Archivi categoria: politica

I VECCHI AMICI DI ALEMANNO OMBRE E GUAI IN CAMPIDOGLIO DA MANCINI A PANZIRONI, STORIA DEI RAPPORTI “PERICOLOSI TRA IL PRIMO CITTADINO E TANTI MANAGER DELLA DESTRA ROMANA

corel
Fatto Quotidiano 29/04/2013 di Rita Di Giovacchino attualità

Mancini non è il mio braccio destro, sono illazioni da cui nonmi farò condizionare”. Alemanno non flette e non recede, non ha altra scelta che tornare a fare il sindaco di Roma e nonintende rinunciarci. La valanga rischia di travolgerlo, ma lui glissa, smussa, minimizza. Riccardo, che riceveva dall’assessore Mancini chi? Che l’ex ad di Ente Eur fosse “diretta espressione del vertice dell’amministrazione capitolina”, uomo “subordinato” al sindaco di Roma, in realtà lo afferma il gip Stefano Aprile nell’ordinanza d’arresto in cui contesta all’ex ad di Ente Eur il reato di concussione: “Non aveva incarichi ufficiali, ma riceveva nella stanza del- l’assessore”. Non è cosa facile prendere le distanze dall’amico di un vita, a legarli è il comune passato di “duri e puri” da Avanguardia nazionale a Boia chi molla. E lui Mancini in effetti non lo ha mai mollato, almeno finora. La loro amicizia era nata proprio all’Eur. Il Fun- go era il punto di raccordo negli anni Ottanta della fascisteria romana, dai Pariolini come Alemanno, ai fratelli Fioravanti, noti per i molti omicidi e i famosi processi, fino a Massimo Carminati, il Nero di Ro m a n zo Criminale, che all’Eur spa era di casa, qualcuno pensava che ad- dirittura Mancini lo avesse assunto. “Macché è soltanto un vecchio amico”, si è giustificato lui. A preoccupare in queste ore il sindaco di Roma è soprattutto una cena con i vertici di Fin- meccanica, possibile oggetto di un suo interrogatorio in procura subito dopo Pasqua. “Sono stato a cena con Guarguaglini, c’era anche Cola, Mancini non c’era”. Ma “chi tocca quei fili muore” e i rapporti con Finmeccanica hanno bruciato gloriose carriere, dentro e fuori piazza Montegrappa, da Guarguaglini a Tremonti, al suo braccio destro Milanese, condannato ieri a 8 mesi per quella barca da 16 metri ottenuta in cambio del suo interessamento agli appalti Enav. “I filobus era- no soltanto uno step in vista del mega-appalto da 2 miliardi di euro. A Mancini interessava so- prattutto la nomina ad ad di Ente Eur”, ha raccontato al pm Ielo, Marco Iannilli, commer- cialista del Lorenzo Cola legato a Guarguarglini proprio perché quel manager, con il busto di Mussolini nel salone e il ritratto di Hitler sul letto, era l’uomo giusto per trattare con la segre- teria di Alemanno. La lobby Rome, come l’ha definita Eduardo d’Incà Levis, di cui Mancini era l’emissario. Dal Fungo al Fungo, 30 anni dopo grazie ai filobus Mancini è tor- nato da vincitore. Con l’elezione a sindaco di Alemanno era uscito allo scoperto, finanziatore di due campagne elettorali e poi suo tesoriere. Le chiavi di Eur spa gli spettavano. Intestatario di una fila di conti esteri su cui venivano fatte circolare le commesse, Iannilli sa tutto: “Il ruolo di Mancini era quello di chiudere gli accordi e di bloccare i pagamenti, attraverso le sue entrature nell’amministrazione comunale, fino a quando Cerando (manager di Breda- Menarinibus, ndr) non avesse erogato le somme dovute”. Un dubbio: “A quel punto vado da Cola e gli chiedo: se l’appalto lo prende Finmeccanica. come è possibile che la tangente la prende Finmeccanica ? I soldi sono suoi e di Borgogni”. Nomi e cognomi della Parentopoli Non è la prima grana che vede Alemanno coinvolto inuna storia di favori e tangenti. Nell’in – chiesta sulla barca di Milanese, l’ex ad di Enav Guido Pugliese, spiegò: “Sulla nomina di Fabrizio Testa quale ad di TechnoSky ci furono inchieste insistenti da parte del sindaco di Roma che mise in croce Tremonti”. Il sogno di Mancini era il rilancio del- l’Eur, 40 milioni di incasso all’anno. Dalla Nuvola di Fuksas, al vecchio Velodromo saltato in aria, dove voleva progettare alberghi e palazzine, 30 mila cubi di cemento. Si portava dietro amici e amici degli amici. Fuori i dirigenti storici per far posto a Dario Panzironi, figlio di Franco, ad di Ama. Ma anche Adriano Tilgher, 1 anno e 9 mesi per violazione della legge sulle armi. E poi il suo socio in affari Ugo Luini, trai consiglieridi NuovaIta- lia, perquisita la sera dell’arresto di Mancini. Nell’ultimo mese Alemanno ha cercato di prendere le distanze da “cementificazione” e Parentopoli. Ma il suo si- stema di potere poggiava anche su Franco Panzironi. La scelta di assumere il figlio Dario, a no- vembre, ha fatto scandalo. Ma nessuno ha battuto ciglio quando il padre fu indagato per turbativa d’asta conpressioni e minacce alle ditte interessate all’appalto da 16 milioni per la forni- tura delle divise dei netturbini, assegnataalla Sogesiortofrutta). Anche la Parentopoli capitolina reca la sua firma: nel 2009 ci fu un’infornata di 350 lavoratori in- terinali, tra cui la figlia dell’ex ca- poscorta di Alemanno, il genero Armando e la sua segretaria. Lo scandalo si estese all’Atac, altre 850 assunzioni. Furono indagati, oltre Panzironi, anche Gianfrancesco Regard, ex responsabile legale dell’Ama, Luciano Cedrone direttore del personale, il diri- gente Ivano Spadoni dirigente aziendale e Sergio Bruno, presi- dente del consorzio Elis. Le 800 assunzioni erano avvenute tramite l’Elis, agenzia interinale pri- va dei requisiti di legge, ma 40 furono per chiamata diretta. Parentopoli fu un ciclone che investì una giunta già offuscata da al- tri scandali: fino al 2009 ai vertici dell’Ama c’era Stefano Andrini, anche lui legato all’estrema destra. Legami che non aveva mai reciso: fu costretto a dimettersi non per il passato di picchiatore, ma per i rapporti con Gennaro Mokbel e il senatore Nicola Di Girolamo, coinvolto nella truffa di Fastweb e Telecom Sparkl

Annunci

Lisbona-Kiev, i fantasmi dell’Alta velocità europea IL GRANDE CORRIDOIO FERROVIARIO CONTINENTALE È UN’ILLUSIONE A CUI SOLO L ’ITALIA CONTINUA ANCORA A CREDERE

corel
Fatto Quotidiano 21/03/2013 di Andrea De Benedettie Luca Rastello attualità
Esce oggi in libreria “Binario morto”, viaggio nell’Alta velocità che non c’è sul fantomatico corridoio 5 Lisbona-Kiev. Ne anticipiamo un capitolo. di Andrea De Benedetti e Luca Rastello Le cifre portoghesi of- frono una chiave per leggere uno dei temi più importanti del dibattito sull’Alta velocità e sui grandi corridoi infrastrutturali europee. Perché il dibattito sul- le grandiopere viarie,a Bruxelles come in Italia, è sempre con- dizionato dall’eco di grandi pre- visioni disattese e di altrettanto grandi promesse a lunga sca- denza: opere che andranno in esercizio fra il 2030 e il 2050, co- sti abbattuti nell’arco di decenni, rientri economici – spesso mirabolanti –previsti ben oltre la metà del secolo appena ini- ziato. Di che cosa ci parla, allora, il Portogallo? Di 16,7 miliardi didisavanzo accumulato,tra il 2000 e il 2010,per gli enti sta- tali che si occupano di trasporti e infrastrutture; di 23 miliardi di deficit previsto per il 2015 in caso di mancata riduzione dei costi, di cui 2,5 miliardi di pas- sivo a carico della sola Cp (Comboios de Portugal), la compagnia ferroviaria di Stato; e poidi un’offertadi passeggeri per chilometro quattro volte su- periore alla domanda effettiva. Bastava leggere quelle pagine per conoscere in anticipo il finale del film. Il Portogallo non ha alcuna in- tenzione né possibilità – alme – nofino aquandorimarrà invigore il programma di aiuti europei – di assumere impegni nella realizzazione di nuove in- frastrutture,essendo quelleesi- stenti in perdita e sovradimen- sionate rispetto alla domanda. Due treni giornalieri per Maa- stricht bastano e avanzano. Dunque il corridoio rimarrà senza ingresso principale: nien- te pilastri di granito all’entrata, niente frontone neoclassico; so- lo entrate di servizio, anticame- re con affaccio obliquo su un progetto di cui oggi, 3 aprile 2012, non si vedono l’inizio né la fine. Diversi chilometri più a est di Santa Apolónia sorge una quinta stazione, la Estaçao do Oriente, tutta scale mobili, tensostrutture e centri commercia- li, adagiata in mezzo al quartiere dell’Expo. Nella sua prosopo- pea architettonica anche la Estaçao do Oriente appare in- vecchiata, scheletrica, come tutti gli organismi nelle cui vene scorre meno linfa del necessa- rio. DOPO L’ESPOSIZIONE universale del 1998, l’organizzazione degli Europei del 2004 (sfilata alla Spagna) e l’ascesa di Durao Barroso alla guida della Commissione europea, si è dato per scontato che il paese avesse or- maiacquisito unlivello diauto- nomia, dinamismo, benessere e reputazione internazionale tale da non richiedere scossoni né aiuti daparte dichicchessia. In- vece è un paese che oggi non ha la forza, il denaro e neppure la convinzione strategica per po- sare circa 300 chilometri di binari tra Lisbona eil confine con la Spagna. Trecento chilometri sostanzialmente piatti, senza metropoli da evitare o attraver- sare né montagne da perforare, che in tutto sarebbero costati poco più dei 68 chilometri del tratto italiano della Torino-Lio- ne (2,4 contro 2,2 miliardi di eu- ro, tunnel di base ovviamente escluso), ma che in un orizzonte economico a breve-medio ter- mine, quello del 2015, non avrebbero portato alcun benefi- cio al paese e anzi ne avrebbero prostrato in maniera definitiva le già provate casse. Per il Por- togallo il 2015 è un terminus ante quem, e l’anno che segna la ce- sura tra la fine dell’attuale legi- slatura e l’inizio della successiva, è la frontiera più estrema a cui sono riusciti a spingersi gli au- tori del Pet nell’elaborare il documento e nel formula- re le loro pre- visioni. Oltre, c’è un abisso su cui non hanno osato sporgersi, tale è la vertigine che suscita il futuro, questo futuro. Per l’Italia, invece, il 2015 è domani. Anzi, oggi. Nel rapporto sull’Analisi costi-benefici dell’Osservatorio Torino-Lione leggiamo, infatti, che i lavori cominceran- no nel 2014, termineranno (se tutto andrà bene) nel 2035 e ini- zieranno a produrre benefici nel 2073. Il problema è che 61 anni non sono un tempo da economisti o banchieri, ma da futuro- logi, scrittori di fantascienza, astrologi, profeti. Allo stato attuale di veloce in Portogallo esiste, anzi resiste, solo la linea Braga-Faro, ma stiamo parlando di un treno in servizio da quasi 15 anni –l’Alfa Pendular, cugino di primo gra- do del nostro Pendolino – che prima di Lisbona non si spinge oltre i 160 chilometri all’ora e in certi tratti viaggia più lento di un tram. Di fatto, l’unico tratto in cui l’Alfa Pendular può superare –ma senza esagerare –i 200 chilometri all’ora è quello tra Li- sbona e Faro. Prima, è un treno come tutti gli altri, anzi peggio perché va lento uguale, ma costa di più.

TREMONTI INDAGATO DALLA PROCURA DI ROMA PER ‘’FINANZIAMENTO ILLECITO A SINGOLO PARLAMENTARE’’ – IN BALLO LA RISTRUTTURAZIONE GRATUITA DEL “FAMOSO” APPARTAMENTO DI VIA CAMPOMARZIO, FINITO AL CENTRO DELLE CRONACHE NEL LUGLIO DEL 2011 CON MARCO MIULANESE – L’IPOTESI DI REATO, LA STESSA CHE HA PORTATO A PROCESSO CLAUDIO SCAJOLA PER LA VICENDA DELLA CASA VISTA COLOSSEO PAGATA «A SUA INSAPUTA» DAL COSTRUTTORE DIEGO ANEMONE…

Fonte Dagospia 11/03/2013 attualità
Martino Villosio per Il Messaggero

Finanziamento illecito a singolo parlamentare. Con questa ipotesi di reato, la stessa che ha portato a processo Claudio Scajola per la vicenda della casa vista Colosseo pagata «a sua insaputa» dal costruttore Diego Anemone, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti sarebbe indagato dalla procura di Roma.

TREMONTI E MILANESE A rivelarlo è il telegiornale di La7 secondo cui Tremonti, eletto senatore per la Lega Nord alle ultime politiche, sarebbe finito sotto inchiesta per aver accettato quando era ancora ministro dell’Economia la ristrutturazione gratuita del “famoso” appartamento di via Campomarzio, nel cuore di Roma, finito al centro delle cronache nel luglio del 2011.

L’immobile, 200 metri quadri a poca distanza da Montecitorio, era stato preso in affitto a 8.000 euro al mese dall’ex parlamentare PdL e consigliere politico di Tremonti Mauro Milanese nel 2009 ma per due anni e mezzo venne di fatto utilizzato dall’ex ministro, che vi abitava durante i giorni di permanenza a Roma. Fino a quando, un anno e otto mesi fa, la richiesta di arresto inoltrata alla Camera dal Gip di Napoli per Mauro Milanese, indagato nell’inchiesta P4, non fece deflagrare il caso.

MILANESE E TREMONTI
LA CASA DI VIA DI CAMPO MARZIO A ROMA DOVE ALLOGGIAVA TREMONTI Dall’inchiesta romana emerge che il titolare della società Edil Ars Angelo Proietti, autore di moltissimi lavori su immobili di proprietà del Vaticano e più volte prestatore d’opera per la Sogei (società controllata al cento per cento dal Ministero dell’Economia) tra il 2008 e il 2009 avrebbe pagato di tasca propria 250 mila euro per i lavori nell’appartamento di via Campomarzio. L’immobile, tutto da ristrutturare, era stato preso in affitto da Milanese dal Pio Sodalizio dei Piceni per metterlo a disposizione di Tremonti.

Secondo l’accusa, lo scopo di Proietti sarebbe stato quello di conquistarsi i favori del ministro e di consolidare ulteriormente il rapporto con Milanese, che in Sogei aveva grande influenza e avrebbe fatto pressioni per consentire a Edil Ars di raccogliere un numero ingente di appalti in assegnazione diretta. E’ stato lo stesso Milanese, anche lui indagato come Tremonti e Proietti per finanziamento illecito, a ricostruire nei dettagli la vicenda della casa di via Campomarzio di fronte ai magistrati romani prima di Natale.

TREMONTI E MILANESE
A febbraio del 2009 il parlamentare avrebbe firmato il contratto di affitto per la casa da ristrutturare con il Pio Sodalizio dei Piceni, per poi cederla a Tremonti. L’accordo tra l’ex consigliere politico del ministro e l’ente prevedeva che la somma necessaria per i lavori fosse scomputata dal canone di affitto. Eppure, né Tremonti né Milanese, secondo la versione fornita da quest’ultimo al magistrato, avrebbero saldato tale spesa.

La casa di via Campo Marzio dove viveva Tremonti Nella casa, come noto, l’affittuario Marco Milanese – che vive altrove insieme alla compagna – non andò ad abitare. Mentre Tremonti, secondo quanto riferito da Milanese, si sarebbe occupato personalmente dell’arredamento, scegliendo anche alcuni mobili. I condomini lo avrebbero visto entrare e uscire, prelevato la mattina davanti al portone del palazzo di via Campomarzio e riaccompagnato a sera dalla scorta. Qualcosa di più, dunque, di un ospite occasionale, come dichiarato dall’ex ministro appena la notizia venne fuori.

Era il 7 luglio del 2011: Tremonti si iscriveva al nutrito club di politici italiani inciampati in questioni di mattone. Nella richiesta di arresto per l’onorevole Marco Milanese, deposita alla Camera e per poi essere respinta nel settembre successivo, i rapporti tra Tremonti e il suo ex braccio destro accusato dai pm napoletani di corruzione, associazione a delinquere e rivelazione di segreto d’ufficio sono descritti come “assolutamente poco chiari”. Contraddistinti da “un rapporto fiduciario che prescinde dal ruolo istituzionale rivestito da Milanese” e provato dalla vicenda dell’immobile romano, “concesso in locazione a Milanese Marco per un canone mensile da 8.500 euro, ma […] di fatto utilizzato dal ministro Tremonti”.

LA CASA DEL PIO SODALIZIO DEI PICENI IN CUI ABITAVA TREMONTI Per l’ex ministro è un colpo durissimo. Anche perché, quando esce la notizia, Tremonti replica spiegando che lui contribuisce con 4.000 euro all’affitto, anche se dei versamenti non c’è traccia perché, dice, paga in contanti.

LA CASA DI VIA DI CAMPO MARZIO A ROMA DOVE ALLOGGIAVA TREMONTI Spiega anche, in un comunicato uscito il 7 luglio: “La mia unica abitazione è a Pavia, non ho mai avuto casa a Roma. Per le tre sere a settimana che da più di 15 anni trascorro a Roma ho sempre avuto soluzioni temporanee, in albergo o in caserma. Poi ho accettato l’offerta dell’onorevole Milanese. Da stasera, per ovvi motivi di opportunità, cambierò sistemazione”.

La parte d’inchiesta che riguarda la casa di via Campomarzio e gli appalti Sogei viene poi stralciata e passa a Roma. L’indagine dei pm capitolini è però nel frattempo proseguita fino ad oggi, con la procura non conferma ma nemmeno smentisce le indiscrezioni rivelate dal telegiornale di La7.

LA CASA DI VIA DI CAMPO MARZIO A ROMA DOVE ALLOGGIAVA TREMONTI_2
Prosegue, anche, il filone d’indagine che riguarda gli appalti assegnati dalla Sogei a Edil Ars, nel quale oltre a Marco Milanese e Angelo Proietti, che da Sogei ha ottenuto l’assunzione della figlia e appalti per 31 milioni di euro tra il 2002 e il 2010, è indagato per corruzione anche l’ex presidente della Società generale di informatica Sandro Trevisanato, altro uomo vicino a Tremonti.

Per i magistrati Marco Milanese avrebbe favorito l’imprenditore edile facendo pressioni e permettendogli di concludere diversi affari a trattativa privata con dell’ente controllato dal Ministero dell’Economia ,nonostante in molti casi fosse indispensabile la gara pubblica. La contropartita, sarebbero stati proprio i 250 mila euro spesi da Proietti per la ristrutturazione di via Campomarzio

Paga Pantalone! (uomo si da fuoco a Bologna da BeppeGrillo.it)

“Ogni giorno rimango sempre più sbalordito. In Italia entro l’anno chiuderanno più o meno il 30% delle imprese ed un altro 30% nel 2013/14. Tra tutte le manovre fatte da questi tecnici non ce n’è una che sia risolutiva sul taglio della spesa pubblica. L’ossigeno invece che darlo alle imprese è stato dato alle banche. E così non ci sono più soldi per fare i lavori. Chiuderanno tutte. E l’Europa fatta da questi furbi come Prodi, ecc. è un pozzo nero: Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Francia. Ma vogliamo cominciare a parlare di Estonia, Lettonia, Slovenia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania. Quanti saranno in grado di mantenersi a galla? Quando i primi cominceranno a saltare? Basta con questo stupido patto di solidarietà. Basta con questo stato sociale che non siamo più in grado di mantenere. Tutti questi giorni di ferie che non siamo in grado di fare e di pagare ai lavoratori. Basta con queste quote sociali, con questi enti inutili, con i CAF che prendono soldi. Tutti prendono soldi da pantalone perché i nostri grandi imprenditori hanno fatto solo questo. Agnelli, De Benedetti (questo NON imprenditore che ha distrutto l’Olivetti) e tanti altri. Abbiamo solo laureati in materie filosofiche. Più nessuno che sappia usare le mani. Dobbiamo far entrare questi emigrati che ogni due secondi ci rompono in spiaggia con prodotti inutili mentre la Capitaneria di Porto fa finta di impedirlo. Che teatrino! La gente non deve darsi fuoco davanti a Montecitorio. Dobbiamo invece andare là per cacciare via tutti questi parassiti che hanno rubato tutto costringendoci a lavorare come cretini per mantenerli ed ancora sono qui ed ancora non mollano! L’economia è ferma e non ripartirà, checché dica Mortis.” valerio m., Ravenna

Natalino Balasso Aiutare gli altri

Otto e mezzo : 29/06/2011 – Lilli Gruber:”Un presidente del consiglio un po’, manovra lunga processo breve (Marco Travaglio)


26 giugno 2012 – 14.07Alberto Bagnai in crowd funding (prof di economia politica )


da Byoblu Messora
In un momento di crisi come questo, la gente ha bisogno di molte cose, ma soprattutto di informarsi. C’è un estremo bisogno di contenuti di spessore, di interlocutori affidabili, di valore aggiunto. La televisione non può aiutare: troppo controllo e troppa sudditanza dai meccanismi dello share. Così, quando ho deciso di intervistare personaggi del calibro di Claudio Borghi, di Paolo Becchi, di Nino Galloni, di Gennaro Zezza, di Lidia Undiemi ed altri, ho fatto una scommessa. Contro ogni good practice che vuole contenuti sintetici e veloci, ho pubblicato materiale ben montato ma in versione integrale, senza tagli. Ho messo in rete video di oltre un’ora che parlano di cose importanti, che richiedono una certa attenzione. L’ho fatto perché credo che non abbiamo più bisogno di bigini che parlano un po’ di tutto senza approfondire niente. Mai come oggi, invece, abbiamo bisogno di capire, al di là di ogni ragionevole equivoco. Come si può capire la situazione complessa in cui viviamo, riducendo tutto alla filosofia delle pillole con la quale ci hanno resi tutti, fondamentalmente, ignoranti che credono di “sapere” solo perché hanno una serie infinita di slogan in testa, di cui realmente non sanno nulla? Se siamo disposti a guardare una partita di calcio per un’ora e mezza, allora dobbiamo essere disposti a guardare un professore che spiega come si può fare, secondo lui, ad uscire dalla crisi. Altrimenti, questo blog è off limits. Un modo efficace di operare anche una certa selezione naturale tra chi vuole informarsi e chi vuole semplicemente essere “informato”.

La scommessa l’ho vinta, tra l’incredulità di molti operatori professionisti dello showbusiness e degli stessi intervistati, i quali non potevano credere di essere stati guardati anche da 60mila persone in un così breve tempo. Numeri che nessun articolo di giornale riuscirebbe a garantire, con tutta le implicazioni a livello di attenzione profonda che si portano dietro. Significa che l’era della superficialità potrebbe essere al capolinea: ora bisogna tornare a studiare.

Chi mi segue, sa che questo blog sopravvive solo con le donazioni e con un po’ di pubblicità. Numeri che in passato mi consentivano solo un indebitamento costante, al quale sopperivo tuttavia grazie alla grande ricchezza umana che l’onore di poter raccontare le vostre storie mi conferiva. Per la realizzazione delle interviste girate qui a Milano non chiedo e non ho mai chiesto niente: è un mio privilegio poter incontrare personaggi di grande rilievo dai quali apprendere e, grazie alle perplessità e alle domande spontanee che io e voi condividiamo, lavorare intensamente per rendere disponibili a tutti questa preziosa conoscenza. Quando però mi avete chiesto di incontrare attori di spicco del panorama italiano, sparsi sul territorio, sono stato costretto a rinunciare per mancanza di possibilità economiche. Sapete bene che spostarsi, prendere treni, prenotare alberghi ed auto – girando con attrezzature voluminose e pesanti – non mi è possibile fare diversamente – stando fuori casa anche per qualche giorno, ha un costo proibitivo se non si hanno ritorni economici.

Tuttavia, la rinuncia non è il modo corretto di ragionare. Così facendo, si lascia l’informazione nelle mani di coloro che hanno i mezzi, ma hanno anche il possibile interesse a mediarla in maniera che si adatti bene al sistema. D’ora in poi, dunque, per le interviste che non potrei fare altrimenti, adotterò un nuovo strumento: il crowd funding. Le interviste potrete proporle e finanziarle voi, ognuno secondo le proprie possibilità. Per iniziare, ho scelto una piattaforma italiana che si chiama Kapipal. Il nome deriva dalla fusione di capitale e amico (pal). E’ molto semplice da configurare, permette di stabilire delle soglie di donazione in base alle quali offrire delle gratificazioni e, soprattutto, a differenza di altre piattaforme non trattiene niente per sé: dunque la cifra che donate finirà per intero sulla campagna che volete finanziare. Al 100%. Lo strumento di donazione è PayPal, che consente di effettuare versamenti con carta di credito anche se non avete un regolare account PayPal. Tuttavia, Kapipal funziona anche come centro di gestione della campagna, consentendo di aggiungere contribuzioni off-line, per esempio effettuate con modalità diverse come il bonifico bancario o il versamento con carta Poste Pay sostienimi In questi caso, ovviamente, ricordatevi di scrivermi per segnalarmi gli estremi della vostra contribuzione, in modo che io possa aggiungerla sulla piattaforma. La cosa importante è che tutto avviene in maniera trasparente: ognuno può verificare la soglia raggiunta e che il proprio versamento sia presente.

Per incoraggiarvi, ho pensato di offrirvi qualcosa in cambio. Le interviste di Byoblu.com sono molto seguite e possono raggiungere anche decine di migliaia di visualizzazioni. Dunque potreste essere interessati a scegliere, in base all’entità della donazione, se comparire tra i sostenitori (nei credits che scorrono alla fine), se aggiungere un vostro link, se apparire come vero e proprio sponsor, se pubblicare una vostra grafica introduttiva, nella quale offrire l’intervista al pubblico e così via. Tutte le possibilità sono indicate nella pagina della produzione dell’intervista. Ovviamente, non siete obbligati a comparire, ma scegliendo di farlo potete dare un messaggio: l’informazione oggi ce la costruiamo noi, da soli, adatta alle nostre esigenze.

Incominciamo intervistando Alberto Bagnai, economista di spessore qui il curriculumqui il curriculum e autore del celebre Goofynomics. Ho ricevuto numerose richieste da parte vostra: su Youtube, su Facebook, via Twitter, via email. Tutti volete un suo intervento sui canali social di byoblu.com. Così, dopo avere inizialmente scartato l’idea per via delle distanze (Bagnai vive a Roma) ho deciso di realizzarla in crowd funding, in via sperimentale. Se l’esperimento dovesse avere successo, potremo replicarlo. Per coprire i costi logistici dell’operazione ho lanciato la campagna “Intervistiamo Alberto Bagnai” su Kapipal questo il link della pagina che raccoglie le adesioni. Ci sono quasi due settimane di tempo per raggiungere la cifra prefissata, che è di 500€, ma vi annuncio che per questa prima volta partirò sulla fiducia. Non sono previsti rimborsi nel caso in cui la somma totale non venisse raggiunta: l’intervista verrà realizzata lo stesso e i fondi eventualmente in eccedenza verranno utilizzati per le spese del blog (diverse centinaia di euro al mese per i soli servizi di base).

Maurizio Crozza – 26 giugno 2012 – Video

Balasso è l’ispettore Poaret (di Equitalia) satira per dire la verità

TRA BERLINO E BERLUSCONI (Massimo Giannini).

TRA BERLINO E BERLUSCONI (Massimo Giannini)..

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: