“Mannheimer ideatore della frode”

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CHIUSA L’INDAGINE SUL SONDAGGISTA PER UN’EVASIONE DA 10 MILIONI DI EURO TRA IL 2005 E IL 2011
Fatto Quotidiano del 22/03/2014 di Carlo Di Foggia attualità
Due mesi fa, ai magistrati che lo interrogavano, aveva spiegato di “provare vivo dispiacere e sincero pentimento”: “Restituirò al fisco tutto quanto dovuto”. Ieri, il pm di Milano Adriano Scudieri ha chiuso le in- dagini sul fondatore e presidente dell’Ispo, Renato Mannheimer, per una presunta evasione fiscale da 10 milioni di euro e si appresta a chiederne il rinvio a giudizio insieme al consulente Francesco Merlo e altre otto per- sone. Al più famoso sondaggista italiano i magistrati contestano di essere stato “l’ideatore e beneficiario dell’attività fraudolenta” messa in atto tra il 2005 e il 2011. Un giro di false fatture per operazioni inesistenti (per lo più finti sondaggi mai realizzati), emesse da società “filtro” e “cartiere” create ad hoc , e di cui Merlo e Mannheimer era- no i gestori di fatto. I soldi evasi – secondo l’accusa – venivano poi girati su conti correnti aperti in Svizzera, Antigua e Lussemburgo, e riconducibili all’uomo delle per- centuali di Porta a Porta . Nelle 25 pagine del dispositivo, viene ricostruito il sistema in tre tempi: le società operative – amministrate dal sondaggista – simulavano le operazioni; quelle filtro emettevano fattura e a loro volta replicavano l’operazione con le società “cartiere”, intestate ad un referente dei due nel Paese africano, Hedi Kamoun. Da lì i soldi prendevano la via dell’estero. A Kamoun spettava una percentuale del 2,5 per cento, la stessa riservata ad un altro indagato, Carlo Gerosa, cittadino italo-svizzero già finito nell’inchiesta della Pro- cura di Busto Arsizio sul caso Finmeccanica – ossia la presunta tangente pagata a funzionari del governo indiano per la fornitura di 12 elicotteri Agusta-Westland – con l’accusa di essere stato uno degli intermediari dell’affare insieme all’italo-svizzero Guido Haschke e all’inglese Christian Michel. L’inchiesta su Mannheimer era nata da una segnalazione del 2010 dell’unità di informazione finanziaria di Bankitalia. Il 17 aprile 2013, Merlo era stato il destinatario di un’ispezione amministrativa anti-riciclaggio da cui era emerso che l’uomo operava come fiduciario del sondaggista in operazioni con fatture sospette per un totale di 30 milioni di euro. Secondo l’accusa, le imposte Ires e Iva evase ammontano a circa 10 milioni di euro di cui uno sarebbe però stato sottratto al fisco da una delle società “filtro” e finito, secondo i pm, nelle tasche di altri indagati. NEL CORSO dell’interrogatorio, Mannheimer aveva sottolineato anche come, “già da alcuni anni”, sia lui personalmente che le sue società “siano totalmente rispettose della normativa fiscale”. Dopo le prime notizie sull’indagine però, il Corriere della Sera , dove scriveva da tempo, gli ha preferito Nando Pagnoncelli, presidente dell’Istituto Ipsos, ospite fisso della trasmissione Ballarò . Derubricato da via Solferino, Mannheimer ha trovato ospitalità sul Fo g l i o di Giuliano Ferrara, dove è più volte intervenuto con i sondaggi realizzati dal suo Istituto. È continuata, invece, la collaborazione con Porta a Porta di Bruno Vespa.

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