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Il Giornalista Ruzzle (Claudio Messora)

da byoblu 5 marzo 2013 claudio Messora attualita

E’ dura la vita del Giornalista Ruzzle. Bisogna sforzarsi costantemente di ignorare il significato evidente di quello che viene detto. Bisogna avere fantasia e reinterpretare più e più volte le stesse parole, disponendole in ordine diverso, magari anche casuale, finché non assumono possibili significati originali. L’importante è segnare punti, tirare fuori le dichiarazioni più improbabili tra tutte quelle possibili, quelle più adatte a farci titoli o didascalie.

Funziona così. Entra il conferenziere e mostra il nuovo tabellone delle parole. Fa cioè il suo discorso di base, dove in gran parte è già tutto chiaro e, all’apparenza, non ci sono significati diversi da quelli lapalissiani. Il conferenziere cerca di essere il più chiaro possibile: il suo scopo è quello di non farsi fraintendere. Se ci riesce, vince il banco e si ha un Paese migliore. Quando il conferenziere termina di esporre i concetti chiave, è il turno del Giornalista Ruzzle, che deve scomporre e ricomporre all’infinito le stesse frasi. Può cambiarle a piacimento quante volte vuole, facendo e rifacendo domande simili, cui viene alternativamente invertita la punteggiatura, l’ordine degli avverbi, la sequenza delle intonazioni e così via. Se il Giornalista Ruzzle riesce a confondere il conferenziere e a fargli dire qualcosa che abbia anche solo una possibilità di essere interpretato in un senso millimetricamente diverso da quello iniziale, segna punti. Ci sono concetti che raddoppiano i punti guadagnati. Per esempio, se il Giornalista Ruzzle riesce a rendere malinterpretabile una dichiarazione del conferenziere riguardo ai temi della democrazia, )del fascismo (un evergreen)<, della fiducia e altre questioni sensibili, quando chiama in redazione per andare in stampa può anche triplicare il suo score.

I Giornalisti Ruzzle sono in competizione tra loro. Chi fa lo score più alto vende più giornali e non perde il suo lavoro precario. Il cittadino perde sempre.

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I camerati romani del Terzo millennio IL MOVIMENTO DI GIANLUCA IANNONE HA AIUTATO L’ASCESA DI ALEMANNO AL CAMPIDOGLIO


Fatto Quotidiano 15/07/2012 di Tommaso Rodano attualità
Nel dubbio mena!”, si sente in una delle canzoni più amate
dai ragazzi di CasaPound Italia. Più che nelle parole di Ezra Pound e Julius Evola, i “fa s c i s t i del Terzo millennio” si specchiano negli inni rock degli Zeta Zero Alfa, la band di Gianluca Iannone, presidente e fondatore del movimento nato nel 2003 nello stabile occupato di via Napoleone III, a Roma. CasaPound mena, davvero. Lo “schiaffone futurista” (Iannone dixit) a Filippo Rossi è solo l’ul timo di una lunga serie. Una delle spedizioni è costata la galera ad Alberto Palladino, detto “Zippo”: pochi giorni fa il giovane leader di CasaPound è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per l’a g-
gressione a cinque attivisti del Pd di Roma nel quartiere di Montesacro, zona est della Capitale, il 2 novembre 2011. Sempre a Montesacro, qualche mese prima, CasaPound ha occupato per un giorno la scuola elementare Parini (a pochi passi dalla casa di Valerio Verbano e
Il Comune ha stanziato 11,8 milioni di euro per acquistare e sanare l’edificio che hanno preso abusivamente della mamma Maria) e si è insediata nel palazzo abbandonato dell’Enel. Per convincerli a sgomberare è servita una trattativa con il Comune: poche settimane dopo la “re s t i t u z i o n e ” dello stabile, il Campidoglio ha affidato un doppio casale nel parco della Marcigliana alla cooperativa “L’Isola delle Tartar ughe”, la onlus attraverso cui CasaPound riscuote i fondi del 5 per mille. Non è l’unico regalo di Gianni Alemanno ai fascisti del Terzo millennio.
GIÀ NEL BILANCIO di Roma del 2009 compare un finanziamento da 2 milioni di euro alla voce “Attività sportive e folk l o re ” (proprio mentre il governo taglia drasticamente il Fondo unico per lo spettacolo). Ne beneficiano una settantina di associazioni sconosciute, nella lista spicca il nome di CasaPound. Poi c’è l’edificio di via Napoleone III, quartiere Esquilino, sede e cuore dell’associazione. Nessuno ha mai pensato di sgomberarlo, anzi: nell’ultimo bilancio il Comune ha stanziati 11,8 milioni di euro per acquistarlo e sa-nare la situazione. Nonostante tutto i rapporti con il sindaco post-missino in questi anni hanno oscillato tra amore e odio. Il 28 aprile 2008 c’erano anche i ragazzi di CasaPound, sotto il Campidoglio, a festeggiare la vittoria su Francesco Rutelli. E non c’è dubbio che l’appoggio ad Alemanno abbia portato i suoi dividendi. Negli anni della giunta di centrodestra l’associazione è cresciuta moltissimo, tra radio, riviste, un pub (il Cutty Sark)
e “iniziative culturali” con ospiti trasversali (dall’ex brigatista Valerio Morucci a Marcello Dell’Utri, fino alla deputata del Pd Paola Concia). Eppure, alla fine il rapporto con Alemanno si è incrinato definitivamente, specie dopo il tremendo omicidio dei due senegalesi a Firenze, compiuto da un simpatizzante di CasaPound. E per le elezioni comunali del 2013 i fascisti del Terzo millennio hanno annunciato il lancio di una propria lista.

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