Uk, ministro lascia per la colf irregolare

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MARK HARPER, 43 ANNI, ERA PROPRIO IL TITOLARE DELL’IMMIGRAZIONE NEL GOVERNO CONSERVATORE DI CAMERON
Fatto Quotidiano del 9/02/2014 di Caterina Soffici attualità
Londra I l ministro inglese per l’Immigrazione Mark Harper si è dimesso ieri sera per- ché impiegava un’immigrata clandestina come donna delle pulizie. Il premier David Cameron ha accettato le dimissioni “con rammarico”, dice Downing Street, anche se “non c’era alcuna indicazione che Harper avesse assunto consapevol- mente una clandestina”. L’ha fatto “a sua insaputa”, anche se la formula non è molto in voga nell’isola britannica, dove consuetudine e rispetto impongono che chi viene beccato con le mani sporche di marmellata si prenda le proprie responsabilità. Il ministro dimissionario (che in verità è un vice ministro dell’Interno con delega all’immigrazione) è stato prontamente sostituito da James Brokenshire. Non un grave reato, in effetti. Soprattutto perché “nessun elemento indica che fosse a conoscenza della menzogna della donna, che gli aveva fornito documenti falsi al momento dell’assunzione” dicono da Downing Street. NELLA LETTERA di dimissioni però Harper spiega che anche se sbaglia in buona fede, un ministro deve essere irreprensibile (“a un livello superiore rispetto agli altri” scrive). Ammette poi che avrebbe dovuto verificare più a fondo i documenti, visto che in questi giorni si sta discutendo la sua proposta di legge che inasprisce re- gole, controlli e sanzioni per chi impiega clandestini. Ma le dimissioni erano ineluttabili anche perché proprio Mark Harper era stato l’artefice l’anno scorso della campagna pubblicitaria contro gli immigrati clandestini al centro di una enorme polemica. Aveva pensato di scoraggiare i clandestini facendo girare per le strade dei camioncini con la scritta “In Uk illegalmente? Go home or face arrest ”: vai a casa o sarai ar- restato. L’iniziativa era stata criticata da più parti e finita sotto il fuoco degli stessi liberal democratici, alleati di governo di Cameron. Vince Cable, libdem e ministro per le attività produttive, aveva definito la campagna “stupida e offensiva”. “Il duro messaggio go home rievoca i graffiti razzisti comuni negli anni Settanta” aveva scritto il Guardian . E lo stesso Nigel Farage, leader del partito anti immigrazione Ukip (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito) l’aveva definita “sgradevole”. Mark Harper rispose alle accuse con una lettera sul Daily Mail , il giornale popolare vicino ai conservatori molto sensibile ai temi dell’immigrazione, dove sosteneva: “Razzismo? Non è razzismo chiedere a persone che si trovano qui illegalmente dei lasciare il Paese”. Alla fine il ministro degli Interni Theresa May aveva deciso di sospendere la campagna. E questa volta è stato Harper a dover “andare a casa”.

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Pubblicato il febbraio 10, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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