MA COME PARLI? Neologismi alla Renzi: “Sforbiciare ”fa meno male

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Fatto Quotidiano del 27/04/2014 di Furio Colombo attualità
I l nostro giovane governante, alle prese con i tagli a qualunque stipendio o bilancio gli capiti a tiro, come il geniale ragazzino Hugo Cabret con i complicati meccanismi di mostruosi orologi nel film di Scorsese, ha avuto una trovata in più. È una pa- rola che rende rapide e gentili le privazioni più gravi a carico dei cittadini, una parola che po- trebbe essere il titolo di una poe- sia di Totò (ricordate La livella ?) di una commedia di De Filippo, tipo Ha da passà a nuttata , o di un film di Dino Risi, come Il sorpas- so . Renzi è l’autore de “La sfor- biciata”, un evento per metà contabile e per metà avventuro- so, con un aspetto tranquilliz- zante (che sarà mai?) e uno an- siogeno (sì, ma quanto mi tol- gono?). La parola “sforbiciata” fa in modo che invece di un col- po di maglio improvviso, ti ar- rivi un annuncio che ti consente di prepararti. E un poco anche di sperare. Non sempre le sfor- biciate sono letali, e hai tutto il tempo di presentare le tue ra- gioni. A nessuno, naturalmen- te, perché tutto avviene altrove e senza appello, e non puoi certo scrivere al tuo deputato, come fanno i cittadini americani quando si sentono coinvolti in una ingiustizia. Là il deputato, una volta eletto, può dissentire liberamente dal suo partito, il senatore resta senatore (termi- ne del mandato: sei anni) e tutti e duesono liberidi direno per- sino al presidente. Qui il giovane Renzi e il suo amministrato- re Padoan decidono da soli per il nostro bene, danno istruzioni alla Camera e, per accorciare i tempi e semplificare, aboliscono il Senato. PER TUTTO QUESTO la “password” è “sforbiciata”. Ai media, e soprattutto ai lanci dei telegiornali, la parola è piaciuta moltissimo, viene ripetuta cotinuamente, perché le sforbicia- te piovono e si ripetono. Però pensate quante cose contiene quella sola parola, sforbiciata: la giovinezza di Renzi, il privilegio di non essere una “manovra”, una certa implicita garanzia di non calcare la mano, un tocco di leggerezza e di ra- pidità indolore. O forse non proprio indolore, ma certamen- te egualitaria, senza margini per favorire o lasciare fuori qualcu- no in ognuno dei gruppi rag- giunti dal vento pieno e giovane delle cose che cambiano. E qui vi chiedono di aggiungere, oltre alla rinuncia provocata dalla sforbiciata, l’esclamazione “fi – nalmente!”. La parola, ormai, è troppo importante e occorre tentare di darne una definizione, o almeno una descrizione un po’ più precisa. Ecco alcune proposte. Primo. La sforbiciata implica un di più di cui si può fare a meno. Mala parola è allo stesso tempo ferma e gentile, una cosa che facciamo tra noi, senza imposizioni, perché è necessaria, ed è un bene per tutti. Secondo. La sforbiciata è l’audacia di fare qualcosa che inter- rompe ogni routine e ogni pre- cedente abitudine. Ha dunque in sé un che di nuovo, porta un messaggio di innovazione, che arriva forte e chiaro a chi non è toccato da quella sforbiciata, e fa sentire gli sforbiciati come un gruppo isolato che fa bene a non farsi notare con la protesta. Terzo. È un modo di ottenere un risultato utile, a volte importan- te, senza alterare la cosa che su- bisce la sforbiciata. Dunque non cambia nulla, salvo un sacrificio che ciascun sforbiciato farà bene a subire con dignità e consape- volezza del vantaggio comune. Quarto. La sforbiciata, specialmente con l’incalzare di un continuo sus- seguirsi di nuove sforbiciate, è la conferma che niente e nessuno è sacro, e che non ci sono esentati. È molto importante, a questo proposito, che i settori sforbi- ciati (sconsigliato dire “colpiti”) mostrino accettazione piuttosto che offesa per non aggiungere al sacrificio una cattiva immagine. Nessuno lo dice, ma la sforbicia- ta è pensata in modo che chi la subisce debba unirsi alla cele- brazione e non al cordoglio, per- ché è l’unico modo di dimostra- re che si può contare su di te in caso di bisogno. Quinto. La sforbiciata è una ras- sicurazione a chi teme il peggio. Infatti ognuna di queste decisio- ni “è solo una sforbiciata”. O questo finisce per essere il senso. LA SFORBICIATA è dunque una notevole trovata di governo,disinvolta, sfacciata, un po’prepotente con una certa incoscienza da gente giovane. La parola rende relativamente leggera e non troppo allarmante la decisione, mantenendo comunque un che di improvvisato e di tempora- neo al taglio che si deve fare, e dunque al sacrificio che ne con- segue. La persona di governo che decide non cerca assenso, ma apprezza un consenso a cose fatte, che di solito ottiene con la riserva di definire “difesa del privilegio” qualunque dissenso. Sforbiciata è una parola bonaria che scansa la discussione, evita il confronto (tipo “si poteva fare in un altro modo?”) e consente di governare senza chiacchiere, alla svelta. Dunque “sforbiciata” è la parola che rappresenta di più (e racchiude e descrive me- glio) il momento politico che stiamo vivendo.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il aprile 28, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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