La carica dei ministri chiacchieroni

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IL PREMIER AVEVA DETTO “NIENTE DICHIARAZIONI PRIMA DELLA FIDUCIA”. MA VINCE LA VOGLIA DI VISIBILITÀ
Fatto Quotidiano del 25/03/2014 di Salvatore Cannavò attualità
M atteo Renzi era stato chiaro: nel primo Consiglio dei ministri subito dopo il giuramento aveva raccomandato alla propria squadra di non rilasciare dichiarazioni né interviste. “Niente, fino al voto di fiducia”. Cioè fino ad oggi o anche fino a domani, dopo il passaggio alla Ca- mera. L’auspicio di Renzi risale a sabato. Dome- nica era stato già rinnegato. Come ogni “tradi – mento” che si rispetti il primo a violare la con- segna del silenzio è stato il più fidato, quel Gra – ziano Delrio nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, cioè il vero numero due del governo, seduto allegro e sorridente alle 14:30 davanti a Lucia Annunziata per un’inter- vista che su Rai3 ha rappresentato la prima sci- volata di “turboRenzi”. Renzi doveva presentare al Senato il proprio programma ma 24 ore prima è stato impiccato a questa frase: “Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro avrà pro- blemi di salute”. Neanche Fausto Bertinotti avrebbe mai agganciato a una “signora anziana” l’ipotesi di tassare le rendite finanziarie. Eppure fu proprio Rifondazione comunista a creare quel manifesto, “Anche i ricchi piangano”, che segnò l’inizio del declino del secondo governo Prodi. Renzi è così entrato nel tritacarne della politica degli annunci prova cosa significa smarcarsi dal proprio uomo di fiducia. SE CON DELRIO , però, resta il dubbio di un’uscita in tv concordata, per spiegare “l’incontinenza” degli altri ministri si può ricorrere solo al desi- derio compulsivo della visibilità. Non aveva nem- meno finito di brindare per il giuramento che Stefania Giannini , neoministra dell’Istruzione si confidava a Repu bblica per inviare il suo primo messaggi o al mondo della scuola: “Studierò. Come una secchiona”. Come tentativo empatico non c’è male, poi ci si ricorda che è il ministro a parlare e qualche inquietudine la si prova. Se ha bisogno di studiare vuol dire che non sa nulla oppure sa poco. Infatti, sui siti più frequentati dagli insegnanti, categoria che nonostante le bot- te subite continua a votare largamente per il Pd (che infatti ha lasciato il ministero a Scelta civica), rimbalza la frase sull’abolizione degli scatti di anzianità per i docenti, “frutto di un mancato co- raggio politico del passato”. Chi guadagna 1300 euro al mese non è molto d’accordo. Poi lei, da ex rettore universitario, sottolinea che “soltanto un cieco può negare la realtà: nell’università italiana da troppo tempo non c’è ricambio”. Che non farà il semplice spettatore ma si dedicherà anima e corpo al nuovo incarico di ministro della Cultura, Dario Franceschini non l’ha mandato a dire. Lo ha detto lui stesso, prima dome- nica, fresco di giuramento, in una intervista al Tg1 e poi ancora ieri facendosi intervistare da Radio1. Così dall’ex ministro dei Rapporti con il Parlamento, ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Massimo D’Alema, ex segretario del Pd, abbiamo saputo che “uno dei motivi della stanchezza degli italiani nei confronti della politica, di qualsiasi colore è stato vedere molti annunci e pochi fatti corrispondenti a quegli annunci”. Compresi, quelli frettolosi, di France- schini. La neoministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi , si è fatta precedere dalle polemiche sui suoi conflitti di interesse e sulle sue presunte cene con Silvio Berlusconi. Anche lei ha dovuto esternare al Cor – riere della Sera per rassicurare (chi?): “Non sono mai stata ad Arcore a cena” e Silvio Berlusconi “non mi ha offerto alcuna candidatura alle Europee”. Poi deve ammettere di aver incontrato di- verse volte Berlusconi, “tramite Alfano”, e di aver avuto la richiesta di entrare in lista con il Pdl. “Ma ho rifiutato anche perché “avevo un bambino piccolissimo”. Ora il bimbo è cresciuto è lei è mi- nistra. Senza problemi di incompatibilità perché “ha dato le dimissioni da tutti gli incarichi nella società”. Come diceva qualcuno prima di lei. Pare si chiamasse Silvio Berlusconi.

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Pubblicato il febbraio 26, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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