Come ti comunico ‘demolition man’ (FILIPPO SENSI, SPIN DOCTOR DI RENZI )

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FILIPPO SENSI, SPIN DOCTOR DI RENZI, AMA L’INGLESE, IL WEB E TWITTER. PER LANCIARE IL CAPO WORLDWIDE
Fatto Quotidiano del 19/03/2014 di Chiara Paolin attualità
Il nome di battaglia dice praticamente tutto. Perché Filippo Sensi sarà pure il moderato uomo di comunicazione forgiato nelle fila della Margherita, già vicedirettore del quotidiano superlight Europa e penna raffinata de La Lettura , supplemento del Corriere della Sera; ma quando c’è da battagliare politicamente, Filip- po Sensi diventa Nomfup, acronimo di “ Not my fucking problem ”, “non è un mio fottuto problema”. Il nome origina da una serie inglese dedicata agli spin doc- tor di partito, professione che Filippo mastica da tempo e che gli è valsa la promozione a responsabile della comunicazione Pd per comando di Renzi. Nomfup, con un tweet, ha accettato l’incarico al volo. E nessuno si è stupito: giovane (45 anni), tecnologico e innamorato del mondo anglofono almeno quanto Renzi. Basta dare un occhio al Nomfup in versione blogger per osservare il pantheon. Dai report su Barak Obama alle news su David Cameron, velocità e smalto scintillano festosi, in una corsa sicura verso ipotesi contemporanee. COSÌ È IL FUTURO PER SENSI&RENZI, parec – chio slanciati pure loro nell’uscire dal colloquio con Giorgio Napolitano dopo aver accettato l’incarico di formare il nuovo governo. “Italian designate premier Matteo Renzi with his spokesman Filippo Sensi leave Quirinale Palace after he received the role by Italian president Giorgio Napolitano to establish the new Italian Governament in Rome” hanno battuto le agenzie. E chi ha vi- sto i due avanzare sui quadroni di marmo bianco e nero lungo i corridoi quirinalizi, per salire poi in auto uno accanto all’al tro, senza autista, muovendo lesti verso l’uscita, s’è sentito subito un po’ più moderno, agile, deciso. L’effetto su cui Nomfup dovrà insistere ancora un po’ è il piglio anglofono di Renzi quando gli si para davanti uno straniero, un telecineoperatore estero, un ospite non avvezzo alla lingua di Dante. Il web, come si sa, fa sempre fede. Nel 2011 il sindaco premiava nella Sala dei Cinquecento il ma- gnate americano Ted Turner snocciolando un inglese a dir poco baldanzoso, con un gioco di palato ardito e una traduzione dal fiorentino cruda come una tagliata al sangue. “This is the hurt of Florence”ridacchiano i commenti su YouTube al Renzi che voleva fare il generoso offrendo al vip il cuore della città (heart) e che invece ha buttato lì una ferita, un dolore (hurt), sulle 74 candeline da spegnere per Ted. Stessa prosa sfoderata in occasione del video pro Ue per The State of Union 2012 (“No no, vi prego ditemi che è Crozza nel Paese delle me- raviglie, non posso credere che sta roba sia andata in eurovisione ahahahahahahahahaha!” sanziona il solito video caricato online) e ancora nel 2013 con uno speech a Bologna su Obama e le tagliatelle. Del resto, buon Nomfup non mente. Sensi fu portavoce di Francesco Rutelli, e nessuno può scordare il tenero “plis visit Italy” che ci rese celebri nel pianeta.

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Pubblicato il febbraio 20, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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