PILLOLE E SCANDALI Che ci importa delle sanzioni, siamo ricchi

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Fatto Quotidiano 7/3/2014 di Tommaso Rodano attualità
Big Pharma ha i suoi scheletri nell’armadio. Quando sono scoperti, piovono salassi miliardari. Fuori dall’Italia i 180 milioni di euro di multa inflitti a Roche e Novartis sembrano quasi una mancetta irrisoria. La storia dei grandi scandali sanitari racconta cifre che fanno impallidire, da cui la stabilità dei colossi farmaceutici è stata appena sfiorata. GLI EPISODI si assomigliano: prodotti potenzialmente dannosi o non ade- guatamente testati, messi in commer- cio nascondendone i possibili effetti. Per le aziende sono profitti spaventosi. Poi scoppia il bubbone, la medicina scompare dagli scaffali e inizia il lavoro degli avvocati. Alla fine magari arriva una condanna, ma nel frattempo –per quanto enorme possa sembrare il risar- cimento – le compagnie si sono arricchite in misura esponenzialmente superiore. Il record appartiene alla GlaxoSmithKline, multinazionale britan- nica. Dopo una contesa ultradecennale contro il governo americano –iniziata nel 1999 e conclusa nel luglio del 2012 -–GSK è stata costretta a pagare un ri- sarcimento da 3 miliardi di dollari. I reati sono su diversi prodotti, tra cui Ava n d i a (un antidiabetico), Pa x i l e We l l b u t r i n (antidepressivi). Le accuse varie: promozione illegale di prescri- zioni di farmaci, corruzione di medici, indicazione sbagliata dei dati di sicu- rezza. Il “caso Avandia”(farmaco a base di Rosiglitazone) è forse la più gran- de frode sanitaria della storia. In com- mercio dal 1999, dopo anni di sommi- nistrazioni (e oltre 3 miliardi di dollari all’anno di profitti), nel 2007 il New England Jour- nal of Medici- ne pubblica un’analisi in- dipendente che mostra al mondo i pos- sibili effetti collaterali: il rischio d’in – farto nei pazienti che assumono Avandia è su- periore del 43 per cento rispetto a chi è trattato con un altro antidiabetico. L’aumento della mortalità per patologie cardiovascolari è del 64 per cento. L’Avandia sarà ritirato dagli scaffali so- lo nel 2010. Decine di migliaia di pa- zienti chiedono ancora giustizia (con class action in Gran Bretagna, Canada e Israele). A FRONTE della sanzione da 3 miliardi, solo nell’anno della condanna Glaxo- SmithKline ha fatturato poco meno di 40 miliardi di dollari. GSK è in ottima compagnia. Johnson & Johnson lo scorso novembre ha accettato di pagare un risarcimento di oltre 2,2 miliardi didollari perl’antipsicotico Risperdal . Anche in questo caso, il farmaco è stato somministrato a bambini, adulti e anziani minimizzandone gli effetti secon- dari. Gli Abbott Laboratories, nel 2012, sono stati costretti a sganciare “appena” 1,5 miliardi di dollari per la pro- mozione truffaldina del loro antiepilettico Depakote.Il farmacoera popolarissimo, nonostante studi medici, an- no dopo anno, ne abbiano dimostrato i rischi e messo in dubbio l’efficacia. La multa, per la Abbott, è valsa non più del 12 per cento del bilancio annuale. A seguire, nella classifica dei casi multimilionari, c’è il Vioxx della Merck, messo in commercio nel 1999 e ritirato nel 2004 dopo essere stato assunto da oltre 80 milioni di pazienti e venduto per oltre 2,5 miliardi di dollari all’anno. I test hanno scoperto un’eccessiva incidenza di infarti ed ictus. Multa da 950 milioni, nel 2011, e passa la paura (non per i malati). Sempre in America, la battaglia del Dipartimento di Giustizia con- tro l’antidepressivo Zyprexa è costata al colosso Ely Lilly poco meno di un miliardo e mezzo di dollari. Questi i casi più clamorosi, ma la lista sarebbe ancora lunghissima (Amzen, Pfizer, Novartis, AstraZeneca): si curi chi può.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il marzo 7, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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