Gli azzeccagarbugli Per non far capire: una legge mostro da 749 commi

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Fatto Quotidiano 24/02/2014 Salvatore Cannavò attualità
Al fine di salvaguardare la continuità occupazionale nel settore dei servizi di call center, in favore delle aziende che hanno attuato entro le scadenze previste le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto di cui all’articolo 1, comma 1202, della legge 27dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, entro i termini predetti e ancora in forza alla data del 31 dicembre 2013, è concesso, per l’anno 2014, un incentivo pari a un decimo della retribuzione men- sile lorda imponibile ai fini previdenziali per ciascuno dei lavoratori stabilizzati, per un periodo massimo di dodici mesi, nel rispetto dell’articolo 40 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Questo comma, il numero 22 dell’ultima legge di Stabilità, rappresenta uno degli esempi più chiari di norma inserita a fine corsa per favorire alcune aziende del settore dei call center. Chiunque lo legga senza conoscere la materia non saprebbe nemmeno dove collocarlo. I deputati e i senatori che lo hanno proposto hanno potuto confidare nella di- strazione volontaria dei propri colleghi. Ma quanta responsabilità hanno quelle aziende che hanno bussato insistentemente alla porta di questo o quel deputato per farsi favorire in un modo esclusivo? L’esempio è utile per chiarire l’intreccio perverso che alimenta un sistema di relazioni incrociate tra politica, apparati dello Stato, imprese, spesso anche sindacati. Il segreto di questa modalità, però, sta tutto nell’indefinitezza della norma, nella sua inconoscibilità effettiva. Guardiamo il comma 36 della medesima legge: I commi 513 e 514 dell’articolo 1 della legge 24 di- cembre 2012, n. 228, sono abrogati. I commi 1093 e 1094 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modifica- zioni, riacquistano efficacia dalla data di entrata in vi- gore della presente legge. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 no- vembre 2004, n. 282, con- vertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è ridotta di 32,8 milioni di euro per l’anno 2015 e di 43,7 milioni di euro a decorrere dal- l’anno 2016. A quale riga dopo la prima vi siete persi? Come si vede siamo di fronte a una sorta di Talmud legislativo per interpretare il quale occorrono dei “sacerdoti” ben pagati, ben coccolati e, soprattutto, dotati di un potere enorme. Gli unici a cui è permesso di scrivere una frase così lunga senza essere rimandati a settembre: “ Per assicurare il contrasto dell’evasione fiscale nel settore delle locazioni abitative e l’attuazione di quanto disposto dai commi 8 e 9 sono attribuite ai comuni, in relazione ai contratti di locazione, funzioni di monitoraggio anche previo utilizzo di quanto previsto dall’articolo 1130, primo comma, numero 6), del codice civile in materia di registro di anagrafe condominiale e conseguenti annotazioni del- le locazioni esistenti in ambito di edifici condominiali ”. Il potere di rendita, di interdizione e di proposta si rende operativo con commi come quello che segue in cui si stanziano le risorse e poi si demanda il ministero (cioè il Capo di gabinetto) alla scrittura del Decreto legislativo: “ È istituito nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un apposito fondo da ripartire, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’esercizio 2014, di 30 milioni di euro per l’esercizio 2015 e di 50 milioni di euro per l’esercizio 2016 ”. La redazione “ambigua” e “incerta” delle norme può por- tare anche a casi limite come quello relativo alla Card Blu, avviata nel 2012 per gli immigrati ad alta professionalità. Nata per recepire una Direttiva europea, il Decreto le- gislativo varato dal governo Monti prevedeva tra i requi- siti, come nel resto d’Europa, “un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale e della relativa qua- lifica professionale”. A differenza della Germania, però, l’Italia ha inserito una parola, “relativa” che ha significato migliaia di verifiche, controlli, interpretazioni. E mentre in Germania le Card blu in un anno sono state 10 mila, in Italia si sono fermate a 64.

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Pubblicato il febbraio 25, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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