L’EMERGENZA Per un medicinale contro il tumore 50 mesi di attesa

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Fatto Quotidano del 3/02/2014 di Chiara Daina e Paola Porciello attualità
Da almeno cinque anni nel nostro Paese si assiste periodicamente alla scomparsa di alcuni medicinali dagli scaffali delle farmacie. Nel 90 per cento dei casi si tratta di farmaci “salvavita”, quelli indispensabili per pazienti affetti da malattie gravi o croniche (i cosiddetti farmaci di fa- scia A, prescritti con ricetta medica e rimborsati dal Sistema sanitario nazionale). Mancano in media ogni tre mesi e restano irreperibili da uno a sei mesi. CON GRAVI eccezioni: per gli antitumorali, per esempio, in alcune regioni si arriva ad aspettare anche 50 mesi. Il motivo della for- nitura a “singhiozzo” sono le esportazioni parallele di farmaci negli Stati dell’Unione europea. Una pratica assolutamente lecita prevista dal libero scambio delle merci vi- gente in ambito comunitario, che consente di vendere la merce sulle piazze più redditizie. In Italia, come in Grecia e in Portogallo, i farmaci di fascia A costa- no molto meno che negli altri Paesi. Così i grossisti, mossi da una logica di mero profitto, li esporta- no altrove, guadagnando fino al 400 per cento in più. In Germania una sca- tola di Cymbalta, un antidepressivo, costa 87,68 euro mentre da noi vale 24,90. Ora, poiché la quantità di farmaci distribuita sul mercato italiano viene stabilita in maniera rigida dal fabbisogno nazionale, va da sé che se una parte di questi medicinali finisce all’estero, non viene più garantita la copertura per i cittadini italiani. Per contrastare l’emorragia selvaggia dei farmaci, le case produttrici contin- gentano le forniture a distributori, grossisti e farmacie. Altra piaga. L’ORDINE dei farmacisti e le associazioni di categoria (Federfarma e Assofarm) ormai dal 2011 chiedono che venga trovata una soluzione. Questa, probabilmente, dipen- derà sempre dall’Ue. Un decreto legislativo ad hoc sarebbe difatti già sul tavolo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Tale testo, relativo al recepimento della direttiva 2011/62 dell’Unione europea, “dovrebbe risolvere per sempre il problema del cosiddetto mercato parallelo dei farmaci”, spiegano fonti del ministero. Il decreto, che per la primavolta consente all’Agenziadel farmaco (Aifa) di redigere un elenco di farmaci dei quali limitare l’esportazione, do- vrebbe arrivare in Consiglio dei ministri per l’approvazione tra due settimane. L’Ai – fa, che stabilisce il prezzo dei farmaci al pubblico (dopo averlo negoziato con le in- dustrie farmaceutiche), conferma, ma esprime minore ottimismo sui tempi. Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma, è netta: “I far- maci non sono una merce qualsiasi, quindi non può valere il libero scambio. La soluzione è il prezzo unico dei farmacia livello europeo”. Le fa eco Michele Di Iorio, che aggiun- ge un’altra causa: “Sono cresciute a dismisura le licenze concesse dalle re- gioni ai farmacisti per diventare grossisti”. Magari senza avere nemmeno i requisiti. Ma, ancora una volta, nessuno vigila. C’è un servizio online ( trova il tuofarmaco.it ) nato ap posta per fare fronte all’urgenza e riservato ai soli farmacisti: consente di avere l’elenco delle farmacie che hanno disponibilità del prodotto richiesto, attingendo d una banca dati aggiornata in tempo reale. Quasi due milioni le ricerche effettuate dal primo gen- naio 2009. E circa mille le farmacie iscritte al portale. Per aiutare i cittadini, spesso co- stretti a peregrinare da un punto vendita all’altro alla caccia del farmaco salvavita, c’è unaltrosito web:cercailtuofarmaco.it,che geolocalizza il prodotto richiesto nella far- macia più vicina. In soccorso di camici bianchi e pazienti anche i grandi marchi, come Astrazeneca, Eli Lilly e Pfizer, che hanno attivato un numero verde per ricevere il medicinale nel giro di 24 ore. PRIMA INVECE bisognava attendere quasi due settimane di tempo. “C’è da mettersi le mani nei capelli – lamenta Elvy Zappetti titolare di una farmacia a Udine, dove esiste un solo distributore di farmaci -. Al momento sono sprovvisto di un’ottantina di farmaci. Faccio la spola tra i colleghi per recuperarli, a volte senza successo. Giri di telefonate a non finire, e se non si trova c’è anche il rischio che il sostituto non vada bene percerti soggetti”. Non solo .La spesa può finire a carico del paziente. Il sostituto della Folina, un antianemico che allo Stato costa 3,58euro, è il Lederfolin,un farmaco di fascia C non rimborsato dal Ssn, che ha un valore per il pubblico di 14,90 euro. Nel frattempo si moltiplicano i casi di pazienti che, nell’impossibilità di procacciarsi il farmaco salvavita, finiscono per cercarlo su Internet, correndo il rischio che sia con- traffatto, o finendo al Pronto soccorso, com’è accaduto di recente a una donna anziana rimasta senza anticoagulante e a una paziente epilettica.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il febbraio 8, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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