Enrico Letta lascia a Renzi un buco da oltre 16 miliardi

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PER LA CORTE DEI CONTI MOLTE DELLE ENTRATE DELLA LEGGE DI STABILITÀ SONO A RISCHIO:
“NON GARANTISCE NÉ CRESCITA NÉ RISANAMENTO DEL BILANCIO”. IL TESORO: IL GETTITO È OK

Fatto Quotidiano del di Carlo Di Foggia La Corte dei conti boccia la legge di Stabilità approvata a dicembre, e lancia un segnale preoccupante a Matteo Renzi, ancora impegnato a rin- tracciare il nome giusto per il ministero dell’Economia. Le previsioni fatte dal governo uscente, dalle entrate fiscali alla crescita economica, sono “ottimistiche”, e mettono a rischio il gettito stimato a suo tempo dal governo. Nel 2014 potrebbero mancare 3 miliardi e nel periodo 2017-2020 altri 13,7 miliardi (anche se per il tesoro non ci sarebbe “nessuna mancanza di gettito”). Il “buco” lasciato in eredità al futuro esecutivo è in- gente, e la parte più corposa riguarda gli anni a venire solo grazie “alla tendenza ad accelerare il gettito presente, anticipando quello futuro”, cioè grazie agli interventi sugli acconti di imposta e agli aumenti fiscali spalmati su più anni, e questo pone “un problema di tenuta delle entrate a partire dai prossimi anni”. PIÙ CHE UNA CRITICA, come avvenuto nell’ottobre scorso, stavolta quella della Corte è una stroncatura: la legge non incide sulla crescita e ha effetti limitati sul risanamento del conti pubblici. Nelle 40 pagine del docu- mento allegato alla relazione dei magistrati contabili, si leggono diversi motivi di preoccupazione per Renzi. Il pagamento di parte dei debiti arretrati della pubblica amministrazione, ad esempio, “non sembra aver dato un particolare impulso all’economia”, come invece auspicato a più riprese dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Spazi di manovra per intervenire sulle tasse, non ce ne sono, né potrebbero arrivare dalla spending review portata avanti dal commissario Carlo Cottarelli, anche nell’ipotesi che centri gli obiettivi (taglio alla spesa di 32 miliardi entro il 2016). Saccomanni e Cottarelli hanno sempre spiegato che i risparmi sarebbero stati destinati alla riduzione della pressione fiscale, ma su questo punto la Corte è lapidaria: “Si preannuncia la destinazione dei proventi della revisione della spesa a riduzioni fiscali, senza evidenziare che buona parte dei risultati attesi sono già ipotecati per evitare un incremento del prelievo”. Tradot- to, anche se i giudici ammini- strativi per il momento non ri- tengono necessaria una nuova manovra corettiva, se l’ex dirigente del Fondo monetario in- ternazionale dovesse fallire, il rischio diventerebbe concreto. Non a caso, lunedì scorso Cottarelli, intervenendo a un convegno all’università Bocconi, ha esortato Renzi a “fare presto”, perché “bisogna scrivere entro la prima parte del 2014 le rifor- me necessarie per effettuare i tagli nel 2015 e nel 2016”. Secondo la Corte, i “diffusi aumenti impositivi” (oltre 28,5 miliardi nel triennio 2014-2016) non sono compensati dagli sgravi anche se il 2014 sarà un anno di “tregua fiscale”visti i soli due miliardi di nuove tasse. Che però salgono a 4,6 nel prossimo biennio. LA LEGGE di stabilità rischia di non c’entrare neanche gli obiettivi di finanza pubblica. Pesano soprattutto le previsioni “improntate ad un eccessivo ottimi- smo”del governo uscente. Il primo scollamento riguarda le prospettive di crescita del Pil. Saccomanni ha difeso fino all’ultimo le stime del suo dicastero (1 per cento nel 2014, 1,7 per il 2015), nonostante tutti gli orga- nismi indipendenti, nazionali e internazionali, e la stessa Com- misione europea le avessero ridimensionate. I giudici contabili sembrano ritenere più realisti- che le stime di Istat e Bankitalia (0,7 per ceno nel 2014, 1 per cento nel 2015). Il secondo scolla- mento riguarda il rapporto tra deficit e Pil, previsto per quest’anno in calo al 2,5 per cento. Secondo la Corte, il dato potrebbe invece salire al 2,8 per cento. La strada per Renzi è in salita.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il febbraio 21, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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