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Acqua, bollette incoerenti rispetto al referendum

preso da lettera 43 del 31/01/2013 attualità
corelPer il Consiglio di Stato aumenti in contrasto col quesito popolare.

Acqua, bollette incoerenti rispetto al referendum
Per il Consiglio di Stato aumenti in contrasto col quesito popolare.
.In Italia si spreca il 30% delle risorse idriche.
.Le bollette dell’acqua «non sono coerenti» col quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011.
Lo ha detto il Consiglio di Stato in un parere all’Authority per l’energia, giudicando «in contrasto» col referendum il criterio della «adeguatezza della remunerazione dell’investimento» per determinare la tariffa.
AUMENTO APPLICATO LO STESSO. L’Authority ora deve tenerne conto per la adozione del nuovo sistema.
Il Consiglio di Stato ha ricordato in sostanza che il 7% di aumento sulle bollette, legato alla remunerazione del capitale investito, è stato applicato dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 nonostante l’esito referendario.
BOLLETTA ILLEGITTIMA. «Per il Consiglio di Stato i Referendum sull’acqua non sono stati rispettati; gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011», ha afferma il Forum dei movimenti per l’acqua. «Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull’acqua. Le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone».

Giovedì, 31 Gennaio 2013

Nestlè e il mercato dell’acqua: dei profitti sulla sete


preso da
http://www.alepalma67.com/acqua.htm
La privatizzazione dell’acqua-soluzione per i poveri?
Ad oggi, un quinto della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile. Più della meta dei letti d’ospedale del pianeta sono occupati da delle persone che soffrono da malattie propagate dall’acqua. Ogni anno, più di 2 milioni di bambini – 6000 al giorno – muoiono dalle sue infezioni. Le Nazioni Unite prevedono che nel 2025 i due terzi del pianeta vivranno in regioni con penurie d’acqua. Però, di fronte a questi giganteschi bisogni d’acqua pulita e potabile, gli investitori privati e le multinazionali attive nel trattamento delle acque richiamano alla privatizzazione delle sorgenti e delle reti di distribuzione dell’acqua. E proprio nel quadro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e dell’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS) che è organizzata la privatizzazione dei settori mondiali dell’acqua, con il sostegno attivo dell’Unione Europea. Una propaganda incessante appare nei media e vanta i meriti di una tale privatizzazione. Così, esempio tipico di questa argomentazione, la rivista «The Economist» dichiara che è aumentando il prezzo dell’acqua che la sua distribuzione può essere migliorata nei paesi del sud. Questo corrisponde alla logica neoliberale, che pretende che solo le merci che costano saranno trattate con cura. Questo ragionamento omette di evocare l’impossibilita nella quale si trovano le persone che vivono sotto la soglia di povertà di finanziare un tale aumento del costo dell’acqua. La teoria viene applicata nella realtà. Come lo costata il Programma dei Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUS), la privatizzazione della distribuzione dell’acqua e della sua potabilisazione hanno provocato, negli ultimi dieci anni, un aumento netto delle tariffe, a volte da oggi al domani, con conseguenze disastrose per la popolazione. Di più, il PNUS costata che il denaro prelevato sulle spalle dei poveri non è stato reinvestito, come annunciato dai media, nelle reti di approvvigionamento e di potabilisazione (di fatto questi investimenti sono diminuiti da l’introduzione dei attori privati sul mercato dell’acqua), ma è, d’altronde, servito ad aumentare il margine dei profitti delle grande multinazionali.

Speculazioni sulla commercializzazione dell’acqua
I soggetti direttamente interessati a questi profitti non si sbagliano a proposito della redditività di questo grande mercato dell’acqua. Due grandi settori sono nel mirino delle imprese private: quello della distribuzione dell’acqua e quello della vendita d’acqua in bottiglia. Nel 2000 è stato creato in Svizzera il primo fondo mondiale di piazzamento sull’acqua: il Pictet Global Water Fund. Un rapporto destinato agli azionisti di questo fondo costata che, grazie all’assenza di aiuto finanziario da parte delle autorità pubbliche nella distribuzione dell’acqua, «la percentuale della popolazione mondiale che usufruirà di un sistema di approvvigionamento in acqua con la partecipazione di società private passerà dal 7% al 17% nei prossimi quindici anni». il fondo conta di fatto su una crescita media dell’8% nel settore dell’acqua, un valore che può essere considerato molto altp. Annotiamo che il 6% delle posizioni del Pictet Global Water Fund sono investite in Nestlè.

Nestlè è il numero 1 mondiale nel mercato dell’acqua in bottiglia
Quale ruolo gioca Nestlè in questo enorme mercato dell’oro blu? La multinazionale svizzera è il numero 1 mondiale nel mercato dell’acqua in bottiglia. L’impresa possiede di fatto più o meno il 16% del mercato mondiale, seguita da Danone con pressappoco il 12%. Vengono poi Coca-Cola Co. e PepsiCo. Questo mercato rappresenta oggi 36 miliardi di Euro e gli esperti contano su una progressione media tra il 7 e l’8% all’anno fino al 2010, il che significa che la domanda dovrebbe raddoppiare in meno di 10 anni. Ma Nestlè prova ugualmente da poco da imporsi con numerosi acquisti sul mercato delle acque in bombone (?), dove è ancora poco presente. Nestlè Waters, gruppo di imprese che organizza i suoi interessi nelle acque, è molto redditizia: piu del 6% di benefici netti di Nestlè sono stati realizzati in questo settore nel 2003. Un altro indice dimostra che l’acqua è un settore molto interessante per la multinazionale di Vevey: quasi il 20% dei suoi investimenti nel 2003 sono stati fatti in questo settore! Nestlè gestisce decine di marchi d’acqua, di cui le più conosciute sono Perrier, Vittel, Contrex, San Pellegrino, Nestlè Pure Life e Nestlè Aquarel.

Pressioni dei paesi creditori dell”Italia(Germania e Francia) sulla manovra economica del governo Sviluppi battaglia contro le privatizzazioni

Pressioni dei paesi creditori dell''Italia(Germania e Francia) sulla manovra economica del governo Sviluppi battaglia contro le privatizzazioni.

Pressioni dei paesi creditori dell”Italia(Germania e Francia) sulla manovra economica del governo Sviluppi battaglia contro le privatizzazioni

nullParti tratte da Fatto Quotidiano, Repubblica e Corriere della sera.
Redazione
Nell’ultima puntata di Servizio Pubblico Ferrero(Rifondazione Comunista) ha cercato di riassumere i rapporti economici tra Italia Germania e Francia i due paesi maggiormente creditori.
Questi tre paesi hanno entrambi poche materie prime, perciò manufatturieri ed esportatori ma cmq legati economicamente e sopratutto commercialmente è chiaro l’interese economico della Germania e della Francia sulle privatizazioni dei servizi e degli Enti Italiani di grosso livello tipo L’Eni, o di far entrare delle loro società private e multinazionali come nel caso della gestione dell’acqua, in questo caso poterbbero gestirli a loro piacimento con dei evidenti vantaggi con un probabile aumento delle tariffe sulle bollette dell’acqua e di altri beni di prima necessità.
Oltre a questo stanno spingendo il governo Italiano a modificare l’art 18 con l’art 8 ,che è un arma a favore di chi la usasse di poter ridurre ulteriormente gli stipendi dei lavoratori a qualsiasi livello nelle aziende residenti in Italia.
Questo facilitterebbe ad avere manodopera a basso costo portando l’Italia a un regime economico recessivo.
Negli ultimi giorni c’è stato un colpo di coda dei sindacati non si sa per interesse loro e della sussistenza, o per una pressione generale, la questione non è ancora stata chiarita.
Negli ultimi due mesi La Merkel Sarkosy si sono incontrati più volte, nel tentativo di elaborare strategie economiche a vantaggio dei loro paesi e non come fanno credere per un patto politico Europeo.
Per quanto riguarda la battaglia del dopo referendum appare chiara l’intenzione del governo Italiano con l’ulteriore spinta di quello Francese di ribaltare il referendum fino ad ora riuscendoci visto le privatazzione che ci son state a Torino Bologna e in tanti altri centri Italiani.
Metto la cronistoria di cosa è capitato negli ultimi mesi.
Dopo il referendum abrogativo di giugno a favore della pubblicizzazione dell’acqua due mesi dopo nel decreto varato il l3 agosto, nell’articolo 4 della manovra, è stata approvata quella che i comitati chiamano una “fotocopia del decreto la liberalizzazione dei servizi publici locali.Capo dello Stato del risultato del referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi) che obbligava
a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. ”. Una norma che ricalcherebbe
“fedelmente” l’art.23bis, reinserendo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali abrogata.
dal primo quesito del referendum.
Nella legge di stabilità stabilisce i tempi di privatizzazione.
Secondo punto nella legge di stabilità si rinforza il concetto, stabilendo che i sindaci che non
metteranno a gara i servizi pubblici locali entro il 31 marzo 2012 potranno essere commissariati
o destituiti.
Riassunto di cosa è capitato in questi mesi.
Il post-referendum è stato un proliferare di provvedimenti “lontani” da quanto espresso dagli
italiani.
Prima punto di tutto la manovra estiva, a nemmeno un mese dalla ratifica del Capo dello Stato del
risultato del referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi)
che obbligava a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. Il l3 agosto,
nell’articolo 4 della manovra, è stata approvata quella che i comitati chiamano una “fotocopia
del decreto la liberalizzazione dei servizi publici locali.Capo dello Stato del risultato del
referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi) che obbligava
a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. ”. Una norma che ricalcherebbe
“fedelmente” l’art.23bis, reinserendo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali abrogata.
dal primo quesito del referendum.
Secondo punto nella di stabilità si rinforza il concetto, stabilendo che i sindaci che non
metteranno a gara i servizi pubblici locali entro il 31 marzo 2012 potranno essere commissariati
o destituiti.
Terzo punto Il governo dice che ha istituito l’authority per l’acqua. Al momento però si tratta
di mera enunciazione: mancano ancora tre decreti attuativi. All’agenzia, l’esecutivo dà il
compito di scrivere una nuova norma tariffaria. Nel frattempo, i gestori e le Autorità d’ambito
continuano a mantenere la tariffe come prima, dichiarandosi in attesa della nuova normative.
Metto il link a riguardo dell’aumento delle tariffe negli ultimi due anni
http://www.corriere.it/economia/11_nove … b4d4.shtmlIl Sì all’acqua pubblica uscito dalle urne lo scorso giugno rischia di vedere i suoi effetti
allontanarsi nel tempo, imprigionando la volontà popolare nelle pastoie giuridiche della
giustizia amministrativa.
La mossa avviata da Acea – primo operatore idrico, società quotata in Borsa che ha chiesto ad un
giurista esperto.
quali armi tecniche utilizzare per contrastare la volontà dei cittadini italiani.
Un dossier articolato, inviato a Renato Conti, manager della multinazionale romana, a capo
suffragato da firma dell’avvocato Giulio Napolitano figlio del Presidente della Repubblica..
Il documento e assilutamete legittimo – sta nella data, il 24 giugno 2011. L’interpretazione
giuridica contenuta anticipa le tesi sostenute poi in tutta Italia dalle Autorità d’Ambito.
I Comitati referendari forti non solo del risultato di giugno ma anche di aver roccolto
1.400.000, solleveranno a giorni la questione del conflitto di attribuzione tra poteri dello
Stato presso la Corte Costituzionale.che cmq è un filtro di grande importanza che se si pronuncia
essendo una volonta popolare è probabile annullulamento dei primi due punti..
Dalla Marco Bersani ha dichiarato che come secondo atto di protesta Ato per Ato, una diffida
dicendo: state applicando tariffe illegittime, vi invitiamo a ricalcolarle.
La risposta siamo in attesa della nuova agenzia.
Dopo la manifestazione del 26 a Roma poi abbiamo deciso di lanciare con la manifestazione di oggi
la campagna di obbedienza civile.
I movimenti dell’acqua hanno fatto ricalcolo che se ne deduce Il 7% sugli investimenti
effettuati, appunto, al netto degli ammortamenti. In realtà, nella maggioranza dei casi il
“profitto del gestore” incide sulle bollette con un’aliquota superiore, tra il 10% e il 20%.
Anche del Biellese si era paventata una privatazzione del 51% rimanente dell Cordar , l’aumento
delle spese in generale a causa della nuova manovra situazione e il rischio della
privatizzazione sovrariccherebbe di tasse i ceti medi e i piccoli imprenditori le parti portanti
dell’economia attuale col rischio di una pesante recessione con la conseguente mancanza di
lavoro la situazione si può rinere preoccupante .
la campagna di obbedienza civile lanciata in tutta Italia dal comitato referendario Nazionale per ora non ha
avuto risposta nel Biellese basata su un controllo delle tariffe Comune per comune da mandare al
Comitato Nazionale.

Intanto segnalo questa iniziativa Verso la costruzione della rete europea per l’acqua bene
comune” che sarà fatta Napoli, 10-11 Dicembre 2011 uno dei pochi comuni che ha pubblicizzato
l’acqua.

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1227:na
poli-10-e-11-dicembre-2011-comunicato-stampa&catid=137

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