L’eclissi di Sole (24 Ore): quasi 80 milioni di rosso

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IL QUOTIDIANO ECONOMICO CHIUDE IL PEGGIOR BILANCIO DELLA SUA STORIA. I GIORNALISTI: “IL GRUPPO PAGA LE OPERAZIONI SBAGLIATE
Fatto Quotidiano del 20/03/2014 di Camilla Conti attualità
Milano Conti in profondo rosso per il Sole 24 Ore che chiude il peggior bilancio della sua sto- ria. Nel 2013 il gruppo che edita il quotidiano di Confindustria ha registrato una perdita di 76,2 milioni, in aumento ri- spetto ai 45,8 milioni del 2012, e una posizione finanziaria negativa per 48,6 milioni. To- gliendo gli ingenti oneri non ricorrenti il rosso scende a 39,3 milioni ma a calare sono anche i ricavi diminuiti del 10,5 per cento a quota 385 mi- lioni soprattutto per la con- trazione del mercato pubblicitario. Tengono l’on line, il Sole 24 O re si conferma a dicembre 2013 primo quotidiano digitale nazionale con 141,8 mi- lioni di ricavi, e Radio 24 , in crescita del 9,6% rispetto a un mercato che cresce dell’1,3% con oltre 2 milioni di ascoltatori nel giorno medio. Ai conti di casa è stato dedi- cato un articolo di spalla a pa- gina 26 del Sole 24 Ore di ieri mattina. Titolo, non sul rosso di 76 milioni ma su “l’ebitda comparato “ che “sale del 30 per cento”. Per capire meglio come il gruppo ha chiuso il bilancio di fine anno e soprattutto perché ha perso così tanti soldi, il lettore ha comunque potuto dare una scorsa alla lunga nota del comitato di redazione. Il sindacato interno dei giornalisti fa infatti notare che il rosso di 77 milioni si aggiunge a quelli degli anni passati, con un peggioramen- to di oltre 35 milioni rispetto al 2012 e fa sfondare abbon- dantemente i 200 milioni di perdite in 5 anni. “Un risultato pessimo – si legge nel comunicato – consumato ai danni di quello che era considerato un gioiello tra le aziende editoriali”. Secondo i giornalisti, il Sole 24 Ore paga ancora un prezzo troppo alto per i molti errori commessi nel passato “e vogliamo credere che siano stati solo errori”. IL CDR PUNTA il dito, in par- ticolare, sul caso Business Me- dia: “Dopo averla acquistata a caro prezzo nei dintorni della quotazione e godendo dei pro- venti di quest’ultima, questa area, che edita riviste specia- listiche, è stata soggetta a ri- petute svalutazioni sino a es- sere ceduta poche settimane fa per un prezzo ‘simbolico’: quasi 70 milioni andati in fumo, con conseguenze che si abbattono ancora sul bilancio del 2013, visto che a riguardo è stata iscritta un’ulteriore mi- nusvalenza di 12 milioni. Che si somma alla dubbia redditività di altri settori non esat- tamente co re , pure essi eredità della campagna di acquisizioni senza costrutto condotta in passato che hanno prosciugato la liquidità incassata con l’Ipo, liquidità che non è stata utilizzata per sostenere il core business dell’informazione”. Il comunicato cita anche altre iniziative dal dubbio senso editoriale e dall’incerta redditività, varate e chiuse nell’arco di pochi anni. Dalla televisione alla freepress , passando per i dorsi regionali. Nel mirino fi- niscono anche i canoni di affitto plurimilionari (ancora oltre 20 milioni l’anno) pagati per le sedi di Milano e Roma nonché la concessionaria System che, al netto delle di- verse performance sui media del gruppo, è stata, negli ultimi anni, “continuamente terre- motata da avvicendamenti ai vertici. L’ultimo, poche setti- mane fa, quando il direttore generale in carica allora è stato “sorpreso” in conflitto d’inte- ressi, come titolare di una quo- ta di proprietà di azienda edi- toriale concorrente e cliente di System stessa”. IL LUNGO j’accuse del cdr si conclude chiamando in causa l’azionista di maggioranza che “ha sinora brillato per latitanza. A Confindustria interessa ancora avere un giornale? E, se sì, è soddisfatta dei risultati di questi anni? Non ritiene opportuna una chiamata in causa, ai diversi gradi di responsabilità, di chi è stato nel tempo artefice della débâcle ?”. Si attendono le risposte del presidente Giorgio Squinzi.

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Pubblicato il marzo 22, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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