SOLDI TOLTI DAGLI STIPENDI LA MAZZATA SUI POSTINI

pp
SALASSO Per i giudici sono illegittimi i pesanti prelieviin busta paga ai dipendenti che erano a tempo determinatò
Fatto Quotidiano del 9/04/2014 di Daniele Martini attualità
Poveri ex precari delle Poste. Sono stati assunti a tempo indeterminato, ma a caro prez- zo. In cambio del lavoro e dell’illusione di una pensione che probabil- mente non vedranno mai li fanno pagare non una, ma due volte. È uno scandalo che tutti hanno voluto coprire. A cominciare dalle Poste di Massimo Sarmi. E poi Ipost, l’istituto di previ- denza dei postini sciolto nel maggio 2010 e assor- bito dall’Inps, che non si è scapicollato per far chiarezza. Per avere spiegazioni il Fatto Quotidiano ha contattato i vertici dell’istituto di previdenza alla fine di febbraio. Solo a prima- vera hanno inviato mezza paginetta, senza cifre o date. ANCHE I SINDACATI hanno usato la sordina, facendo finta di considerare buoni e giusti i singoli accordi transattivi firmati con l’azienda di Sarmi in cui gli ex precari si impegnavano a pagare ogni mese il datore di lavoro. I perdenti in questa partita sono i postini assunti negli ultimi anni, in gergo ex Ctd, contratti a tempo determinato. Sessantamila persone che hanno fatto ricorso alle Poste, la metà circa riammesse a lavoro. Imprecisato l’ammontare del malloppo contributivo che li riguarda, si stimano 67 milioni di euro. Ricorrendo ai giovani per consegnare la posta o per le mansioni di sportello, le Poste nel decennio passato hanno fatto lavorare permesi decine di migliaia di persone pensando poi di disfarsene. L’azienda di Sarmi ha provato a sbarazzarsi dei Ctd, ma poi ha dovuto riprenderne tanti per ordine dei giudici. Nelle sentenze era stabilito che il datore di lavoro li avrebbe risarciti con il pagamento del periodo di inattività. Alcuni di questi Ctd, la minoranza, sono stati pagati da Poste con una somma “a titolo di retribuzione arretrata”, compresi i contributi previdenziali. La maggioranza, invece, solo “a titolo di risarcimento” del danno subito, ricevendo da Poste solo gli stipendi netti per il periodo non lavorato. Tra ogni singolo lavoratore di questa seconda categoria e l’azienda postale è successivamente inter- corso un nuovo accordo in cui le Poste si sono impegnate a non fare ricorso in appello contro la riassunzione a patto di riavere indietro gli stipendi versati. Per offrire un lavoro stabile l’azienda di Sarmi, in sostanza, ha preteso un pagamen- to. Le Poste con una mossa di prestigio si sono fatte restituire dai lavoratori non solo il netto, ma anche i contributi e spesso pure le tasse, l’Irpef. Gli ex precari ogni mese in busta si trovano detratta la giusta parte prevideziale relativa al nuovo rapporto di lavoro più una quota di contributi per il passato che mai si trasformerà in pensione. Secondo i giudici a cui alcuni ex Ctd si sono rivolti, quei quattrini non sono dovuti a Poste. I magistrati lo scrivono nelle sentenze che stanno emettendo a raffica, tutte favorevoli ai postini. Nel frattempo le Poste avrebbero dovuto girare all’Ipost e quindi per suo tramite all’Inps sia i contributi spettanti in quota datore di lavoro sia quelli pretesi dagli ex Ctd (anche se indebitamente). Ma ogni volta che un ex precario cerca di individuare dove sono finiti i suoi soldi chiedendo un estratto conto all’Inps, scopre che non ci sono. STANDO ALLE SCARNE informazioni nella nota dell’Inps al Fatto , tra Ipost, Poste e Inps ci sarebbe stato un vai e vieni di versamenti. Nelle denunce retributive dal 2006 al 2009 Poste avrebbe “compensato”, cioè de- tratto a Ipost i contributi “già versati e non più dovuti”. Ma l’Ipost avrebbe poi preteso che questa somma gli fosse restitui- ta per “effettuare dei controlli tesi a quantifi- care l’esatto ammonta- re”. Ammettendo così implicitamente di aver perso il conto. Un “ulte – riore accordo tra Ipost (ora Inps) e Poste” avrebbe stabilito “che la restituzione, che è ancora in corso, avvenisse in 10 rate semestrali”. Se è così, le Poste riavranno i quattrini che dicono di aver versato a favore del dipendente per coprire la parte di contributi di loro spettanza, ma che non erano dovuti. Il povero postino, invece, la sua parte di contributi non la rivedrà mai più.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il aprile 10, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: