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Movimento 5 stelle pronto a occupare Montecitorio

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Martedì occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le Commissioni permanenti
, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi”. Così la deputata Giulia Sarti. Il motto è: Parlamento c’è, non c’è bisogno di un governo
Fonte Wall Street Italia 8/04/2013 attualità
ROMA (WSI) – “Martedì occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le Commissioni permanenti, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi”.

La deputata 5 stelle Giulia Sarti porta avanti l’idea del movimento di cominciare a far lavorare il Parlamento anche senza un esecutivo in carica. Appoggiati dai parlamentari di Sinistra ecologia e libertà, i grillini sono pronti a un atto dimostrativo. In assemblea i grillini hanno votato sia la possibilità di restare in aula che quello di un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, con il coinvolgimento della cittadinanza. L’annuncio è previsto per domani, con una conferenza stampa dei capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi.

Dipenderà naturalmente dalle decisioni della capigruppo a Montecitorio di domattina. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sarebbe d’accordo ad avviare il processo di formazione degli organismi parlamentari mentre al Senato, Pietro Grasso ha ribadito più volte il suo no: bisogna aspettare il governo. I due presidenti negano di essere in contrapposizione, ma per ora le Camere restano a riposo.

Chi è convinto che si possa procedere è l’ex presidente della Consulta Giovanni Maria Flick: “In questo momento è prioritario non paralizzare il lavoro. Sia nei regolamenti sia nella Costituzione non c’è nulla che in merito alle Commissioni faccia riferimento a un problema di maggioranza e minoranza” sostiene l’ex Guardasigilli.

“Il regolamento di Montecitorio dice che i gruppi designano i loro rappresentanti nelle Commissioni subito dopo essersi insediati. Al Senato entro 5 giorni. E quando i gruppi si insediano non c’è ancora un nuovo governo in carica”.

E una breccia si è aperta anche nel Pd: un appello di una trentina di deputati provenienti da tutte le correnti del partito chiede di partire subito con gli organismi parlamentari.

“Ad oltre un mese dalle elezioni – scrivono -abbiamo ancora in carica il governo proveniente dalla precedente legislatura e il Parlamento, di fatto, non ha ancora cominciato la sua operatività. Pur consapevoli che la prassi vuole che le commissioni siano formate in seguito alla definizione della maggioranza e delle opposizioni parlamentari, riteniamo che il Parlamento e in particolare il nostro gruppo parlamentare non debba rimanere inerte anche con strumenti che forzino le consuetudini”.

Secondo Pippo Civati, che dell’appello è uno dei promotori, “le Commissioni possono essere uno strumento in più per aprire una dialettica su un futuro governo, per esempio sulle proposte comuni che abbiamo sui 5 stelle. Se invece diventasse una spartizione nelle segrete stanze sarebbe un grande errore”.

Sembra viaggiare sulla stessa linea d’onda della capogruppo grillina Roberta Lombardi: “I partiti bloccano il Paese mentre si spartiscono le poltrone. Il parlamento invece può iniziare a lavorare”. Civati crede ancora nell’ipotesi di un’alleanza Pd-M5S e domenica prossima sarà a Parma con il capogruppo in Consiglio comunale per l’assemblea pubblica “Incontri ravvicinati della Terza Repubblica”.

Non è d’accordo con la tesi del deputato democratico il costituzionalista- ed ex senatore Pd – Stefano Ceccanti, secondo il quale “è previsto che le Commissioni nascano solo dopo la formazione dell’esecutivo, per rispettare il rapporto fiduciario tra governo e Parlamento in modo da bilanciare la rappresentatività”.

Tra i molti appelli a partire, e in fretta, c’è quello di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli, che ogni giorno, fino all’elezione del Presidente della Repubblica, invieranno una lettera rivolta a senatori e deputati di Pd-Sel e grillini per favorire il “dialogo” tra i due schieramenti.

“Le Commissioni che riguardano attività produttive, economia, finanza, potrebbero operare subito per la lotta all’evasione fiscale, la discussione sul salario di cittadinanza e la rinuncia alla Tav. La Commissione Affari costituzionali potrebbe lavorare sulla sostituzione del Porcellum con una legge che utilizzi in ogni collegio quanto avviene per i sindaci”, scrivono Flores e Spinelli.

La Giunta per le elezioni, infine, a loro avviso, “dovrebbe assumersi subito le sue responsabilità” e affrontare al Senato “i ricorsi già inviati dai cittadini della circoscrizione del Molise sulla ineleggibilità di Silvio Berlusconi (che per quel Collegio ha optato), decidendo immediatamente per il sì o per il no”.

Nell’insolita fronda pro-commissioni ci sono anche i leghisti: “Siamo stati il primo gruppo a dare i nomi due settimane fa – dice Davide Caparini, segretario d’aula a Montecitorio – bisogna privilegiare l’operatività e fare in modo che ci sia la possibilità di fare quello serve subito. Siamo in una fase irrituale, sono saltati vecchi meccanismi. E’ anche vero che ai nuovi problemi bisogna dare risposte con nuovi modi di agire”.

Per il Movimento 5 stelle si può fare perché esistono dei precedenti: “I casi sono quelli del 1976, del 1979 e del 1992. Nel 1976 per esempio la costituzione delle Commissioni è avvenuta mentre era pendente la riserva formulata dal presidente del Consiglio incaricato”.

Ma Ceccanti insiste sulla necessità di mantenere la prassi: “C’è anche un problema di democrazia dovuto al fatto che se una maggioranza è composta, come nel nostro caso, da almeno due partiti (A e B), per garantire la massima rappresentatività e il dialogo istituzionale si è soliti affidare il ministro al partito A e il presidente della Commissione competente al partito B”.

Ma cosa potrebbe realmente succedere se le Commissioni nascessero? “Un Consiglio dei ministri come quello in carica, che non ha rappresentanza parlamentare se non con una piccola minoranza di eletti, rischia di scontrarsi direttamente con le Camere – spiega Francesco Clementi, docente di diritto costituzionale all’Università di Perugia – in gergo costituzionale è la deriva assembleare, che porta a una dittatura dell’assemblea contrapposta a quella del governo”.

E se decidessero di eleggerle, il Pd come dovrebbe comportarsi? “La maggioranza deve sempre tenersi strette le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, sul resto può discutere”. Per quanto riguarda le leggi di bilancio invece serve un governo. Che per ora non è all’ordine del giorno.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano– che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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Il Giornalista Ruzzle (Claudio Messora)

da byoblu 5 marzo 2013 claudio Messora attualita

E’ dura la vita del Giornalista Ruzzle. Bisogna sforzarsi costantemente di ignorare il significato evidente di quello che viene detto. Bisogna avere fantasia e reinterpretare più e più volte le stesse parole, disponendole in ordine diverso, magari anche casuale, finché non assumono possibili significati originali. L’importante è segnare punti, tirare fuori le dichiarazioni più improbabili tra tutte quelle possibili, quelle più adatte a farci titoli o didascalie.

Funziona così. Entra il conferenziere e mostra il nuovo tabellone delle parole. Fa cioè il suo discorso di base, dove in gran parte è già tutto chiaro e, all’apparenza, non ci sono significati diversi da quelli lapalissiani. Il conferenziere cerca di essere il più chiaro possibile: il suo scopo è quello di non farsi fraintendere. Se ci riesce, vince il banco e si ha un Paese migliore. Quando il conferenziere termina di esporre i concetti chiave, è il turno del Giornalista Ruzzle, che deve scomporre e ricomporre all’infinito le stesse frasi. Può cambiarle a piacimento quante volte vuole, facendo e rifacendo domande simili, cui viene alternativamente invertita la punteggiatura, l’ordine degli avverbi, la sequenza delle intonazioni e così via. Se il Giornalista Ruzzle riesce a confondere il conferenziere e a fargli dire qualcosa che abbia anche solo una possibilità di essere interpretato in un senso millimetricamente diverso da quello iniziale, segna punti. Ci sono concetti che raddoppiano i punti guadagnati. Per esempio, se il Giornalista Ruzzle riesce a rendere malinterpretabile una dichiarazione del conferenziere riguardo ai temi della democrazia, )del fascismo (un evergreen)<, della fiducia e altre questioni sensibili, quando chiama in redazione per andare in stampa può anche triplicare il suo score.

I Giornalisti Ruzzle sono in competizione tra loro. Chi fa lo score più alto vende più giornali e non perde il suo lavoro precario. Il cittadino perde sempre.

LA RIVOLUZIONE DI UNA BANDA DI MATTI” – MENTRE LA CAPOGRUPPO ALLA CAMERA ROBERTA LOMBARDI VIENE ACCUSATA DI APOLOGIA DI FASCISMO, IL CAPOGRUPPO AL SENATO VITO CRIMI CHIUDE I CONTATTI CON I GIORNALISTI E SCRIVE SU FACEBOOK: “VOGLIAMO UN GOVERNO CHE ATTUI I PRIMI 20 PUNTI DEL PROGRAMMA” – 40 ANNI, SCOUT, LASCIA PALERMO PER UN POSTO AL TRIBUNALE DI BRESCIA: “NON HO UN CURRICULUM ECCEZIONALE”. POI IL PRIMO V-DAY E LA CANDIDATURA CONTRO FORMIGONI E PENATI…

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Fonte Dagospia 5/03/2013 attualità

1. LA PRIMA CONFERENZA STAMPA DI VITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDI, I DUE CAPOGRUPPO AL SENATO E ALLA CAMERA
2. VITO CRIMI SU FACEBOOK: “NON RISPONDERÒ A NESSUN GIORNALISTA”http://www.facebook.com/vcrimi

VITO CRIMI In attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo. Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Da ieri ad oggi non è cambiato nulla. Abituatevi anche a chi dice si per dire si, no per dire no, senza. Interpretazioni. Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno che ci lasciate lavorare.

VITO CRIMI Chiedo a tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori di avere un attimo di pazienza, state scrivendo ad un ritmo pauroso e non è facile in questo momento rispondere a tutti. Ache a voi chiediamo solo di pazientare, daremo risposta ad ogni domanda. Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che comunque è già in atto malgrado le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi.

VITO CRIMI Infine preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming.

3. VITO, DAL TRIBUNALE DI BRESCIA AL SENATO – “LA RIVOLUZIONE DI UNA BANDA DI MATTI
Maria Corbi per “La Stampa”

Roberta Lombardi e Vito Crimi in conferenza stampa Mette le mani avanti: «Non ho un curriculum eccezionale». Anche se non è certo una manifestazione di insicurezza da parte di Vito Crimi, grillino prestato al Senato, eletto capogruppo dai suoi, anche se senza unanimità. Nella riunione a cinque stelle prende il microfono, si mette di spalle a Grillo (che subito dopo esce), ha il piglio sicuro, niente capelli e la barba sale e pepe.

Beppe Grillo Sembra essere a suo agio nelle vesti istituzionali. D’altronde ci aveva già provato, sempre con il M5S, nel 2010 sfidando Formigoni e Penati in Lombardia. In questo girone, invece, è stato il primo degli eletti alle parlamentarie a cinque stelle. Di mestiere fa l’assistente giudiziario alla Corte d’Appello di Brescia, dopo aver vinto un concorso nel 1999.

Ha 40 anni, nato a Palermo dove ha vissuto fino al 2000 nel quartiere Brancaccio insieme ai suoi genitori, impiegati. Il padre, socialista, gli ha insegnato a dare a tutti del tu, come ha rivelato lui stesso. «Soprattutto a quelli importanti, per principio». Ma preferirebbe non avere questa intimità con i politici della Seconda Repubblica ancora accomodati in Parlamento. Crimi non si è mai occupato di politica, preferendo gli scout della parrocchia. «Sono sempre stato impegnato nel sociale».

Beppe Grillo Beppe Grillo Lasciati i pantaloni corti e anche il liceo scientifico (si diploma del 1990 con il massimo dei voti) decide per la facoltà di Matematica. Ma gli studi vanno a rilento e vengono interrotti per il servizio militare. Poi l’occasione del concorso, del posto fisso. Il trasferimento a Brescia lo fa con la valigia ma non con il cuore e con un tarlo nella testa: non era proprio quella la sua strada. Si occupa di molte cose al Tribunale: dalla gestione del personale all’organizzazione e gestione dell’anno giudiziario, dai bandi di gara europei per le forniture del nuovo Palagiustizia di Brescia al portale web degli uffici giudiziari della città lombarda.

E arriva il momento in cui tutto cambia, l’incontro via rete con il Movimento, che gli stravolge le prospettive di vita: «L’incontro con questa banda di matti è avvenuta alcuni anni fa, in occasione del primo V-Day. Nessuno, allora, avrebbe immaginato che saremmo arrivati fino a questo punto, che avremmo portato una rivoluzione in questo Paese, che avremmo dato una spallata e una scrollata in modo da scrostare questi partiti che da anni governano questo Paese curando più i propri interessi che non quelli dei cittadini», dice nella sua presentazione.

Beppe Grillo «Io non ho un curriculum eccezionale: nel mio curriculum non troverete titoli di studio o chissà quali esperienze professionali qualificanti», insiste Crimi, «la mia esperienza l’ho fatta sul campo, in questi anni con gli amici del Movimento Cinque Stelle abbiamo fatto una marea di iniziative, formazione e informazione, ma anche la ricchezza delle persone che ho incontrato in questo cammino è stata quella che ha fatto crescere le mie conoscenze e le mie competenze». È di formazione laica Crimi, favorevole alle unioni gay e anche alle adozioni.

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