IN PARADISO Maxi – evasione gli Usa a caccia in Svizzera

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BROKER IN AMERICA PER SPIEGARE COME PORTARE VIA 12 MILIARDI
Fatto Quotidiano del 27/02/2014 di Alessio Schiesari attualità
Credit Suisse ha aiutato 22 mila correntisti statunitensi a evadere le tasse su 12 miliardi di dollari. Sono cifre da capogiro quelle pubblicate dalla commissione d’inchiesta permanente del senato Usa che sta indagando su quattordici banche elvetiche. Tra queste la più grande è Credit Suisse che, per almeno cinque anni, avrebbe inviato i propri commerciali oltreoceano per convincere i contribuenti americani ad aprire conti secretati nel paradiso alpino. Gli emissari delle banche, che ingannava- no le dogane dichiaran- do che il loro era un viaggio turistico e non d’affari, fornivano ai ricchi correntisti statunitensi tutte le informazioni necessarie per eludere i controlli. Ad esempio, come inviare il denaro in tranche inferiori ai 10 mila dollari per evitare le dichiarazioni fiscali, o indicando dove ottenere carte prepagate anonime. Secondo i senatori Usa, la filiale di Credit Suisse all’aeroporto di Zurigo è dedicata proprio ai clienti stranieri che usavano l‘istituto di credito per eludere il fisco. Già venerdì scorso, la banca elvetica ha accettato di pagare a Sec, il corrispettivo usa della Consob, una multa di 196 milioni di dollari. Secondo la stampa Usa si tratterebbe però solo di un magro antipasto del menu preparato dal dipartimento di Giustizia che già nel 2009 ha comminato a Ubs, il principale istituto di credito elvetico, un’ammenda di 780 milioni di dollari. Nella relazione di ieri la commissione del senato critica anche la condotta del dipartimento di giustizia che, invece di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per perseguire l’evasione, si sarebbe limitato a inol- trare delle rogatorie a Berna. Una strategia inefficiente (la legislazione svizzera tutela il segreto bancario) che avrebbe permesso di identificare solo 238 potenziali evasori sui 22 mila totali. Il senatore John McCain, ex candidato presidente per il Gop e membro della commissione, ha criticato “l’inefficienza del- la giustizia che ha permesso al problema dei conti offshore di trascinarsi nel tempo”. Da quando l’amministrazione Obama ha deciso di inasprire i controlli sui paradisi fiscali sono stati concessi due condoni: uno dedicato ai contribuenti infedeli cui hanno ader- tito in 44 mila e uno riservata un centinaio di banche svizzere (in cui, a fronte del paga- mento di una penale veniva offerta l’immu- nità penale).

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Pubblicato il febbraio 28, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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