“Equitalia grazia i maxi-evasori”

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LANDINI (FIOM): “IL FISCO RINUNCIA AI 130 MILIARDI DEI PESCI GROSSI. AFFRONTARE I RICORSI NON CONVIENE
Fatto Quotidiano del 29/03/20\14 di Salvatore Cannavò attualità
La denuncia è arrivata secca durante la puntata di giovedì di Servizio Pubblico . A lanciarla, il segretario della Fiom, Maurizio Landini che ha puntato il dito contro le modalità di riscossione adottate da Equitalia: “Dai dati in mio possesso è chiaro che non si colpiscono i grandi evasori, ma si punta a quelli più piccoli perché è più conveniente”. L’accusa è di quelle già riscontrabili nel comune sentire. Ma, in questo caso, il segretario dei metalmeccanici è molto più circo- stanziato: “Dal 2007 al 2012 – spiega al Fatto – il Fisco ha accertato l’esistenza di 220 miliardi di evasione fiscale”. “Ma, prosegue Landini, il 60% di questa cifra (132 miliardi, ndr ) è riferibile solo al 10% degli evasori mentre il restante 40% (88 miliardi, ndr ) si spalma sul 90% di chi evade”. La proporzione è essenziale per cogliere il senso della denuncia: “Il problema – aggiunge il segretario Fiom – è che per far quadrare i bilanci Equitalia punta a riscuotere i piccoli importi perché sono quelli più agevoli mentre i grandi importi, i cui titolari possono avvalersi di importanti studi legali o di commercia- listi adeguati, vengono lasciati da parte”. Insomma, se hai uno studio come quello di Ghedini, hai più opportunità e capacità di rispondere a una contestazione del Fisco, di fare ricorso in tribunale, di tirarla per le lunghe e, quindi, di far- la franca. Se, invece, sei un pesce piccolo soccombi. EQUITALIA , da parte sua, dispone di dati diversi e mostra di non condividere l’accusa. La società, infatti, fa sapere di non essere una azienda privata ma di appartenere all’Agenzia delle entrate (51%) e all’Inps (49). Il suo compito, poi, non è quello di “scovare”gli evasori, per- ché la fase di accertamento compete ad altri soggetti e solo dopo che i tributi sono iscritti a ruolo passano a Equitalia. Il suo amministratore delegato, Benedetto Mineo, ha tenuto la scorsa settimana un’audizione alla commissione Finanze del Senato in cui ha snocciolato diversi dati. In particolare, ha rivelato che l’accertato, dal 2000 al 2014, è stato di 894 miliardi di euro ma che di questi, circa la metà si sono dimostrati o “errati” (il 25%) oppure riferibili a fallimenti, cessazioni, morti e quindi non riscuotibili. Nei 14 anni presi in esame, invece, il riscosso ammonta a poco più di 60 miliardi, il 7,7% del totale men- tre un altro 7,8% è “da lavorare”. Equitalia dice di garantire una riscossione di 8 miliardi all’anno, mentre i gestori precedenti “garan – tivano 2,9 miliardi”. L’azienda fa anche sapere che oltre il 60% del riscosso riguarda persone con de- biti superiori a 50 mila euro. Di fronte a questi numeri, però, Landini tiene il punto. “Non mi sembra che sia messa in discussione la sostanza della nostra affermazione: gli importi rilevanti, quelli in cui c’è il grosso dell’evasione, non vengono toccati”. Perché? “Perché dovendo fare utili, Equitalia non si può permettere di perdere troppo tempo”. In effetti Equitalia, pur essendo di proprietà pubblica, non ha contribuzioni e deve basare i propri bilanci sull’aggio, una percentuale sulle somme riscosse che dal 1 gennaio 2013 è pari all’8% degli importi (entro i 60 giorni dalla notifica della cartella, è ripartito tra il contribuente, 4,65%, e l’ente creditore, 4,35%). I bilanci, poi, vengono appesantiti dal contestuale calo delle riscossioni: dagli 8,9 mi- liardi del 2010 si è passati a 7,1 mi- liardi nel 2013. La Corte dei Conti ha sottolineato che la flessione è dovuta alla crisi ma anche a una legislazione divenuta via via più blanda. Che si ripercuote, negativamente, anche sui bilanci della so- cietà presieduta da Attilio Befera. L’accusa, quindi, sembra reggere anche perché fondata, a quanto risulta al Fatto , su una più ampia indagine della magistratura che indaga sulle vere cause dell’evasione. Un’indagine di cui il governo dovrebbe essere a conoscenza.

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Pubblicato il marzo 30, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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