BOTTE DI FERRO Marcello, i trucchi e la rete libanese per salvarsi ancora

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Fatto Quotidiano del 17(04/2014 di Sandra Amurri attualità
Solo dopo quattro giorni di detenzione nella foresteria della Caserma di Polizia di Bei- rut, Marcello Dell’Utri per “ragioni umanitarie” è stato trasferito nell’ospedale privato convenzionato con lo Stato Al Hayatche in libanese vuol dire vita. Sulla base del referto del cardiologo il procuratore gene- rale hadecretato incompatibili conla detenzionele suecondi- zioni di salute che necessitano di monitoraggio continuo. Nell’ospedale, dove Dell’Utri è piantonato, lo ha incontrato il collegaFrancesco Viviano( Re – p u b b l i ca ) che quando ha tentato di fotografarlo è stato fermato dalla polizia (insieme a Giusep- pe Guastella del Co r r i e re ). “Era molto affaticato – ha raccontato Francesco Viviano – indossava una tuta marrone, aveva la bar- ba lunga e le manette ai polsi”. Quali sviluppi potrebbe avere la vicenda? Per capirlo è bene sapere chi è e quanto conta l’uomo che secondo il gemello dell’ex senatore gliavrebbe ga- rantito protezione. Il suo nome è SaadHariri, figliodell’ex Pri- mo ministro libanese Rafiq as- sassinato, leader di “Movimen – to Futuro”, anche lui è stato premier negli anni in cui lo fu Berlusconi. Hariri, che vive tra Parigi e l’Arabia Saudita, se- condo Forbesè il 522° uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 1,4 miliardi di dollari, presidente della Commissione Esecutiva di Oger Telecom che gestisce le telecomunicazioni in Africa, della Omnia Holdings, siede nel cda della Oger In- ternational Entreprise de Tra- vaux Internationaux. Hariri, come ci conferma uno dei rap- presentanti del suo movimento a Roma, a fine marzo, proprio mentre Dell’Utri preparava la sua fuga in Libano, si è recato in visita privata nella capitale. Ma su chi ha incontrato all’hotel Parco dei Principi bocche cu- cite. Nel governo libanese Ha- riri ha i suoi uomini: il Primo Ministro Tamam Salam e il Ministro della Giustizia, Nuhad Al Masch Nuc, depu- tato del suo stesso partito, proprio quelli ai quali spetterà dire l’ultima parola sulla richiesta di estradizione di Del- l’Utri dopo quella del Procu- ratore generale Samir Hammoud, che, come tutti i magistrati più alti in carica, è una nomina politica e risponde al Ministro della Giustizia. Anche la scelta di Dell’Utri di farsi difendere da Nasser Al Khalil, musulmano sunnita come Saad Hariri, non suona casuale. Se la richiesta di estradizione, come sancito dall’accordo bila- terale tra Italia e Libano del 1975, non dovesse arrivare en- tro 30 giorni, quindi entro il 12 maggio (Dell’Utri è stato arre- stato il 12 aprile) ,scadrebbe la custodia cautelare provvisoria della durata di un mese e di conseguenza anche l’estradi – zione non potrebbe più essere richiesta. INTANTO dal Libano arriva la richiesta che tutti gli atti a corredo per l’estradizione, migliaia di pagine della storia proces- suale,siano tradottiin arabo.Il ministero della Giustizia italiana risponde di non aver ricevuto alcuna richiesta in tal senso, che il trattato Italia-Libano pre- vede invece la traduzione in francese e assicura che tutto perverrà, ben prima del termi- ne di scadenza. E aggiunge che se la Cassazione confermerà la sentenza di Appello, il Ministe- ro sarà pronto ad inoltrare im- mediatamente la domanda di estradizione a fini esecutivi. Ma tutto sigioca sul filodel rasoio. L’udienza è stata fissata per ve- nerdì 12 maggio ma la sentenza potrebbe slittare a lunedì 12, quando scadrebbe l’arresto provvisorio. E anche fosse di condanna e venisse emessa in tempo, i difensori potrebbero appellarsi alfatto cheil reatodi “concorso esterno in associa- zione mafiosa” in Libano non esiste, o potrebbero invocare l’art.17del trattatocheesclude l’estradizione per i reati politici. Insomma, i giochi sono aperti e le carte infinite. Il tempo e la di- sponibilità che sarebbe stata ga- rantita da Saad Hariri, giocano a favore del braccio destro di Berlusconi che potrebbe torna- re ad essere un libero cittadino in Libanodove avrebbegià po- tuto aver messo al sicuro ciò che gli servirebbe per vivere serena- mente il tempo che verrà, in uno dei tanti conti cifrati di quello che, nonostante non faccia parte della black-list è, di fatto, un paradiso fiscale.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il aprile 18, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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