Una vittima nel consiglio vaticano anti-abusi

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PAPA FRANCESCO NOMINA MARIE COLLINS NELLA COMMISSIONE CHE DOVRÀ VIGILARE SULLE VIOLENZE SUI MINORI E FORMARE IL CLERO
Fatto Quotidiano 23/03/2014 di Marco Politi attualità
Nasce in Vaticano la commissione inter- nazionale antiabusi, destinata a diven- tare un osservatorio permanente sulle violenze ai minori e un centro per favorire la prevenzione, la formazione del personale ecclesiastico e laico e la collaborazione con le autorità statali. Ne fanno parte quattro uomini e quattro donne, fra cui una delle più celebri e combattive sopravvissute agli abusi: l’irlandese Marie Collins, violentata da un prete a tredici anni. L’IDEA ERA MATURATA l’anno scorso nel- l’ambito del “Consiglio degli otto cardinali”. Francesco ora la rende operativa ed è una prima risposta al Comitato Onu per i diritti dell’Infanzia, che all’inizio dell’anno ha dif- fuso un rapporto severo sulla Santa Sede. La nuova commissione si sta formando per gra- di. Il Papa ha creato un nucleo di otto persone, incaricato di redigere gli statuti della commissione che poi sarà allargata a rappresentanti di tutte le aree geografiche. C’è una novità di rilievo nel modo di pro- cedere di Francesco. Non solo il pontefice argentino chiama a collaborare chi ha vissuto di persona la violenza e ne ha una visione concreta e non astratta, ma egli affida all’esperienza dei membri della commissione – quindi in un certo senso al vissuto “dal basso” – il compito di definire i compiti di questo nuovo organo. La decisione risponde a un auspicio, diffuso in parte del mondo cattolico e che era stato espresso anni fa nel corso di una riunione degli episcopati anglofoni: avere in Vaticano un centro di monitoraggio del fenomeno degli abusi per non abbassare la guardia e ve- rificare se tutte le Chiese locali si dotano degli strumenti necessari per contrastare le violenze. Gli otto scelti sono personalità interessanti: oltre a Marie Collins, c’è il cardinale di Boston O’Malley, che in diocesi ha fatto pulizia dei preti molestatori, l’ex premier polacco Hanna Suchocka, la studiosa francese di psichiatria Catherine Bonnet, la psichiatra inglese Sheila Hollins, il giurista italiano Claudio Papale, il gesuita argentino Humberto Miguel Yanez, legato a Bergoglio. INFINE IL GESUITA tedesco Hans Zollner, decano della facoltà di psicologia dell’Università Gregoriana e organizzatore nel 2012 di un grande simposio a Roma, durante il quale il dramma degli abusi fu discusso alla pre- senza di 110 rappresentanti di conferenze episcopali e di trenta superiori di ordini re- ligiosi. Fu in quella occasione che Marie Col- lins potè raccontare per la prima volta a una platea vaticana l’evento che l’aveva ferita: “Ero malata, ansiosa e per la prima volta lon- tana da casa e dalla famiglia. Mi sentii molto sicura quando il cappellano cattolico dell’ospedale mi si fece amico: mi visitava e mi leggeva qualcosa la sera… Quando cominciò ad armeggiare sessualmente con me, affermando all’inizio che era per gioco, fui scioccata e resistetti, dicendogli di fermarsi. Ma lui non si fermò… Il fatto che fosse un prete, aumentò la grande confusione che avevo in testa. Quelle dita, che volevano abusare del mio corpo la not- te precedente, erano le stesse che il mattino successivo te- nevano e mi offrivano la sacra ostia…”.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il marzo 24, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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