La Rai è un servizio pubblico ma Cottarelli non lo sa

ppp
Fatto Quotidiano del 16/03/2014 di Carlo Tecce attualità
Ormai è un esercizio diffuso cianciare di Rai senza conoscere l’argomento. Forse perché la Rai è sinonimo di muffa e spreco o forse perché il controllo televisivo è un desiderio inconfessabile. Carlo Cottarelli, il signor spending review , dopo un lungo periodo di incubazione, ci ha comunicato che per recuperare denaro pubblico si potrebbero tagliare anche le sedi regionali Rai. Cioè ci ha comunicato, suo malgrado, la sua inadeguatezza in materia. Tagliare o chiudere le sedi regionali Rai non vuol dire nulla. È come se, un giorno, una famiglia possa pensare di elimi- nare il letto e dormire a terra o sul divano se la fortuna l’assiste. Cottarelli dovrebbe sapere che la Rai incassa il canone pubblico perché è un servizio pubblico: la doppia presenza del termine “pubblico” dovrebbe indurre a un minimo di ragione. Ma non è opportuno essere ottimisti. Così possiamo aggiungere che le testate regionali di Viale Mazzini, che assi- curano una presenza che un tempo si definitiva capillare, sono essenziali per la produzione di notizie locali , ovvero globali più locali. L’azienda ci sta investendo dei soldi e, neanche troppi mesi fa, ci ha spedito una gruppo di giornalisti dopo un concorso interno. È ovvio che la gestione di decine e decine di redazioni, da Bolzano a Palermo, non sia generatrice di utile. MA NONOSTANTE Cottarelli, Viale Mazzini deve garantire un’informazione ampia e plurale, che poi sia sovente scadente è un altro discorso. Per non scontentare Cottarelli, possiamo pure ipotizzare che la Rai decida di cancellare quattro o cinque sedi giornalistiche o di produzione: oltre a diventare più povera e inadeguata per un mercato che premia la quantità oltre che la qualità, lo Stato non ne caverebbe un euro. Perché lo Stato, non dà contributi diretti a viale Mazzini. Quest’anno poi, e lo stesso Cottarelli senza comprenderne il valore l’ha spifferato, la Rai ratificherà il bilancio 2013 con un pareggio, euro più euro meno, dopo un rosso che nel 2012 era di 244 milioni di euro. Cottarelli non è l’unico che si diverte a raccontare barzellette su Viale Mazzini. L’ingegnere Salvatore Margiotta, incidentalmente componente della commissione par- lamentare di Vigilanza in quota Pd, dopo la presa renziana del potere, ha sciorinato la sua ricetta a un quoti- diano. Margiotta, in sostanza, preve- deva la cessione di qualche “ramo d’a- zienda”. Si riferiva anche a Raiway, la società che possiede i ripetitori neces- sari per le trasmissione e dunque è un bene essenziale e prezioso per fare televisione. Un altro deputato democratico, il siciliano Michele Anzaldi, ha scritto un lettera per denunciare la sa- tira di Virginia Raffaele a Ballarò , colpevole di aver osato imitare il ministro Maria Elena Boschi, che sarà ricordata per la forza riformatrice di matrice degasperiana. Domani si sveglierà un altro politico e dirà un’altra bestialità sul sevizio pubblico, non perché sia preoccupato di uno strumento culturale ancora fondamentale per l’Italia, ma perché straparlare di Rai è il modo più semplice per essere popolari senza essere preparati.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il marzo 17, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: