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Grillo scuote l’Europa. “Salverà l’Italia con referendum euro”

corel
Fonte Wall Street Italia l 27 febbraio 2013| Attualità
Per il Guardian il leader del Movimento 5 Stelle è l’unico che ha parlato ai giovani. “Fuori dall’euro mai più schiavi delle banche tedesche”. Su Berlusconi l’auspicio e’ che la sua irresponsabilità spinga l’Italia in una nuova crisi: quella sarà la salvezza del Paese.

Roma (WSI) – La politica italiana creerà un nuovo equilibrio in Europa. Per l’editorialista del quotidiano di Londra, The Guardian, Simon Jenkins, se Roma sarà fortunata finirà fuori dall’euro e lì potrà trovare la sua strada verso la ripresa, altrimenti sarà schiava a vita dei banchieri della zona euro. Comunque vada – sostiene – gli italiani non dimenticheranno mai l’esito delle elezioni politiche nel febbraio 2013.

Jenkins osserva che da Oltremanica si è sempre guardato all’Italia pensando al Vaticano e alle istituzioni politiche. Da questa settimana sulla stampa britannica è diventato Beppe Grillo l’alfiere dell’Italia. Nella sua villa di Sant’Ilario, sulle alture genovesi, il blogger adesso trascorre la giornata ad analizzare i risultati delle elezioni, a riflettere sulle strategie, a valutare le opportunità e i pericoli da scansare, gongolante per un exploit che pochi avevano previsto di queste dimensioni.

Come avvenuto in Grecia, anche l’economia italiana sta vivendo una fase di debolezza: è scesa di almeno il 2,2% lo scorso anno. “Mario Monti ha garantito con la sua politica questa spirale verso il basso e senza crescita”, denuncia il giornalista convinto che se avesse continuato a guidare il Paese avrebbe condannato le generazioni future di italiani a diventare schiave delle banche tedesche. Grillo invece ha parlato a quelle generazioni.

E adesso “l’evento più coerente con la sua politica può essere il referendum sull’euro”. Ma non solo. Anche il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi – conclude Jenkins – è una buona notizia in quanto “la sua irresponsabilità potrebbe contribuire a spingere l’Italia in una crisi finanziaria che poi diventerebbe la sua salvezza finale”.

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Elezioni, Krugman: voto anti austerity, punito Monti proconsole Germania

corel
Fonte wsi Italia 24/02/2013 attualità
Ora tutta la Ue dovrebbe riflettere sui suoi errori. Gli italiani hanno bocciato una politica troppo dipendente dall’influenza di Berlino, che vuole imprre politiche di austerita’ in un’economia gia’ in difficolta’.

NEW YORK (WSI) – Commentando il voto italiano sul New York Times, l’economista Paul Krugman fa un’analisi molto critica della situazione. Gli italiani, dice il premio Nobel, di fatto hanno bocciato una politica troppo dipendente dall’influenza di Berlino.

Il grande sconfitto è Monti, “il proconsole installato dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà”. E con Monti, aggiunge, è punito tutto l’establishment della Ue, che sta imponendo politiche di austerity eccessive e ricattatorie a tutti i paesi dell’Europa meridionale.

Il punto è che il termine “maturità” sempre usato dai media internazionali per invitare di fatto l’Italia a seguire la strada segnata dall’Europa, dalla Germania e da Monti, non è un termine neutro, per Monti. “Vorrei porre un’ovvia domanda – scrive l’economista – che cos’è, esattamente, ciò che attualmente viene fatto passare per maturo realismo in Italia o in Europa?”

La risposta non lascia adito a dubbi. “Per il signor Monti, il proconsole installato dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà, in effetti, ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei era la volontà di perseguire l’austerità senza limiti. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità avessero effettivamente funzionato, ma non è così. E più che sembrare maturi o realistici, i sostenitori dell’austerità sembrano sempre più petulanti e deliranti”.

Quanto alle conseguenze internazionali del voto italiano e alle sue incognite, Krugman non nasconde la sua apprensione ma ricorda che l’Italia non è un caso isolato.

“Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni italiane, ed è giusto così: anche se l’incubo di un ritorno di Berlusconi al potere non si materializzasse, una dimostrazione di forza da parte di Berlusconi, o di Grillo, o di entrambi destabilizzerebbe non solo l’Italia ma tutta l’Europa…
Ma l’Italia non è unica nel suo genere: i politici poco raccomandabili sono in aumento in tutta l’Europa meridionale.

E la ragione per cui questo accade è che i funzionari europei non ammettono che le politiche che sono state imposte ai debitori sono un fallimento disastroso. Se questo non cambia, le elezioni italiane saranno solo un assaggio della pericolosa radicalizzazione che verrà”. (TMNews).VOTA L’ARTICOLO

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