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Ballarò del 27 Aprile 2014 Maurizio Crozza “Renzi: voi di Forza Italia quando andate a vot ..

Fonte Rai.it del 27/05/2014 attualità

QUANDO FORZA ITALIA C H I E D E VA CANDIDATI PULITINel 1994 Berlusconi faceva giurareagli aspiranti: “Non sono indagato”


Fatto Quotidiano 30/09/2012 di Marco Travaglio attualità segue dalla prima
O ggi pare incredibile, ma Berlusconi fece firmare agli aspiranti candidati di Forza Italia una di- chiarazione scritta e giurata che recitava: “Dichiaro: 1) di non avere carichi pendenti; 2) di non avere ricevuto avvisi di garanzia; 3) di non essere stato e di non essere sottopo- sto a misure di prevenzione e di non essere a conoscenza dell’esistenza a mio carico di procedimenti in corso”. E analogo impegno pretesero dai propri candidati la neona- ta Alleanza nazionale, i Pro- gressisti e il Ppi-Patto Segni. Infatti gli unici partiti con i vertici indagati furono la Lega Nord (con Bossi coinvolto nella maxi-tangente Enimont) e il Pds (con il segretario Achille Occhetto e il vicese- gretario Massimo D’Alema in- quisiti a Roma, assieme al te- soriere Marcello Stefanini, perché denunciati da Craxi e in seguito archiviati). 1996, le prime macchie. La legislatura dell’Ulivo, nata dalle elezioni del 1996 vinte da Romano Prodi, inizia sull’onda dello scandalo “toghe spor- ch e ”, scoperchiato grazie alle rivelazioni di Stefania Ariosto: Berlusconi, già imputato per corruzione della Guardia di fi- nanza, per i falsi in bilancio All Iberian e per i finanziamenti illeciti a Craxi, è indagato in- sieme a Previti per corruzione giudiziaria (casi Sme e Monda- dori). Anche Antonio Di Pietro è imputato a Brescia in varie inchieste nate dalle denunce di molti suoi imputati: per que- sto non si candida (verrà pro- sciolto solo a campagna elet- torale inoltrata e sarà nomina- to da Prodi ministro tecnico dei Lavori pubblici). Il Cavalie- re invece sì e porta in Parla- mento il suo coindagato Pre- viti; il suo coimputato Massi- mo Maria Berruti (favoreggia- mento nel processo Gdf); e persino Marcello Dell’Utr i, che nel ’94 ha preferito restare in azienda, ma nel ’95 è stato arrestato a Torino per frode fi- scale e false fatture nell’inda- gine Publitalia (sarà poi con- dannato in via definitiva a 2 an- ni e mezzo), ed è pure inda- gato a Palermo per mafia. “Ho deciso di candidare Berruti per salvarlo dalla persecuzio- ne dei giudici”, annuncia B. A Milano la Lega Nord affigge manifesti con i volti di Dell’U- tri e Berruti: “Votateci, se no ci ar restano”. Così, diversamen- te dal 1994, nelle liste del Polo e dell’Ulivo figurano indagati e addirittura condannati (uno definitivo, Vittorio Sgarbi, per truffa allo Stato, in particolare al ministero dei Beni culturali: infatti viene subito nominato sottosegretario ai Beni cultura- li). Nell’Ulivo sono inquisiti Prodi (a Roma, per abuso d’uf- ficio nell’affare Cirio, poi chiu- so col proscioglimento dinan- zi al gip); D’Alema e Occhetto (indagati a Venezia per finan- ziamento illecito dal pm Nor- dio, inchiesta poi finita nel nul- la); Ciriaco De Mita (vecchi processi di Tangentopoli poi chiusi con assoluzioni e pre- scrizioni); e Giorgio La Malfa (condannato per Enimont). Condannato, sempre per Eni- mont, anche Bossi, ora impu- tato per istigazione a delinque- re. Ma si tratta ancora di ec- cezioni, qualitativamente de- cisive, ma statisticamente mar- g inali. 2001, arrivano le caval- lette. Le elezioni del 2001, che non a caso segnano il ri- torno trionfale del Caimano, portano in Parlamento l’i nva – sione delle cavallette. Un’o rd a trasversale di condannati, im- putati, inquisiti e prescritti: una novantina in tutto, quasi un eletto su 10. Pressoché tutti candidati in collegi sicuri. Nel centrodestra, oltre alle confer- me di B., Previti, Dell’Utri, Bos- si, La Malfa, Berruti e Sgarbi, si aggiungono i neo-indagati Ga- spare Giudice, Giuseppe Firra- rello, Aldo Brancher, Giampie- ro Cantoni, Romano Comin- cioli; e i pregiudicati di ritorno Antonio Del Pennino, Egidio Sterpa, Alfredo Vito e Gianste- fano Frigerio. Quest’ultimo lo arrestano il primo giorno di le- gislatura: deve scontare 6 anni e 8 mesi. Otterrà l’af fidamento al servizio sociale e deciderà di scontarlo a Montecitorio, indi- cando come “attività social- mente utile” quella di parla- mentare e trasformando così la Camera in una comunità di recupero per devianti. Per non esser da meno, anche il cen- trosinistra porta due pregiudi- cati: Enzo Carra e Auguste Rol- landin. Più una serie di inda- gati e imputati. 2006, condannati e no- m i n at i . Nel 2006, anno del ritorno di Prodi, si vota per la prima volta col Porcellum: le segreterie dei partiti si nomi- nano i parlamentari più gradi- ti. Condannati e inquisiti in primis. Solo tre liste aderisco- no alla campagna di Beppe Grillo “Parlamento pulito”: Idv (che entra per la prima vol- ta in Parlamento), Verdi e Pdci. Pier Ferdinando Casini pro- mette: “A parte Cuffaro, in Si- cilia non ricandideremo nes- sun inquisito”. Poi candida, ol- tre a Totò Cuffaro (imputato per favoreggiamento alla ma- fia), Giuseppe Drago, ex pre- sidente della Regione, con- dannato in primo grado per peculato e abuso per aver svuotato la cassa dei fondi ri- servati (230 milioni di lire); Ca- logero Mannino, imputato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa (sarà poi assolto); e Francesco Save- rio Romano, indagato per lo stesso reato (anche lui poi as- solto). Così anche nella XV le- gislatura le quote marron sfio- rano il 10% del Parlamento: la solita novantina di personaggi nei guai con la giustizia. Svet- tano ben 21 pregiudicati: Ber- ruti (FI, favoreggiamento), Biondi (FI, evasione fiscale poi depenalizzata), Bossi (Ln, fi- nanziamento illecito e istiga- QUANDO FORZA ITALIA C H I E D E VA CANDIDATI PULITI Nel 1994 Berlusconi faceva giurare agli aspiranti: “Non sono indagato” zione a delinquere), Cantoni (FI, corruzione e bancarotta); Carra (Dl, falsa testimonian- za), Cirino Pomicino (Nuova Dc, corruzione e finanziamen- to illecito), De Angelis (An, banda armata e associazione sovversiva), D’Elia (Rosa nel pugno, banda armata e con- corso in omicidio), Dell’Utr i (FI, false fatture, falso in bilan- cio, frode fiscale), Del Penni- no (FI, finanziamento illecito), Daniele Farina (Prc, fabbrica- zione, detenzione e porto abu- sivo di ordigni esplosivi, resi- stenza a pubblico ufficiale, le- sioni personali gravi e inosser- vanza degli ordini dell’autor i- tà), Jannuzzi (FI, diffamazione aggravata); La Malfa (FI, illeci- to finanziamento), Maroni (Ln, resistenza a pubblico uf- MANI SPORCHE 100 PA R L A M E N TA R I TRA INDAGATI, CONDANNATI E PRESCRITTI 60 DI LORO SONO ESPONENTI DEL SOLO PDL 29 I CONDANNATI 5 DEI QUALI DALLA CORTE DEI CONTI ficiale); Mauro (FI, diffamazio- ne aggravata); Nania (An, le- sioni volontarie personali); Previti (FI, corruzione giudi- ziaria, poi dichiarato interdet- to dai pubblici uffici e deca- duto); Sterpa (FI, finanziamen- to illecito); Tomassini (FI, falso in atto pubblico); Visco (Ds, abuso edilizio); Alfredo Vito (FI, corruzione). Alcuni fanno carriera. D’Elia diventa segre- tario della presidenza della Ca- mera. Farina vicepresidente della commissione Giustizia. Pomicino e Vito entrano in An- t i m a fi a . 2008, la carica dei 126. Nel 2008 B. torna al governo per la terza volta. Stabile la per- centuale di quote marron: una novantina di clienti di procure e tribunali, che nel corso della legislatura saliranno a 126. I pregiudicati, all’inizio, sono 19. Ai soliti Berruti, Bossi, Can- toni, Carra, De Angelis, Dell’U- tri, La Malfa, Maroni, Nania, Sciascia, Tomassini, si aggiun- gono alcune pregevoli new en- tr y: Giulio Camber (Pdl, millan- tato credito), Giuseppe Ciarra- pico (Pdl, ricettazione falli- mentare, bancarotta fraudo- lenta, sfruttamento del lavoro minorile, truffa pluriaggrava- ta), Renato Farina (Pdl, favo- reggiamento in sequestro di persona), Antonio Papania (Pd, abuso d’ufficio), Giusep- pe Naro (Udc, abuso d’uf ficio) e Salvatore Sciascia (Pdl, cor- ruzione). Anche nel governo siede una folta rappresentanza di quote marron, con 10 ele- menti di spicco: il premier B. (imputato di una variopinta se- rie di delitti); i ministri Maroni (pregiudicato: Interni), Bossi (pregiudicato: Riforme istitu- zionali), Matteoli (imputato per favoreggiamento: Infra- strutture), Fitto (imputato per corruzione, finanziamento il- lecito, turbativa d’asta e inte- resse privato: Affari regionali), Calderoli (ricettazione, poi prosciolto: Semplificazione), cui si aggiungeranno Brancher (imputato di ricettazione e ap- propriazione indebita: Devo- lution) e Romano (indagato per mafia e poi assolto: Agri- coltura); e i sottosegretari Gianni Letta (indagato per abuso d’ufficio, truffa e turba- tiva d’asta, poi in parte pro- sciolto) e Cosentino (indagato per concorso esterno in ca- morra). Tutte nomine che por- tano la firma del presidente Napolitano. Lo stesso presi- dente che non fa un plissé quando viene indagato per fro- de fiscale Corrado Passera, su- perministro dello Sviluppo economico e di tante altre co- se, e viene rinviato a giudizio per truffa Adelfio Elio Cardina- le, sottosegretario alla Salute. Lo stesso presidente che ora cade dal pero. Si meraviglia perché il Parlamento non ap- prova la legge anticorruzione. E s’indigna per gli ultimi “fe – nomeni di corruzione vergo- gnosi e inimmaginabili”. Roba da non credere, eh?

Forza Italia? Si legge Forza Mediaset B. torna al passato per restare a galla.

Forza Italia? Si legge Forza Mediaset B. torna al passato per restare a galla..

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