da smartfoni assemblati da schiavi.

Fonte: http://petrolitico.blogspot.it/

Link: http://petrolitico.blogspot.it/2014/02/francia-il-cambiamento-climatico-fa.html

5.03.2014

*link : http://www.ouest-france.fr/meteo-record-historique-de-douceur-egale-en-janvier-1904872
**link : http://www.larepubliquedespyrenees.fr/2014/01/26/idron-bizanos-les-inondations-filmees-par-un-drone,1176247.php
*** Emmanuel Garnier, storico del clima; Université de Caen/CNRS ; link : http://www.crhq.cnrs.fr/_index.php?page=biblio/G/Garnier-E-pub
****link : http://www.faire-territoire.fr/2012/20120801_evolution_temperature_france.php

SOCIALISMO E NAZIONALISMO EN FRANCE ( estrema destra in Francia e il rischio dell’uso della forza )

le-posizioni
Fonte cobraf.com DI GZ 21 ottobre, 2013 attualità
Gli ultimi sondaggi danno il M5S di Grillo al 21-22% in Italia e probabilmente qualche punto di più nella realtà visto che i sondaggi lo hanno sottostimato alle ultime elezioni.
In Francia Marine LePen è nell’ultimo sondaggio al 24% quindi virtualmente identica al M5S e come dice Evans-Pritchard sta diventando una valanga ed è oggi il principale ostacolo alla Troika
Se confronti il sito del Beppe con quello della Marine Le Pen noti la differenza evidente: lei tappezza il suo di dozzine video di discorsi, ma sopratutto di dibattiti che tiene in radio e televisione da Liberation alle reti TV nazionali.
Se ne guardi vedi un fiume in piena, una donna bionda robusta con questa bella faccia larga, spesso senza trucco (!), che appena ha la parola si scatena e sommerge gli interlocutori su qualunque tema dall’allevamento dei maiali alla BCE alla globalizzazione. Una donna di 46 anni che si presenta di proposito senza trucco, solo con un maglione tirato su e basta….non a caso ora prende il voto degli operai e contadini. E poi va a discutere in giro per la Francia nelle porcilaie di non so quale crisi alimentare.
La cosa geniale è che non la mette in termini di destra/sinistra, rifiuta ora anche l’etichetta di “destra” e imposta invece tutto in termini di nazionalismo/globalismo e sull’economia è di “socialista” : (“l’austérité mène à plus de déficit et de dette, et la folie fiscale ralentit le rendement de l’impôt. Il commence à se passer en France exactement la même chose que dans les pays du Sud de l’Europe…Austérité et folie fiscale pour rien ? En fait, si, pour les beaux yeux des marchés financiers rapaces que nous continuerons de grassement rémunérer en 2014, parce que nous nous sommes mis sous leur dépendance “) (1)
Per Le Monde, il Financial Times e l’establishment resta fascista perchè è contro l’immigrazione (“…Elle suppose le retour de nos frontières, la dissolution de l’espace Schengen et la suppression de toutes les incitations à l’immigration clandestine : abrogation de l’Aide Médicale d’Etat et suppression dans notre droit de toute possibilité de régularisation de clandestins…”) (2)
La Marine Le Pen è molto sicura di se, non ha inibizioni e non fa tattiche particolari, non ha nessun problema a dibattere chiunque su qualunque tema. Non scrive “blog” che possono essere interpretati in modo diversi e senza prendere posizioni nette sull’euro o l’immigrazione, restando fuori però sempre da qualunque confronto in TV o radio come il nostro. Al contrario appena la inviti ad un dibattito azzanna gli interlocutori con foga su qualunque argomento e ovviamente tutti i suoi discorsi sono improvvisati, niente teleprompter che la segue come Obama.
La sua debolezza è che non sembra ci siano altri intorno a lei dello stesso spessore, è tutto centrato solo su di lei, ma questo è vero anche di Grillo finora. Fa però una grossa differenza essere capaci di dibattere su qualunque cosa con chiunque in qualunque sede

GZ
Fonte: http://www.cobraf.com
1) http://www.marinelepen.fr/2013/09/budget-2014-lausterite-et-la-folie-fiscale-pour-les-beaux-yeux-de-la-finance-et-de-bruxelles/
2) http://www.marinelepen.fr/2013/10/affaire-leonarda-trop-cest-trop/

– See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/10/21/socialismo-e-nazionalismo-en-france/#sthash.q08iCEgF.dpuf

Il denaro Ue destinato alla Grecia utilizzato per pagare forniture militari tedesche e francesi e per salvare le banche

corelarticoltre Redazione– 8 luglio 2013- Il sito Attac Austria ha pubblicato i risultati delle ricerche sulla destinazione degli aiuti economici ricevuti dalla Grecia dall’inizio della crisi.Dal marzo del 2010 la Grecia ha ricevuto un totale di 206,9 miliardi di euro suddivisi in 23 tranche da Unione europea e Fondo monetario internazionale, nessuna docum,entazione ufficiale è stata prodotta in merito all’utilizzo di queste ingenti risorse. Attac Austria ha quindi deciso di approfondire la questione arrivando a scoprire che il 77% del totale dei fondi di salvataggio sono finiti direttamente o indirettamente nelle tasche della finanza.
Le ricerche di Attac Austria hanno rintracciato le destinazioni dei pagamenti. Il documento specifica in dettaglio la destinazione delle risorse: 58,2 miliardi (28,13%) sono stati utilizzati per la ricapitalizzazione del settore bancario e 101,331 miliardi (48,89%) sono andati ai creditori dello stato greco, di cui 55,44 miliardi sono stati utilizzati per coprire la scadenza di titoli di stato, invece di lasciare ai creditori il peso del rischio per il quale erano già stati indennizzati dal pagamento degli interessi, aggiunge il report di Attac. Altri 36,6 miliardi sono serviti come incentivo per fare accettare ai creditori l’haircut del marzo 2012, mentre 11,3 miliardi sono stati utilizzati per ricomprare pezzi di debito senza valore.

Lisa Mittendrein, responsabile nazionale di Attac Austria afferma: “L’obiettivo delle elite politiche non è quello di salvare la popolazione greca ma il settore finanziario del paese. Centinaia di milioni di euro di risorse finanziarie pubbliche sono stati utilizzati per salvare le banche ed altri istituti finanziari dalla crisi finanziaria che loro stessi hanno causato”.

Ad aver beneficiato dei fondi sono state banche come Eurobank Ergasias, posseduta dalla famiglia Latsis una delle più ricche del paese e speculatori come l’hedge fund Third Point, che hanno intascato 500 milioni di euro dal riacquisto del debito nel dicembre 2012. Come commenta Lisa Mittendrein, “la solidarietà con la Grecia espressa dal Presidente della commissione europea Barroso non si capisce verso chi sia stata”.

Dei 43,6 miliardi (22,46%) destinati alle finanze pubbliche più di 34,6 miliardi sono stati pagati ai creditori sotto forma di interessi, senza considerare che 10,2 miliardi sono andati alle spese militari, sembra sotto pressione dei governi di Berlino e Parigi che avrebbero voluto proteggere gli interessi delle industrie militari nazionali.

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