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Cassa integrazione, Cgil: “500 mila lavoratoti hanno perso 2.600 euro”

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Da gennaio ad aprile 2014 sono state autorizzate alle imprese oltre 350 milioni di ore di cig, svaniti in totale 1,3 miliardi di euro di reddito
Fonte di Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 maggio 2014 attualità
Tra gennaio e aprile 2014 i lavoratori in cassa integrazione hanno perso nel complesso redditi per 1,3 miliardi. Se si scende nel dettaglio, significa che, in media, i 510 mila lavoratori in cassa a zero ore hanno perso 2.600 euro a testa. Il dato è riportato dalla Cgil, con riferimento ai 351 milioni di ore di cassa autorizzate dall’Inps nei primi quattro mesi del 2014.

Ad aprile sono stati autorizzati alle aziende 86,8 milioni di ore di cassa. Le ore di cassa nel mese sono diminuite del 13,3% rispetto a marzo, e del 13,2% rispetto ad aprile 2013. Ma mentre si è registrato un calo consistente della cassa ordinaria, sono aumentate le richieste della cig straordinaria. “La crescita esponenziale della cassa integrazione straordinaria – afferma il segretario confederale della Cgil Elena Lattuada – segnala la permanenza di un livello strutturale della crisi, economica e produttiva. Nello specifico preoccupa enormemente la situazione in cui versano alcuni settori e aree del paese, siderurgia ed edilizia in primis, realtà diverse tra loro ma accomunate da una generale sottovalutazione dello stato di crisi in cui versano”.

La Cgil – che torna a chiedere con urgenza il rifinanziamento della cassa in deroga – ricorda che ad aprile a fronte di 86,8 milioni di ore di cassa nel complesso, la cig ordinaria diminuisce del 17,71% su marzo (a 22,5 milioni di ore) mentre la straordinaria con 46,9 milioni di ore aumenta del 3,2%. Diminuisce anche la cassa in deroga (-36,33% su marzo con 17,3 milioni di ore).

Nel primo quadrimestre dell’anno sono stati autorizzati alle imprese oltre 351 milioni di ore di cassa (-4,44% sullo stesso periodo del 2013). Nel periodo è diminuita la cig ordinaria (-27,08%) mentre è aumentata la richiesta per la cassa straordinaria (+18,16%). La cassa integrazione in deroga tra gennaio e aprile è diminuita dell’8,3% sullo stesso periodo del 2013.

Ad aprile, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti 1.022.078 lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 511.039 lavoratori, di cui 250 mila in cassa integrazione straordinaria e 115 mila in quella ordinaria.

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CASSA IN DEROGA, I SOLDI PROPRIO NON SI TROVANO APPELLO DEI SINDACATI IN UNA PIAZZA SEMIVUOTA

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Fatto Quotidiano 17/04/2013 Salvatore Cannavò attualità

La battaglia di primavera del sindacato si chiama cassa in deroga. Nonostante una manifestazione tenuta ieri davanti a Montecitorio, poco partecipata e composta in larga misura da pensionati, conclusa rapidamente, il tema è stato comunque posto all’attenzione della politica. Lo dimostra l’incontro avuto ieri mattina tra i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil e i presidenti di Camera e Senato. Nel “palazzo”tutti si dicono d’accordo nel sottolineare l’urgenza del problema sociale e la necessità di fare presto. Anche il ministro Elsa Fornero, che nel pomeriggio ha incontrato, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, si è dichiarata d’accordo con le richieste dei sindacati. Però i soldi necessari non si trovano. Elsa Fornero l’ha detto con molta chiarezza: “Lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sa- rà più bassa del 2012 e cioè 2,3 miliardi di euro”. Per Camusso sono 2,7 ma ognuno basa i propri calcoli su stime diverse. Il problema vero è che, come ha spiegato il ministro, il governo “è in scadenza”e non fa decreti. Se questo è il tappo che si frap- pone alla soluzione di un’emergenza la trattativa si mescola al- la situazione politica, alla nascita di un nuovo governo e, quindi, alla stessa elezione del presidente della Repubblica. Di fronte all’impotenza mani- festata dal ministero del Lavo- ro i sindacati puntano ora a incontrare direttamente il presi- dente del Consiglio, Mario Monti e il ministro dell’Econo- mia, Vittorio Grilli. “Noi non molliamo” fa sapere Luigi An- geletti ritenendo inaccettabile che si sia trovata la soluzione per 40 miliardi di debiti verso le imprese “mentre non si trova quel miliardo o miliardo e mezzo che serve per la cig”. Susanna Camusso ha invece in- dicato nelle spese militari e nel- la tassazione delle rendite e dei patrimoni la strada per trovare le risorse. Ma, appunto, se il governo alza le mani in segno di resa sul fronte degli strumenti, non si capisce come prosegui- re. UN’IDEA PRECISA su come reperire risorse ce l’ha il respon- sabile economico del Pd, Stefano Fassina che ieri sera, nell’au- dizione del ministro Vittorio Grilli alla Commissione specia- le della Camera, ha presentato la sua proposta: “Una rinego- ziazione con la Commissione europea del percorso verso gli obiettivi di deficit, comunque irraggiungibili”. Se per risolvere il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione si è ottenuto di alzare il rapporto deficit/Pil dal 2,5 al 2,9 per cen- to allora, spiega Fassina in un Transatlantico distratto dalle trattative per il Quirinale, occorre proseguire su questa stra- da. Un’ipotesi avvalorata anche dalla proposta del presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, di spalmare il pagamento dei debiti verso la Pubblica amministrazione su più anni liberando risorse per altri obiettivi. Di emergenze, in effetti, ce ne sono tante: “Esodati, contratti a termine nelle pubbliche ammi- nistrazioni, risparmio energeti- co, missioni internazionali, contratti di servizio con Fs, Anas e Poste”, per seguire an- cora l’elenco di Fassina. Il suo è un chiaro invito al governo in carica a farsi da parte per lascia- re il campo a un esecutivo do- tato di pieni poteri. Ma, per il momento, quell’esecutivo non c’è. Cgil, Cisl e Uil stanno quin- di ragionando sull’ipotesi di una manifestazione nazionale, da convocare a maggio dopo quella già convocata dalla Fiom il 18. Domani si incontreranno di nuovo anche per verificare se chiudere l’intesa sulla rappre- sentanza e aprire, così, una fase nuova nelle relazioni industriali.

L’ALLARME CGIL “Cassa in deroga, stanno finendo i soldi

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Fatto Quotidiano 15/04/2013 di Luca De Carolis attualità

Mezzo milione di italiani rischia di rimanere senza cassa integrazio- ne”. Alla vigilia della battaglia parlamentare per il Quirinale, il segretario della Cgil Susanna Camusso lancia un avviso ai naviganti: la crisi morde sem- pre di più, e i fondi scarseggiano. “Si stanno moltiplicando le domande di cassa inte- grazione in deroga, nei primi mesi del 2013 c’è stata un’ul- teriore accelerazione delle difficoltà” ha spiegato Camusso al Tg24 di Sky. Aggiungendo che “in qualche regione siamo già arrivati all’esaurimento dei fondi, e in alcune è neanche detto che si arrivi a giugno”. Insomma, servono soldi freschi, e in fretta. Quanti? Salvatore Barone, coordinatore Dipartimento settori produt- tivi della Cgil: “Solo per la cig in deroga, nel 2013 servirà oltre un miliardo. Con l’accordo dello scorso febbraio, il governo ha concesso attorno ai 250 milioni per l’anno in corso: ri- sorse che possono tamponare ma non certo risolvere”. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ne ha parlato in un’inter- vista al Mattino: “Al momento i finanziamenti certi sulla Cig n deroga arrivano sino a giu- gno, ma sono fiduciosa che si troverà quello che manca. Ho già segnalato al premier Monti e al ministro dell’Economia Grilli che bisogna trovare le risorse: ma non servirà una manovra”.NELL’ATTESA , domani Cgil, Cisl e Uil manifestaranno da- vanti a Montecitorio, per chiedere il rifinanziamento imme- diato della cassa in deroga. Perché mezza Italia è già con le casse vuote. Per esempio, la Toscana. “Credevamo di potere andare avanti fino a giu- gno invece da stamani non abbiamo più un euro per le ri- chieste di cassa in deroga che vanno oltre quelle già presen- tate entro il 30 gennaio” ha ammesso cinque giorni fa l’assessore toscano all’Economia, Gianfranco Simoncini. Soldi finiti anche in Abruzzo, secondo Cigl, Cisl e Uil: “Qui man- cano 50 milioni, i 40 stanziati non possono bastare”. Ma a battere il tasto dell’emergenza è anche un pilastro produttivo come la Lombardia: “I soldi per la cassa in deroga sono finiti” ripetono da marzo i sin- dacati. “Ci servivano 260 milioni, ce ne hanno dati 108 in due tranche, e la seconda non si è ancora vista” spiegavano pochi giorni fa dalla Cgil lom- barda. L’ultimo rapporto Cgil rac- conta che la cassa integrazione cresce, in tutte le sue varie forme: da quella ordinaria, (teo- ricamente) dovuta a difficoltà temporanee del mercato o del- l’azienda, a quella straordina- ria, che si applica nei casi più gravi, compresi quelli che por- tano al fallimento o alla liquidazione dell’azienda. Ma l’emergenza ora è proprio la cig in deroga: di fatto, l’ultima ri- dotta degli aiuti alle aziende, a cui possono accedere le imprese con meno di 15 dipendenti (che non hanno diritto alla cig) o quelle con più di 15 addetti, che abbiano però già esaurito le altre vie agli ammortizzatori sociali. Nei primi due mesi del 2013, il ricorso alla cassa in deroga è crollato quasi ovunque. Ma è solo un’illusione conta- bile. Semplicemente, non c’erano soldi per accedervi. CHIUSO a febbraio l’accordo tra Fornero e 13 Regioni (che finanziano in parte la cigd), a marzo le imprese italiane han- no fatto la fila per ottenere un po’ d’ossigeno. E infatti, tra febbraio e lo scorso mese la cassa in deroga è schizzata a +147% (dato Cgil). Ma i soldi stanno già finendo. Ancora Barone: “Le regioni più nei guai sono al Nord, dove l’in – dustria continua a pagare l’effetto della crisi che non si ferma. Ma i dati parlano di un grave peggioramento anche in molte zone del centro. Il problema è che ormai la situazio- ne è insostenibile anche per le piccole imprese, come quelle del manifatturiero, che sino a qualche tempo riuscivano a reggere grazie alle esportazioni. Ormai non ce le fanno più neanche loro, anche per i mancati crediti dalle banche”. Ad oggi, sempre secondo l’ultimo rapporto Cgil, i cassintegrati italiani sono oltre un milione. Almeno la metà è a rischio, in un Paese dove gli ammortiz- zatori sociali sembrano non bastare mai. Barone conclude con casi scuola di imprese in cassa in deroga: “Penso allo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo), a quello della Irisbus di Flumeri in Val- le Ufita (Avellino) o all’Alcoa, in Sardegna

Cassa integrazione a rischio per la Cgil mancano 2 miliardi


Fatto Quotidiano 12/12/2012 Salvatore Cannavò attualità
U n allarme tira l’altro e nel- la fine traumatica della legislatura i dossier sociali si accumulano irrisolti. Qualche giorno fa è stata l’Inps a ricor- dare al governo il problema della Cassa integrazione (Cig) schizzata al rialzo nel 2012 ri- spetto all’anno precedente, quando le ore autorizzate, pur consistenti, erano diminuite rispetto al 2010. Nei primi un- dici mesi di quest’anno, invece, è già stato superato il miliardo di ore autorizzate contro gli 898,1 milioni del 2011, un am- montare superiore al totale fat- to registrare l’anno scorso quando il numero delle ore di Cig autorizzata si è fermato a 973 milioni. La curva dunque torna a risalire dopo il piccolo sollievo del 2011. Andando a guardare la serie storica delle ore di Cassa integrazione gua- dagni, pubblicata dall’Inps, si nota infatti che dopo l’esplo- sione del 2009, quando si ve- rificò un aumento del 300% ri- spetto al 2008 – 913 milioni di ore contro i 227 milioni del- l’anno precedente – la crisi ha provocato un ulteriore aumen- to nel 2010, con 1,2 miliardi di ore autorizzate, ridottesi a 973 milioni nel 2011. Quest’anno, dunque, si potrebbe tornare al picco storico del 2010. “SI CONFERMA, rafforzata, la tendenza all’aumento di richie- ste di cassa integrazione –com – menta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – che lamenta anche la pressione ec- cessiva sulle strutture del suo istituto, chiamate a erogare le prestazioni. “Solo che, fanno sapere all’Inps, con il blocco del turnover, il personale si riduce di circa mille unità all’anno da quattro anni, per effetto dei pensionamenti. Sul fronte delle risorse, il pa- gamento della Cig è collocato all’interno del regolare flusso di servizi forniti dall’Inps alla vo- ce “spesa per prestazioni tem- poranee”. Le risorse stanziate, che per 3,7 miliardi nel 2011 sono state compensate dai con- tributi versati da lavoratori e aziende, sono aumentate dai 4,8 miliardi del 2009 ai 5,7 del 2010 per poi scendere a 5 mi- liardi nel 2011. Quest’anno la cifra necessaria potrebbe tor- nare ai quasi 6 miliardi del 2010 e il problema principale si pone per la Cig in deroga il cui fi- nanziamento viene stabilito dal Parlamento con apposita legge di anno in anno. Nel 2011 sono stati spesi, se- condo i dati pubblicati dal bi- lancio annuale dell’Inps, 1,3 miliardi ma la Cgil prevede che nel 2012 ne servano almeno due. Solo che al Senato è stato presentato un emendamento alla legge di Stabilità che dirotta risorse per la formazione dei l

ALCOA, PUGNI E RABBIA CONTRO LA POLITICA (Salvatore Cannavò).

ALCOA, PUGNI E RABBIA CONTRO LA POLITICA (Salvatore Cannavò)..

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