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L’eterno MoVimento (perchè votare 5stelle secondo Claudio Messora)


da Byoblu 1 dicembre 2012 – 12.34
Sono tempi bui. Lo sono da duemila anni, certo, e i nostri non fanno eccezione: non abbiamo il copyright del malaffare. Non siamo originali neppure in questo. E’ una battaglia millenaria e infinita dove non si vince e non si perde mai veramente. Innanzitutto perché non è che da una parte ci siano i buoni e dall’altra i cattivi. Molto spesso i buoni diventano cattivi quando annusano il potere. Altre volte – accade anche questo – i cattivi riescono perfino a diventare buoni, folgorati sulla via di Damasco. Secondariamente, perché ci si alterna: gli schiavi si rivoltano e uccidono i padroni, le superpotenze declinano e i paesi emergenti le sostituiscono, le guerre invertono i rapporti di forza, le rivoluzioni cambiano le forme di Stato. Poi tutto si riamalgama, come una nuova tonalità di colore versato in una latta di blu acceso. E’ la complessità della chimica applicata alla società. E’ la fisica dell’entropia contro la misteriosa volontà organizzatrice della vita. E’ la forza repulsiva, il grande e continuo small bang , contrapposta al magnetismo e alla forza di gravità. Opposti che si attraggono.

E infatti così accade anche in politica, se ci pensate bene. La corruzione e l’illegalità attirano movimenti nati per contrastarle. I rivoluzionari attirano i reazionari che assumono come unico scopo di vita la sconfitta dei primi e la restaurazione di un’immaginario, aleatorio status quo. I neoliberisti sono pervasi dalla travolgente necessità fisica di imporsi contro i socialismi, soprattutto quelli estremi. Quelli che “i mercati” si alzano con l’unico scopo di sopraffare quelli che “il debito pubblico non è il problema”, e viceversa. Quelli che “il sogno dell’Europa” considerano folli quelli che “bisogna tornare alla lira”, e viceversa. Si combattono, ma esistono solo l’uno in funzione dell’altro. Odi et amo. La perfezione non è di questo mondo e non si raggiungerà mai. Il senso di tutto quanto è l’eterno movimento, la tensione verso un principio che appare superiore. Eraclito docet.

Il MoVimento Cinque Stelle è una variabile di questa complessa funzione macrosociale. Al momento, è l’unica variabile indipendente, e soprattutto l’unica che si muove in un intervallo abbastanza ampio da poter modificare la curva della funzione istituzionale e farla tendere all’infinito. Non è una funzione continua e sicuramente mostra qualche scalino, qualche tratto discontinuo dove assume valori indefiniti. Ma nessuna corrente di pensiero è mai stata pura: la storia è piena di scissioni e dispersioni di potenza, in tutte le correnti, a destra come a sinistra. Gli interventisti contro i pacifisti, i socialisti contro i comunisti, perfino la Chiesa ha le sue correnti interne ed è riuscita prima a combattere strenuamente i liberali, come portatori di una minaccia al suo controllo sociale, e poi a sostenerli come unica forma di opposizione ai movimenti sociali che volevano mettere in discussione la proprietà privata, di cui il Vaticano disponeva (e dispone) in abbondanza. Un movimento si valuta a seconda del momento storico e del bilancio tra l’utile cambiamento sociale che è in grado di produrre e gli eventuali svantaggi di cui si fa latore. Perfino Montanelli disse, un giorno, che avrebbe votato “turandosi il naso”.

Oggi, di fronte allo sfacelo, all’innegabile degrado istituzionale, all’immanenza di un decadentismo sul quale tutti concordano, indipendentemente dalle ragioni che adducono, c’è solo un movimento che fa proposte coraggiose, chiare, e che ha i numeri per entrare in Parlamento dalla porta principale. C’è solo un movimento che ha un principio ispiratore forse antico – la lotta alla corruzione dei valori e delle persone – ma declinato secondo una filosofia nuova, assistita dalla modernità di una tecnologia che nella storia non è mai stata disponibile prima, e soprattutto deciso e non disposto a mediare. C’è solo un movimento con una identità chiara e che mantiene saldo il timone verso l’isola che non c’è e che magari non si troverà mai, ma che intanto ti fa fare un altro tratto di mare in una direzione ostinata e contraria al vento dei tempi che soffiano grigi, e che schiaffeggiano il volto con zaffate di maleodorante rassegnazione. C’è solo un movimento che ha la credibilità per tentare il tutto per tutto e proporsi come reale alternativa, perché è l’unico movimento che è nuovo davvero, e non solo per le cose che dice, ma soprattutto per le cose che fa, come il codice di comportamento degli eletti.

C’è solo un movimento che ha l’opportunità di cambiare tutto o molto, “oggi”. E che dovrà forse necessariamente anche cambiare esso stesso, “domani”. Ma non a due passi dallo scrivere una pagina di storia. Avrà modo di voltarla, subito dopo, e scriverne una successiva, ancora migliore. E migliorabile a sua volta, come semp

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Siciliani nel mondo, ascoltatemi (Beppe Grillo)

da BeppeGrillo.it

Siciliani nel mondo, ovunque voi siate, a Toronto in Canada, a Little Italy a New York, ad Alice Spring al centro del deserto australiano o nelle mille terre del Sud America, ascoltatemi. Io ho bisogno del vostro aiuto, la Sicilia ha bisogno del vostro aiuto e anche l’Italia, che spesso vi è stata matrigna e vi ha costretto a lasciare la vostra isola, ha bisogno di voi. Potete fare molto, cambiare tutto perché, almeno una una volta nella Storia, tutto cambi veramente. I treni del vero cambiamento passano poche volte nella vita, uno di questi rarissimi treni sta percorrendo in questi giorni la Sicilia, da Messina a Palermo, da Termini Imerese a Cefalù. Lo vedi, il passaggio del treno, negli sguardi dei ragazzi siciliani che credono finalmente nella possibilità di creare sviluppo e ricchezza nella loro isola senza dover emigrare, lo vedi nel pianto di alcuni vecchi che mi hanno abbracciato come se fossi un loro figlio e nelle piazze piene all’inverosimile in cui si è accesa una speranza di buon governo, di futuro e di libertà dai ricatti dei capibastone. Ovunque voi siate telefonate a casa, inviate una mail, fate informazione presso i vostri amici e parenti in Sicilia. La libertà di informazione in Italia è agli ultimi posti nel mondo, al 61esimo posto dopo Haiti, Samoa, Guyana. Le televisioni e i giornali sono strumenti di propaganda dei partiti e delle lobby. Sono l’ultima barriera di una classe politica predatoria e vorace che ha prodotto i Cuffaro e i Lombardo. Collegatevi alla Rete, che in Sicilia è quasi inesistente, guardate le dirette su Ustream e su Youtube, ascoltate i ragazzi del MoVimento 5 Stelle e il loro portavoce Giancarlo Cancelleri, leggete il programma e poi chiamate i vostri conoscenti e spiegate che il loro voto alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre è importante sia per loro che per voi, perché domani potrete scegliere se ritornare dalle vostre nuove patrie nell’isola di luce al centro del Mediterranneo che avete lasciato. Quanti siete nel mondo? Milioni, decine di milioni? Il vostro potere è enorme. Il vostro passaparola deve sentirsi fino ai due poli. Un fragore mai sentito prima. Se cambia la Sicilia, cambia l’Italia. E poi, forse, anche l’Europa. Non lasciate soli i vostri ragazzi.

Lettera aperta a Martin Schulz Da BeppeGrillo.it


Gentile Martin Schulz,
nella sua recente visita nel nostro Paese ha fatto delle affermazioni su di me e sul MoVimento 5 Stelle che dette da lei, nella sua qualità di presidente del Parlamento europeo, sono molto gravi. Le riporto integralmente:
“Quando i politici vanno a vedere una commedia penso sia meno pericoloso di quando i comici diventano politici. Grillo è un classico fenomeno di protesta che non mi pare né molto democratico, né molto trasparente. Non ha uno statuto per il suo movimento. Non si sa come lavora. Lo fa anonimamente e su internet. Non è disposto a discutere e non rappresenta una cultura democratica tradizionale. Dire sempre no a tutto senza dire a favore di cosa si è non è un’opzione. E dire usciamo dall’euro e torniamo alla lira io penso che sia pura ciarlataneria”.
Io credo che lei non disponga di tutte le informazioni o sia stato male informato. Il MoVimento 5 Stelle ha un programma. Il MoVimento 5 Stelle ha uno Statuto. Il MoVimento 5 Stelle è un movimento democratico che si ispira alla democrazia diretta non intermediata dai partiti. Il MoVimento 5 Stelle ha agito soltanto per vie democratiche. Ha raccolto 350.000 firme per una legge di iniziativa popolare per non consentire ai pregiudicati di entrare in Parlamento e per l’elezione diretta del candidato, legge mai discussa dal Senato in 5 anni. Ha raccolto le firme per tre referendum sulla libertà di stampa, uno per l’abolizione della legge Gasparri che favoriva le emittenti di Berlusconi, osteggiato da tutti i partiti tranne l’Italia dei Valori. Ha partecipato a elezioni comunali e regionali senza alcun contributo pubblico facendo eleggere circa 400 consiglieri e quattro sindaci. Il MoVimento 5 Stelle è per la trasparenza assoluta di ogni atto pubblico. Il MoVimento 5 Stelle non lavora anonimamente, ma pubblicamente e, questo è vero, usa Internet come media essendo tutti gli altri, televisioni e giornali, occupati da lobby o da partiti. Le posso assicurare che io e i ragazzi del Movimento 5 Stelle siamo sempre disposti a discutere. Lo facciamo nelle piazze, nelle strade, nei banchetti, oltre che sulla Rete. La scorsa primavera, nel periodo pre elettorale, ho parlato in decine e decine di piazze italiane a migliaia di persone e discusso direttamente con centinaia di cittadini. Senza alcuna scorta e a mie spese. Il MoVimento 5 Stelle si confronta con i cittadini, a loro risponde, è composto da cittadini. In quanto all’euro, non ho detto che bisogna uscirne, non voglio arrogarmi una decisione così importante, ho proposto invece che siano gli italiani attraverso un referendum a decidere. Non è democrazia? Lei ci accusa di non avere “una cultura democratica tradizionale” e, devo confessare che non riesco a capirne il senso. Cosa vuol dire “tradizionale”? Il MoVimento 5 Stelle è democratico. “Democratico” senza aggettivi, né ideologie.
Le propongo un incontro, che spero lei voglia accettare, per rassicurarla e per esporle i punti del programma del M5S.
Cordiali saluti.” Beppe Grillo

Il sequestro dell’inceneritore di Parma (da BeppeGrillo.it)


Le buone notizie vanno date subito!
“La Procura chiede il sequestro dell’inceneritore di Parma. Alla base della richiesta (e dell’inchiesta che vedrebbe indagate 10 persone) le presunte mancate autorizzazioni alla realizzazione dell’opera. La Procura di Parma ha chiesto il sequestro preventivo del cantiere dell’inceneritore di Ugozzolo. La richiesta è stata inoltrata dal pm Roberta Licci e vedrebbe 10 persone indagate. I reati ipotizzati sono abuso edilizio e abuso d’ufficio.” ParmaDaily.it

La BBC e il MoVimento 5 Stelle


intervista a Pizzarotti
La BBC ha dedicato al MoVimento 5 Stelle un servizio lo scorso 15 agosto(video).
“Una nuova forza è esplosa sulla scena politica italiana. Non è un partito uguale agli altri, ma un movimento di cittadini nato in Internet. I suoi supporter detestano i tradizionali partiti e i loro politici e stanno scuotendo il sistema politico. A Parma il “potere al popolo” è nell’ordine delle cose, l’agenda del giorno.”

Plotone di esecuzione (da Beppegrillo.it)


Viviamo tempi interessanti. Siamo arrivati alla resa dei conti, al collasso economico e sociale di una Nazione. Ed è iniziato il gioco al massacro verso chi si oppone. Si attacca sempre con ferocia, come insegna la Storia, chi vuole il cambiamento e denuncia l’insostenibilità di un Regime. Così si spostano le lancette in avanti. Un anno, anche pochi mesi, sono meglio di niente per chi gode di privilegi intollerabili, impunità e fiumi di denaro pubblico. Direttori di giornali, partiti, istituzioni, lobby sono schierati come un plotone di esecuzione per abbattere il MoVimento 5 Stelle. Lo fanno ormai senza pudore, alla dove cojo cojo. Non ci sono giornali buoni, non ci sono partiti buoni, non ci sono lobby oneste. Distorcono le notizie, insultano, propongono sondaggi farlocchi, cercano ogni giorno il pelo nel buco del culo degli attivisti e dei consiglieri del M5S, del blog, dello staff, di Beppe Grillo. E’ uno sport nazionale al quale non si sottrae più nessuno: “prima li diffami, poi li isoli, poi li annulli”. Un gioco praticato dal dopoguerra che non ha mai fatto prigionieri e ha lasciato dietro di sé un’autostrada di sangue. Oggi, anche se il gioco riuscisse, il baratro attende comunque questi sciagurati che attaccano come dei cani rabbiosi chiunque li metta in discussione, invece di affrontare la catastrofe ormai alle porte riconoscendo i loro errori e togliendosi dai coglioni.
Dopo la vittoria di Parma il vento è cambiato. Un vento di scirocco, umido, oleoso, pesante è penetrato nelle segreterie dei partiti, nelle direzioni dei giornali, nei consigli di amministrazione dei concessionari di Stato, nei salotti delle banche. Da qui alle prossime elezioni la parola d’ordine è la distruzione con qualunque mezzo, in ogni modo del M5S, anche con una legge elettorale su misura che lo escluda dal Parlamento. Il Paese sprofonda, ma da Bersani a Berlusconi, dal Corriere della Sera alla Repubblica, il problema dei problemi è il M5S. Non sanno cosa li aspetta, o forse lo sanno troppo bene. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

Previsioni elettorali Dal Blog di Beppe Grillo

preso da BeppeGrillo.it

Premessa: nessun partito e nessuna istituzione vogliono tra i coglioni il MoVimento 5 Stelle. Il boom dei cittadini offende orecchie disabituate al cambiamento. L’attuale fregola per modificare la legge elettorale deriva dalla paura di mollare le poltrone, e forse anche il governo. Con il Porcellum, del quale per tutta una legislatura non è fregato nulla a nessuno, il M5S potrebbe ottenere il premio di maggioranza. Per i partiti sarebbe notte. Pece nera. Da qui al 2013 ci sono quindi vari scenari possibili all’esame dei partiti:
Primo scenario: due coalizioni, Pdl+Lega, Pdmenoelle+UDC+SEL+ “chiunque altro ci voglia stare” si presentano con il Porcellum. I leader dei due raggruppamenti si combattono aspramente in campagna elettorale, raccattano tutti i voti possibili e, subito dopo, danno vita a un governo di unità nazionale per “il bene della nazione”. Unica opposizione in Parlamento il MoVimento 5 Stelle. Questa ipotesi presenta una controindicazione. Se il M5S facesse il botto e risultasse primo, il piano fallirebbe.
Secondo scenario: pungolati da Napolitano, i partiti riscrivono finalmente la legge elettorale. La scrivono ovviamente pro domo loro, disegnandola sull’esclusione del M5S dal Parlamento o per una sua ridottissima rappresentanza. Questa ipotesi non ha controindicazioni, ma è di difficile attuazione per la mancanza di tempo e la ritrosia dei segretari di partito a mollare il Porcellum che consente di eleggere madri, amanti, figli e cognati.
Terzo scenario: le elezioni vengono rinviate di un anno di fronte all’aggravamento della crisi economica (tra un anno sarà fortemente peggiorata). Uno scenario possibile sia per le attuali leggi che per la Costituzione. Rigor Montis viene quindi confermato nella sua carica di presidente del Consiglio dalla BCE, l’attuale rappresentanza parlamentare guadagna (in tutti i sensi) un altro anno ed elegge una donna, come auspicato da Napolitano, Emma Bonino, ultra liberista e frequentatrice del Bildeberg. Questa ipotesi ha come controindicazione l’esplosione di scontri sociali, ma in cambio consente l’assoluto controllo del Parlamento.
Quarto scenario: una coalizione Pdl, Pdmenoelle, Udc con Rigor Montis come candidato premier, si presenta alle elezioni con il Porcellum. Ottiene il premio di maggioranza. Tutto cambia perché nulla cambi rispetto ad ora per altri 5 anni. Nessuna controindicazione se non la presenza del MoVimento 5 Stelle in Parlamento.
Per ognuna di queste ipotesi va considerata comunque la possibilità di una crisi economica anticipata senza precedenti. In questo caso varrebbe una quinta ipotesi che contempla l’uso di centinaia di elicotteri per la fuga della classe politica che oggi, di fronte allo sfascio del Paese, di cui ha la totale responsabilità, discute soltanto di alchimie elettorali e di alleanze.
Quale ipotesi pensate sia più probabile?

P.S. Guido Fegatilli nel comune di Celano è diffidato dall’uso del simbolo del MoVimento 5 Stelle per il quale non ha ottenuto certificazione. Le liste certificate sono visibili sulla pagina del MoVimento 5 Stelle.

PA R M A Giunta difficile tra poteri forti e ingenuità


Fatto Quotidiano 29/06/2012 di Silvia Bia e Ferruccio Sansa attualità
Uniti nella buona e nella cattiva sorte. Federico Pizzarotti e Beppe Grillo. Come sposi, e non importa quanto sia l’amo-
re. Se il sindaco di Parma vincerà la sua scommessa, sarà un traino formidabile per il Cinque Stelle. Se fallirà, si porterà dietro il movimento. Proprio nel momento in cui si prepara al grande salto verso il Parlamento. Addirittura Grillo pronuncia la parola governo: “Il Movimento parteciperà alle elezioni politiche qualunque sia la legge elettorale. Non ci sarà alcuna alleanza con i partiti. Non chiederemo rimborsi elettorali”, ha annunciato ieri Grillo sul suo blog. Intanto, però, tutti a guardare Parma: “Si interessano a me perché vogliono mettere in crisi Grillo”, sospira Pizzarotti. “Sono stanco. Vivo qui dentro”, dice indicando i muri del suo ufficio. Vita privata? “Non ce l’ho più, ma l’ave vo messo in conto”. Il rito della pausa pranzo con la moglie è saltato, Cinzia gli ha portato il panino in ufficio e l’altro giorno addirittura avrebbe dato buca a Bruno Vespa che ha fatto però sapere di “non aver mai fatto un viaggio a vuoto”
È PASSATO poco più di un mese dal trionfo: sembrava che Pizzarotti spaccasse il mondo. Oggi sembra tutto archiviato: in tanti puntano il dito sulla giunta che ci ha messo un mese per essere varata (manca ancora l’assessore all’Welfare) e che solo ieri si è riunita adottando le prime delibere. “Ai tempi di tivù e Internet le stagioni della politica durano settimane, giorni”, sussurra un dipendente comunale che ha visto di tutto, dai politici navigati ai ragazzi di Grillo. Aggiunge: “Non basta un Comune sull’orlo della bancarotta, con un miliardo e 199 di debiti. Qui è in gioco la battaglia tra Cinque Stelle e partiti. Grillo è stato decisivo per la vit-
Parma oria, ma adesso rischia di attirare su Pizzarotti tanti nemici romani. Di più: da Parma si capirà se è possibile amministrare una città partendo da zero”. Per dirla con Nicola Dall’Olio, capogruppo del Pd, si capirà “se non avere esperienza politica sia davvero u’Olio non è uno degli avversari più ostili di Pizzarotti, anzi, talvolta pare più critico con la nomenklatura del suo partito. Oggi, però, è duro: “A volte pare che la città sia senza governo. È vero che serve tempo per imparare, ma il tempo non c’è. Ci sono scadenz
are l’accordo per la cessione di una società partecipata siglato il giorno prima del ballottaggio dal commissario e che a me suscita molte perplessità. Sabato c’è la scadenza del Teatro Regio che è in crisi drammatica. Non discuto la qualità delle persone, ma viene il dubbio che andassero bene come opposizione, che non fossero pronti a govern a re ”. Il capogruppo Pd aggiunge: “Manca cultura della politica e delle istituzioni. Se non conosci i meccanismi, le leggi, le persone rischi di essere d i vo ra t o ”, conclude Dall’Olio che pure con Pizzarotti ha tanto in comune, dalla giovane età alle battaglie per rinnovare la classe dirigente e contro il cemento. Il sindaco in scarpe da tennis ha capito che il gioco è duro.
E ci sono tanti nemici. Molti oltre l’orizzonte della pianura che in questi giorni è di un bianco abbacinante. A Roma, insomma. Sono quelli che sperano nel naufragio di Pizzarotti per sconfiggere Grillo. “Si trovano, magari, più nel Pd (nella componente ex-Ds), che non nel centrodestra”, am-mette un dirigente del centrosinistra. Poi ci sono i nemici locali, i cosiddetti poteri forti, che riuniscono una fetta di imprenditori e di politici di lungo corso. Le partite in ballo sono enormi: l’inceneritore che i Cinque Stelle vorrebbero fermare, la poltrona del Comune nel colosso Iren. Ma soprattutto i programmi di Pizzarotti sul mattone: l’opzione quasi) zero cemento, lo stop agli 850 appartamenti previsti ogni anno. Un guaio per i signori del mattone. Non l’unico. A Parma non si contano i progetti incompiuti o rimasti sulla carta: dalla stazione ferroviaria alla cittadella del rugby. Poi Welfare community center (“cittadella della terza età”) e Palasport. Infine alberghi, supermercati e interi quartieri pronti a venir su nel-l’incertezza dei piani urbanistici. Su televisioni e giornali nazionali gli attac-hi alla giunta sono quotidiani. “Il più critico di tutti sembra Repubblica, redazione di Parma”, puntano il dito i fan del sindaco. Sul sito della redazione è comparso un blog (“È l’Eldorado o la Sicilia?”) dai toni quasi leghisti: “Non credo che i parmigiani che vi hannootato, lo abbiamo fatto per essere imbarcati in direzione Eldorado e vedersi sbarcare su una costa della solita Sicilia, spacciata come America”. “La mac-hina del fango è in azione”, è scritto sul sito Cinque Stelle di Parma. Vero, Pizzarotti ha trovato molti critici. Ma qualche motivo l’ha fornito: prima le polemiche per la possibile scelta come dirigente del Comune di Valentinoavolazzi (espulso dal Movimento) e l’anatema di Grillo. “Poi hanno indicato come assessore all’urbanistica una persona che nel 2005 era fallita e avevaealizzato costruzioni senza i permessi. Niente di penale, ma non poteva fa-e l’a s s e s s o re ”, sostiene Giuliano Molossi, direttore della Gazzetta di Parma, storico giornale cittadino di proprietà degli industriali (che controllano anche radio e televisioni locali).
POI C’È LA giunta ancora incomple-e soltanto ieri ha preso le prime delibere. Lui, Pizzarotti, replica: “Le delibere non si fanno per riempire carta, è importante il contenuto. Presto ar-veranno delibere per combattere l’e-asione fiscale immobiliare”. Poi “en-o sabato prenderemo importanti decisioni sul teatro”. Marco Vagnozzi, il suo braccio destro, presidente del consiglio comunale, sottolinea: “Mica siamo gli unici, a Piacenza, per dire, di delibere ne hanno fatto tre”. E la giuntahe è ancora incompleta? “Ci chiedono di indicare persone nuove, ma questo richiede tempo”. Già, l’idea di ricorrere ai curricula per selezionare la squadra era bella sulla carta, ma si èvelata complicata – e non priva di trabocchetti – nella pratica. “È presto periudicare”, sospende, però, il giudizio Molossi. Gli industriali sono contrari al nuovo sindaco? “No, non sono né sostenitori, né avversari”. Paradossalmente, le critiche arrivano più da fuorihe da Parma. In città la fiducia in Pizzarotti resiste. Per capirlo basta visita-e gli uffici comunali di Largo de Strada: “Abbiamo fiducia in lui – ra c c o n t a un gruppo di dipendenti – È alla mano, e non per le scarpe da tennis… che èolklore. No, visita gli uffici, parla con i dipendenti, non succedeva da decenni. E gli assessori abbandonano il palazzo del Comune per tornare qui, al lavoro con i loro dipendenti. Qualcosa è cambiato”. Lui, Pizzarotti, resta blindato nel suo ufficio fino alle nove di sera quando il Comune chiude. La suagenda è una raffica di impegni ogni giorno; di corsa da una parte all’a l t ra della città. Mille volti nuovi. “Gli industriali? Li ho incontrati due volte. Ho visto anche i sindacati, tutti insieme, mi sembra giusto così”, racconta il sindaco con la cravatta e la giacca sulle spalle ancora di ragazzo. Che devono sostenere un peso mica da poco: il riscatto della città, ma anche sfide tanto più grandi di lui che si combattono lontano da Parma.

Passaparola – La carica dei 101 (Beppe Grillo).

Passaparola – La carica dei 101 (Beppe Grillo)..

Raccolta firme contro l’inceneritore nel nord Piemonte contro la costruzione dell’inceneritore di quadrante delle quattro province (VCO-NO-BI-VC)


Da Quotidiano Piemontese domenica 18 marzo 2012
Domani a Verbania e Domodossola saranno presenti i banchetti informativi del Movimento 5 Stelle per la raccolta firme in vista di una petizione contro la costruzione dell’inceneritore di quadrante e la proroga dell’attività dell’inceneritore di Mergozzo (che avrebbe già dovuto essere dismesso, la cui chiusura rende necessario ridefinire lo smaltimento dei rifiuti), e per la promozione di sistemi alternativi più moderni ed efficienti di trattamento dei rifiuti.
I grillini si propongono di raccogliere documenti, studi e proposte su molti argomenti che riguardano i cittadini e i loro diritti, in particolar modo relativamente ai temi (scuola, sanità, trasporti,ecc.) che creano malcontento nella popolazione e sui quali c’è poca informazione o di cattiva qualità con l’obiettivo di ottenere maggiore chiarezza e risultati che soddisfino i cittadini stessi.

Nel comunicato relativo a questa raccolta di firme si legge, “si vuole […] portare a conoscenza di tutta la cittadinanza che l’incenerimento è una pratica incivile, antieconomica e dannosa per la salute e per l’ambiente e che tale pratica viene prevista solo come ultima alternativa anche nel testo unico ambientale.” E ancora “l’incenerimento non è la soluzione al problema [dei rifiuti], anzi ne crea altri che si ripercuotono inesorabilmente sulle tasche dei cittadini ma, cosa ancor più grave, danneggiano la salute dei cittadini stessi e delle generazioni future”.

Verrà cioè sostanzialmente chiesto alle autorità competenti di non programmare la costruzione dell’inceneritore per le provincie di Novara, Verbania, Vercelli e Biella e agli enti locali di prendere posizione contro questo genere di provvedimenti, nonché la ridefinizione dei piani di gestione dei rifiuti prevedendo l’uso di nuove tecniche e tecnologie a minor impatto ambientale.
Nei prossimi fine settimana sono in via di definizione altri incontri in altre località della zona per promuovere l’iniziativa.

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