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Due tedeschi su tre rivogliono il marco

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Fonte Byoblu del
4 marzo 2013 attualità
Gli
obiettivi di “Alternativa per la Germania” sono indicati molto chiaramente nel manifesto pubblicato sul suo sito:

1.La Germania non deve più garantire i debiti degli altri Stati, in conformità al Trattato di Mastricht.
2.La moneta unita deve essere abbandonata. Tutti gli Stati dovrebbero poter uscire dall’euro e organizzare delle unioni monetarie maggiormente convenienti per loro (“un euro del nord” e “un euro del sud”) oppure introdurre dei sistemi monetari paralleli.
3.Bisogna indire un referendum prima che la Germania consenta di cedere una parte considerevole di sovranità nazionale.
L’obiettivo che il nuovo partito anti-euro si pone è quello di superare il 5% alle elezioni nazionali di Settembre, soglia di sbarramento per l’entrata nel Bundestag. Ovviamente non sarà facile, visto anche il brevissimo lasso di tempo che avrà per presentare il progetto ai cittadini. Tuttavia, un significativo contributo al successo potrebbe venire dalle regioni più ricche, come ad esempio la Baviera, dove più forte è il risentimento contro le politiche di riequilibrio europee. Per ora i leader dei comitati cittadini bavaresi, che nelle scorse elezioni locali hanno ottenuto circa il 10% dei consensi proprio avanzando proposte anti-euro, hanno declinato l’offerta di alleanza da parte dei fondatori di “Alternativa”. Ma non è escluso che un accordo potrebbe arrivare in futuro. E in ogni caso, un altro obiettivo dichiarato di “Alternativa per la Germania” è quello delle elezioni europee 2014, dove non esiste alcuna soglia di sbarramento.

I dirigenti del nuovo partito sanno di potersi rivolgere, del resto, ad un elettorato piuttosto eterogeneo e composito, ma accomunato da un medesimo sentimento: unn crescente euroscetticismo. Come già da mesi accade in Gran Bretagna, infatti, anche in Germania sta aumentando il risentimento dei milioni di cittadini che non accettano di dover risanare, tramite le proprie tasse, i conti disastrati di altri Stati membri dell’UE (l’ultimo caso è quello del salvataggio di Cipro). I recenti sondaggi parlano chiaro: 2/3 dei Tedeschi preferirebbe il ritorno al marco, e quasi la metà di loro si mostra convinta del fatto che, se l’Unione Europea non esistesse, in Germania si vivrebbe ugualmente bene o addirittura meglio. Solamente un terzo dell’elettorato tedesco si dichiara favorevole ad un’eventuale accelerazione del processo di integrazione.

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