SAN GIACOMO Quell’ospedale abbandonatto

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Fatto Quotidiano del 10/03/2014 Silvia D’Onghia attualità
Chi passeggia per via del Corso neanche se ne rende conto. Eppure quello splendido palazzo trecentesco ha un passato glorioso, archiviato quasi sei anni fa in soli 70 giorni per far posto a una voce di risparmio nel disastroso bilancio della Regio- ne Lazio. Assi di legno a sprangare ogni ingresso sui tre lati, perchè l ’ospedale San Giacomo ,ormai vuoto,sarebbe una casa troppo comoda per chi una casa non ce l’ha. E così pure l’ingresso principale è presidiato dal 2008–notte e giorno,feriali e festivi –da un’agenzia di vigilantes. Nessuno puòentrarci, fatte salve le ispezioni periodiche del direttore generale della Asl RmA, da cui la struttura dipende. L’ultima è di un paio di settimane fa, dopo le abbondanti piogge che hanno vinto la consistenza del tetto e allagato alcune stanze all’ultimo piano. Il San Giacomo garantiva 130 posti letto e un servizio di dialisi peritoneale all’avanguardia. Fu chiuso dall’allora governatore Marrazzo, nella fretta di fare cassa e nella speranza, neanche troppo celata, di venderlo ai palazzinari per farci un residence di lusso.Fu una carta a bloccare tutto:il testamento del cardinale Antonio Maria Salviati,che alla fine del’500 donò l’edificio alla città di Roma, col vincolo che fosse per sempre un luogo di cura. Finora non è bastata la battaglia – anche giudiziaria, con un ricorso al Tar –degli eredi del cardinale a mettere la parola fine a quest’incredibile storia di abbandono e di spreco (tre mesi prima della chiusura era stato ristrutturato con una spesa di ventimilioni di euro). Nei corridoi della Regione c’è ancora qualcuno che spera di poterne modificare la destinazione d’uso. Ma la geografia dello spreco, a Roma, non conosce quartiere. Seil SanGiacomo è in centro,la Città dello Sport a sud este l’ex Fiera a sud, c’è un luogo a nord della Capitale, nella riserva della Marcigliana , che vale lapena di ricordare. La sua origine è incerta: qualcuno dice un manicomio, più probabile un orfanotrofio, oggi si parla di messe sataniche e soft air. È un’immensa struttura a quattro piani, abbandonata dagli anni 70, fatiscente e pericolosa. Ma forse, ancora, recuperabile. Oppure ci sono i parcheggi, una Roma violentata per far posto alle auto che oggi neanche ci sono: è così sotto il piazzale di Porta Pia, è così a Cornelia, dove il parking aperto nel ’99 e chiuso nel 2006 è costato 35 milioni di euro.

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Pubblicato il marzo 11, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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