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Quando Costa Concordia festeggiata davanti a Procida


by Amalia – “C” Team 26. settembre 2010 15:00

La Costa Concordia che per la stagione estiva sta effettuando la crociera ‘’Profumi di Mediterraneo’’ , 7 magnifici giorni per visitare Tunisia, Baleari, Spagna e Francia, il 30 agosto 2010 prima dell’arrivo a Napoli previsto intorno alle 13.00, ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l’isola di Procida, tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento.

Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica trombette e vuvuzelas, a bordo di motoscafi, pescherecci, natanti di ogni genere.

L’arrivo della nave è stato annunciato da 10 colpi di mortaio ai quali Costa Concordia ha risposto con 3 fischi di sirena, rituale di saluto.

Sicuramente una gioia ed una novità per tutti, anche per gli ospiti della Costa Concordia pronti sui ponti esterni con macchine fotografiche e telecamere ad immortalare quel momento unico, ed a festeggiare e salutare con bandiere e fazzoletti.

Come lo stesso primo ufficiale di coperta originario di Procida ha dichiarato ‘’Una festa, un atto d’amore e un omaggio alla tradizione marinara che procidani e sorrentini hanno nel dna’’.

Lo staff del ”C” Team ringrazia tutti gli amici di Procida per l’affetto che hanno dimostrato per Costa e dedica loro questo post!

Le Asl impiegano mille giorni per pagare

Le Asl impiegano mille giorni per pagare.

Livorno i fusti tossici non si trovano ancora(ma queste situazioni non accadono troppo spesso)

Livorno i fusti tossici non si trovano ancora(ma queste situazioni non accadono troppo spesso).

Livorno i fusti tossici non si trovano ancora(ma queste situazioni non accadono troppo spesso?) Clini il ministro dell’ambiente pro nuclearista


Dopo l’insediamento del governo Monti e la conseguente elezione dei suoi ministri, tra i suoi
nuovi ministri spicca il nome del ministro Clini, che neanche dopo due mesi dal referendum riprone la validità del l’investimento nel nucleare in barba alla volontà popolare.
Anche se dopo Fukushima e gli incidenti in Francia non sarà più presa in considerazione la
costruzione di centrali, è ipotizzabile che questo personaggio spinga alla costruzione di
minireattori, con la conseguente produzione di scorie,
Clini è sempre stato un pronuclearista e non ne fa mistero.
In una sua dichiarazione Clini ribadisce la sua posizione pro-nucleare, anche se lamenta che la
sua dichiarazione in proposito appena dopo la nomina a ministro sia stata usata “secondo i codici
del rodeo: o sei a favore o sei contro”. L’italia, afferma, “ha competenze e risorse scientifiche
d’avanguardia ed è assurdo che si chiami fuori da questo processo.
Intanto bisogna fare un salto nel recente passato di quello che è successo alla Maddelena in
Sardegna dove esisteva una base atomica Statunitense che circa due anni fa è stata abbandonata dopo 35 anni . quindi vuol dire soldi, maestranze specializzate, luoghi di stoccaggio e
tempone: atomica. Vuol dire migliaia di tonnellate di rifiuti speciali da rimuovere.
A questo punto interviene BerlusconiBertolaso
Il premier chiama in causa Guido Bertolaso e la Protezione civile: c’è bisogno di loro per
raggiungere l’obiettivo nella data prestabilita. C’è bisogno di potere decisionale, pochi
vincoli, segreto di Stato. Sul sito dichiarano: rimosse 62 mila tonnellate di rifiuti.
Ma pare che non sia andata così, i rifiuti non sono stati smaltiti ma scaricati nel mare della
Sardegna, articolo Rifiuti Tossici Maddalena
Articolo tratto dal giornale il Tirreno
Segnalo quello chesta avvenendo nel mare nel mare di Livorno.
LIVORNO. Cresce l’allarme per i 200 fusti di materiale tossico caduti da una nave nel mare in
burrasca e finiti sui fondali al largo della costa livornese. La Regione, dopo una riunione tra
gli assessori all’ambiente, Anna Rita Bramerini, e alla salute, Daniela Scaramuccia, ha chiesto
di recuperarli in tempi rapidi, prima che creino danni gravi all’habitat marino. E intanto il
sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ha protestato con la Capitaneria per esser stato informato
dei fatti solo il 29 dicembre, 12 giorni dopo l’incidente.
Cresce l’allarme. Adesso che si è saputo con precisione cosa contenessero, ovvero ossidi di
cobalto e di molibdeno, cresce l’allarme per i 198 fusti metallici caduti in fondo al mare, 35
miglia al largo di Livorno, a Nord della Gorgona, lo scorso 17 dicembre. Le sostanze finite in
mare con i semirimorchi sui quali erano state caricate dal cargo ro-ro “Venezia”, infatti, oltre
a poter prendere fuoco a contatto dell’aria, possono inquinare l’ambiente e soprattutto entrare
nella catena alimentare, e passando per pesci e molluschi, avvelenare anche l’uomo. Ecco perché
la Regione chiede tempi rapidi per localizzare e recuperare i fusti. Gli assessori Bramerini e
Scaramuccia, infatti, hanno spiegato di seguire costantemente la situazione tramite Arpat e Asl,
ma aggiungono che l’armatore Grimaldi deve individuarli e recuperali quanto prima.
Controlli aerei. Ieri la guardia costiera ha effettuato un’ulteriore missione aerea nella zona
in cui è avvenuto verosimilmente l’affondamento dei fusti, ma l’esito è stato di nuovo negativo.
Adesso si tratterà di vedere cosa succederà ai bidoni, che sono finiti a grande profondità: il
vero rischio è che si possano aprire e il materiale contenuto si possa spargere sul fondo.
Grimaldi affida il recupero. La compagnia armatrice Grimaldi avrebbe già contattato una ditta
specializzata in ricerche subacquee a grande profondità e gli avrebbe affidato l’incarico di
localizzare i bidoni tossici. Lo ha annunciato ieri mattina il comadante della Regione Marittima,
ammiraglio Ilarione Dell’Anna, durante l’incontro in Capitaneria col sindaco di Livorno.
Intanto la compagnia armatrice ha diffuso finalmente una nota, nella quale sottolinea come
l’incidente sia avvenuto «per causa di forza maggiore», a causa delle avverse condizioni meteo, e
che la “atlantica di Navigazione”, la società del gruppo che è l’armatore della “Venezia” è
sempre stata «collaborativa» con le autorità, che sono state «immediatamente informate» dei
fatti.
Il sindaco protesta. E prorio il primo cittadino livornese, Alessandro Cosimi, non ha mancato di
protestare durante il summit in Capitaneria: «E’ necessario garantire la tutela dell’ambiente e
fornire una informazione più puntuale alla città – ha detto Cosimi – anche per avere la reale
dimensione dell’incidente e della sua gravità».
Cosimi ha chiesto informazioni sugli sviluppi della situazione, e pur ribandendo «Stima e
fiducia nell’operato della Capitaneria e nel riconoscere la serietà della sua azione, ha chiesto
di conoscere con maggiori dettagli la dinamica dell’incidente; ha chiesto inoltre di avere
chiarimenti sul contenuto dei fusti, e sulle operazioni in programma per il loro recupero e
smaltimento», ricordando di essere stato informato dei fatti solo il 29 dicembre da una nota
dell’Asl, e dicendosi sorpreso per il mancato invito al Comune alla riunione che si è tenuta il
30 dicembre in prefettura sui fusti tossici.
Intanto la protezione Civile di Livorno si è attivata contattando una ditta specializzata per
l’eventuale recupero dei bidoni nel caso in cui dovessero spiaggiarsi sulla costa.

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